LA GIORNATA
Giorgetti: portata la barca al sicuro, dal voto campanone di allarme in Europa
- Rigenerazione urbana, a Bologna presentati il progetto per la ex Caserma Perotti e il bando per la ex Caserma Stamoto
- Microimprese, cresce l’educazione finanziaria ma rimangono indietro sull’Ia
- Pnrr, Utilitalia: 95% progetti delle utility concluso o in linea cronoprogramma
IN SINTESI
Il governo ha portato “la barca in acque sicure, cosa molto importante perché non tutti i miei colleghi in giro per il mondo si sentono così tranquilli” viste le turbolenze dei mercati. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento in una delle sessioni dell’iniziativa della Lega dal titolo ‘In tua difesa – verso la finanziaria 2027’, riferendosi alla frase pronunciata a Cernobbio sulla barca “rimasta in galleggiamento”. Giorgetti ha detto che oltre alle misure per l’economia occorre proseguire il risanamento del debito “altrimenti i rischi sono sempre possibili”. Commentando l’esito del voto nel Land della Sassonia Anhalt, “quello che accade ogni volta che si va a votare in giro per l’Europa è l’ennesimo, non dico campanello, un campanone per svegliarsi, però non è che mi faccia molte illusioni”, ha detto. “Il problema, secondo me, è che la storia corre molto più veloce dell’Europa, o meglio delle istituzioni europee. Le istituzioni europee sono ferme a dei trattati che hanno cristallizzato la dinamica storica a 20 o 30 anni fa. O c’è la capacità di cambiare, di aggiornare, oppure inevitabilmente, come una pentola a pressione, prima o poi da qualche parte sfiata”.
In vista del cantiere della legge di Bilancio, uno dei temi al centro del dibattito dell’evento della Lega è quello della tassazione sugli extraprofitti delle banche. “Se tu introduci elementi di concorrenza nel sistema, vedi che alcune redditi di posizione e alcune extraprofitti automaticamente si abbassano a beneficio della collettività. C’è competizione tra le banche? C’è competizione tra le banche nell’andare a offrire all’imprenditore delle condizioni di affidamento o nel trasferimento di un conto corrente di un pensionato?”, si è chiesto retoricamente Giorgetti. Su questo fronte il dato politico segnalato da fonti della Lega è che tra il pubblico presente all’evento composto da amministratori, militanti e rappresentanti dei territori, cresce l’insofferenza verso i continui “no” di alcuni alleati di governo, che rischiano di rallentare riforme e misure attese da famiglie e imprese. In particolare, viene giudicata incomprensibile la contrarietà di Forza Italia a un contributo da parte delle banche, a fronte di oltre 50 miliardi di utili: un contributo del 5% potrebbe garantire tra i 2 e i 3 miliardi di euro di risorse da destinare al sostegno di famiglie e imprese e al rafforzamento della sicurezza. La Lega è già al lavoro su un documento da presentare in Aula sul contributo delle banche, prendendo come riferimento anche il precedente spagnolo.
Sul tavolo della manovra, c’è poi , secondo quanto prospettato da Giorgetti, l’idea di un “vantaggio fiscale” alle imprese disposte ad alzare gli stipendi, specie per i giovani. E “l’opportunità di elevare ancora il limite per quanto riguarda la flat tax”. C’è anche un accenno alla proposta delle Lega sull’uscita in Pensione a 64 anni: una proposta che punta a “correggere una distorsione tra chi ha cominciato a lavorare prima del 1996 e chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996” anche se il sistema deve “ovviamente garantire sostenibilità nel lungo termine”.
Ex Ilva, possibile una partecipazione pubblica con un piano solido e credibile
Il Governo non esclude una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, come richiesto dai sindacati, purché sia presentato un piano industriale solido e credibile. Lo ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, durante l’incontro con le organizzazioni sindacali sull’ex Ilva di Taranto, parlando della gara per l’acquisto dell’ex Ilva. Per quanto riguarda i tempi di valutazione delle offerte, ha aggiunto Mantovano, occorrranno un paio di mesi perché scada il termine per la presentazione e ai quali seguirà poi la trattativa, per tutta la durata della quale resterà in piedi l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva. Il Governo, ha aggiunto Mantovano, sulla base delle offerte presentate e in presenza di un piano industriale solido e credibile, non esclude una partecipazione pubblica, come richiesto dalle organizzazioni sindacali.
La posizione del Governo, ha affermato Mantovano, è che per l’acciaio in Italia è necessario un futuro green, quindi forni elettrici alimentati a Dri. Non si tratta, ha sottolineato il Sottosegretario, di una mera affermazione di principio, in quanto per il Dri sono già presenti risorse che il Governo intende utilizzare.
Riguardo all’area a caldo dell’ex Ilva, se la Corte d’Appello di Milano confermerà il decreto di sospensione, ha spiegato Mantovano, si porranno tre questioni principali: la sorte dei lavoratori impiegati finora; il futuro della produzione di acciaio, non solo a Taranto ma in tutta Italia; il futuro produttivo dell’area di Taranto. Per affrontare la situazione, ha spiegato Mantovano, occorre quindi muoversi lungo tre direttrici: le prospettive della gara per individuare il nuovo acquirente e la valutazione del piano industriale che sarà presentato; l’individuazione di misure di carattere sociale, dalla Cigs a percorsi di esodo incentivati; lo sviluppo dei progetti di reindustrializzazione, e quindi di assorbimento degli eventuali esuberi, non solo per i dipendenti ex Ilva ma anche delle aziende dell’indotto.
