PARLA IL RESPONSABILE INFRASTRUTTURE DEL GRUPPO

Manunta (Saipem): “Su Pizzarotti ottica di lungo periodo, cresciamo in Italia e all’estero. Anche Fs in corsa? Tutelare il contesto competitivo e l’equilibrio fra pubblico e privato”

17 Nov 2025 di Maria Cristina Carlini

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Manunta (Saipem): “Su Pizzarotti ottica di lungo periodo, cresciamo in Italia e all’estero. Anche Fs in corsa? Tutelare il contesto competitivo e l’equilibrio fra pubblico e privato”

Davide Manunta (Saipem)

Saipem punta a crescere nel business delle infrastrutture ferroviarie e a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo della mobilità sostenibile in Italia e in Europa, guardando anche a importanti progetti a livello globale. Il rafforzamento della filiera nazionale delle costruzioni, a cui lavora il gruppo Fs, è un obiettivo condivisibile ma deve avvenire in un contesto competitivo e valorizzando la collaborazione tra pubblico e privato. Sul dossier della cessione del ramo ferroviario del gruppo Pizzarotti, che sta entrando in una fase stringente, Saipem conferma l’interesse per l’operazione in una visione di lungo periodo. A parlarne con Diario Diac è Davide Manunta, che dal primo agosto scorso ha assunto l’incarico di Chief Operating Officer della Business Line Sustainable Infrastructures e Chief Integration Officer di Saipem.

L’asset delle infrastrutture ferroviarie è, forse, quello meno noto di Saipem. Quali sono i progetti realizzati in Italia e quelli in cui è attualmente impegnato il gruppo?

Saipem è attiva nel settore delle infrastrutture ferroviarie con una presenza consolidata e competenze che coprono l’intero ciclo di vita dell’opera. Pur essendo meno noto rispetto al core business nel comparto energetico, questo ambito rappresenta una componente strutturale e in costante evoluzione della capacità industriale del Gruppo. Ad oggi, Saipem ha realizzato opere infrastrutturali per un valore complessivo superiore a 10 miliardi di euro, tra cui oltre 1.000 km di linee ferroviarie, 450 km di autostrade, 40 km di viadotti e ponti complessi, e circa 45.000 m² di edifici a supporto della mobilità. Tra le realizzazioni più significative si annovera la linea Alta Velocità/Alta Capacità Milano–Bologna, sviluppata da Saipem in consorzio con altri partner, con un tracciato di circa 182 km di nuova linea ferroviaria e 35 km di interconnessioni. Attualmente stiamo lavorando alla linea Alta Velocità Milano–Verona che è in fase di completamento con oltre 100 km di nuova ferrovia, con il sistema di gallerie naturali di Lonato e due gallerie ferroviarie — per un’estensione complessiva di circa 10 km — che attraversano l’autostrada A4, scavate mediante fresa meccanica (TBM). Saipem è oggi impegnata in alcuni dei principali cantieri infrastrutturali del Paese, tra cui: il completamento della tratta AV Brescia Est–Verona, parte degli interventi strategici del PNRR; il Passante Ferroviario di Firenze e la nuova stazione Alta Velocità di Firenze Belfiore, il raddoppio della linea ferroviaria Piadena–Mantova, la realizzazione del nodo AV di Verona Ovest. Queste opere confermano l’impegno di Saipem nello sviluppo di infrastrutture ferroviarie moderne, sostenibili e tecnologicamente avanzate, contribuendo in modo concreto alla trasformazione della mobilità in Italia.

A quanto ammonta il giro d’affari delle infrastrutture ferroviarie?

In Italia, il settore delle infrastrutture ferroviarie è particolarmente dinamico grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha stanziato oltre 20 miliardi di euro per la modernizzazione e lo sviluppo della rete ferroviaria e della mobilità sostenibile. Inoltre, Rete Ferroviaria Italiana e il Ministero delle Infrastrutture continuano a investire significative risorse per potenziare e innovare il sistema ferroviario nazionale.

Da un punto di vista globale il settore ha registrato una dimensione di circa 53 miliardi di dollari nel 2024, con previsioni di crescita fino a 66,2 miliardi di dollari USA entro il 2030, secondo un rapporto di Global Industry Analysts, una delle principali società di ricerca di mercato a livello globale, specializzata in analisi dettagliate e previsioni strategiche per il settore infrastrutturale. 

