La giornata

Pnrr, REVISIONE tecnica al via. Governo spaccato sul terzo mandato

  • La Ue taglia le stime di crescita, nel 2025 il Pil italiano a +0,7%
  • Csc: incertezza e dazi frenano export e investimenti, rischi per il recupero dell’industria
  • Piano Mattei: Meloni, il 20/6 vertice a Roma con von der Leyen
  • Casa, Roswall: “Al lavoro su raccomandazioni sul nuovo Bauhaus”

19 Mag 2025

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La Cabina di regia sul Pnrr “ha approvato la proposta di revisione tecnica del Piano, finalizzata alla sua efficace attuazione, che a breve sara’ sottoposta all’esame del Parlamento e della Commissione europea”. Ad annunciarlo ieri è stata la Presidenza del Consiglio al termine della riunione del cabina di regia sul Pnrr.  L’aggiornamento, spiega Palazzo Chigi,  “riguarda sia casi di modifiche per sopravvenute circostanze oggettive che correzioni formali, nel pieno rispetto del regolamento Ue sul dispositivo di ripresa e resilienza, che consente agli Stati membri di richiedere modifiche del proprio Piano nazionale”. “La bozza di revisione tecnica, sottoposta all’esame dell’odierna Cabina di regia, riguarda un insieme di proposte, relative principalmente alla settima rata, su cui si è focalizzata l’attenzione della Commissione europea, che incidono anche sull’ottava, nona e decima rata”, ha riferito il ministro  il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti. Nell’ambito della proposta di revisione tecnica del PNRR è prevista una rimodulazione degli investimenti ferroviari per il potenziamento di tratte strategiche, modificate per cause di forza maggiore e sostituite con tratte che verranno concluse entro giugno 2026. È previsto inoltre l’incremento degli investimenti per l’implementazione degli impianti di biometano per lo sviluppo dell’economia circolare dei rifiuti e per incentivare il futuro della mobilità attraverso le automobili a basso impatto ambientale, per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro, senza incidere sulla dotazione complessiva del Piano”. In merito all’avanzamento finanziario del Piano, ad oggi sono state rendicontate sette richieste di pagamento e sono stati emessi i corrispondenti finanziamenti per le prime sei rate, che hanno consentito all’Italia di essere lo Stato Ue che ha ricevuto l’importo maggiore di finanziamento, pari a 122 miliardi di euro, corrispondente al 63% della dotazione complessiva del PNRR. “Con il pagamento della settima rata, attualmente in fase di verifica finale da parte della Commissione europea – ha sottolineato  Foti- sarà confermato il primato europeo dell’Italia nell’avanzamento del Piano, con 140 miliardi di euro ricevuti, corrispondenti al 72% della dotazione complessiva e, in termini di performance, si raggiungerà circa il 55% degli obiettivi programmati. Anche i dati sulla spesa, in aggiornamento sulla piattaforma ReGiS e comunque sottostimati in quanto molti soggetti attuatori non hanno ancora provveduto alla rendicontazione, sono in continua crescita e sfiorano quota 70 miliardi di euro, ovvero circa il 58% delle risorse finora ricevute”.

In riferimento alla piena attuazione del PNRR, Foti informa “che sono tuttora in corso interlocuzioni con tutte le Amministrazioni titolari e con la Commissione europea – che si aggiungono al costante monitoraggio delle attività dei soggetti attuatori e dei piani di azione redatti dalle Prefetture a seguito delle sedute delle Cabine di coordinamento – in vista di un aggiustamento complessivo del Piano che seguirà alla proposta di revisione tecnica posta all’attenzione della Cabina di regia di oggi e del Parlamento nel corso di questa settimana”.

Per il Mit, quello di oggi “è un passaggio strategico per consolidare i risultati raggiunti e tracciare una prospettiva concreta per il futuro delle infrastrutture italiane, anche oltre l’orizzonte temporale del PNRR. Tra gli esiti più rilevanti, l’intesa sulla rimodulazione dei progetti in ambito ferroviario rappresenta un punto di svolta”. Il MIT, ha riferito il dicastero, ha ottenuto la piena salvaguardia della dotazione finanziaria originaria, evitando la perdita di risorse PNRR e assicurando il finanziamento di opere prioritarie come il Terzo Valico dei Giovi e la linea AV Salerno-Reggio Calabria. Nel corso della riunione è stato anche condiviso l’avvio di una riforma profonda del settore ferroviario. Il nuovo Contratto di Programma tra MIT e RFI introdurrà un sistema innovativo di pianificazione e controllo, in continuità con le migliori pratiche sperimentate con il PNRR. La programmazione degli investimenti si baserà su cronoprogrammi, obiettivi misurabili e indicatori di performance, in un’ottica di trasparenza, efficienza e responsabilizzazione.