Rigenerazione urbana, a Bologna presentati il progetto per la ex Caserma Perotti e il bando per la ex Caserma Stamoto
In continuità con il percorso avviato sull’ex Caserma Perotti, già aggiudicata nel 2025 attraverso il programma internazionale di architettura e design urbano Reinventing Cities, Bologna guarda a una nuova sfida di rigenerazione urbana: la valorizzazione della ex Caserma STAMOTO. I due compendi demaniali sono stati al centro dell’evento organizzato ieri dall’Agenzia del Demanio insieme al Comune di Bologna e a C40, la rete mondiale dei sindaci uniti nel contrasto alla crisi climatica, per fare il punto sulle iniziative in corso nel capoluogo emiliano e sulle nuove opportunità offerte dalla valorizzazione sostenibile del patrimonio immobiliare pubblico. All’evento sono intervenuti il Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, e Hélène Chartier, Senior Director Climate Solutions and Networks di C40. Nel corso dell’incontro si è approfondito il progetto “Alma”, vincitore della IV edizione Reinventing Cities per la riqualificazione della ex Caserma Perotti. Con oltre 6 milioni di euro e un investimento previsto di circa 80 milioni di euro, Alma si è aggiudicata l’acquisto dell’ex complesso militare per restituirlo alla città come spazio di convivenza, con aree aperte e un grande parco centrale che fungerà da polmone verde. Verranno integrati servizi locali, residenze, student housing, spazi comuni, commercio di vicinato e aree sportive. La trasformazione urbana sarà improntata alla riduzione dei consumi e degli impatti ambientali grazie a design bioclimatico, energie rinnovabili, riuso delle acque piovane e materiali a basso contenuto di carbonio, garantendo risultati misurabili con certificazioni LEED, CasaClima e approccio LCA. Legami sociali e green jobs saranno rafforzati attraverso un processo partecipativo, promuovendo un nuovo modo di vivere Bologna. Come ha sottolineato dal Verme, “il riuso e la rifunzionalizzazione dei cosiddetti “vuoti urbani” — ex caserme e/o conventi, stabilimenti industriali dismessi, edifici pubblici inutilizzati — crea risorse al servizio della società: spazi pensati per i cittadini, con destinazioni rinnovate e con attenzione agli aspetti ambientali, che rispondono nel mutato contesto alle nuove esigenze abitative e a modi sostenibili di vivere la città.”
Nel corso dei lavori è stato presentato l’avviso di manifestazione d’interesse per la ex Caserma STAMOTO, anch’essa recentemente candidata dall’Agenzia del Demanio al concorso internazionale Reinventing Cities. Il recupero dell’ex Caserma STAMOTO costituisce uno degli interventi strategici del Piano Città degli Immobili Pubblici di Bologna, – sottoscritto di recente tra l’Agenzia, il Comune, la Regione Emilia-Romagna e l’Università Alma Mater e volto a promuovere il riuso del patrimonio pubblico in coerenza con le esigenze della comunità e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile del territorio. La trasformazione del sito ha l’obiettivo di ricucire spazi periferici in una nuova centralità urbana, integrare housing universitario, in riposta alla forte necessità di coprire un fabbisogno in una città a tradizione universitaria in grande espansione, e residenzialità accessibile con servizi e aree pubbliche di qualità, valorizzando gli elementi storico-identitari e individuando soluzioni avanzate per la neutralità climatica e la sostenibilità ambientale. “La rifunzionalizzazione del sito della ex Caserma STAMOTO, che ha rappresentato un pezzo significativo della logistica militare italiana, dà il via a un’importante rigenerazione urbana, destinata a trasformare un’area abbandonata da bonificare in nuovi spazi innovativi e sostenibili per la residenzialità giovanile, le relazioni sociali, la cultura. Grazie al contributo delle proposte progettuali, si potrà realizzare un parco urbano connesso con il complesso della ex Caserma Perotti in via di rigenerazione. Anche qui le funzioni ospitate sono volte a nuova residenzialità e student housing”, ha evidenziato il Direttore dal Verme.
“I casi ex STAMOTO ed ex Perotti dimostrano che lo Stato c’è e non arretra. Come Governo, attraverso l’Agenzia del Demanio, abbiamo lavorato con serietà, nei tempi e nei modi previsti, per restituire alla città di Bologna aree da troppo tempo abbandonate e spesso teatro di degrado. Luoghi che, da simbolo di abbandono, si trasformeranno in risorse per la comunità, con nuove residenze, servizi e aree pubbliche” ha dichiarato il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Albano. “Bologna sta cambiando e una parte importante di questo cambiamento passa dalla rigenerazione di luoghi che per decenni sono rimasti chiusi e separati dalla città. Perotti è già un progetto concretondi questa trasformazione, mentre con STAMOTO apriamo una nuova sfida: restituire alla città un’area molto grande, collegandola ai quartieri e creando nuove opportunità per abitare, studiare,
vivere e stare insieme – ha sottolineato il Sindaco Lepore – Vogliamo che questi spazi diventino nuove centralità urbane, con più verde, servizi e residenzialità accessibile, soprattutto per le giovani generazioni. Ora dobbiamo accelerare il confronto con il Quartiere e con i cittadini sulla trasformazione e sulla rigenerazione dell’area, come viene richiesto da tempo dal territorio. Il confronto internazionale di Reinventing Cities ci aiuta a portare a Bologna competenze e idee nuove, mantenendo però un obiettivo molto concreto: utilizzare il patrimonio pubblico per rispondere ai bisogni della città e costruire il suo futuro”.
