Catania, firmato il Piano Città: ecco un primo portafoglio da 17 immobili per la rigenerazione urbana
IN SINTESI
Dalla nuova Cittadella della Giustizia al Castello Ursino passando per la riconversione dell’ex educandato Regina Elena che diventerà la sede del Tribunale per i minorenni. Sono 17 gli immobili entrati a far parte di un primo portafoglio individuato dal nuovo Piano Città per il rilancio della città di Catania. L’accordo è stato siglato tra l’Agenzia del Demanio, il Comune di Catania e l’Università degli Studi di Catania per la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico della città.
Si tratta, dunque, di un primo portafoglio che comprende 12 immobili di proprietà dello Stato, 4 del Comune e uno della Città Metropolitana destinati a interventi di rifunzionalizzazione e recupero, in linea con i fabbisogni delle amministrazioni pubbliche e del territorio. Tra i progetti principali figura la riqualificazione dell’ex Palazzo delle Poste, che ospiterà la nuova Cittadella della Giustizia e un grande parco urbano, con un intervento orientato all’efficienza energetica e al rafforzamento del rapporto tra città e fronte mare. Prevista anche la riconversione dell’ex educandato Regina Elena, in via Cifali, che diventerà sede del Tribunale per i Minorenni, affiancata da un’area verde dedicata.
Il Piano include, inoltre, la valorizzazione degli immobili di via Crociferi e via Di Sangiuliano per servizi socio-culturali e il potenziamento del Castello Ursino, già museo civico, che potrà evolvere in un polo culturale integrato con laboratori e servizi digitali. Completano il quadro interventi per l’aumento della sostenibilità urbana, attraverso la realizzazione di nuove aree verdi e lo sviluppo di una greenway cittadina.
«Il Piano Città è uno strumento dinamico di analisi e pianificazione che consente di mettere in rete il patrimonio immobiliare pubblico con i processi di rigenerazione profonda delle città», ha spiegato il direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, sottolineando l’approccio multiscalare e il coinvolgimento di soggetti istituzionali e stakeholder pubblici e privati. «Catania viene interpretata come motore di sviluppo sostenibile, proiettata verso una città del futuro».
Sull’impatto economico dell’operazione il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano ha sottolineato che «attraverso la rigenerazione e la valorizzazione, 17 beni vengono restituiti alla città, trasformandosi da detrattori ambientali in leve di sviluppo economico, coesione sociale e qualità urbana, con effetti positivi anche in termini di riduzione delle locazioni passive».
Un Piano Città, questo, che resta aperto all’inserimento di ulteriori immobili, anche con il coinvolgimento di altri enti e istituzioni, configurandosi come una piattaforma evolutiva di valorizzazione del patrimonio pubblico.
Vediamo nel dettaglio tutti i 17 interventi.
Nuova cittadella della Giustizia

La nuova Cittadella della Giustizia di Catania è uno dei principali interventi di razionalizzazione immobiliare della città. Il progetto mira a riunire parte degli uffici giudiziari oggi distribuiti in 21 sedi, migliorando efficienza, accessibilità e qualità dei servizi, con effetti positivi anche sui costi di gestione.
Il complesso sorgerà in viale Africa, in un’area ad alta accessibilità, servita da metropolitana, passante ferroviario e nodi del trasporto pubblico. L’intervento sostituisce l’ex Palazzo delle Poste, demolito nel 2020 dopo le verifiche di irrecuperabilità, restituendo alla città un tratto riqualificato del fronte mare.
La Cittadella nasce da un concorso internazionale di progettazione. I lavori, avviati nel 2022, si concluderanno entro il 2026. Il complesso ospiterà le sezioni Civile e Penale e sarà affiancato da una grande area pubblica aperta alla città.
Il progetto integra criteri avanzati di sostenibilità energetica e si inserisce nel Piano Città degli immobili pubblici, con acquisizione dell’area da parte dello Stato tramite cessione del Comune di Catania.
Ex Educandato Regina Elena, nuova sede del Tribunale dei minori