Un’ulteriore novità riguarda l’apertura alla concorrenza nel trasporto ferroviario: è confermato l’avvio della gara per l’affidamento del servizio Intercity nel 2026. Una misura che punta a migliorare la qualità del servizio e a rendere l’offerta più competitiva, a beneficio degli utenti. Per accompagnare e rafforzare le riforme nel settore ferroviario, è stato inoltre deciso di studiare la costituzione di una società a controllo pubblico dedicata all’acquisto di materiale rotabile. L’obiettivo sarebbe quello di potenziare la mobilità collettiva e promuovere soluzioni di trasporto più sostenibili.

In ultimo, l’istituzione del Fondo per gli investimenti infrastrutturali strategici e la promozione del Partenariato Pubblico-Privato (PPP), che è ancora in discussione con i tecnici della Commissione e che probabilmente verrà alla luce nell’arco dei prossimi mesi. Il Fondo rappresenterà un veicolo stabile per sostenere interventi fuori dal perimetro del PNRR e attrarre capitali privati nella realizzazione di grandi opere pubbliche. Lo strumento, anticipato nelle scorse settimane come priorità dal MIT, sarà progressivamente rafforzato, con un impatto atteso significativo in settori chiave come le infrastrutture idriche e l’edilizia sociale (Piano Casa).

Tensione in Cdm sul terzo mandato, Il governo impugna la legge della Provincia di Trento e la Lega vota contro

Tensione nel Governo sul terzo mandato. Nella riunione di ieri, il Consiglio dei ministri ha impugnato di fronte alla Corte costituzionale la legge della Provincia autonoma di Trento che ha innalzato da due a tre il limite dei mandati consecutivi possibili per il presidente. In questo modo, Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, non potrà ricandidarsi e questo vale per Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia. Sul provvedimento la Lega ha votato contro con le proteste del ministro Roberto Calderoli. Parere favorevole è arrivato invece dagli alleati, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Fugatti ha dichiarato  che la decisione del Cdm “un atto contro il Trentino, contro l’autonomia del Trentino. Nei prossimi giorni valuteremo il da farsi”. Minimizza il vicepremier, Matteo Salvini: “nessun problema, questioni locali”.

La Ue taglia le stime di crescita, nel 2025 il Pil italiano a +0,7%

La Commissione europea prende atto del probabile rallentamento della congiuntura europea e internazionale nel 2025, determinato dal nuovo corso della politica protezionistica dell’amministrazione USA. La crescita del pil quest’anno nell’area euro e’ stabile rispetto al 2024. Nell’ultimo trimestre del 2024, l’economia della Ue ha registrato una crescita superiore alle aspettative, pari allo 0,4%, in gran parte grazie alla robusta domanda interna. Questo slancio positivo e’ proseguito nel primo trimestre del 2025, con dati preliminari che indicano una crescita del pil reale dello 0,3%. Nelle previsioni di primavera, diffuse ieri, le prospettive di crescita sono state riviste significativamente al ribasso, indica la Commissione che fonda le nuove stime sull’ipotesi  che i dazi sulle importazioni statunitensi di beni dalla Ue e da praticamente tutti gli altri partner commerciali rimarranno al 10%, il livello applicato il 9 aprile, ad eccezione dei dazi piu’ elevati su acciaio, alluminio e automobili (al 25%) e delle esenzioni tariffarie su alcuni prodotti (farmaceutica e microprocessori). Si ipotizza che i dazi bilaterali tra Stati Uniti e Cina fossero siano inferiori a quelli applicati il 9 aprile, ma sufficientemente elevati da portare a una significativa riduzione degli scambi bilaterali di merci tra Stati Uniti e Cina. Le aliquote tariffarie concordate da Cina e Stati Uniti il 12 maggio si sono rivelate inferiori a quelle ipotizzate, ma comunque ‘sufficientemente elevate da non invalidare l’ipotesi di un impatto negativo sulle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina’. La crescita globale al di fuori della Ue e’ ora prevista al 3,2% sia per il 2025 che per il 2026, in calo rispetto al 3,6% previsto nell’autunno del 2024. Questa revisione al ribasso riflette in gran parte un indebolimento delle prospettive sia per gli Stati Uniti che per la Cina. Il rallentamento del commercio globale e’ ancora piu’ marcato.Di conseguenza, la Commissione prevede che le esportazioni della Ue cresceranno solo dello 0,7% quest’anno, con una nuova contrazione delle esportazioni di beni parzialmente compensata dalla resilienza delle esportazioni di servizi, in quanto meno influenzate dalle tensioni commerciali. Nel 2026, la crescita delle esportazioni dovrebbe accelerare al 2,1%. L’incertezza, piu’ dei dazi, grava sulla domanda interna.