Ocse, inflazione stabile al 4,1% a luglio, in Italia scende al 2,9%
L’inflazione globale nella zona Ocse è rimasta globalmente stabile, al 4,1%, nel luglio 2026, dopo il 4,2% di giugno: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Ocse. In Italia, l’inflazione è calata al 2,9% di luglio contro il 3% di giugno. (
Microimprese, cresce l’educazione finanziaria ma rimangono indietro sull’Ia
Le micro e piccole imprese italiane fanno qualche passo avanti nella conoscenza dei principali concetti finanziari e nei comportamenti legati alla gestione del denaro, ma resta ampio il margine di miglioramento. A frenare il processo di innovazione è soprattutto la scarsa diffusione dell’intelligenza artificiale, ancora utilizzata da una quota molto ridotta delle aziende. È quanto emerge dall’indagine della Banca d’Italia sull’alfabetizzazione finanziaria e l’innovazione digitale delle imprese con meno di 9 addetti. Lo studio, condotto su un campione di oltre 5.000 imprese, evidenzia un miglioramento rispetto alla precedente rilevazione del 2021, realizzata all’indomani della crisi pandemica. L’indice elaborato da Via Nazionale sale di 2 punti, raggiungendo quota 74 su 100.
Le imprese di maggiori dimensioni e quelle maggiormente esposte al confronto con i mercati esteri mostrano livelli di conoscenza più elevati. Nel complesso, il 45% delle aziende può contare su competenze finanziarie elevate, mentre il 15% non raggiunge la sufficienza nelle risposte relative a concetti di base come tassi di interesse, inflazione e rischio. Un altro elemento di debolezza riguarda la scelta dei servizi finanziari: circa un’impresa su tre non confronta le diverse offerte bancarie o assicurative, rinunciando così alla possibilità di ottenere condizioni più convenienti o servizi di maggiore qualità.
Sul fronte dei rapporti con il sistema finanziario, è ampiamente diffuso l’utilizzo delle carte aziendali. Il 38% delle imprese ricorre a prestiti o mutui, il 29% utilizza aperture di credito in conto corrente e il 23% fa ricorso ad anticipi su fatture. Resta invece ancora limitato il ricorso all’intelligenza artificiale. Soltanto il 5% delle microimprese dichiara di utilizzarla, anche se il 19% prevede di adottarla o almeno di sperimentarla entro la fine dell’anno. Dall’indagine emerge inoltre una maggiore propensione delle imprenditrici donne verso l’innovazione, sia nell’utilizzo dell’Ia sia nell’adozione di robotica e nell’interconnessione dei sistemi produttivi. La robotica è presente nel 6% delle imprese e risulta particolarmente diffusa nel comparto manifatturiero. L’interconnessione dei processi, adottata dal 4% delle aziende, è invece più frequente nei servizi di informazione e comunicazione. Più esteso il ricorso al cloud, utilizzato in forma estensiva o limitata dal 44% delle imprese e ormai relativamente diffuso nei diversi settori. Tra i fattori di rischio assume infine un peso crescente quello climatico. Il 6,4% delle imprese intervistate dichiara di aver subito danni a causa di eventi climatici. Per fronteggiare questi rischi, molte aziende hanno adottato una o più misure di protezione, tra cui la sottoscrizione di assicurazioni, gli investimenti e lo spostamento della produzione.
Caro carburanti, Mit: in arrivo altri 11,4 mln per le imprese di trasporto merci e persone in conto terzi
Entro fine settembre sono in arrivo altri 11,4 milioni di euro destinati alle imprese che esercitano attività di trasporto merci e persone in conto terzi. L’appello del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che aveva chiesto maggiori risorse per il comparto, è stato recepito in un emendamento governativo al decreto-legge sul caro carburante del 27 luglio. La modifica dispone l’incremento, per ulteriori 11,4 milioni di euro per il 2026, dell’autorizzazione di spesa relativa al contributo, riconosciuto sotto forma di credito d’imposta contro il caro gasolio, in favore delle imprese di autotrasporto e di trasporto passeggeri con autobus Euro V ed Euro VI. Il bonus sarà accessibile tramite apposita piattaforma dopo la conversione del decreto-legge, prevista entro la fine di settembre.
Pnrr, Utilitalia: 95% progetti delle utility concluso o in linea cronoprogramma
Il Pnrr si avvia alla conclusione con un bilancio ampiamente positivo per le imprese dei servizi pubblici di acqua, ambiente ed energia associate a Utilitalia, secondo i dati dell’ultimo monitoraggio – relativo allo stato degli interventi al 30 giugno 2026 – condotto dalla Federazione sui progetti Pnrr e REPowerEU delle imprese associate, riferita a 547 interventi monitorati da 48 tra aziende e gruppi, per un volume complessivo di 4,5 miliardi di euro. Il 95% dei progetti censiti risulta concluso o in linea con il cronoprogramma, una quota che sale al 96% se calcolata sugli importi aggiudicati disponibili. Il tasso medio di realizzazione, dato dal rapporto tra i costi sostenuti all’ultimo stato di avanzamento lavori e il costo complessivo dell’intervento, si attesta all’88%, in crescita rispetto al 72% della rilevazione di marzo. Nello stesso periodo la quota di progetti conclusi e’ passata dal 40% al 76%, mentre i ritardi si sono ridotti dal 15% al 2%. Gli interventi non completati o ritirati si fermano al 3% del totale e valgono 10 milioni di euro, lo 0,4% dell’importo aggiudicato.
La Consob riavvia i termini dell’istruttoria dell’Opa di Webuild su Trevi
Webuild ha reso noto che la Consob ha disposto oggi il riavvio del termine istruttorio sospeso con comunicazione del 24 agosto 2026 relativo all’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie Trevi-Finanziaria Industriale. L’operazione è stata annunciata al mercato il 29 luglio 2026. Il termine istruttorio avrà pertanto scadenza il 17 settembre 2026.
