Snam, ultima mossa per tenere Italis Lng a Piombino

15 Gen 2026 di Mauro Giansante

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Snam, ultima mossa per tenere Italis Lng a Piombino

ITALIS LNG

Un atto dovuto, sul quale si è atteso fino all’ultimo. In attesa di svolte positive che, però, non sono arrivate né arriveranno. Snam ha ufficialmente chiesto al governo di prorogare la permanenza della nave rigassificatrice ormeggiata al porto di Piombino, in Toscana. La richiesta è stata presentata a fine 2025 ma non è stata comunicata prima di ora proprio perché si tratta di un passaggio formale da effettuare per allungare i termini dell’autorizzazione unica per Italis Lng (ex Golar Tundra) che scadrà a luglio di quest’anno. E tale atto poteva essere inoltrato almeno sei mesi prima.

Il contesto, per ricordare, è quello legato alle polemiche politico-ambientali da tempo scatenatesi sul dossier toscano. Sul quale tutti hanno espresso la propria posizione, tranne il soggetto più importante e che dovrà decidere: il governo. In attesa di segnali, allora, la notizia della richiesta di proroga ha riacceso il dibattito mai sopito. Ieri, il presidente della Toscana Eugenio Giani e commissario governativo per il rigassificatore ha ribadito il no della sua Regione: “L’ho già confermato in più occasioni, ma ribadisco che io sono contrario a una proroga”. E ha poi aggiunti di voler chiedere “un appuntamento al ministro Pichetto Fratin per precisare con lui l’opinione contraria e verificare qual è fino in fondo l’opinione del governo”. Giani ha quindi precisato che Snam “ha fatto una richiesta per acquisire dei documenti che le consentono di formalizzare in modo tecnico-scientifico” la richiesta di proroga, e ha detto che la Regione esprimerebbe “sicuramente” parere contrario, nel caso in cui venisse convocata una conferenza dei servizi per il riesame dell’autorizzazione. “Sono convinto, lo dirò pacatamente e serenamente al ministro Pichetto Fratin, che la Toscana abbia già dato. Ormai la banchina del porto di Piombino deve servire per la reindustrializzazione, per il polo siderurgico, quindi è bene che il governo pensi a un altro sito”.

Riferendosi, poi, all’accordo triennale firmato: “Nel momento in cui firmai l’autorizzazione la firmai per tre anni, e la firmai anche a condizione che avvenissero alcune misure che andavano a compensazione del territorio, e che poi non si sono realizzate o si sono realizzate solo in parte”. Le sole opere realizzate, ha spiegato il presidente regionale, sono state “la bonifica” del Sin di Piombino per 88 milioni di euro, “e dall’altra la strada 398 che vede ancora in corso i lavori: ricordo che sulla base della telefonata del sottosegretario Garofoli del governo Draghi, io parlai con l’amministratore delegato di Anas e sbloccammo i lavori di quella strada. Ma a parte queste due cose, di circa 10 punti che avevamo messo, non ce n’è uno che sia venuto a compimento con l’insediarsi del nuovo governo”. I tre anni dell’autorizzazione del rigassificatore a Piombino, ha ricordato Giani, scadranno a luglio: “Per quello che riguarda la mia posizione, la mia opinione – ha proseguito -, è giusto che ora il rigassificatore venga ospitato su un’altra delle coste italiane. Del resto noi abbiamo una nazione che ha 15 regioni su 20 che si affacciano sul mare, e conseguentemente sarà bene che venga assunto da un’altra regione quello che è un compito importante per l’approvvigionamento energetico del nostro Paese”.

No secco anche dal Pd toscano. “L’autorizzazione al rigassificatore di Piombino è temporanea, ha una durata di tre anni e deve essere rispettata. Non siamo disponibili ad alcun prolungamento della permanenza dell’impianto nel porto di Piombino. La posizione della Regione Toscana, confermata dal Presidente Giani, è netta e coerente con gli atti approvati e con il programma di governo regionale: il rigassificatore deve lasciare il porto nei tempi previsti. La richiesta di Snam è quindi irricevibile ed occorre adesso una rapida e ferma presa di posizione da parte del Governo Meloni “. Così Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario Dem della Toscana, insieme al deputato Marco Simiani, al consigliere regionale Alessandro Franchi, al segretario Pd Elba-Val di Cornia Simone De Rosas e al segretario Unione Comunale Pd di Piombino Fabio Cento. “Fermo restando lo spostamento del rigassificatore – hanno aggiunto in una nota -, Piombino merita da subito compensazioni e investimenti concreti. Non come contropartita per una proroga, ma come riconoscimento di un sacrificio sostenuto da un territorio e dal suo porto per un’opera di interesse nazionale. In questi anni il rigassificatore ha garantito un contributo economico alle aziende portuali di Piombino, ma insufficiente rispetto ai vincoli imposti allo sviluppo complessivo portuale, industriale e siderurgico”. Per gli esponenti Pd “servono per questo immediatamente investimenti strutturali: potenziamento delle infrastrutture portuali, e completamento delle infrastrutture terrestri e ferroviarie, nuove banchine, impulso allo sviluppo industriale e occupazionale, per creare più lavoro stabile e duraturo al porto, alla città di Piombino e al comprensorio della Val di Cornia”.

Anche Avs nei giorni scorsi aveva ribadito la contrarietà alla permanenza. E ieri, insieme al M5S, ha diramato una mozione approvata a maggioranza, con astensione del centrodestra, per esprimere la posizione contraria del Consiglio regionale della Toscana, impegnando la Giunta a sollecitare il governo affinché concluda “quanto prima la procedura necessaria allo spostamento” e dia seguito “agli impegni presi in merito alle compensazioni nei confronti del territorio”. Inoltre, sono tornati a muoversi anche i comitati del no. Dove andrebbe, peraltro, la Italis Lng? La Ligura, dal canto suo, ha chiuso le porte all’opzione Vado Ligure e sullo sfondo non si vedono alternative.

Intanto, il mercato del gnl (gas naturale liquefatto) ha visto coprire un ruolo rilevante in Italia nel 2025. Secondo dati Snam, infatti, per l’anno appena salutato ha coperto il 32% della domanda di gas italiana, rispetto al 19% del 2022, e all’11% del 2021. E i cinque terminali di rigassificazione italiani hanno accolto 221 carichi di gnl, di cui 43 a Piombino, la cui capacità copre circa l’8% della domanda nazionale. Il tasso di utilizzo del terminale toscano è stato pari al 90% nel 2024 e al 100% nel 2025, mentre nelle prime due settimane del 2026 sono già arrivati due carichi.

 

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