L’Italia cresce meno del previsto e il prossimo anno sarà, insieme al Belgio, all’ultima posizione tra i Ventisette Paesi dell’Unione europea. La Commissione corregge al ribasso le sue precedenti stime per il Pil  italiano: se per il 2024 lascia il +0,7% già calcolato in autunno, per il 2025 e il 2026 toglie lo 0,3% e, dall’1% e dall’1,2% ipotizzati a novembre, lima l’aumento al +0,7% per quest’anno e, per il prossimo, al +0,9% che rappresenta “la crescita più debole” nell’Ue. La fotografia per l’Italia include, poi, il peso di un debito pubblico che – dopo un calo progressivo dal 145,8% in rapporto al Pil nel 2021 al 138,3% del 2022 fino al 134,6% del 2023 – aumenta dal 135,3% del 2024 al 136,7% di quest’anno fino al 138,2% del 2026 e arriva a sfiorare il tasso, in diminuzione costante, della Grecia (stimato al 140,6% l’anno prossimo). Un problema già noto per il Paese ma che si è accentuato, secondo Bruxelles, con l’effetto del Superbonus dal momento che, nel 2024, il debito è aumentato “principalmente a causa di un aggiustamento stock-flow che ha incrementato il debito, correlato all’impatto ritardato sull’indebitamento di cassa dei crediti d’imposta per le ristrutturazioni edilizie”. Note meno dolenti per il BelPaese arrivano sul fronte del deficit e dell’inflazione, il cui tasso annuo nel 2025 sarà all’1,8% e per il 2026 si prevede che sarà all’1,5%”. Il deficit, invece, è stato pari “al 3,4% del Pil nel 2024, grazie all’eliminazione graduale di consistenti crediti d’imposta per le ristrutturazioni edilizie e alle misure di sostegno legate alla crisi energetica, unitamente a un gettito sostenuto, in particolare dalle imposte sul reddito delle persone fisiche e sulle attività finanziarie”, spiegano le previsioni. Si prevede che nel 2025 scenderà al 3,3% del Pil, “grazie a un miglioramento marginale dell’avanzo primario e a una spesa per interessi invariata in percentuale del Pil”, e l’anno prossimo al 2,9% del Pil, tornando a rispettare la soglia del 3% prevista dalle regole di bilancio comuni.

«L’economia europea sta dimostrando capacità di resilienza in presenza di forti tensioni commerciali e di un aumento dell’incertezza globale”, ha spiegato in un comunicato il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis. ‘La crescita cumulativa nel 2025 e nel 2026 negli Stati Uniti sarebbe inferiore di circa 1 punto percentuale rispetto a un livello di riferimento senza dazi’, mentre ‘l’Ue subirebbe un impatto significativamente piu’ lieve, di circa 0,2 punti percentuali”, ha detto Dombrovskis, spiegando che la Commissione ha ‘simulato l’impatto dei dazi statunitensi annunciati fino al 2 aprile’. I dazi, ha aggiunto, ’causerebbero una notevole contrazione del commercio e dell’attivita’ economica globali. Entro la fine del 2026, il Pil globale sarebbe inferiore dello 0,4% rispetto al livello di riferimento e il commercio mondiale diminuirebbe del 2,9%’. La simulazione, ha concluso, non include ‘gli effetti indiretti sulla fiducia e sul sentiment degli investitori, nonche’ le ricadute di potenziali turbolenze e volatilita’ del mercato”.

Csc: incertezza e dazi frenano export e investimenti, rischi per il recupero dell’industria