Webuild: avanti con Nuova diga Genova, al via lavori muro paraonde
Avviata la realizzazione del muro paraonde della Nuova Diga Foranea di Genova, destinato a completare la parte emersa della diga e a proteggere l’area portuale dall’azione del mare. Il Consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild per conto dell’Autorita’ di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, affianca ai lavori prevalentemente sommersi le attivita’ per la costruzione della struttura emergente, dando progressivamente forma a un’infrastruttura che si sviluppa sia sul fondale sia al di sopra del livello del mare. Un avanzamento che coincide con la posa del trentaduesimo cassone. Con la sua realizzazione, la Nuova Diga Foranea diventa progressivamente ancora piu’ visibile, emergendo per un totale di circa 7 metri sopra il livello del mare. Il muro paraonde avra’ infatti il compito di proteggere dall’impatto del moto ondoso il canale di accesso e gli specchi acquei portuali, contribuendo a garantire condizioni di maggiore sicurezza e continuita’ operativa anche in presenza di condizioni meteomarine avverse.
Tpl, Malorgio (Filt): servono investimenti anche alla luce del cambiamento climatico. Manca 1 miliardo al Fondo che finanzia il settore
“Al Fondo nazionale dei trasporti manca di un 1 miliardo di euro ed investire sul trasporto pubblico locale è un fatto di sopravvivenza nelle città”. Ad affermarlo il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio, intervenendo ieri a Roma alla presentazione dei candidati della categoria dei trasporti della Cgil all’elezione delle Rsu di Atac, spiegando che “sopravvivere al drammatico effetto del cambiamento climatico che stiamo vivendo significa avere aziende in grado di offrire un servizio pubblico efficiente ai cittadini”. “In questo quadro drammatico – ha detto Malorgio – stanno cancellando il Fondo che finanzia il trasporto pubblico e noi dobbiamo avviare una campagna, a partire anche dall’elezione dei nostri rappresentanti sindacali in Atac, che riporti al centro della discussione politica e della campagna elettorale le risorse per il trasporto collettivo perché si vive meglio nelle città che hanno un trasporto efficiente. Ed inoltre se non si investe nel settore, questo non è in grado di investire sui salari, sulla qualità del servizio e sulla sicurezza delle persone ed il tema della sicurezza è un tema molto avvertito dai lavoratori e dalle lavoratrici”.
Colacem, rinnovato l’integrativo di gruppo. Sindacati: più salario, welfare e diritti
È stata sottoscritta il 7 settembre l’ipotesi di rinnovo del contratto integrativo di II livello del Gruppo Colacem, tra FenealUIL, Filca CISL, Fillea CGIL, il Coordinamento Nazionale delle RSU e la Direzione aziendale. L’intesa prevede un Premio di Risultato che può arrivare fino a 1.650 euro, a cui si aggiungono 100 euro annui destinati al Fondo Concreto. Le organizzazioni sindacali esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto, particolarmente significativo in una fase ancora caratterizzata da incertezze per il settore. “Abbiamo scelto di non limitarci a difendere quanto già acquisito – dichiarano – ma di rafforzare le tutele, migliorare i trattamenti economici e sociali e valorizzare le competenze e le professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo”.
L’intesa completa il percorso avviato con l’ipotesi sottoscritta il 17 luglio, consolidando diritti, tutele e qualità delle condizioni di lavoro e rafforzando, su queste basi, i trattamenti economici e gli strumenti di redistribuzione dei risultati dell’impresa.
Sul piano normativo, l’accordo rafforza le relazioni industriali e introduce nuovi strumenti su salute e sicurezza, rischio climatico e microclima, conciliazione vita-lavoro, banca ore solidale e formazione. Viene inoltre introdotto un permesso specifico per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di usufruire dei check-up previsti dal Fondo Altea. Migliora da subito anche il trattamento per gli indumenti di lavoro, il cui valore passa da 8 a 10 euro, mentre sarà valutata l’introduzione di un servizio di lavaggio. Importanti anche gli interventi sul welfare. I buoni pasto passeranno dagli attuali 7 euro a 8 euro da ottobre 2026, a 9 euro da giugno 2027 e a 10 euro da giugno 2028: un aumento complessivo di oltre il 40%. Sul fronte della previdenza complementare, sono previsti 100 euro aggiuntivi ogni anno di vigenza dell’accordo al Fondo Concreto, che si sommano a quanto previsto dalla contrattazione nazionale.
L’accordo dedica particolare attenzione alla valorizzazione delle competenze e delle professionalità, attraverso formazione, polivalenza e polifunzionalità, ricambio generazionale e trasferimento delle conoscenze. Strumenti necessari per accompagnare le trasformazioni produttive, tecnologiche e ambientali del Gruppo e sostenere la crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori. Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori, che nelle assemblee saranno chiamati a esprimersi sull’ipotesi di accordo.
Del Fante: sfida accompagnare imprese attraverso un’operazione importante su Tim
“In un’ottica di sistema ci siamo messi sulle spalle da circa un anno e mezzo la sfida di accompagnare le imprese attraverso un’operazione importante su Telecom Italia, attraverso una evoluzione e trasformazione tecnologica, digitale che sta succedendo in tutto il mondo, che toccherà le imprese, la Pa, le persone e non può non toccare il nostro Paese e quindi non possiamo perdere quel treno e faremo di tutto per salirci”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, nel corso di un panel con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, all’evento della Lega ‘A Tua Difesa’.