L’ex Educandato Regina Elena, storico complesso di fine Ottocento con vocazione sociale, diventerà la nuova sede del Tribunale dei minori e Polo della Giustizia Minorile per la Sicilia orientale. L’edificio, dichiarato di interesse culturale, sorge tra via Cifali e via Ferrante Aporti, nel quartiere Cibali, ed è caratterizzato da una struttura a corte con chiostro centrale e un’ampia area verde di pertinenza.
Lo Stato, su iniziativa del ministero della Giustizia, ha avviato la procedura di acquisizione per razionalizzare le sedi giudiziarie e superare le attuali locazioni passive. Il complesso sarà oggetto di un intervento di recupero architettonico e rifunzionalizzazione, con criteri di sostenibilità ed efficienza energetica.
L’operazione punta a restituire piena operatività a un bene di valore storico, favorendo la rigenerazione urbana dell’area del Cibali e la riapertura degli spazi verdi alla fruizione della comunità.
Area Librino, nodo strategico per sicurezza e rigenerazione urbana

L’area di Librino tra viale Nitta e viale Bonaventura, acquisita dallo Stato nel 2006, era destinata alla realizzazione del Centro polifunzionale della Polizia di Stato, con l’obiettivo di accorpare uffici oggi dispersi in città e rafforzare la presenza istituzionale in un quartiere complesso sotto il profilo sociale e urbanistico.
Il progetto ha subito ritardi pluriennali legati a criticità tecniche e ambientali, ma mantiene un valore strategico per le politiche di sicurezza e riqualificazione urbana. Negli ultimi mesi è in corso una rivalutazione delle priorità, con l’ipotesi di rivedere la destinazione dell’area, che potrebbe essere dismessa dal Viminale e valutata per nuove funzioni, come un Federal Building.
In ogni scenario, l’area resta un asset centrale per la rigenerazione di Librino e per il rafforzamento della presenza dello Stato sul territorio.
Alloggi di via della Lucciola, possibile riconversione a uso abitativo sociale

Gli immobili di via della Lucciola, nel quartiere San Giorgio di Catania, comprendono due palazzine realizzate negli anni Settanta, ciascuna composta da otto unità residenziali, oltre a magazzini e locali sottotetto. I fabbricati sono stati acquisiti dallo Stato tramite decreto di destinazione dell’ANBSC a favore del Ministero dell’Interno – Arma dei Carabinieri.
Venuta meno la loro funzionalità per le esigenze governative, il Ministero ha manifestato l’intenzione di avviare un percorso di dismissione, proponendo gli immobili all’ente locale e all’Iacp per una possibile destinazione a finalità di edilizia sociale. L’operazione mira a rispondere al fabbisogno abitativo di nuclei in condizioni di necessità, favorendo al contempo il recupero di patrimonio pubblico oggi non utilizzato.
La valorizzazione degli alloggi rappresenta un’opportunità di rigenerazione urbana per una zona periferica della città, consentendo di migliorare l’offerta abitativa e rafforzare il ruolo sociale del patrimonio immobiliare pubblico.
Ex ferrovia Circumetnea (Borgo–Nesima), rigenerazione e mobilità sostenibile

Il tratto Borgo–Nesima della storica Ferrovia Circumetnea, inaugurata alla fine del XIX secolo, ha rappresentato per decenni un collegamento fondamentale tra le comunità pedemontane e il centro di Catania, favorendo integrazione sociale e scambi commerciali. La stazione Borgo divenne presto punto nevralgico per pendolari e viaggiatori, simbolo della resilienza urbana della città.
Oggi, la riqualificazione dell’area prevede la trasformazione della tratta in una pista ciclopedonale nell’ambito della Greenway Borgo–Piano Tavola, integrata con la metropolitana cittadina. L’intervento mira a connettere quartieri periferici, creare spazi verdi e pedonali e sviluppare un vero sistema di parco urbano, valorizzando aree dismesse e contribuendo a una Catania più sostenibile, inclusiva e moderna.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di rigenerazione della FCE nei territori di Adrano, Biancavilla e Santa Maria di Licodia, rafforzando la connessione tra mobilità, infrastrutture e qualità urbana.
Castello Ursino, il museo civico diventa polo culturale polifunzionale

