Bergamo, fondi in bilico per la T2 del tram. Piano casa ko a Barletta
Servono risorse urgenti per avviare la T2: 1,7 milioni nel 2026 per la gestione e 5,4 milioni tra 2027 e 2028 per gestione e manutenzione, oltre a oltre un milione recuperato dall’Agenzia Tpl. Oggi in Regione Lombardia si vota un ordine del giorno dei consiglieri. A Barletta, il Piano Casa non passa in Consiglio comunale: mancano, tra assenze e incompatibilità, diversi consiglieri. Le altre news locali.
IN SINTESI
A Bergamo servono risorse urgenti per avviare la T2: 1,7 milioni nel 2026 per la gestione e 5,4 milioni tra 2027 e 2028 per gestione e manutenzione, oltre a oltre un milione recuperato dall’Agenzia Tpl. Oggi in Regione Lombardia si vota un ordine del giorno dei consiglieri bergamaschi, ma i finanziamenti restano incerti. Il presidente di Teb Filippo Simonetti chiede stanziamenti a inizio gennaio 2026 per partire con energia, personale e formazione. L’assessore regionale ai Trasporti Franco Lucente dice di sostenere il Tpl ma segnala un taglio “quasi del 50%” delle risorse disponibili. Nel confronto emergono tensioni su chi debba chiedere e coprire i costi di manutenzione: per il direttore dell’Agenzia Tpl Marcello Marino la richiesta spetta ai soci di Teb (Comune e Provincia), mentre la sindaca Elena Carnevali ammette che “si è arrivati tardi”. Obiettivo condiviso: far partire il tram, evitando “una sconfitta per tutti”.
Barletta, Piano Casa bocciato: maggioranza senza numeri, ritirate le B5
A Barletta, il Piano Casa non passa in Consiglio comunale: a luglio era stato adottato con 19 voti, ora i favorevoli scendono a 16, insufficienti per l’approvazione. Mancano, tra assenze e incompatibilità, diversi consiglieri della maggioranza e un non voto in Forza Italia; risultano assenti al momento del voto anche Adelaide Spinazzola e Massimo Spinazzola (Cantiere Puglia). Dopo lo stop, il sindaco ritira anche la delibera sulle zone B5 per l’assenza, per motivi di salute, dell’assessore all’Urbanistica Pierpaolo Grimaldi. L’opposizione esulta: il capogruppo Antonello Damato parla di maggioranza “non solida” e di rischio “colata di cemento”. La consigliera Pd Santa Scommegna sostiene che il Piano Casa poteva essere utile ma è stato gestito “con forzature”. Fratelli d’Italia, con Riccardo Memeo, definisce la bocciatura un danno per la città e promette di riportare i provvedimenti in aula.
Napoli, Restart Scampia: 433 case in un anno, patto per altre 100
Con la demolizione delle Vele Gialla e Rossa, il progetto Restart Scampia prevede 20 edifici (molti già in costruzione) e 433 nuovi alloggi: secondo il Comune, una parte sarà pronta entro un anno e ospiterà famiglie del quartiere. Durante l’abbattimento della Vela Rossa, il sindaco Gaetano Manfredi ha chiesto al presidente della Regione Campania Roberto Fico risorse per circa altri 100 alloggi aggiuntivi, stimati in 50 milioni. Fico ha promesso disponibilità, parlando di rigenerazione urbana come priorità regionale. La vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto indica la consegna di 170 alloggi entro fine 2026 e il completamento entro il 2027, con oltre 500 alloggi, civic center, scuola e area verde. Investimenti pubblici: 156 milioni. Previsti edifici a bassa emissione e piani terra multifunzionali per attività comunitarie.
Ancona, piazza della Repubblica: restyling da 2,2 milioni, negozi in affanno
Ad Ancona, il cantiere di piazza della Repubblica davanti al teatro delle Muse punta a chiudere “per maggio” 2026: lo assicura l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini, parlando di cronoprogramma rispettato. L’opera vale 2,2 milioni e prevede nuovi arredi e illuminazione scenografica, con incarico al light designer in fase di chiusura. Corretto anche l’errore sulla pendenza della piazza, intervenendo in corso d’opera. I commercianti però denunciano calo di clienti e disagi: traffico “a imbuto”, passaggi pericolosi davanti alle vetrine e gas di scarico che impediscono persino di tenere aperte le porte. Previsto uno stop temporaneo durante le festività e ripartenza a pieno regime. Resta il nodo del futuro transito intorno alla chiesa del Santissimo Sacramento: pedonale, carrabile o con sosta veloce; decideranno sindaco e vicesindaco Giovanni Zinni.
