LE STIME DELL'UFFICIO STUDI
Confcommercio più ottimista: nel 2026 Pil +0,9%, incertezza ma lontani da recessione. Le ristrutturazioni di case tra i driver dei consumi
Confcommercio vede rosa o meglio vede più rosa degli altri previsori nazionali e internazionali. Le tensioni internazionali, il conflitto nel Golfo Persico, il rischio energetico e le persistenti incertezze geopolitiche non fanno registrare per il momento, una frenata dell’economia e l’economia italiana nel 2026 dovrebbe registrare un aumento del Pil poco sotto l’asticella dell’1% a +0,9%. Si tratta delle previsione più alta rispetto alle stime diffuse nelle ultime settimane dall’Ocse e dal Fmi alla Commissione Ue, dalla Banca d’Italia all’Istat. Il dato di incremento più alto è proprio arrivato dalla nota sull’economia italiana diffusa nei giorni scorsi dall’istituto di statistica che ha indicato un incremento atteso dello 0,7% sia nel 2026 che nel 2027 – dopo l’aumento dello 0,5% nel 2025 – ma, avverte l’Istat, l’elemento chiave rimane la durata della crisi del Golfo. L’analisi condotta dall’ufficio studi di Confcommercio sulle prospettive dell’economia italiana, in vista dell’assemblea annuale della confederazione che si svolgerà domani, 10 giugno, portano, dunque, una ventata di cauto ottimismo. A sostenere l’attività economica sono l’occupazione ai massimi storici, una propensione al consumo ancora significativa, turismo in crescita e un’inflazione di fondo che resta sotto il 2%, segnale di un sistema produttivo- distributivo che non ha trasferito integralmente gli shock esterni sui prezzi.
In questo quadro, dunque, il Pil vede, quest’anno, un’accelerazione rispetto allo scorso anno per ripiegare, però, nel 2027 a +0,7%, Aumenta, come si è detto, anche la spinta dei consumi che, rispetto al +1% del 2025, sono previsti in crescita dell’1,2% per poi frenare l’anno prossimo a +0,8%. Gli investimenti sembrano aver, invece, imboccato un crinale discendente: dal +3,5% del 2025, scendono quest’anno a +1,8% per rallentare ancora nel 2027 a +07%. Per le esportazioni, si passa dalla crescita dell’1,2% del 2025 al +1% nel 2026 e poi alla risalita al +1,8% nel 2027. Tornando ai prezzi al consumo, Confcommercio stima un’inflazione core, quindi al netto delle componenti soggette ad alta volatilità come alimentari ed energia, rimane all’1,8%. Insomma, sottolinea l’ufficio studi, ci troviamo di fronte a “previsioni più ottimistiche rispetto a quelle delle principali istituzioni nazionali e internazionali – in uno scenario che resta complesso ma lontano da ipotesi recessive. Certo, l’incertezza rimane elevata, ma non si traduce in sfiducia generalizzata”.
L’analisi di Confcomm si sofferma, in particolare, sul versante dei consumi. E’ qui che emergono “segnali concreti di ottimismo”: le intenzioni di acquisto delle famiglie a maggio si mantengono su livelli elevati, in particolare per l’acquisto di elettrodomestici 29% se pur in calo rispetto al 31,2% di un anno fa, mobili al 24,5% in linea con il dato di maggio 2025, consolidando così la crescita degli ultimi anni. Anche per la ristrutturazione dell’abitazione ci sono segnali di vivacità con le intenzioni dei consumatori al 23,5%, in calo rispetto al 2025, ma in netta ripresa rispetto al 19,9% delle intenzioni dell’aprile di due anni fa. “anche se per alcuni prodotti non si sono ancora raggiunti i livelli degli anni passati, la domanda delle famiglie continua a mantenersi solida e gli italiani non rinunciano a investire nei principali beni durevoli e nei progetti familiari”, rileva Confcommercio. Anche le intenzioni sulle prossime vacanze estive rispecchiano questo sentiment con un 38,5% di italiani (il valore più elevato dal 2020 ad oggi) che ha già programmato una vacanza, confermando il turismo come uno dei principali motori della crescita. E’, dunque, la domanda interna un deciso driver di crescita dell’economia italiana.
“L’economia italiana, nonostante le tensioni internazionali, mostra una capacità di tenuta superiore alle aspettative. l’incertezza resta elevata, ma l’occupazione è ai massimi storici, l’inflazione di fondo è sotto il 2% e le famiglie hanno ancora una buona propensione al consumo”, commenta il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. “Sono dati positivi, ma occorre rafforzare investimenti e competitività per ritrovare la via di una crescita più robusta e duratura”, sottolinea.