GLI EMENDAMENTI RIFORMULATI IN LEGGE DI BILANCIO
Caro materiali, il MIT “trova” 2,1 miliardi per il 2024-25. Rientrano i 217 milioni per il piano casa
Le proposte di modifica, entrambe provenienti dalla Lega, sono state riformulate in senso migliorativo, martedì l’esame di riammissibilità per l’emendamento sulle politiche abitative (che prevede anche la possibilità di usare il FESR) e il confronto definitivo con il MEF sugli extracosti. La proroga 2026 a costo zero per il Tesoro, anche RFI dovrà rimodulare il contratto di programma per recuperare le risorse.

CANTIERE ITALIA
Sono questi i giorni veramente decisivi per il testo della legge di bilancio, fra emendamenti che entrano ed escono, vengono riformulati, sono dichiarati inammissibili e poi rientrano, cercano coperture nei confronti informali con il MEF, sono oggetto di mediazioni politiche infinite fra vertici e proposte ministeriali. La giornata di ieri è stata una giornata positiva per il settore delle costruzioni dopo il mercoledì nero per il piano casa che aveva visti esclusi i due emendamenti della maggioranza sul rifinanziamento del piano Salvini e sulla spinta al Demanio per varare progetti in PPP destinati alla rifunzionalizzazione abitativa del patrimonio pubblico. La scadenza dell’esame di riammissibilità incombe su tutti gli emendamenti e i presentatori provano a rientrare con una riformulazione del testo.
Succede così all’emendamento Romeo 133.0.72 che, forte della spinta della Lega e del ministro Salvini, dovrebbe rientrare in campo grazie a una rifomulazione del comma 4 che ha definito coperture molto ben mirate per le risorse aggiuntive attribuite al Piano Casa Italia per 122,41 milioni nel 2026, 66,15 milioni per il 2027 e 28,36 milioni per il 2028. Totale aggiuntivo: 216,92. La valenza principale è, ovviamente, per lo stanziamento 2026 che consente di anticipare di dodici mesi l’avvio del piano. L’ultima versione di ieri notte aggiunge che al Pioano casa “possono essere altresì destinate le risorse derivanti dalle rimodulazioni delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale – FESR nel ciclo 2021-2027 oggetto di accordo tra le regioni e la Presidenza del Consiglio dei ministri”.
Ma la notizia di gran lunga più importante riguarda la copertura degli extracosti dei materiali per cui la riformulazione dell’emendamento Minasi 99.0.207 conferma la proroga a costo zero per il Tesoro per i lavori del 2026, limitandosi a esplicitare che anche RFI dovrà recuperare risorse tramite il rinvio di alcune opere inserite nel contratto di programma; ma trova una soluzione al problema posto più volte dall’Ance dei lavori pregressi, aggiungendo il comma 8 che trova una copertura per 2,15 miliardi da impegnare ed erogare nel 2026, ma con riferimento alle domande presentate nell’ultima parte del 2024 e nel 2025. Tutto fa pensare che il check informale con il Tesoro sia stato fatto dagli uffici del MIT, anche perché 500 milioni arrivano dal fondo MEF per gli interventi strutturali di politica economica e 1.650 milioni dal fondo opere indifferibili in carico al MIT. La certezza si avrà, però, la prossima settimana, quella decisiva per capire come vengono sistemate – con le ammissibilità definitive – le prime priorità della manovra.