LA GIORNATA DEL RISPARMIO

Panetta: “Basta crescita stentata all’1%. Preparare il terreno post-Pnrr con investimenti in innovazione”

29 Ott 2025 di Maria Cristina Carlini

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Panetta: “Basta crescita stentata all’1%. Preparare il terreno post-Pnrr con investimenti in innovazione”

FABIO PANETTA GOVERNATORE BANCA D'ITALIA

Alzare l’asticella della crescita andando oltre quell’1% stentato e, soprattutto, prepararsi ad affrontare il momento in cui non ci sarà più l’apporto del Pnrr, di cui il Pil ha finora beneficiato, scongiurando percentuali ancora più asfittiche se non addirittura di segno meno. Guarda oltre l’orizzonte del 2026, il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. E lo fa lanciando un monito forte: è il momento di concentrare tutte le energie e l’attenzione crescita e la strada maestra è quella di investimenti ad altro contenuto tecnologico. Non è certo la prima volta che Panetta sottolinea la necessità di spingere sull’acceleratore dell”innovazione, che lui stesso ha definito il “filo conduttore” delle riflessioni di ieri  – ma il tema assume ormai i contorni dell’urgenza proprio perchè si avvicina la fatidica data dello stop al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza.  “È essenziale innalzare stabilmente il ritmo di crescita dell’economia oltre quell’1% stentato su cui sembriamo esserci assestati, preparando fin d’ora il terreno per la fase in cui non saranno più disponibili i fondi” del Pnrr: è uno dei messaggi chiave dell’intervento che il numero uno di Bankitalia ha tenuto in occasioen della 101ma Giornata mondiale del risparmio. “Ora dobbiamo volgere l’attenzione alla crescita”, “l’espansione della domanda interna è decisiva” e per conseguirla occorre “rafforzare la capacità innovativa del sistema produttivo” orientando le risorse “verso investimenti ad alto contenuto tecnologico”.

Un buon viatico per procedere su questa strada  sono “la tenuta dell’economia, la credibilità degli obiettivi di finanza pubblica e la prudenza nella gestione dei conti” che “hanno rafforzato la fiducia nelle prospettive del Paese”, con lo spread Btp-bund “diminuito di circa 100 punti base negli ultimi due anni” e “un netto miglioramento del saldo Target2” grazie alla domanda estera di titoli pubblici italiani. Panetta ha rilevato che “negli anni recenti l’Italia ha mantenuto una gestione prudente delle finanze pubbliche” e “ridotto drasticamente” l’indebitamento netto, con un saldo primario tornato positivo e atteso dalle stime del governo allo 0,9% nel 2025. “Anche il giudizio delle principali agenzie di rating è migliorato, nonostante il difficile contesto geopolitico. Vi sono spazi per ulteriori miglioramenti”: “sono sviluppi che vanno consolidati, proseguendo con determinazione nella direzione intrapresa”, ha detto Panetta. “Negli ultimi decenni l’Italia ha affrontato con fatica la fase più intensa della globalizzazione e si è poi risollevata dai duri colpi delle crisi che si sono susseguite. Oggi le condizioni economiche e finanziarie di famiglie e imprese sono nel complesso solide, il sistema bancario è ben patrimonializzato e redditizio, i tassi di interesse sono bassi e gli investitori internazionali guardano al Paese con maggiore fiducia”.

L’imperativo è ora “volgere la nostra attenzione alla crescita” e, ha incalzato il Governatore, “occorre concentrare gli sforzi sui nostri punti di debolezza, impegnandoci su tre ambiti decisivi: capitale umano, capitale fisico, capacità amministrativa. Nella formazione delle persone e nell’uso delle nuove tecnologie, nello sforzo delle imprese di avvicinarsi alla frontiera produttiva, nell’azione di una Pubblica amministrazione che valorizza l’esperienza maturata con il PNRR, la parola chiave è innovazione”. E’ “prioritario accrescere l’accumulazione di capitale”, ha detto. “L’espansione della domanda interna è decisiva per lo sviluppo dell’economia italiana e, più in generale, dell’intera Europa. L’accumulazione di capitale è lo strumento per conseguirla: non solo sostiene direttamente la domanda, ma accrescendo il potenziale produttivo pone anche le basi per una crescita duratura, soprattutto in una fase di profonda trasformazione tecnologica”. Cìè un punto di forza che Pnaetts ha sottolineato e cioè il fatto che “negli ultimi anni gli investimenti in Italia sono tornati a crescere con vigore, superando – in rapporto al PIL – i livelli precedenti la crisi finanziaria globale . Le nostre indagini presso le imprese indicano che questa ripresa, avvenuta nonostante l’incertezza degli ultimi anni, è stata trainata – ha spiegato – dall’esigenza di adeguare il capitale produttivo all’innovazione digitale e alla transizione energetica e climatica. A sostenerla hanno contribuito consistenti incentivi pubblici: nel programma Transizione 4.0 sono stati maturati, tra il 2020 e il 2023, crediti di imposta per oltre 30 miliardi di euro. Nonostante questi sviluppi positivi, a fronte della forte crescita dell’occupazione, il rapporto tra capitale e lavoro ha continuato a ridursi, con effetti negativi sulla produttività del lavoro. Il declino demografico rende ancora più urgente accelerare l’accumulazione di capitale e rafforzare la capacità innovativa del sistema produttivo. Occorre quindi orientare le risorse verso investimenti ad alto contenuto tecnologico. Secondo nostre valutazioni, il moltiplicatore di un aumento  permanente degli investimenti è superiore all’unità e può triplicare quando le risorse vengono indirizzate alla ricerca e allo sviluppo”.

C’è un appello che Panetta ha rivolto alle banche: quello di usare “le risorse generate in questa fase favorevole” per sostenere la crescita dell’economia e non far mancare il credito alle aziende “con buone prospettive di sviluppo”. Nessun accenno e riferimento da parte del Governatore alla vexata quaestio dei contributi chiesti alle banche in manovra, al centro di tensioni tra i partiti della coalizione di Governo e sulla quale la premier Giorgia Meloni ha pronunciato parole nette (5 miliardi di 44 di profittil le banche possono dirsi soddisfatte).

“L’Italia ha dimostrato di sapere affrontare le difficoltà economiche e di sapersi rinnovare. Dobbiamo valorizzare questa forza, investendo nel capitale umano e
tecnologico, sostenendo la produttività e la competitività, rafforzando la fiducia dei cittadini e dei mercati. La solidità del sistema produttivo e la transizione verso un’economia sempre più digitale offrono le basi per farlo. C’è un filo che lega le riflessioni di oggi: l’innovazione. È la chiave per generare prosperità e per avviare un sentiero di crescita più elevata, stabile e inclusiva. Non sorprende che proprio il nesso tra progresso tecnologico e sviluppo economico abbia ispirato l’assegnazione dell’ultimo premio Nobel per l’economia a tre studiosi di questo tema cruciale”, ha chiosato ancora Panetta.  “Dobbiamo essere aperti alle nuove idee e al cambiamento20, ma anche consapevoli della necessità di definire regole che ne contengano i rischi e gli effetti indesiderati. È questo il delicato equilibrio che la Banca d’Italia persegue nel promuovere la stabilità monetaria e finanziaria, l’innovazione nei pagamenti, la cultura finanziaria e la tutela del risparmio: principi che costituiscono la base della fiducia nella nostra moneta e della prosperità del Paese”..

 

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