GreenIT avvia la produzione di due impianti fotovoltaici in Italia, un nuovo traguardo nel percorso di crescita
GreenIT, joint venture partecipata da Plenitude (51%) e CDP Equity (49%), annuncia l’avvio della produzione di due parchi fotovoltaici costruiti e messi in esercizio dalle Società in Italia, situati in Piemonte, nelle province di Vercelli e Alessandria. Gli impianti, con una potenza installata complessiva di circa 19 MW, sono in grado di generare una produzione annua stimata di circa 30 GWh. Dal punto di vista tecnologico, i progetti sono costituiti da circa 32.000 moduli fotovoltaici bifacciali ad alta efficienza, installati su strutture dotate di sistemi di inseguimento solare monoassiale che consentono di ottimizzare la produzione di energia lungo tutto l’arco della giornata. Gli impianti sorgono su aree precedentemente destinate all’attività estrattiva e successivamente
bonificate e riqualificate. L’intervento ha trasformato questi siti in poli per la produzione di energia da fonti rinnovabili, contribuendo alla valorizzazione del territorio. L’avvio della produzione rappresenta una tappa significativa nel percorso di crescita industriale di GreenIT nel settore fotovoltaico e conferma il progressivo avanzamento della pipeline della Società, che conta oltre 300 MW di impianti solari in fase avanzata di sviluppo. Inoltre, in Campania e in Piemonte entreranno in esercizio tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027 i prossimi impianti, attualmente in costruzione, con una capacità complessiva di circa 30 MW. Paolo Bellucci, Amministratore Delegato di GreenIT, ha dichiarato: “L’entrata in esercizio di questi due impianti segna un momento importante nel percorso di crescita di GreenIT e rafforza la nostra ambizione di affermarci come uno dei principali operatori nel settore dell’energia da fonte solare ed eolica in Italia. Questo traguardo testimonia il nostro impegno concreto nello sviluppo della produzione delle rinnovabili e nel supporto al percorso di transizione energetica del Paese”.
Saipem si aggiudica un nuovo contratto in Turchia per il cliente GOE Petrol Sanayi
Saipem si è aggiudicata da GOE Petrol Sanayi un nuovo contratto per i servizi di Commissioning della Floating Production Unit (FPU) Osman Gazi, destinata allo sviluppo del giacimento di gas naturale Sakarya, nel Mar Nero turco. L’aggiudicazione fa seguito al contratto per i servizi di Operation Readiness & Assurance support assegnato a Saipem nell’aprile 2026 e rafforza il coinvolgimento di Saipem in uno dei più importanti progetti energetici attualmente in corso in Turchia. Il giacimento di Sakarya, scoperto nell’agosto 2020 e sviluppato da Turkish Petroleum Corporation (TPAO), si trova a circa 170 chilometri dalla costa del Mar Nero, a una profondità d’acqua di circa 2.150 metri, rappresenta, infatti, una delle più rilevanti scoperte di gas naturale degli ultimi anni nel Paese. Le attività affidate a Saipem della durata prevista di 8 mesi, saranno eseguite nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e qualità, facendo leva sulle competenze distintive di Saipem nel commissioning di impianti complessi. Questa nuova assegnazione contribuisce a consolidare la presenza di Saipem nel mercato turco.
Sidra: meno interruzioni idriche e servizi più efficienti e smart
Sulla rete di distribuzione idrica 25 disservizi nei primi otto mesi del 2026, contro i 38 registrati nello stesso periodo dello scorso anno. È il dato aggiornato da Sidra S.p.A. a settembre, che fotografa una riduzione di circa il 35% delle interruzioni e conferma il progressivo miglioramento dell’affidabilità del servizio. Nel dettaglio, 3 sono stati causati da interruzioni dell’energia elettrica, 13 da interventi di riparazione o manutenzione della rete e 8 da lavori presso gli impianti di produzione. A questi si aggiunge il disservizio provocato dal ciclone Harry, che ha interessato la zona di San Giovanni Li Cuti. Il dato conferma un trend di progressivo miglioramento. Nel settembre 2025 Sidra aveva già evidenziato una netta diminuzione delle interruzioni rispetto all’anno precedente: 38 disservizi contro i 154 del 2024, con una riduzione allora quantificata nel 78%. Nel corso del 2026 sono stati inoltre effettuati 6 stacchi idrici programmati, non ricompresi nei 25 disservizi registrati, in quanto finalizzati alle attività di ricerca delle perdite sulla rete e quindi al recupero della risorsa idrica.
Questi risultati sono il frutto del lavoro costante delle squadre di pronto intervento e delle attività di manutenzione preventiva, che consentono di intervenire con maggiore tempestività sulle criticità e di ridurre l’impatto dei guasti sul servizio. Parallelamente, la società continua a rafforzare anche i servizi rivolti agli utenti, puntando su processi più semplici, rapidi e accessibili. Dal primo gennaio 2026 sono infatti circa 400 i contratti gestiti attraverso la nuova procedura digitale introdotta da Sidra per l’Ufficio Commerciale Utenze. Nuovi impianti, nuovi contratti, subentri, volture e disdette possono oggi essere formalizzati senza la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli, attraverso l’invio della documentazione tramite Posta Elettronica Certificata all’indirizzo sidraspa@pec.it.
Sul fronte dell’assistenza commerciale, i numeri confermano un ulteriore incremento dell’attività. Dal primo gennaio 2026 l’Ufficio Commerciale Utenze ha infatti lavorato circa 10.000 richieste, mantenendo lo standard medio di risposta entro cinque giorni lavorativi. Un risultato ancora più significativo se confrontato con quello registrato nei primi nove mesi del 2025, quando Sidra aveva gestito circa 7.500 istanze scritte e protocollate, garantendo anche allora tempi medi di risposta entro cinque giorni lavorativi. Dunque, un aumento di circa 2.500 pratiche gestite, pari a oltre il 30% in più, senza rallentare i tempi di lavorazione. «I numeri confermano che il lavoro portato avanti sulla rete e sull’organizzazione interna sta producendo risultati concreti – dichiara il presidente di Sidra, Mario Di Mulo – Ridurre i disservizi significa intervenire sulla manutenzione, sulla capacità di prevenzione e sull’efficienza delle infrastrutture. Allo stesso tempo stiamo semplificando sempre di più il rapporto con gli utenti attraverso strumenti digitali che consentono di evitare code e spostamenti e rendono le procedure più veloci e trasparenti. L’incremento di 2.500 pratiche gestite nel 2026 è un altro risultato importante, perché dimostra che a un aumento significativo dei volumi corrisponde una macchina organizzativa capace di restare efficiente e tempestiva. L’obiettivo è continuare a investire sull’efficienza, sulla sostenibilità e sulla qualità del servizio».
