L'ANALISI ASSOCOSTIERI-NOMISMA

Porti, la burocrazia e i costi frenano il primato italiano sul bunkeraggio: ora comanda la Spagna. Cresce il gnl, la sfida dei carburanti sostenibili

28 Gen 2026 di Mauro Giansante

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Porti, la burocrazia e i costi frenano il primato italiano sul bunkeraggio: ora comanda la Spagna. Cresce il gnl, la sfida dei carburanti sostenibili

Sostenibilità ma con realismo. Due chiavi da utilizzare allo stesso modo per garantire lo sviluppo prossimo di una filiera strategica come quella della logistica energetica. Tanto per mettere al sicuro gli approvvigionamenti in un’epoca delicata per via dei conflitti internazionali, quanto per mantenere alta la competitività dei porti italiani. Tutto senza arretrare di altri centimetri nel difficile percorso della transizione verde. Alcuni numeri ci aiutano a capire il settore: il 75% del commercio estero in volumi dell’Ue e il 31% del suo commercio interno è fatto con il trasporto marittimo. Che in Ue causa solo il 4% delle emissioni internazionali.

Secondo Nomisma Energia, presieduta da Davide Tabarelli, il nostro Paese ha perso la leadership europea negli approvvigionamenti lasciando posto alla Spagna. Dopo di noi, seguono Malta, Grecia e Turchia. Le cause sono essenzialmente tre: costi elevati, burocrazia troppo farraginosa (anche qui, sì. Per esempio: dichiarazione Esenzione iva o vincolo di consegna della bettolina) e minori capacità di raffinazione. I costi del bunkeraggio superano del 10% gli altri porti mediterranei e portano le navi a rifornirsi presso altri hub non italiani.

Si diceva del percorso di transizione verde. Per Ne, iutto il trasporto evidenzia le enormi difficoltà nel tentativo di abbandonare o ridurre la dipendenza dai fossili, in particolare dai derivati del petrolio. Tuttavia, al 2020, grazie al sostegno della politica e alle innovazioni tecnologiche è ipotizzabile un aumento della quota dei non petroliferi, in particolare del gas naturale liquefatto. I cui consumi per flotta arriveranno a 10,8 milioni di tonnellate al 2040.

Come evitare scossoni negativi della filiera in questa fase delicata? Integrando combustibili green a patto di nuovi investimenti, ricerca e innovazione; recependo come in altri Paesi la direttiva Ue Red III per aprire ai combustibili neutri e implementando una consistente semplificazione burocratica di tutte le procedure portuali, compresa quelle riguardanti il bunker.

Veniamo, poi, agli scenari della transizione al 2050: secondo lo studio Assocostieri–Nomisma Energia, gas e petrolio rappresenteranno ancora tra il 50% e il 60% della domanda energetica italiana. Il settore dei trasporti continuerà a dipendere in larga misura dai combustibili liquidi, che copriranno oltre il 90% dei consumi energetici. Mentre il calo della produzione nazionale di gas renderà sempre più rilevante il ruolo del gnl e delle infrastrutture costiere. Tutto ciò, sebbene l’elettrificazione dei consumi finali è un processo che sta accelerando e in Italia si affida molto al gas con integrazioni nelle rinnovabili.

Ecco perché il settore dei biocarburanti va potenziato, secondo Assocostieri. Il bio-gnl può portare a una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 100%, diventando addirittura carbon negative nelle emissioni di gas serra durante il ciclo di vita. Tra le proposte avanzate c’è quella di stabilire meccanismi di premialità per le navi che adottano il bio-gnl, come le riduzioni sulle tasse portuali. Ma va anche anticipata la revisione del regolamento HVD CO2 emission standards (2019/1242), ad oggi prevista per il 2027, per supportare le imprese nell’acquisto di mezzi meno inquinanti e valorizzare i carburanti che già oggi permettono di ridurre le emissioni per una transizione reale, concreta e rapida.

 

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