Trento, funivia Trento–Bondone: bando per progettare la prima tratta
Pubblicato il bando per la progettazione della prima tratta della funivia Trento–Monte Bondone, che collegherà Trento a Sardagna: base di gara 2,37 milioni. Il tracciato prevede partenza dalla riva sinistra dell’Adige, vicino all’hub intermodale nell’area ex Sit, una stazione intermodale in Destra Adige vicino alla Motorizzazione civile e poi la risalita verso Sardagna. Il sindaco Franco Ianeselli chiede attenzione paesaggistica per le stazioni (Destra Adige, Sardagna, Vaneze e possibile Candriai) e integrazione con parcheggi, sentieri e trasporto pubblico. Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti parla di infrastruttura strategica per città e Trentino; l’assessore Roberto Failoni insiste sull’attrattività turistica. Tratto Trento–Sardagna stimato 46 milioni (37,5 dal Ministero delle Infrastrutture); costo totale dell’opera circa 96 milioni.
Calusco d’Adda (BG), nuovo ponte sull’Adda: studio su A4 e statali
Per il nuovo ponte tra Calusco d’Adda (BG) e Paderno d’Adda (LC) non c’è ancora una decisione definitiva, ma si sa che sarà affiancato a quello esistente. La Regione Lombardia avvia con Rfi e le Province di Bergamo e Lecco un tavolo tecnico per studiare il traffico “di area vasta”: domanda oggi inespressa, accessibilità al nuovo attraversamento e impatti su viabilità locale e centri abitati. Sotto osservazione l’asse Villa d’Almè–Dalmine, l’autostrada A4 e la statale dello Spluga sul lato lecchese. L’assessora regionale alle Infrastrutture Claudia Terzi spiega che i nodi critici e gli interventi correttivi potranno entrare nel progetto complessivo. Tavolo riconvocato nei primi mesi del 2026. Più a monte, il ponte di Brivio chiuderà da marzo per 15 mesi: Regione e Anas parlano di manutenzione non rinviabile e studiano alternative per limitare code.
Venezia, Autorità Laguna: 97,1 milioni per avvio e manutenzione Mose
Per l’Autorità per la Laguna arrivano fondi per gestione e manutenzione del Mose: secondo quanto emerge dalla manovra in Senato, la dote complessiva è di 97,1 milioni. Il nuovo ente, destinato ad assorbire competenze del Provveditorato alle Opere pubbliche e del Consorzio Venezia Nuova, indica 24 milioni per gestione Mose ed ente (competenza 2025), 34,1 milioni per manutenzione (competenza 2025) e 39 milioni come residuo 2024 per manutenzione. Il comitato consultivo ha dato parere favorevole al programma triennale, in attesa dell’approvazione del Comitato di gestione. Restano però passaggi aperti: decreto per la piena operatività, definizione della società in house e trasferimento del personale, con trattative sindacali sui contratti. Le indiscrezioni sul futuro parlano di 70–80 milioni annui, mentre il presidente Roberto Rossetto ha indicato un fabbisogno a regime di circa 120 milioni l’anno.
Napoli, ruspe sulla Vela Rossa: “giorno commovente”, resta la Celeste
A Scampia, alle 9:27 parte la demolizione della Vela Rossa, l’ultima destinata a cadere: su sette, sei vengono abbattute e resterà solo la Vela Celeste, da rifunzionalizzare come “smart city” del quartiere. Il sindaco Gaetano Manfredi parla di trasformazione “veloce” di un simbolo negativo in luogo di opportunità; il presidente della Regione Campania Roberto Fico definisce la giornata “commovente” e annuncia nuovi investimenti per la rigenerazione urbana. Il ministro per la Coesione Tommaso Foti lega l’intervento al progetto ReStart Scampia e ai fondi Pon Metro Plus 2021-2027, citando oltre 152 milioni. La Celeste ospiterà laboratori, spazi istituzionali, mostre e startup, con un grande intervento architettonico “trasparente” e un museo della memoria. Ricordato anche il crollo del 22 luglio 2024: tre morti (Roberto Abruzzo, Margherita Della Ragione e Patrizia Della Ragione), 12 feriti e circa 800 sfollati.
(a cura di Francesco Stati)