Il Castello Ursino, situato in piazza Federico II di Svevia nel cuore di Catania, fu edificato tra il 1239 e il 1240 da Federico II di Svevia e rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura castrale federiciana. Nel corso dei secoli ha ospitato residenze reali, sedi parlamentari e funzioni militari, fino a diventare nel XX secolo Museo Civico della città, con importanti collezioni di arte, numismatica e storia locale.
Oggi è oggetto di un progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione che punta a trasformarlo in un contenitore culturale dinamico: spazi espositivi, sale per mostre temporanee, laboratori didattici e aree di aggregazione sociale saranno accessibili al pubblico, valorizzando il patrimonio storico e promuovendo cultura, arte e memoria collettiva, con elevati standard di qualità architettonica e sostenibilità.
Rifugio antiaereo Cava Daniele, memoria e valorizzazione urbana

La Cava Daniele, nel centro storico di Catania, è una cavità sotterranea originariamente cava di ghiara lavica del 1669, trasformata durante la Seconda Guerra Mondiale in rifugio antiaereo dall’UNPA, accogliendo centinaia di cittadini durante i bombardamenti. Il complesso si estende su 1.445 m² e comprende un labirinto di cunicoli, sale centrali con colonne e sedili in pietra, spazi di pronto soccorso e servizi, conservando tracce storiche e decorazioni originali.
Il progetto di valorizzazione punta a restituire la cava alla città come sito culturale e didattico, con percorsi guidati, eventi, proiezioni e strumenti digitali come realtà aumentata e QR code. L’iniziativa mira a inserirla in un percorso della memoria urbana, collegandola ad altri rifugi e luoghi storici, offrendo un’esperienza immersiva sulla vita civile e la ricostruzione di Catania durante la guerra, unendo storia, cultura e innovazione.
Ex Polveriera Plaia, spazio verde storico da valorizzare

L’Ex Polveriera Plaia, situata a sud di Catania, è un’area boschiva storica con terreni pianeggianti e vegetazione spontanea, che conserva ruderi di un ex deposito di munizioni, tra cui fabbricati originari, muri di recinzione e un piccolo corpo di guardia. L’accesso avviene dalla strada del Boschetto Plaia e parte del sito è già recintata e in buono stato, pur con vegetazione secca a rischio incendio.
Il progetto di valorizzazione prevede l’integrazione dell’area nel parco urbano esistente, ampliando il polmone verde del Boschetto Plaia e contribuendo alla creazione di un Parco Costiero vicino alla spiaggia Plaia. L’iniziativa punta a rigenerare uno spazio storico, unendo natura, memoria e fruibilità pubblica.
Ex Caserma Moccagatta, rigenerazione urbana e culturale

Nel centro storico di Catania, vicino al Monastero dei Benedettini, l’ex Caserma Moccagatta è un edificio storico che ha attraversato secoli di trasformazioni: da convento a caserma militare, poi residenza universitaria e centro culturale. La struttura, oggi occupata abusivamente, sarà liberata e riqualificata per progetti di rigenerazione urbana e sociale.
Con una superficie di oltre 1.900 m², la futura destinazione prevede housing universitario e sociale, attività culturali, servizi per la comunità e turismo sostenibile. Il progetto punta a coniugare memoria storica e innovazione urbana, valorizzando il patrimonio pubblico e rafforzando inclusione, sostenibilità e coesione sociale.
Capannone industriale, sviluppo strategico vicino all’aeroporto