In questo contesto, Saipem ha realizzato progetti ferroviari e infrastrutturali per un valore cumulativo superiore a 10 miliardi di euro, consolidando la sua posizione nel mercato globale delle infrastrutture ferroviarie. Siamo, dunque, fortemente interessati a questa importante fetta di mercato e ci impegniamo a contribuire attivamente alla modernizzazione e allo sviluppo sostenibile delle infrastrutture ferroviarie a livello nazionale e internazionale

Quali gli ulteriori sviluppi futuri in Italia?

In Italia osserviamo prospettive di crescita molto concrete, spinte dalla transizione verso una mobilità sempre più sostenibile, efficiente e interconnessa. Le direttrici di sviluppo riguardano la realizzazione di nuove linee ferroviarie e metropolitane, il potenziamento delle infrastrutture esistenti, l’ammodernamento delle reti regionali e locali, oltre all’elettrificazione e alla digitalizzazione dei sistemi di trasporto.

In particolare, l’incremento della capacità dei corridoi merci strategici e gli investimenti previsti dal PNRR e dai fondi europei per la mobilità sostenibile aprono scenari importanti per gli operatori del settore.

Il nostro consolidato track record su progetti come le linee Alta Velocità Milano–Bologna e Milano–Verona ci consente di presentarci come un partner affidabile e qualificato per contribuire a questa nuova fase di sviluppo infrastrutturale del Paese.

Di recente l’ad di Fs Donnarumma ha dichiarato di voler mettere al sicuro gli investimenti del gruppo. Allo studio ci sono acquisizioni per realizzare una filiera delle costruzioni. Si è aperto un dibattito molto acceso su questa possibile operazione, che viene vista anche come un salvataggio di aziende in difficoltà. Come valutate questo scenario? Quali i possibili impatti sul mercato e sulla concorrenza?

Il rafforzamento della filiera nazionale delle costruzioni è un obiettivo condivisibile oltre che un tema strategico, soprattutto in una fase cruciale per gli investimenti infrastrutturali del Paese legati al Pnrr. Iniziative volte a consolidare competenze e capacità industriali possono rappresentare un’opportunità importante, se orientate a qualità, innovazione e sostenibilità. È però essenziale che ciò avvenga in un contesto competitivo e trasparente, capace di valorizzare la collaborazione tra pubblico e privato. Solo un equilibrio tra integrazione e concorrenza può rafforzare la filiera e sostenere la competitività del sistema Paese. 

Dossier Pizzarotti. Nelle scorse settimane, il presidente Paolo Pizzarotti ha riferito che ci sono 4 manifestazioni di interesse, tra queste Saipem. Quali sono le strategie del gruppo su questo fronte. Il gruppo guarda ad acquisizioni per rafforzare questi asset?  Uno dei temi di cui si parla è la nascita di un secondo polo delle costruzioni, Saipem potrebbe avere un ruolo?

Con il Gruppo Pizzarotti collaboriamo attivamente su diversi progetti infrastrutturali di rilievo, come il Passante ferroviario e la nuova stazione AV/AC di Firenze Belfiore e la tratta ferroviaria ad alta velocità Brescia-Verona.

In questo contesto, è naturale che guardiamo con attenzione all’evoluzione della situazione e conduciamo le nostre valutazioni, nell’ottica di valorizzare asset industriali strategici per Saipem. Tuttavia, al momento non c’è nulla di concreto sul tavolo. Qualunque riflessione si inserisce in una visione di lungo periodo sul rafforzamento della nostra business line dedicata alle infrastrutture sostenibili.

Andando oltreconfine, qual è la presenza di Saipem sul mercato internazionale delle infrastrutture ferroviarie. Quali i progetti in corso e le prospettive di crescita e su quali mercati?

