IL CONVEGNO DELL'ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA
La direzione di Roma per essere moderna e credibile: diventare capitale sostenibile, connessa e inclusiva
Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Massimo Cerri (in foto): “Dobbiamo essere facilitatori della complessità”.

MASSIMO CERRI PRESIDENTE ORDINE INGEGNERI PROVINCIA DI ROMA
Per essere finalmente una capitale moderna e credibile nel contesto europeo, Roma deve diventare città sostenibile, connessa, inclusiva. E per farlo servono visione, strategie, infrastrutture. Il futuro viene tracciato al convegno dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, nella cornice del Palazzo della Cancelleria Apostolica. “Questo luogo rappresenta l’ispirazione perfetta per il nostro convegno: un punto di sintesi tra il passato millenario di Roma e le sfide di un futuro da costruire insieme”, dice il presidente Massimo Cerri. Secondo il quale, Roma dev’essere sostenibile “perché la transizione energetica non è più una possibilità: è una necessità. Il patrimonio edilizio va riqualificato con coraggio, le comunità energetiche e le energie rinnovabili devono essere incoraggiate, la mobilità deve ridurre impatti e migliorare la qualità della vita”. Dev’essere connessa, “perché una città frammentata nei dati, nei servizi, nelle informazioni non può considerarsi efficiente. La digitalizzazione non è un vezzo tecnologico: è lo strumento indispensabile per governare la complessità di una metropoli come Roma. Dobbiamo trasformare i dati e la conoscenza in ponti, non in muri”. E, terzo, inclusiva: “perché nessuna opera ha senso se non migliora concretamente la vita dei cittadini. Non possiamo permetterci rigenerazioni che escludono, infrastrutture che dividono, innovazioni che creano nuove disuguaglianze”.
Da qui, la direzione: “Chi, più degli ingegneri, può essere ponte tra questa visione e la realtà? Noi trasformiamo idee in progetti e progetti in opere”, ha spiegato Cerri. Avvertendo, però, che “oggi siamo chiamati a qualcosa di più: a essere facilitatori della complessità, perché Roma è complessa nella sua storia, nei suoi vincoli, nelle sue stratificazioni urbanistiche, nei suoi interessi molteplici”.
Sul ruolo dei professionisti nello sviluppo del futuro della Capitale si è espresso anche l’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia: “La loro importanza è fondamentale anche alla luce degli interventi realizzati con il Pnrr e del Giubileo 2025. I professionisti, in questo senso, hanno dato un contributo rilevante non solo garantendo soluzione tecniche importanti ma anche proposte in grado di offrire approcci innovativi con l’obiettivo di ricucire le fratture della città e contrastare le disuguaglianze. Troppo spesso, infatti, progetti ineccepibili dal punto di vista tecnico trovano grandi difficoltà ad essere accolti dalle comunità locali”. Sullo sviluppo in senso innovativo, poi, Veloccia ha spiegato che “è cruciale per adattarsi ai cambiamenti e far crescere le città soprattutto in settori chiave come i dati, la partecipazione dei cittadini, gli studi urbanistici e le regole per rendere le città più competitive, sostenibili e resilienti”.
Patrimonio e identità sociale, infrastrutture e mobilità, energia clima e rigenerazione urbana, smart city e digitalizzazione: “nessuna di queste sfide può essere affrontata da sola”, ha sintetizzato Massimo Cerri. Perché “La mobilità non esiste senza energia. L’energia non esiste senza dati. I dati non esistono senza sicurezza. Le opere non esistono senza certezza giuridica. Roma non può scegliere tra conservare e trasformare: deve fare entrambe le cose. E “Veloccia ci ha mostrato come il rispetto della storia possa convivere con interventi di qualità”. Ma, allo stesso tempo, il Presidente Forcella ci ha ricordato che nessuna trasformazione può durare senza basi giuridiche solide; l’ingegner Montini ci ha riportato al ruolo cruciale della partecipazione, perché non esiste rigenerazione senza cittadini”.
Ancora, sui dati e la digitalizzazione, l’ingegner Carla Cappiello (Cni) ha ricordato che “la vera rivoluzione arriva quando portiamo questa logica su scala urbana, con l’Urban Digital Twin: il gemello digitale dinamico di una città che integra edifici, reti, flussi di mobilità, infrastrutture, dati ambientali e sistemi energetici. Molte città europee hanno già adottato modelli analoghi: Helsinki con un digital twin tridimensionale basato su CityGML; Rotterdam e Barcellona utilizzano piattaforme integrate rispettivamente per la gestione del rischio idrogeologico e la mobilità”. A livello europeo, la Commissione ha lanciato il programma Destination Earth per produrre gemelli digitali del clima e del territorio dell’Unione. Ecco, “Roma deve adottare questi principi e inserirsi in questa rete, per gestire la sua complessità crescente”.
Da qui, tre lezioni: mai più frammentazione, progetti da compiere entro tempi certi e persone al centro. Guardando, allora, avanti: “Serve una regia coordinata, serve un dialogo costante tra professionisti, istituzioni e cittadini. L’Ordine degli Ingegneri di Roma vuole essere parte attiva di questa regia, non come semplice garante della qualità tecnica delle opere, ma come promotore di dialogo, di innovazione, di visione perché il nostro ruolo non è tecnico: è civico. Roma merita il meglio. E il meglio si costruisce con competenze, responsabilità e collaborazione”.