Situato in periferia di Catania, nelle vicinanze dell’aeroporto, il capannone industriale acquisito dallo Stato nel 1999 si sviluppa su due piani per un totale di circa 1.206 m², comprensivi delle aree esterne.
L’immobile necessita di interventi di ristrutturazione e rifunzionalizzazione, ma la sua posizione lo rende strategico per sostenere lo sviluppo dei servizi aeroportuali e delle attività connesse. È prevista la demanializzazione e la consegna all’ENAC, che potrà valorizzare il bene secondo le esigenze operative e di fruizione pubblica.
Area edificabile a Tremestieri Etneo, pronta per nuove funzioni pubbliche

Situata in via Nuovalucello, nel quartiere Canalicchio, l’area edificabile di Tremestieri Etneo è un terreno libero, privo di coltivazioni, in un contesto residenziale ben servito da scuole, impianti sportivi e servizi.
Acquisita negli anni ’70 dalla Provincia di Catania e poi affidata al Ministero dell’Interno per la costruzione di un Centro di Polizia, l’area non ha visto realizzati i lavori previsti ed è rientrata nel patrimonio dello Stato.
Oggi il lotto rappresenta una soluzione strategica per la realizzazione di nuovi servizi pubblici, in particolare un complesso scolastico, valorizzando un’area con alto potenziale sociale e vicina alla città di Catania.
Ex ferrovia Circumetnea Borgo-Galatea: mobilità e rigenerazione urbana

L’interramento del tratto ferroviario tra la stazione Borgo e Piazza Galatea ha trasformato un’infrastruttura storica in un’opportunità di rigenerazione urbana. La superficie liberata ha permesso di ridurre impatti acustici e visivi, recuperare spazi degradati e migliorare la continuità del tessuto cittadino.
Il progetto integra percorsi pedonali e ciclabili, aree verdi e spazi di socialità, creando un luogo di connessione tra memoria storica e sviluppo urbano. L’intervento coniuga mobilità ed efficienza con qualità urbana, stimolando nuove attività e rafforzando l’identità del territorio.
Via dei Crociferi: un polo polifunzionale nel cuore storico di Catania

Il complesso immobiliare di via dei Crociferi, parte dell’ex monastero seicentesco di San Giuliano, rappresenta uno dei patrimoni storici più significativi della città ed è inserito nel sito UNESCO “Città tardo barocche del Val di Noto”. L’edificio, sviluppato su più livelli attorno a un chiostro interno, conserva elementi architettonici e decorativi di pregio, pur avendo subito modifiche nel corso dei secoli.
Dismesso come struttura religiosa nel XIX secolo a seguito della soppressione degli ordini monastici, il complesso è stato successivamente destinato a usi pubblici e istituzionali. Oggi parte della struttura è inutilizzata e necessita di interventi di recupero, adeguamento funzionale e valorizzazione.
Il progetto di rigenerazione punta a trasformare l’edificio in un polo polifunzionale, capace di ospitare uffici della pubblica amministrazione e servizi socio-culturali. L’obiettivo è coniugare conservazione storica e sviluppo urbano, restituendo alla città spazi pubblici fruibili e contribuendo alla vitalità della zona centrale di Catania, rafforzando così il legame tra patrimonio culturale e utilizzo contemporaneo.
Ex Plesso Raffinerie: archeologia industriale al servizio della città

