INFLAZIONE E CRESCITA
Indagine Bankitalia: frenano le aspettative delle imprese di costruzioni ma resta alta la domanda attesa
Si fanno meno ottimisti i giudizi delle imprese di costruzioni sulla domanda complessiva attesa per i prossimi tre mesi, passando da un saldo positivo fra imprese che vedono “rosa” e imprese che vedono “nero” di +38 punti percentuali (terzo trimestre 2025) a un saldo di +26 (quarto trimestre 2025). Il settore delle costruzioni resta però più ottimista di industria e servizi.
Migliorano gradualmente sia i risultati che le aspettative delle imprese sull’andamento della domanda complessiva, ma le imprese di costruzioni, che da mesi “trainano” la fiducia nei settori economici, ora per la prima volta esprimono giudizi meno favorevoli rispetto al passato. Si può sintetizzare così l’indagine sulle aspettative di crescita e inflazione condotta tra il 20 novembre e il 16 dicembre 2025 da Bankitalia presso le imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti.
Va subito precisato, in relazione ai dati sulla domanda complessiva che, nonostante la frenata, il settore delle costruzioni resta quello in cui maggiormente prevalgono i dati positivi. Il saldo medio tra le imprese che hanno riportato un’espansione della domanda complessiva nel trimestre precedente all’indagine e quelle che hanno indicato una contrazione è risultato pari a 9 punti percentuali (era solo uno nel terzo trimestre). Questo significa che ci sono nove punti percentuali di scarto fra chi dichiara un risultato positivo e chi dichiara un risultato negativo. Per l’industria in senso stretto è +2,6 (ma era -5,2 nel terzo trimestre 2025, per i servizi 13, per le costruzioni 21. Nella previsione della domanda sui prossimi tre mesi il dato medio è +19 (era +14 nel terzo trimestre 2025), mentre nei settori si registrano +19 nell’industria in senso stretto (era +18 nel terzo trimestre 2025), +18,5 nei servizi (era +18), +26 nelle costruzioni ma era + 38 nel terzo trimestre 2025. Ecco dunque il rallentamento delle aspettative.
L’occupazione continuerebbe a espandersi nei prossimi tre mesi. Rispetto al trimestre precedente i giudizi sulle condizioni per investire sono meno sfavorevoli, con un leggero miglioramento nell’industria in senso stretto e nei servizi, a fronte del peggioramento nelle costruzioni; la spesa nominale per investimenti nel complesso del 2026 continuerebbe a crescere rispetto all’anno precedente. Una quota significativa delle imprese manifatturiere ha dichiarato di avere utilizzato gli incentivi Transizione 4.0 e Transizione 5.0.
Guardando alle aspettative macro, nel quarto trimestre del 2025 il saldo tra i giudizi di miglioramento e quelli di peggioramento della situazione economica generale ha mostrato un ulteriore recupero pur restando negativo. La quota di aziende che ha espresso giudizi di stabilità rimane predominante, senza particolari differenze tra settori; rispetto all’indagine di settembre i giudizi delle imprese di maggiore dimensione sono divenuti meno sfavorevoli.
Le imprese continuano a prevedere un aumento dell’occupazione nei successivi tre mesi, a un ritmo sostanzialmente invariato rispetto alla precedente indagine nell’industria in senso stretto e nei servizi, più sostenuto nelle costruzioni. Rispetto alla rilevazione di fine 2024 è diminuita la quota di imprese che si attende un aumento nominale dei salari nei prossimi 12 mesi superiore al 4 per cento, in particolare per le aziende dell’industria e dei servizi (a 4, da 8). Per il complesso delle imprese
l’aumento del salario nominale, a parità di inquadramento, atteso per i prossimi 12 mesi si colloca in media al 2,2 per cento.
Il saldo negativo dei giudizi delle imprese sulle condizioni economiche nei prossimi tre mesi è lievemente migliorato nell’industria e nei servizi (a -3 punti da -6), beneficiando dell’attenuazione degli effetti negativi dell’incertezza imputabile a fattori economici e politici e alle politiche commerciali. Nelle costruzioni il saldo è rimasto positivo, ma si è ridotto rispetto alla passata rilevazione (a 3 punti da 7) per via del peggioramento delle attese delle imprese la cui attività è fortemente dipendente dal Pnrr.
I giudizi delle imprese indicano un lieve miglioramento delle condizioni per investire nell’industria in senso stretto e nei servizi e un peggioramento nelle costruzioni; tali condizioni rimangono nel complesso sfavorevoli, ma meno che nella rilevazione precedente (-9 punti percentuali, da -13). Circa un terzo delle imprese prevede di espandere la spesa nominale per gli investimenti, sia nel primo semestre del 2026 rispetto al secondo del 2025, sia nel complesso dell’anno in corso rispetto a quello appena concluso. Il 30 per cento delle imprese di costruzioni la cui attività rimane fortemente connessa con i progetti legati al Pnrr prevede una riduzione della spesa nel primo semestre del 2026. È rimasta positiva e stabile la posizione complessiva di liquidità delle imprese e sono rimaste sostanzialmente invariate le condizioni di accesso al credito.