IL CONVEGNO DEI GIOVANI ANCE/1

Gemme (Anas): “Un piano Marshall per accelerare la manutenzione stradale”. E lavora all’uscita dalle Fs

L’urgenza di un piano per la manutenzione e l’evoluzione societaria con lo scorporo dal gruppo Fs: a parlarne è stato l’ad di Anas. La società è impegnata su una pipeline di investimenti di 44 miliardi. Per il riassetto societario Gemme parla di reverse engineering. Un messaggio alle imprese: Anas vuol essere un partner affidabile.

03 Nov 2025 di Maria Cristina Carlini

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Gemme (Anas): “Un piano Marshall per accelerare la manutenzione stradale”. E lavora all’uscita dalle Fs

Gemme, ad Anas

Lavori in corso per l’Anas. Mentre la società delle strade è impegnata sul fronte degli investimenti con una pipeline da 44 miliardi, puntando sulla manutenzione, sembra farsi più stringente un altro dossier strategico: l’uscita dell’Anas dal perimetro del gruppo Ferrovie dello Stato dove è in corso una valutazione da parte dell’azionista di riferimento per definire la complessa operazione societaria.  A riferirlo è stato  l’amministratore delegato di Anas, Claudio Gemme, parlando con Diac Diario a margine dei lavori del Convegno dei Giovani imprenditori di Ance.  “Così come l’Anas è entrata nel perimetro delle Fs, ora c’è una valutazione per capire con le logiche del reverse engineering come potrà essere fuori dal perimetro. Ci sono valutazioni in corso da parte dell’azionista di riferimento. È un piano molto delicato – ha sottolineato – fermo restando che servirà una norma così come è avvenuto, a suo tempo, quando la società è entrata nel gruppo”.  Gemme non si è sbilanciato sui tempi ma ha sottolineato che “naturalmente saranno il Governo e il Parlamento a dover decidere”.

Va ricordato che l’ingresso nell’orbita del gruppo FS non fu una semplice acquisizione ma un conferimento con aumento di capitale e trasferimento della partecipazione dello Stato. Il percorso inverso richiederà, dunque, una cornice legislativa ad hoc, e valutazioni complesse in termini industriali, strutturali e finanziari. Ma perché si torna indietro? A prospettare l’intervento era stato lo stesso amministratore delegato delle Fs, Stefano Donnarumma, presentando il nuovo piano industriale quasi un anno fa e poi in un’audizione alla Camera. . “Anas è una cosa che certamente studieremo perché è un tema di sinergie che non si sono verificate nel tempo. Anas è veramente una voce di costo – perché non ha revenues. È tutta basata sul finanziamento pubblico che peraltro va probabilmente un poco rimodernato come metodologia. Noi la provocazione intendiamo sottoporla al Ministero e al Governo e poi studiarla», aveva detto in quell’occasione. L’operazione era stata, invece, concepita e definita  con l’obiettivo di creare un polo integrato ferro/gomma che potesse contare su circa 44.000 km di infrastrutture e investimenti per 108 miliardi nei dieci anni successivi. Il trasferimento delle azioni fu completato il 18 gennaio 2018. 

Dal palco del convegno Gemme ha poi voluto lanciare un messaggio forte: quello della necessità di un “piano Marshall” per la manutenzione. “Noi abbiamo oggi 18.720 ponti in Italia, 2.157 gallerie. Vi assicuro che se oggi non facciamo un piano Marshall per mettere a posto questi manufatti sicuramente nei prossimi anni avremo qualche problema”, ha avvertito Gemme. Intanto,  “Nel 2025 abbiamo avviato gare per un valore totale di 2,1 miliardi, di cui circa 1,9 miliardi pubblicati dalla Direzione generale e i restanti 190 milioni dalle strutture territoriali”. Nel dettaglio, “ per quanto riguarda la Direzione generale, 1,36 miliardi afferiscono a lavori per nuove opere, 220 milioni lavori per la manutenzione programmata, 240 milioni per servizi di ingegneria, oltre 87 milioni per forniture e servizi e 37 milioni per Ict. In merito agli investimenti previsti dal Contratto di Programma 2021-2025, sono pari a circa 44 miliardi di cui 37 miliardi in nuove opere, 5 miliardi in manutenzione programmata, i restanti due miliardi a supporto di progetti per lavori in corso e per investimenti in tecnologia”. In questi anni, ha sottolineato  l’ad, si è registrata  anche la crescita costante del personale e la ricaduta occupazionale dell’azienda. “Negli ultimi tre anni  abbiamo aumentato l’organico di circa 1.000 unità, pari al +15%”. 

Altro aspetto toccato da Gemme è  quello del rapporto con le imprese. “In un momento in cui il rilancio economico del Paese passa attraverso investimenti infrastrutturali strategici,  Anas conferma il proprio impegno a essere un partner affidabile per le imprese e per le comunità e puntare a uno sviluppo sostenibile e condiviso”, ha sottolineato Gemme.  “Il codice degli appalti presenta ancora delle aree di miglioramento. Anas non vede l’ora di fare opere, di farle in fretta e di chiuderle rispettando i tempi con imprese che lo consentono. Il fatto di avere gli anticipi è sicuramente un tema molto importante, ma il problema vero – ha rimarcato Gemme-  è se questi anticipi non vengono destinati nella commessa di riferimento o nei lavori che devono essere realizzati ma impiegati per la gestione dell’azienda o altre problematiche”. “Il problema del caro-materiali è a noi ben noto. Stiamo affrontando i contratti datati, sono stati revisionati recentemente quelli dove abbiamo trovato difficoltà di esecuzione che hanno prolungato i tempi. Cerchiamo di provvedere e di trovare una soluzione”.

 

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