Il Pil italiano è cresciuto più del previsto nel primo trimestre 2025 (+0,3%), con l’industria che ha interrotto il suo lungo calo. Nel secondo, però, i dazi e le alterne decisioni dell’Amministrazione Trump tengono alta l’incertezza e bassa la fiducia, frenando principalmente export e investimenti. Le minori attese di crescita, tuttavia, riducono il prezzo dell’energia, agevolando il taglio dei tassi in Europa. E’ il quadro che tratteggia la Congiuntura flash del Centro Studi di Confindustria di maggio 2025. Ora, l’attesa è di una frenata, avverte.  Il prezzo del gas in Europa (TTF) continua a scendere: 33 euro/mwh a maggio, da 50 a febbraio, restando comunque sopra i livelli del 2019 (14 in media); in ribasso anche l’elettricità (PUN a 88 euro/mwh, da 150), ma resta il divario con gli altri paesi europei. Anche il prezzo del petrolio è in calo, a riflesso delle attese di frenata della domanda globale: 62 dollari/barile a maggio, da 76 a febbraio. Sul fronte dei prezzi al consumo, si registra una alta inflazione negli Usa (+2,3% in aprile), dove è attesa crescere per l’effetto dei dazi sui prezzi dell’import, cui si aggiunge la svalutazione del dollaro. È poco più bassa nell’Eurozona (+2,2%), ma qui calerà per il ribasso energetico e il rafforzamento dell’euro. Ciò significa che la BCE proseguirà con i tagli dei tassi nel 2025 (già a 2,25%), mentre la FED potrebbe restare in attesa, con tassi fermi a 4,50%. Questo stimolerà il credito per le imprese italiane (-1,1% annuo a marzo). Il Csc punta, quindi, i riflettori sugli investimenti. Gli indicatori mensili per gli investimenti sono tutti orientati in negativo nei primi 4 mesi del 2025: continua a diminuire la fiducia delle imprese, per il terzo mese di fila (91,5 in aprile, da 93,2); si segnala un forte aumento dell’incertezza; i giudizi sugli ordini di beni strumentali sono pressoché stabili su bassi livelli e calano le attese sui nuovi ordinativi, indizio di domanda debole. Indicazioni miste, invece, per i consumi. Il proseguire della crescita dell’occupazione fornisce slancio al reddito reale delle famiglie in avvio di 2025, ma il calo della fiducia a marzo-aprile potrebbe preludere a un nuovo aumento della propensione al risparmio. Le vendite al dettaglio si sono ridotte nel 1° (-0,5%), mentre le immatricolazioni di automobili in Italia sono in lieve recupero (+2,7% annuo in aprile). Per i servizi, si registra un andamento incerto.  Il turismo prosegue la crescita nei primi mesi del 2025 (+6,7% annuo a febbraio la spesa di stranieri), mentre sono negative le indicazioni di RTT servizi (CSC-TeamSystem) con fatturato in calo nel 1° trimestre. Per il 2°, l’HCOB-PMI continua a indicare moderata espansione (52,9 in aprile, da 52,0), ma la fiducia delle imprese è ulteriormente caduta, per la flessione degli ordini. Rischi in vista per l’industria: a marzo la produzione è aumentata (+0,1%), chiudendo il 1° trimestre in recupero (+0,4%), dopo 5 trimestri in calo, anche se RTT indica minor fatturato. I dazi colpiscono principalmente l’industria e i primi dati di aprile, post-dazi, sono misti: il PMI segnala che la flessione si è quasi esaurita (49,3 da 46,6), ma la fiducia scende per il secondo mese di fila, su valori bassi. L’export italiano di beni era in risalita a inizio 2025, prima dei dazi USA: +4,6% in valore nel 1° trimestre rispetto al 4° 2024. Cresce però anche l’import, tanto che il contributo dell’export netto nel 1° è negativo. Positiva la dinamica delle vendite nei mercati UE ed extra-UE, grazie a una ripresa in Germania (+5,4% sul 1° trimestre 2024) e a marzo negli USA per anticipare i dazi (+11,8% nel trimestre), ancora in calo invece le vendite in Cina. Il PMI sugli ordini manifatturieri esteri in aprile punta a una stabilizzazione, ma gli ordini del PMI globale volgono in negativo (47,2).

 

Piano Mattei: Meloni, il 20/6 vertice a Roma con von der Leyen

“Come ho più volte ripetuto, non si potranno mai raggiungere tutti i risultati più ambiziosi che ci siamo posti per la crescita inclusiva del Continente africano senza la collaborazione dei nostri partner. E in questo, il lavoro comune con l’Unione europea e la creazione di sinergie con il Global Gateway europeo che, ricordo, ha impegnato 150 miliardi di euro per l’Africa, e’ un elemento essenziale. Proprio a questo proposito desidero annunciare che il 20 giugno abbiamo in programma di ospitare a Roma un vertice Piano Mattei-Global Gateway che co-presiederò con la Presidente von der Leyen alla presenza di alcuni Stati africani coinvolti nel corridoio di Lobito assieme a Istituzioni finanziarie multilaterali per suggellare il lavoro svolto sinora e che sara’ anche l’occasione per annunciare la conclusione di nuovi progetti”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo a Palazzo Chigi alla riunione della cabina di regia del Piano Mattei. “Un vertice”, ha precisato Meloni, “che ha visto la sua preparazione nella Conferenza organizzata, sempre a Roma, dalla Struttura di Missione con l’Ue lo scorso marzo, con oltre 400 partecipanti tra istituzioni e privati, con un focus particolare nei settori delle infrastrutture fisiche e digitali, dell’agricoltura e dell’energia”.