L’Ex Plesso Raffinerie di Catania rappresenta uno degli esempi più rilevanti di archeologia industriale cittadina, risalente alla fine del XIX secolo. Storicamente dedicato alla lavorazione dello zolfo, l’edificio si estende su una superficie di circa 3.200 m² e include una grande sala di raffinazione e la ciminiera più alta della città, divenuta elemento distintivo del paesaggio urbano.
Attualmente il complesso versa in uno stato di degrado, parzialmente danneggiato da un incendio, pur essendo vincolato e di proprietà comunale. Nonostante le condizioni critiche, l’immobile conserva un grande valore storico, architettonico e paesaggistico, rappresentando un tassello fondamentale della memoria industriale catanese.
Il progetto di valorizzazione previsto mira a recuperare l’edificio per uso pubblico, destinandolo a servizi di supporto alla Nuova Cittadella della Giustizia. Questa destinazione consentirebbe di integrare la struttura nel contesto urbano, creando spazi funzionali e accessibili alla cittadinanza, con un’attenzione particolare alla sicurezza, all’efficienza e alla sostenibilità.
Al contempo, rimangono aperte valutazioni su possibili utilizzi alternativi, sempre nel rispetto del pregio storico e architettonico dell’immobile. L’obiettivo è coniugare conservazione del patrimonio e rigenerazione urbana, trasformando un bene oggi in disuso in una risorsa strategica per la città, capace di rafforzare l’identità urbana e promuovere servizi innovativi.
Villa Gentile Cusà: recupero storico e futuro polifunzionale

La Villa Gentile Cusà, situata tra Via A. Merlino e Vicolo Gentile Cusà nel quartiere Cibali di Catania, è un elegante complesso residenziale risalente alla fine dell’Ottocento e ai primi del Novecento. L’immobile si distingue per la sua collocazione in un ampio parco privato, che rappresenta un prezioso polmone verde nel cuore di un contesto urbano consolidato, offrendo un raro equilibrio tra patrimonio storico e ambiente naturale.
Oggi la villa necessita di interventi significativi di restauro e recupero, volti a preservarne le caratteristiche architettoniche e storiche, tra cui elementi decorativi interni, facciate e strutture portanti. Il progetto di riqualificazione sarà realizzato con il sostegno della Direzione dei Lavori Pubblici, con l’obiettivo di riportare l’edificio a piena funzionalità.
La destinazione prevista è quella di centro polifunzionale, capace di ospitare attività culturali, sociali e educative, valorizzando non solo l’immobile stesso, ma anche l’area verde circostante come spazio di aggregazione aperto alla comunità. Questo intervento rappresenta un’opportunità di rigenerazione urbana e di rafforzamento della rete di servizi pubblici, contribuendo a integrare il patrimonio storico di Catania in un progetto di sviluppo sostenibile e di fruizione collettiva.
Terreni in viale Felice Fontana

I terreni in viale Felice Fontana, all’interno della circonvallazione di Catania, occupano una posizione strategica vicino alla metropolitana “Fontana” e all’ospedale Garibaldi. L’area, attualmente libera e inedificata, sarà destinata alla realizzazione della nuova Stazione Carabinieri di Nesima e del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.
Il progetto integrerà le infrastrutture nel tessuto urbano, migliorando sicurezza, accessibilità e qualità del quartiere, nel rispetto dei vincoli paesaggistici e dell’adiacente parco lavico.
Ex Cinema Ritz

L’ex Cinema Ritz, un tempo sala cinematografica di riferimento per il quartiere, si trova in via Etnea, a breve distanza dall’Istituto per ciechi “Ardizzone Gioeni”, nel cuore di Catania. L’area in cui sorge l’immobile è caratterizzata da un forte valore storico e sociale, con un contesto urbano densamente consolidato e una spiccata identità culturale.
Attualmente l’edificio è in disuso, ma conserva ampi spazi interni che ne fanno una risorsa strategica per la città. La struttura è oggetto di valutazioni per la sua rifunzionalizzazione, con l’obiettivo di destinarla ad archivi e uffici della pubblica amministrazione. Questo intervento permetterebbe non solo di recuperare un bene pubblico inutilizzato, ma anche di rafforzare la razionalizzazione del patrimonio immobiliare statale e di contribuire alla rigenerazione urbana del centro storico.
La valorizzazione dell’ex Cinema Ritz rappresenta inoltre un’opportunità per integrare la storia e l’identità culturale del quartiere con funzioni moderne e utili alla collettività, consolidando il ruolo degli immobili pubblici come strumenti di sviluppo urbano, sociale ed economico.