Cooperazione navale Italia-Grecia, Fincantieri al centro dell’accordo per due Fremm alla Marina ellenica
Italia e Grecia hanno firmato ieri a Roma l’Accordo di attuazione relativo al trasferimento, attraverso Fincantieri, alla Marina ellenica di due fregate FREMM, Carlo Bergamini e Virginio Fasan, attualmente in servizio presso la flotta della Marina Militare. La firma è avvenuta tra la Direzione Generale per gli Armamenti e gli Investimenti della Difesa (GDAEE) del Ministero della Difesa Nazionale greco e la corrispondente Direzione Generale per gli Armamenti italiana e si è svolta alla presenza del Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, del Ministro della Difesa greco Nikos Dendias e dei Capi delle rispettive Marine, l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto e l’Ammiraglio di Squadra Dimitrios-Eleftherios Kataras. Per Fincantieri erano presenti Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale, ed Eugenio Santagata, Direttore Generale della Divisione Navi Militari. L’Accordo di attuazione dà seguito al Memorandum of Cooperation e alla Declaration of Intent sottoscritti nel settembre 2025 e consolida ulteriormente i rapporti tra Italia e Grecia. L’operazione rappresenta per il Gruppo un apripista per ulteriori future opportunità enuove strategie di collaborazione.
Nel quadro dell’intesa, Fincantieri rivestirà un ruolo di primo piano sia nel percorso di trasferimento sia nelle attività di supporto lungo l’intero ciclo di vita delle due unità, oltre che nel rafforzamento della collaborazione industriale con la Grecia. L’accordo definisce i principali aspetti relativi al trasferimento delle due unità, alle attività di supporto iniziale e successivo, necessarie a garantirne la disponibilità operativa e al coinvolgimento dell’industria greca nelle attività di manutenzione e nell’adeguamento delle navi a nuovi sistemi. Le due unità, progettate e costruite da Fincantieri per la Marina Militare, rappresentano una delle espressioni più avanzate delle capacità tecnologiche e industriali del Gruppo, validando un modello che coniuga innovazione, supporto operativo e cooperazione internazionale di lungo periodo, così come il valore della piattaforma FREMM in termini di adattabilità, flessibilità e continuità nelle attività navali.
Per Folgiero, “l’avanzamento del percorso di trasferimento apre inoltre nuove opportunità di sinergie industriali tra Fincantieri e il sistema industriale greco, con ricadute nelle attività lungo la filiera. L’ingresso delle FREMM nella Marina ellenica costituisce inoltre un primo passo verso una più ampia integrazione di competenze, tecnologie e capacità industriali tra i Paesi che adottano la piattaforma, con condivisione di conoscenza e sviluppo di ulteriori evoluzioni tecnologiche”.
Student Housing, gli studentati realizzati con il Pnrr meglio del libero mercato, costo reale più basso e servizi veri per studenti
I numeri reali “sfatano” alcune leggende metropolitane: gli studentati di nuova generazione realizzati con il contributo del PNRR rappresentano una soluzione economicamente competitiva rispetto all’affitto tradizionale di una stanza sul libero mercato. Sono queste alcune anticipazioni dello studio dell’Osservatorio sullo Student Housing di Scenari Immobiliari, che ha analizzato un campione scientificamente rappresentativo composto da più di 200 strutture e 10.000 posti letto finanziati attraverso il Decreto Ministeriale 481/2024. L’analisi evidenzia come il confronto diretto tra la tariffa degli studentati finanziati dal Ministero dell’Università con il Pnrr e i canoni delle camere in appartamento condiviso sia metodologicamente scorretto perché mette a paragone due prodotti profondamente diversi. La Tariffa Media Ridotta (TMR) degli studentati realizzati con il Pnrr include infatti non solo l’alloggio, ma anche utenze, connessione internet, reception, manutenzione, pulizie, gestione degli spazi comuni e una serie di elementi che, nel libero mercato, devono essere sostenuti separatamente dallo studente e dalla sua famiglia quali spese condominiali, utenze, accesso a servizi accessori nonché fattori non direttamente quantificabili come sicurezza, comfort, privacy, socialità, qualità della struttura e altro ancora.
Secondo Scenari Immobiliari, la tariffa media nazionale di una camera singola in studentato finanziato dal Ministero dell’Università con il Pnrr si attesta a 595 euro al mese, comprensivi di tutti i servizi. Considerando che circa il 30% dei posti letto appartiene all’offerta legata al diritto allo studio universitario (DSU), con una tariffa media di 250 euro mensili, il valore medio ponderato nazionale scende a 490 euro al mese comprensiva di tutte le utenze e servizi per la sicurezza e lo studio. A confronto, una camera singola per studenti nel libero mercato presenta un canone medio nazionale di 355 euro mensili, ma tale valore è riferito a un immobile usato e per i soli costi di locazione dello spazio fisico, e non comprende alcuna utenza o servizio accessorio. Concentrandosi sulla nuova offerta immobiliare si rileva che il canone aumenta, in media del 34%, raggiungendo le 475 euro mensili alle quali si stima debbano essere aggiunti costi riconducibili a spese condominiali, utenze e “costo della vita” sintetizzabili in una quota superiore al 30% portando la tariffa media a raggiungere le 720 euro mensili (+21% circa rispetto a tariffa Pnrr media).