Casa, Roswall: “Al lavoro su raccomandazioni sul nuovo Bauhaus”

“Per l’inizio dell’anno prossimo sto lavorando alle raccomandazioni da rivolgere agli Stati membri sul nuovo Bauhaus europeo, che potrebbero essere adottate contemporaneamente al Piano ue per gli alloggi accessibili. In cinque anni l’iniziativa del Bauhaus è diventata un movimento paneuropeo, una comunità di più di 1.700 membri che ci aiutano quotidianamente a creare un’Europa più bella e più sostenibile. Più di 500 milioni di euro da 9 programmi dell’Ue sono stati dedicati per sostenere circa 500 progetti che hanno aiutato a stimolare gli spazi urbani e rurali, hanno creato alloggi accessibili ed efficienti, e hanno contribuito a perfezionare il settore dei lavoratori delle costruzioni”. Lo ha detto Jessika Roswall, commissaria per l’Ambiente, audita dalla commissione speciale sulla Crisi deglLo ha detto Jessika Roswall, commissaria per l’Ambiente, audita dalla commissione speciale sulla Crisi degli alloggi (Hous) del Parlamento Ue.

Mit, disco verde per lo Skymetro di Genova

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha dato parere favorevole all’unanimità al progetto dello Skymetro a Genova. Un via libera decisivo che consente di proseguire rapidamente con l’iter verso l’affidamento dei lavori. Un’opera strategica perché destinata a rivoluzionare la viabilità della Valbisagno, una delle aree più congestionate della città. Un salto di qualità per la mobilità urbana, un segnale concreto affinché la Valbisagno torni al centro.

Dl Infrastrutture, Mit arrivano misure significative per l’autotrasporto, tempi certi e investimenti per il rinnovo del parco

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto misure significative a sostegno del settore dell’autotrasporto con l’approvazione ieri in Consiglio dei Ministri del Decreto Legge Infrastrutture. Frutto di un intenso confronto con la categoria, il provvedimento mira a garantire maggiore equità, tempi di attesa certi e investimenti per la modernizzazione del parco veicolare. Tra le principali novità, si segnala la modifica della disciplina dei tempi di attesa per le operazioni di carico e scarico merci. Il periodo di franchigia è ridotto da due ore a novanta minuti per ogni operazione, e, in caso di superamento, è previsto un indennizzo di 100 euro per ogni ora o frazione di ora di ritardo, con rivalutazione automatica annuale. Viene inoltre introdotta la responsabilità solidale tra committente e caricatore nel pagamento dell’indennizzo. Il Decreto interviene anche sul delicato tema dei tempi di pagamento, prevedendo la possibilità per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) di adottare diffide e sanzioni in caso di violate reiterate e diffuse delle normative sui pagamenti, configurando un abuso di dipendenza economica. Un segnale concreto di attenzione al futuro del settore è rappresentato dallo stanziamento di 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026 destinati al rinnovo del parco veicolare, incentivando la transizione verso mezzi più moderni e sostenibili. “Ascoltare le esigenze degli autotrasportatori e dare risposte concrete è stata una priorità di questo Governo,” ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. “Con queste misure, garantiamo maggiore dignità al lavoro degli autotrasportatori. Un passo fondamentale per la crescita e la modernizzazione di un settore strategico per l’economia del Paese”.

Al via “Noi Snam”, il primo piano di azionariato diffuso Snam

Si chiama “Noi Snam” il primo piano di azionariato diffuso Snam che nasce con l’obiettivo di consentire ai dipendenti di investire in azienda, diventandone azionisti e condividendo così il valore generato in un orizzonte di lungo periodo. Il piano, valido per il periodo 2025-2027, prevede adesione volontaria ed è rivolto alla totalità dei dipendenti, e mira a consolidarne il senso di appartenenza e di responsabilità, incentivando la loro partecipazione agli obiettivi del Gruppo e contribuendo ulteriormente ai suoi successi. “Noi Snam” si rivolge a tutta la popolazione aziendale – operai, impiegati, quadri e dirigenti –, con adesione su base volontaria. È un piano di tipo rolling, con due finestre annuali di acquisto e uno sviluppo su un orizzonte triennale. I partecipanti potranno acquistare azioni Snam con risorse proprie o con la conversione del proprio premio di risultato, beneficiando di azioni gratuite (matching shares) al momento dell’acquisto e alla fine del triennio qualora i dipendenti decidano di mantenerle per ulteriori 3 anni (loyalty shares), con vantaggi particolarmente significativi per operai, impiegati e quadri, che in occasione della prima adesione riceveranno anche 25 azioni in regalo (welcome shares). Chi aderirà al piano potrà, inoltre, beneficiare di tutti gli altri diritti associati alla proprietà di azioni, come il diritto di voto e quello al dividendo. “Con ‘Noi Snam’ vogliamo rafforzare il patto di fiducia tra l’azienda e le sue persone, nella convinzione che il capitale umano sia una componente decisiva nel nostro percorso di crescita,” ha dichiarato Alessandro Zehentner, Presidente di Snam. “L’azionariato diffuso è un potente strumento di inclusione e responsabilizzazione, e siamo orgogliosi di rilanciarlo con una visione moderna e partecipativa che prevede incentivi per le fasce operative e i middle-manager, il cui contributo quotidiano è alla base dei nostri successi”.

