LA MANOVRA AL SENATO/ 2
Battaglia sulle pensioni: aut aut della Lega e il maxi emendamento viene (in gran parte) stralciato
L’ipotesi di cancellazione della norma sul riscatto della laurea ma non di quella sulle finestre pensionistiche ha fatto scoppiare la miccia. La Lega è salita sulle barricate e solo in nottata è arrivata la ‘tregua’. Scoppia anche la grana della riforma dei condomini, contestata la proposta di Fdi.

GIANCARLO GIORGETTI, MINISTRO DEL MEF
C’è grande caos al Senato e sulle pensioni si consuma un duro scontro all’interno della maggioranza con la Lega che sale sulle barricate. Dopo la “correzione” annunciata dalla premier Giorgia Meloni, quella di ieri è stata una giornata di forti tensioni, monopolizzata dai nodi più delicati della manovra di bilancio. Solo nella notte la situazione si è sbloccata con l’annuncio arrivato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, di stralciare “gran parte del maxiemendamento” del Governo (da 3,5 miliardi) , mantenendo solo gli interventi su Pnrr e iperammortamento. “Tutto il resto, invece, sarà trasfuso in nuovo decreto che sarà approvato la settimana prossima”.
Si è chiusa così una giornata al cardiopalma. L’attenzione era tutta concentrata sull’atteso emendamento riformulato dal Governo. Nel tardo pomeriggio, fonti parlamentari hanno riferito che sarebbe stata accantonata l’ipotesi di inasprimento dei requisiti pensionistici per chi ha riscattato la laurea, mentre sarebbe restato in campo l’allungamento delle cosiddette finestre mobili per l’accesso alla pensione anticipata. Le correzioni dovevano arrivare in una bozza di sub-emendamento alla norma presentata due giorni fa dall’esecutivo. L’attesa, però, si è protratta a lungo: i lavori della Commissione Bilancio del Senato sono stati sospesi per consentire una riunione di maggioranza durante la quale il Governo ha illustrato la nuova riformulazione.
A chiarire la linea seguita è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “Sono stati tutelati tutti coloro che hanno già effettuato il riscatto della laurea, così come chi ha iniziato a pagare senza aver ancora concluso. I diritti acquisiti sono salvi”, ha spiegato il ministro a margine dell’informativa alla Camera su Mps-Mediobanca. Per il futuro, ha aggiunto, “sarà possibile continuare a riscattare gli anni di studio, ma con una logica puramente assicurativa: quanto versato aumenterà l’importo della pensione, senza incidere sulla data di pensionamento”. Sul tema delle finestre mobili, Giorgetti spiegato che “esistono emendamenti, ma si tratta di un’ipotesi tecnica, perché la copertura deve essere garantita nel lungo periodo. È una misura che può essere modificata in qualsiasi momento prima della scadenza del 2033. Non è mai stata nostra intenzione aumentare i requisiti pensionistici”, ha precisato, ricordando inoltre che una parte dei maggiori oneri deriva dalla norma introdotta lo scorso anno che consente di cumulare i contributi obbligatori con quelli versati nei fondi di previdenza complementare.
Proprio sulle finestre mobili si è però consumato lo strappo con la Lega. “È positivo che venga eliminata la stretta sui riscatti di laurea, ma sulle finestre non ci siamo. Chiediamo al Governo una riformulazione diversa”, ha dichiarato il relatore leghista della manovra, Claudio Borghi. Ma la riformulazione del Governo non è arrivata ed ecco che, in una dichiarazione rilasciata in tarda serata al termine dell’Ufficio di presidenza (che si è svolto dopo la riunione di maggioranza) è arrivato un vero e proprio aut aut: “noi con un allungamento anche formale dell’età pensionistica quell’articolo non lo votiamo. Se non lo votiamo cosa succede, che quell’emendamento non si farà” e le modifiche contenute (misure da 3,5 miliardi) “si faranno in un altro momento, quando ci sarà consenso”, ha messo in chiaro Borghi. Toni più distesi erano giunti da Fratelli d’Italia. “La soluzione sui riscatti è già un ottimo passo avanti”, aveva affermato il senatore e relatore della manovra Guido Quintino Liris al termine della riunione informale tra Governo e maggioranza. “Vedremo se ci sono margini per ulteriori revisioni, ma attendiamo perché una forza politica ha posto il tema. Se non ci saranno le condizioni per una rielaborazione complessiva, si andrà avanti così”. Poi la svolta nella notte.
Nel frattempo, tutta la maggioranza ha depositato emendamenti sulle pensioni. La Lega, con una proposta a prima firma di Marco Dreosto, chiede l’abrogazione del comma sui riscatti di laurea e prevede una clausola di salvaguardia finanziata tramite un aumento dell’Irap a partire dal 2032. Forza Italia, con un emendamento firmato da Adriano Paroli e Claudio Lotito, propone di limitare la stretta alle richieste di riscatto presentate dal 1° gennaio 2026. Fratelli d’Italia, infine, con un emendamento a prima firma di Paola Mancini, chiede la soppressione del comma sui riscatti e introduce una clausola di salvaguardia che prevede, dal 2031, un aumento del 15% del massimale annuo della base contributiva e pensionabile.
Come se non bastasse il fronte pensioni, si è aperta un’ulteriore frattura nella maggioranza sulla proposta di legge di Fratelli d’Italia che riforma la disciplina dei condomini. Il testo, firmato da Elisabetta Gardini e da altri dieci deputati FdI, prevede amministratori laureati e iscritti a un albo, nuove figure di revisori e il divieto di pagamenti in contanti. Il punto più contestato è però l’articolo 7, che consente ai creditori di agire sul conto corrente condominiale per l’intero credito e, in via sussidiaria, sui beni dei condomini morosi e, per la parte residua, anche su quelli in regola con i pagamenti.
Una norma che ha suscitato forti critiche non solo dalle opposizioni, ma anche all’interno della maggioranza. La Lega ha espresso un netto no, mentre Forza Italia ha annunciato una propria proposta alternativa. Una frenata è arrivata anche dal capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami: “È indispensabile un confronto approfondito con tutti i soggetti interessati per costruire una soluzione di buon senso a tutela della casa degli italiani. In assenza di questo confronto, Fratelli d’Italia ritiene che l’iter della proposta non possa proseguire”.