“”Il confronto tra studentati realizzati con il Pnrr e libero mercato – afferma Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari – va effettuato considerando la reale composizione dei costi sostenuti da studenti e famiglie. Limitarsi al canone nominale della stanza rischia di fornire una rappresentazione incompleta della convenienza economica. Quando si isolano le diverse componenti della spesa emerge come la nuova offerta di student housing non solo garantisca standard qualitativi superiori e un sistema integrato di servizi, ma rappresenti in molti casi anche una soluzione competitiva dal punto di vista economico, soprattutto nei principali poli universitari italiani. Dalla nostra analisi si evince come il ruolo degli studentati sia destinato a crescere nei prossimi anni non solo come risposta alla carenza di alloggi universitari, ma anche come strumento di contenimento delle tensioni sul mercato residenziale e di rafforzamento dell’attrattività dei poli accademici italiani”.
L’approfondimento di Scenari Immobiliari dimostra che la componente immobiliare pura degli studentati finanziati dal Ministero dell’Università con il Pnrr rappresenta mediamente solo il 40-50% della tariffa complessiva a fronte del 60-70% dell’offerta di mercato. In termini assoluti, significa che il costo effettivo della sola locazione si colloca tra 240 e 300 euro al mese nella tariffa Pnrr piena e tra 195 e 245 euro nel valore ponderato con la quota DSU e tra 430 e 500 euro al mese nel libero mercato. La parte restante della tariffa remunera servizi di struttura importanti per il rispetto dei vincoli imposti dal Pnrr ma anche per la sicurezza e lo studio, comprese anche, gestione, manutenzione e utenze, che incidono per il 50-60% del totale negli studentati realizzati con il Pnrr e il 30-40% nel libero mercato.
Renaissance Partners acquisisce De Wave Group
Renaissance Partners ha annunciato la firma di un accordo vincolante per l’acquisizione di De Wave Group, leader globale nell’allestimento degli interni per navi da crociera e yacht di grande dimensione, da Platinum Equity. I manager di De Wave reinvestiranno la quasi totalità dei proventi derivanti dalla cessione al fianco di RP. L’operazione è soggetta alle consuete condizioni regolamentari (autorizzazioni Antitrust e Golden Power) e il closing è atteso nel Q4 2026. I termini economici non sono stati resi noti. Con sede a Genova, il Gruppo ha registrato nel 2025 ricavi superiori a €400 milioni impiegando oltre 1,400 dipendenti nel mondo. De Wave è l’unico fra i pochissimi operatori one-stop-shop in grado di offrire ai principali cantieri e operatori crocieristici mondiali soluzioni per l’intero perimetro degli interni di una nave. Fondato nel 2014 dalla combinazione di tre società specializzate e complementari, il Gruppo ha sviluppato un’offerta completa che comprende cabine, bagni, aree pubbliche, aree di ristorazione e soluzioni vetrate insieme a sistemi tecnici selezionati ad alta efficienza energetica quali HVAC, refrigerazione e sistemi elettrici. De Wave serve i principali cantieri navali per progetti di New Build, nonché i principali operatori crocieristici per progetti di Refit finalizzati a estendere il ciclo di vita delle navi e favorire un uso più efficiente delle risorse. De Wave opera in un mercato crocieristico caratterizzato da una crescita strutturale, sostenuta da un rapporto qualità-prezzo competitivo rispetto alle vacanze a terra, da una penetrazione ancora contenuta rispetto al mercato turistico complessivo e da una continua evoluzione dell’offerta verso segmenti di fascia più alta, fattori che alimentano investimenti crescenti negli interni e nell’allestimento tecnico. Il Gruppo beneficia di due aree di attività complementari: nel New Build, un portafoglio ordini superiore a €2 miliardi, senza alcuna cancellazione nella storia, garantisce una visibilità pluriennale sull’attività dei prossimi anni; nel Refit, la crescita ed il progressivo invecchiamento della flotta installata, insieme ai programmi di rinnovo dei principali operatori, alimentano una domanda ricorrente e ad alto valore sostenendo una solida redditività. Il Gruppo è guidato da un management team di grande esperienza, con una profonda conoscenza del settore e una comprovata capacità di integrare con successo nuove acquisizioni. Il management reinvestirà al fianco di Renaissance Partners la quasi totalità dei proventi derivanti dalla cessione, a conferma della fiducia condivisa nelle prospettive di crescita di De Wave. Renaissance Partners affiancherà il management di De Wave nell’accelerare lo sviluppo del Gruppo. Il piano di creazione di valore si concentrerà su (i) un ulteriore rafforzamento della leadership globale di De Wave, (ii) l’espansione della presenza del Gruppo nel settore delle navi da crociera, nel Refit di grandi yacht e nei segmenti adiacenti, (iii) il perseguimento di acquisizioni strategiche mirate, (iv) il miglioramento dell’eccellenza operativa e delle performance ESG e (v) l’ulteriore sviluppo del Gruppo quale partner one-stop-shop di riferimento a livello globale per l’industria degli interni navali. Renaissance Partners è stata assistita da Fineurop Soditic e JP Morgan (financial advisor), Fineurop Soditic (debt advisor), Legance – Avvocati Associati (legal), Bain & Company e Roland Berger (commercial), PwC Italy (accounting, tax e structuring) ed EY (ESG e HSE). Il finanziamento sarà fornito da un gruppo di banche italiane e internazionali, tra cui Intesa Sanpaolo, Banco BPM, UniCredit, Natixis e BPER.