Il lancio del piano avviene in un contesto di crescita significativa per il Gruppo. Nel 2024, Snam ha registrato investimenti per circa 2,9 miliardi di euro (+31% rispetto al 2023), un EBITDA adjusted in crescita del +13,9% e un utile netto adjusted aumentato del +10,4%, superando le attese del mercato. A conferma di questa traiettoria, il nuovo Piano Strategico 2025-2029 – il più ambizioso nella storia di Snam – prevede investimenti per 12,4 miliardi di euro. Per fornire strumenti concreti affinché tutte le persone del Gruppo possano prendere decisioni informate e consapevoli, Snam lancia, a supporto del piano, un percorso di cultura finanziaria che durerà fino al 2026. Il programma, accessibile tramite la intranet aziendale, propone approfondimenti costruiti a partire dal contributo dei dipendenti. Oltre al corso, è previsto un roadshow di 15 tappe nei territori in cui Snam è presente, per incontrare i dipendenti e rispondere a tutte le loro domande in un’ottica di totale trasparenza e coinvolgimento sulle tematiche finanziarie.

 

Lufthansa Cargo inizia la commercializzazione sulle rotte Ita e inserisce Fiumicino come hub per il Sud Europa

A partire da giugno 2025, Lufthansa Cargo inizierà la commercializzazione della capacità cargo sulle rotte ITA Airways. Con l’inserimento di Roma Fiumicino (FCO) come hub cargo per l’Europa del Sud, il vettore aggiunge al suo già denso network ulteriori tratte, capacità e destinazioni nel mondo. Sui voli a partire dal 16 giugno, Lufthansa Cargo inizierà ad applicare il proprio codice AWB alle operazioni cargo da San Paolo (GRU), Rio de Janeiro (GIG) e Buenos Aires (EZE) a Roma Fiumicino (FCO). Su tutte le altre tratte, inizialmente, entrambe le compagnie continueranno ad operare sotto due distinti codici AWB. A seguito delle approvazioni regolatorie, Lufthansa Cargo comincerà a commercializzare gradualmente la capacità su tutte le rotte continentali e intercontinentali di ITA Airways sotto il proprio codice AWB. Complessivamente, la capacità cargo di cui dispone Lufthansa Cargo aumenterà di quasi il 20%. In futuro, la clientela cargo avrà accesso ad un network globale ancora più vasto, potendo disporre della capacità cargo dell’intero Gruppo Lufthansa, che mette in connessione tutti i principali centri economici europei e globali. “Insieme al nostro partner ITA Airways, siamo emozionati di poter offrire ai nostri clienti un ventaglio di tratte ancora più attraente, capacità aggiuntiva e ulteriori soluzioni da e verso l’Europa come anche a livello globale, affinché le loro necessità di trasporto possano essere soddisfatte. L’espansione del nostro network rinforza ulteriormente l’obiettivo di Lufthansa Cargo di agevolare il business globale. Oltre a Francoforte, Monaco, Vienna e Brussels, Roma sarà il nostro quinto hub, che ci aiuterà ad offrire ai nostri clienti soluzioni flessibili e di qualità. I clienti potranno beneficiare di connessioni ancora più affidabili e veloci da e per l’Europa del Sud, e usufruire dei rinomati servizi Lufthansa Cargo anche via Roma”, ha spiegato Ashwin Bhat, ceo di Lufthansa Cargo. Joerg Eberhart, ceo e Direttore Generale di ITA Airways, ha affermato: “Siamo felici di approfondire le sinergie con il Gruppo Lufthansa nel settore cargo. Grazie all’estesa flotta del Gruppo Lufthansa, combinata con la capacità di ITA Airways, i nostri clienti beneficeranno di un servizio migliorato e un network più ampio, sfruttando le destinazioni fornite dal Gruppo e valorizzando l’alto potenziale di Fiumicino, il nostro hub”.

 

 

Consip piccoli immobili, Cns vince due lotti per i servizi di pulizia nelle Marche e in Campania

