Il dibattito

Zaccheo (Art): il regolatore sia al servizio della persona e della sua LiBERTA’ di viaggiare. Ravasi cita Kerouac: la via è vita

“Homo Viator” è il tema che è stato al centro di un dialogo organizzato dall’Autorità di regolazione dei trasporto e dalla Fondazione Cortile dei Gentili. Un’occasione per parlare del viaggio come una dimensione dell’esistenza, occasione di conoscenza, di incontro e di percorso religioso. Sul tema di sono confrontati in un dibattito inedito i vertici di Fs, Italo, Adr e Aspi

11 Giu 2025 di Maria Cristina Carlini

Condividi:
Zaccheo (Art): il regolatore sia al servizio della persona e della sua LiBERTA’ di  viaggiare. Ravasi cita Kerouac: la via è vita

Un viaggio nel significato di viaggio. Non è un gioco di parole ma il senso di una riflessione sulla dimensione più autentica e profonda del viaggiare che non è solo percorrere una distanza da un punto A a un punto B ma che disvela l’essere stesso dell’uomo. E’ normale che top manager che guidano le più importanti aziende del Paese della mobilità e dei trasporti parlino di aerei, treni, di aeroporti e di autostrade, della gestione operativa, di piani industriali e di prospettive di sviluppo e di investimento. È inusuale, invece, che affrontino il tema del viaggio in un’accezione che potremmo dire esistenziale. Viaggio come momento di conoscenza, di confronto, di cammino interiore e religioso. Eppure è stato così nel dibattito che la Fondazione Cortile dei Gentili e  l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, hanno organizzato ieri sul tema “Homo Viator. Pellegrinaggio e Viaggio”. “Questa giornata aiuta a riflettere su un tema antico come il pellegrinaggio e il viaggio. Viaggio  e pellegrinaggio sono le parole che ruotano intorno al perno del cammino dell’uomo, fisico e interiore.”, ha spiegato il presidente dell’Art, Nicola Zaccheo, aprendo i lavori. “L’Art ha il compito di garantire la concorrenza, l’efficacia, i diritti degli utenti assicurando qualità, efficienza, sostenibilità e accessibilità per tutti”, ha spiegato. Un compito tecnico, dunque, che si base su norme, leggi e tariffe ma che pone e deve porre al centro della sua azione e del suo orizzonte la persona.

“È fondamentale che i regolatori e i gestori del trasporto diano vita a un servizio per l’uomo, e per la sua libertà di viaggiare. Non si tratta solo di garantire il diritto costituzionale alla mobilità, ma di riconoscere l’esigenza umana e ancestrale al movimento, che accompagna l’uomo fin dalle sue origini. Nel contesto attuale del Giubileo, questo concetto prende corpo: i viaggiatori si mettono in cammino pieni di domande e ci ricordano che la mobilità è attraversamento di confini esistenziali, oltreché geografici. Viaggiare è il modo più autentico che l’uomo ha per scoprire l’altro e conoscere se stesso. Il nostro compito, come regolatori e istituzioni, è garantire che ogni uomo possa mettersi in viaggio, qualunque scelga, in sicurezza. Senza viaggio non esiste evoluzione sia come specie sia come singolo essere umano”.

A spiegare la finalità del dibattito è stato anche  il cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente emerito del Pontificio della Cultura: quella di “mettere insieme voci diverse in un duetto, in cui coppie antitetiche riescono a fare armonia”, ha detto. Il ragionamento di Ravasi è partito da una citazione, inaspettata (lo ha ammesso lui stesso) di  Jack Kerouac  che all’inizio del libro “On the road” scrive che ‘la via è la vita”, “quasi identificando il percorso dell’esistenza come un itinerario che apre panorami sempre differenti”. Il Cardinale Ravasi ha citato anche Jorge Luis Borges, secondo il quale “la cultura occidentale è appesa a due viaggi: il ‘nostos’, il ritorno di Ulisse verso Itaca, con il sogno sin dall’inizio dell’opera che è quella di tornare a casa, mentre l’altro è quello di un popolo che dalla schiavitù va verso la terra promessa: l’esodo biblico”. Ma la stessa figura di Cristo è legata al viaggiare. “Era un eterno viandante. il Vangelo di Luca, per 24 capitoli, racconta la lunga marcia di Gesù dalla Galilea alla città del suo destino. E i cristiani inizialmente si chiamavano ‘I seguaci della via’. Per viaggiare ci sono tre modi: camminare con i piedi come i commercianti, camminare con gli occhi, come i sapienti e i veri turisti, e camminare con il cuore, come i Pellegrini. E tutte e tre le componenti sono necessarie: bisogna camminare, contemplare ma deve dominare il cuore”, ha concluso Ravasi.

Dopo gli interventi di Zaccheo e Ravani, il dialogo è proseguito nell’età tavola rotonda con i vertici di Fs, Italo, Adr e Aspi. Per l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Stefano Antonio Donnarumma, ”il treno non solo ha unito diversi Paesi del mondo e il nostro Paese nel suo interno, favorendone lo sviluppo, ma è anche un collegamento in termini affettivi: spostamento per lavoro, studio ma anche pellegrinaggio e ricongiungimento. Le Ferrovie sono un pezzo del Paese e, attraverso di loro, il Paese è progredito e ha dato opportunità’”. Prima ancora di diventare numero uno della più grande azienda italiana per asset e investimenti gestiti (17 miliardi nel 2024, ha ricordato), al treno Donnarumma ha detto di legare i suoi ricordi di studente di ingegneria che, però, nei lunghi viaggi di allora leggeva romanzi e saggi lontani dai suoi studi. “Il treno è sempre un luogo di libertà e di riflessione. Abbiamo l’obbligo di far funzionare questo mezzo nel miglior modo”.

Nel dibattito che vola alto, non ha risparmiato una frecciatina alla concorrenza il presidente di Italo, Luca Cordero di Montezemolo. “Le Ferrovie dello Stato devono ringraziare Italo: in primis perché siamo clienti paganti e grazie a Italo hanno dovuto migliorare tantissimo il servizio, perché la concorrenza è una bella cosa che spinge a fare meglio”, ha detto rivolto a Donnarumma seduto a fianco. Anche Montezemolo si è lasciato andare a ricordi di  viaggio di gioventù, dalla Sicilia girata in vespa alla route 66 negli USA. “Viaggiare è   libertà.Viaggiare vuol dire avventura, curiosità, cultura, avvicinarsi a degli elementi religiosi”.

Dai treni alle autostrade. Queste “non sono solo grandi opere di ingegneria ma visioni che si trasformano e concretizzano in grandi imprese”, ha detto il neo presidente di Autostrade per l’Italia, Antonino Turicchi, ricordando i due anniversari dei 100 anni della Milano-Laghi, prima autostrada a pedaggio al mondo, e l’Autostrada del Sole, il miracolo italiano che ha unito il Paese. Attraverso queste opere, “l’Italia ha saputo sognare e lavorare per il futuro ed è quello che deve continuare a fare per il suo sviluppo sociale e culturale”.

“Vedere un mondo diverso e un’angolazione diversa è importante – ha detto poi  il presidente di Aeroporti di Roma Vincenzo Nunziata – e l’attenzione al viaggiatore, al pellegrino, per un aeroporto è essenziale: e il nostro obiettivo è farli viaggiare bene e in maniera efficiente. L’obiettivo di fondo è quello di lavorare al servizio delle istituzioni, di Roma e di tutti i viaggiatori, con una attenzione al mondo della religione per noi che è un elemento essenziale. Speriamo di fare sempre meglio”.

 

 

 

Argomenti

Argomenti

Accedi