Techshop: primo closing a 43 mln per il nuovo fondo seed dedicato al b2b Ai
Techshop SGR annuncia il primo closing del nuovo fondo di venture capital dedicato alle startup pre-seed e seed che sviluppano soluzioni B2B basate sull’intelligenza artificiale. Il fondo Techshop II -ha completato il primo closing a 43 milioni di euro, superando il target di raccolta previsto, e punta a una raccolta complessiva di 100 milioni di euro entro il 2027. Con Techshop II, la SGR fondata nel 2021 da Aurelio Mezzotero e Gianluca D’Agostino evolve in una piattaforma multi-fondo, con l’obiettivo di raggiungere 150 milioni di euro di asset under management complessivi. La strategia resta focalizzata sul software B2B early stage, con particolare attenzione alle fasi pre-seed e seed. Techshop II investirà in startup Italiane e europee leader della trasformazione AI-driven delle soluzioni B2B Sofware che ridisegneranno i processi aziendali. La tesi del fondo è che l’AI tenderà a rendere dieci volte più esteso (in valore) e profondo (in focalizzazione) il mondo delle soluzioni SaaS nel B2B con una moltitudine di innovazioni e soluzioni verticali SaaS AI che automatizzeranno attività, decisioni e flussi operativi in ambiti di mercato quali consulenza, healthcare, finanza, sviluppo sw, , customer conversation, gestione dati e applicazioni aziendali, , robotica e processi produttivi. Il lancio di Techshop II si fonda sui risultati del primo fondo, Techshop I, che conta 23 società in portafoglio tra cui Shop Circle (ora Circeus), Smartness, hlpy, Qomodo, Tot, AxyonAI, GenomeUp, SylloTips e Allsides. A poco più di quattro anni dal lancio, il portafoglio presenta un MOIC “Multiple Over Invested Capital” pari a 1,8 e un TVPI, ovvero “Total Value su Paid-In Capital”, pari a 1,5, con una performance tra le migliori in Europa tra i fondi lanciati nello stesso periodo. Per rafforzare la nuova fase di sviluppo, Giovanni Strocchi è entrato nella società come Partner di Techshop, affiancando Gianluca D’Agostino e Aurelio Mezzotero. Strocchi porta al fondo una lunga esperienza in innovazione, intelligenza artificiale e sviluppo di imprese digitali, maturata in McKinsey, Vodafone, ADmantx, Blacksheep ed Eden, rafforzando, da ex founder, una caratteristica peculiare di Techshop: il supporto operativo e l’approccio Founders-to-Founders. CDP Venture Capital si conferma investitore di riferimento di Techshop, e nel nuovo fondo ha investito attraverso FoF VenturItaly II e il Fondo Digital Transition, che utilizza risorse dell’iniziativa NextGenerationEU per sostenere la transizione digitale delle filiere e delle piccole e medie imprese. Il commitment dei due veicoli potrà crescere progressivamente con l’avanzamento della raccolta presso investitori terzi. Accanto a CDP Venture Capital, partecipano al primo closing fondazioni bancarie, fondi di fondi italiani e un gruppo selezionato di investitori privati, inclusi alcuni founder delle società già sostenute da Techshop I. L’obiettivo è ampliare la base di investitori anche a casse di previdenza, fondi pensione e soggetti internazionali interessati all’innovazione tecnologica applicata ai processi industriali e ai servizi B2B.
Il Comune di Rimini firma il nuovo Patto per il lavoro, clima ed economia sociale
Ieri a Bologna l’assessora all’urbanistica, pianificazione del Territorio, Politiche Europee, Demanio, PNRR, Valentina Ridolfi, ha sottoscritto l’adesione del Comune di Rimini al nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale promosso dalla Regione Emilia-Romagna. Rimini rafforza il proprio ruolo nella governance regionale entrando a far parte del nuovo quadro strategico condiviso “Insieme, con cura”, il patto con cui l’Emilia-Romagna aggiorna al 2030 gli obiettivi di sviluppo sostenibile, lavoro di qualità e transizione ecologica già delineati nei precedenti accordi del 2015 e del 2020. L’adesione era stata approvata dalla Giunta comunale nel mese di agosto. Con la firma del nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia Sociale, l’Amministrazione condivide formalmente principi, obiettivi strategici e metodo di collaborazione istituzionale indicati nel documento regionale. Il nuovo Patto individua quattro obiettivi di fondo: crescere investendo su nuove generazioni e formazione, stare bene insieme garantendo diritti e servizi essenziali, generare lavoro e sviluppo di qualità, essere sostenibili accelerando la transizione energetica fino alla neutralità carbonica entro il 2050. Ad attraversare questi assi sono cinque priorità trasversali che vanno dalle pari opportunità alla legalità, dalla semplificazione istituzionale alla partecipazione delle comunità, fino all’agenda digitale.
Tra le novità principali del documento 2026 c’è l’ingresso dell’economia sociale come pilastro autonomo della strategia regionale, con l’annuncio di una Strategia dedicata basata su primato della persona, mutualismo e governance partecipativa. Il Patto valorizza inoltre il ruolo delle città nella programmazione territoriale, richiamando temi che toccano da vicino Rimini come il turismo sostenibile, la rigenerazione urbana, la mobilità e la resilienza ai cambiamenti climatici. L’adesione non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio comunale né vincoli giuridici immediati: eventuali interventi attuativi saranno regolati da futuri provvedimenti specifici. Il tavolo dei firmatari, diventerà uno spazio permanente di confronto con Regione e altri enti locali per il monitoraggio delle azioni e l’aggiornamento delle strategie nel tempo.