Il Consorzio nazionale servizi (CNS) si conferma protagonista nel settore dei servizi di pulizia e sanificazione, ottenendo il primo posto in due lotti della gara “Consip piccoli immobili” dedicata alle pulizie di uffici, università e enti di ricerca. Si tratta di due assegnazioni per complessivi di 31 milioni di euro. Con un valore di 13,8 milioni di euro, CNS ha vinto il lotto 11 nelle Marche, che comprende i territori di Ascoli Piceno, Macerata e Fermo. In Campania, il consorzio si è aggiudicato il lotto 15, con un importo di 17,2 milioni di euro, estendendo il servizio alle province di Caserta, Benevento, Napoli, Avellino e Salerno. Consip metterà a disposizione delle pubbliche amministrazioni un accordo quadro per l’acquisizione dei servizi di pulizia in modo semplificato e standardizzato, assicurando trasparenza, efficienza e qualità. Con questa assegnazione, CNS conferma la propria leadership nella gestione di servizi per amministrazioni pubbliche, garantendo soluzioni efficienti e innovazione. Dovranno essere le pubbliche amministrazioni, autonomamente, ad attivare la convenzione Consip con CNS. L’accordo quadro, oltre alle attività di pulizie ordinarie e straordinarie, mette a disposizione anche il servizio di disinfestazione (opzionale) e servizi gestionali quali: il sistema informatico per la gestione dei flussi informativi e la costituzione e gestione dell’anagrafica architettonica (opzionale). Con l’attivazione della convenzione, verrà attivato anche un servizio di reperibilità h24. Per l’attivazione del servizio, CNS mette a disposizione un servizio dedicato di assistenza alle pubbliche amministrazioni. I contratti hanno una durata minima di quattro anni. La durata dell’affidamento sottoscritto da CNS e Consip, centrale di acquisto nazionale partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, è di 36 mesi con possibilità di proroga un anno.

 

Si apre la mostra “Milano moderna oggi”, il racconto fotografico delle architetture del ‘900

Un racconto ragionato del Moderno milanese che si snoda attraverso una selezione di fotografie di sette autori: Gabriele Basilico, Giovanni Hänninen, Marco Introini, Delfino Sisto Legnani, Allegra Martin, Filippo Romano, Giovanna Silva: è il percorso della mostra che si inaugura stasera, martedì 20 maggio, a Milano dal titolo “Milano Moderna Oggi. Architetture milanesi del ‘900”, presso la sede presso la sede dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano. Dopo i saluti istituzionali di Marialisa Santi, presidente di Fondazione Ordine Architetti PPC Milano e di Manuele Salvetti, responsabile delle attività culturali di Fondazione Ordine Architetti PPC Milano, l’incontro vedrà la presenza e gli interventi di Giovanna Calvenzi, curatrice scientifica del festival, e dei fotografi i cui lavori sono esposti in mostra: Giovanni Hänninen, Marco Introini, Delfino Sisto Legnani, Allegra Martin, Filippo Romano e Giovanna Silva. Oltre a raccontare il racconto fotografico esposto, l’evento inaugurale sarà occasione per presentare tutte le attività del Festival. La mostra riprende in parte il titolo del volume “Milano Oggi” curato da Gio Ponti nel 1957 e pensato come libro che, pubblicato di anno in anno, avrebbe dovuto raccontare le architetture moderne costruite in città, apprezzate anche all’estero. L’obiettivo della mostra è raccontare la condizione di alcune architetture del Moderno, per mostrare il loro rapporto con la città e il paesaggio urbano. La mostra sarà visitabile dal 20 maggio al 18 luglio 2025.

Fondazione Milan e Fondazione Cdp: Lo sport come strumento di riscatto sociale: la nuova edizione di “Play for the future” amplia l’orizzonte