Saipem opera a livello globale, con una presenza consolidata in Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina. In tutti questi mercati, il Gruppo è pronto a sviluppare e implementare soluzioni infrastrutturali integrate, estendendo la propria expertise anche al settore ferroviario. Puntiamo, infatti, a rafforzare la nostra posizione nel mercato internazionale delle infrastrutture ferroviarie, puntando sia a nuove realizzazioni sia a interventi di potenziamento e ammodernamento delle reti esistenti, integrando sempre più spesso opere infrastrutturali di trasporto con impiantistica industriale complessa. Un esempio concreto del nostro track record a livello internazionale è la realizzazione della prima linea ferroviaria di Saipem negli Emirati Arabi Uniti: Etihad Rail Stage 1, un tracciato di 264 km destinato al trasporto merci, specificamente zolfo granulato, dagli impianti gas di Shah e Habshan nel deserto di Abu Dhabi fino al porto di Ruwais.

Particolare attenzione Saipem la rivolge al mercato europeo, grazie ai significativi piani di sviluppo infrastrutturale e ai finanziamenti europei dedicati alle reti ferroviarie ad alta velocità che collegheranno le principali città del continente. Parallelamente, Saipem continua a valutare con interesse importanti progetti in Medio Oriente, regione in cui il Gruppo vanta una presenza consolidata grazie al suo core business energetico.

Infrastrutture sostenibili. Come incardina Saipem i temi della sostenibilità e dell’innovazione nelle proprie strategie, dalla progettazione alla realizzazione delle opere? Può fare alcuni esempi?

Per Saipem la sostenibilità è un principio trasversale che guida ogni fase del ciclo di vita delle infrastrutture, dalla progettazione alla costruzione e gestione. Usiamo strumenti digitali come il Building Information Modeling e tecniche avanzate di prefabbricazione per ottimizzare tempi, risorse e impatti ambientali. Nei cantieri applichiamo concretamente i principi dell’economia circolare: nel nodo AV/AC di Firenze, ad esempio, trattiamo e riutilizziamo le acque derivanti dalle attività di scavo, mentre lungo la linea AV/AC Milano–Verona, attraverso il consorzio Cepav Due, recuperiamo terre e materiali evitando l’apertura di nuove cave, riducendo consumi e trasporti. Abbiamo inoltre sperimentato il Landfill Mining per valorizzare i materiali presenti in una discarica cessata, reimmettendoli in nuovi cicli produttivi. Anche opere complesse, come il viadotto sul fiume Mincio, sono state realizzate nel pieno rispetto degli ecosistemi. Queste iniziative si inseriscono nella strategia ESG 2025-2030 di Saipem, che punta a creare valore condiviso nei territori, coniugando innovazione, sostenibilità ambientale ed efficienza economica.

Quali sono le nuove frontiere di Saipem sul fronte della mobilità come opportunità di crescita?

Le nuove frontiere della mobilità per Saipem si basano su tre direttrici fondamentali: l’adozione di tecnologie innovative, lo sviluppo di soluzioni sostenibili e l’integrazione multimodale. Investiamo fortemente nella digitalizzazione avanzata, utilizzando sistemi di Asset Management e MaintenanceManagement Information System (MMIS) per ottimizzare processi e infrastrutture. Allo stesso tempo, poniamo grande attenzione all’integrazione delle opere nel territorio, adottando soluzioni di mitigazione ambientale che riducono l’impatto su cittadini e comunità locali. Infine, la nostra esperienza con il progetto Etihad Rail dimostra come sia possibile progettare poli logistici e industriali complessi, capaci di integrare efficacemente trasporto ferroviario e portuale. Questa combinazione di sostenibilità e innovazione tecnologica rappresenta per Saipem una concreta opportunità di crescita nel settore della mobilità.

Smart Cities. Può considerarsi anche questa una nuova sfida per Saipem? Ci sono progetti in corso o futuri?

Le Smart Cities rappresentano una naturale evoluzione delle competenze integrate di Saipem, frutto dell’esperienza maturata in progetti complessi che hanno coinvolto numerosi stakeholder. Questa esperienza ci rende particolarmente abili nella gestione di ecosistemi articolati, tipici delle città intelligenti. Guardando al futuro, la nostra capacità di integrare opere civili, sistemi energetici smart e piattaforme digitali ci consente di partecipare attivamente a progetti urbani innovativi, favorendo la mobilità sostenibile e l’interconnessione dei servizi.

 

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