Favorire il reinserimento sociale dei giovani coinvolti nei circuiti penali attraverso percorsi di educazione sportiva e di orientamento professionale. Questo l’obiettivo del progetto “Play for the Future”, promosso da Fondazione Milan e Fondazione CDP, in collaborazione con il Ministero della Giustizia. Nata nel 2023, l’iniziativa si è arricchita in questa edizione del contributo di un ulteriore partner strategico, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, che, attraverso il Settore Giovanile Scolastico, si occuperà dell’organizzazione del programma didattico rivolto ai giovani partecipanti al percorso educativo e nel rilascio degli attestati partecipativi. La prima edizione del progetto si è conclusa a luglio 2024, raggiungendo complessivamente, tra attività di educazione sportiva e di orientamento e avviamento al lavoro, circa 100 ragazzi sottoposti alla misura penale della messa alla prova nelle città di Napoli, Bari, Catania e Palermo. In seguito agli ottimi risultati ottenuti nella prima edizione, a novembre 2024 è stato avviato il secondo ciclo del progetto che avrà durata triennale. L’iniziativa si è arricchita di importanti novità: oltre ai minori e giovani adulti sottoposti a misure penali esterne, come la “messa alla prova” o misure di comunità, si rivolge ora anche a ragazzi detenuti negli Istituti Penali per i Minorenni. Il progetto si amplia e include alla rete di tre città già attive – Napoli, Catania e Palermo – anche Milano e Airola (BN). Ogni anno, nelle sedi del progetto vengono attivati due percorsi paralleli: uno per circa 20 ragazzi detenuti[1] e uno per circa 15 giovani in area penale esterna. Il rinnovo per un periodo di tre anni nasce dalla volontà di garantire continuità e solidità a un percorso che risponde a un’esigenza urgente: nel 2024, in Italia, oltre 13.000 minori autori di reato risultano in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni, di cui 2.649 inseriti in percorsi di messa alla prova. Di questi, il 95% è di sesso maschile. La maggior parte dei minori è sottoposta a misure alternative da eseguire in area penale esterna, confermando come la detenzione, per i minori, rappresenti una misura residuale, sostituita da percorsi sanzionatori di tipo educativo e riparativo. Il progetto si inserisce proprio in questo contesto, con attività che si svolgono nell’ambito dell’area penale esterna e che includono formazione, orientamento al lavoro e incontri con allenatori e formatori di club sportivi. Tali attività offrono ai giovani coinvolti l’opportunità di costruire basi concrete per il proprio futuro, andando oltre la sanzione penale. ”Play for the future” è realizzato in collaborazione con i funzionari dell’area pedagogica degli Istituti Penali per i Minorenni e con quelli dell’area di Servizio Sociale degli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità. Sono loro a occuparsi dell’individuazione dei beneficiari da coinvolgere nelle attività di progetto e a monitorare l’andamento degli inserimenti. All’interno degli Istituti Penali per i Minorenni, i beneficiari dei corsi hanno l’opportunità di apprendere i concetti base del gioco del calcio e acquisire le competenze necessarie per assistere un istruttore nella programmazione, conduzione e gestione delle attività sportive. Al termine del corso, i ragazzi riceveranno un attestato di frequenza «Corso Grassroots livello E – Social Football». Successivamente, potranno mettere in pratica quanto appreso, prima all’interno della struttura detentiva e, in seguito, presso le società sportive esterne, una volta conclusa la misura penale. Come nella prima edizione, per i minori e i giovani adulti sottoposti a misure di esecuzione penale esterna, il progetto prevede anche l’avvio di percorsi di educazione sportiva e di orientamento lavorativo, nell’ambito del quale ogni partecipante sarà seguito personalmente per redigere un bilancio delle proprie competenze e avviare un iter di accompagnamento all’inclusione lavorativa. Verranno coinvolte le aziende, i centri sportivi e le società dilettantistiche del territorio, e saranno organizzati corsi di aiuto allenatore. Al termine della fase di orientamento, due beneficiari per ogni presidio saranno inseriti in un percorso di stage presso le associazioni e società sportive locali, per acquisire una prima esperienza di inserimento lavorativo. L’iniziativa intende arricchire i percorsi sportivi e i laboratori all’interno degli Istituti Penali per i Minorenni, traducendoli in esperienze di crescita, approfondimento e orientamento per il futuro. Le attività, che includono anche un laboratorio valoriale, utilizzeranno il campo da gioco e il pallone come strumenti educativi. Ogni sessione si focalizzerà su tematiche quali inclusione, coraggio, impegno, condivisione, lealtà, rispetto, fantasia, umiltà, identità, sacrificio.

Carlo Nordio, Ministro della Giustizia, ha spiegato: “La pena tende al reinserimento soprattutto per i minori. Le parole d’ordine per coniugare la certezza e la funzione rieducativa della pena sono due: il lavoro, che affranca dai pericoli della vita ossia l’ozio e il bisogno, e lo sport. Vorrei che iniziative di questo genere proliferassero nel campo degli altri sport e del lavoro, poiché i detenuti in via di liberazione sono spesso presi dall’ansia del lavoro, della paura del futuro. Per un’attività sportiva servono: personale di buona volontà, buoni tecnici, risorse economiche e qui queste cose le abbiamo tutte e soprattutto per il carcere serve spazio. Lo spazio è il luogo dove si può lavorare e fare sport. Per questo l’iniziativa di oggi ha raccolto il mio entusiasmo”. Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Fondazione CDP e di Cassa Depositi e Prestiti, ha commentato: “il progetto ‘Play for the Future’ rappresenta un’iniziativa ad alto impatto sociale, che unisce sport e formazione per aprire nuove vie di inclusione a giovani che stanno vivendo momenti di difficoltà. L’obiettivo è duplice: offrire strumenti per rimettersi in gioco e prevenire la dispersione del capitale umano. Fondazione CDP riconosce in questa iniziativa un esempio di intervento capace di produrre benefici reali e duraturi nella vita dei giovani coinvolti. Per generare un cambiamento è fondamentale agire insieme: la collaborazione con il Ministero della Giustizia, Fondazione Milan e, da quest’anno, la Federazione Italiana Giuoco Calcio consente di rafforzare il progetto e ampliarne la portata, mentre il protocollo triennale appena siglato rappresenta un passaggio importante per consolidare e misurare nel tempo i risultati. Ogni giovane che riesce a rimettersi in cammino è una conquista per la collettività”.

 

 

 

Maria Cristina Carlini

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