A L’Aquila rinasce l’ex Convento dei Raccomandati

08 Mag 2026 di Giusy Iorlano

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A L’Aquila rinasce l’ex Convento dei Raccomandati

Per secoli è stato uno dei luoghi simbolo della vita religiosa e sociale dell’Aquila. Poi il terremoto del 2009, il degrado e gli anni della ricostruzione ne hanno rallentato il recupero. Ora, dopo un lungo percorso amministrativo e progettuale, l’ex Convento di Santa Maria dei Raccomandati si prepara finalmente a tornare al centro della vita cittadina.

Il Comune dell’Aquila ha infatti affidato ufficialmente i lavori per il recupero e la rifunzionalizzazione del complesso monumentale, uno degli interventi più importanti e attesi della ricostruzione pubblica nel cuore della città. Un’opera dal valore complessivo di oltre 15,3 milioni di euro, destinata a trasformare lo storico edificio in un moderno polo museale e culturale, restituendo piena continuità urbana a uno dei tratti più rappresentativi del centro storico, lungo Corso Vittorio Emanuele II.

L’intervento assume un significato che va oltre il semplice recupero edilizio. Il convento, infatti, rappresenta un frammento importante dell’identità storica dell’Aquila, città che da oltre quindici anni continua il difficile percorso di ricostruzione materiale e sociale dopo il sisma.

Un edificio simbolo della storia aquilana

L’ex Convento di Santa Maria dei Raccomandati affonda le sue radici nella storia religiosa e architettonica della città. Situato in una posizione strategica nel centro storico, il complesso ha attraversato diverse epoche conservando nel tempo il proprio valore monumentale e identitario.

Nel 2005 l’immobile è stato dichiarato Bene culturale, un riconoscimento che ne ha rafforzato il valore storico ma che ha anche reso particolarmente complesso il percorso di recupero, imponendo il coinvolgimento di numerosi enti e autorità competenti, dalla Soprintendenza alla Asl, passando per Vigili del Fuoco e gestori dei servizi.

Il progetto di recupero prende forma già nel 2016, quando l’amministrazione comunale individua il convento tra gli immobili strategici da valorizzare all’interno di un più ampio programma dedicato alla rigenerazione del patrimonio culturale cittadino.

Dopo i rilievi effettuati nel 2017, il percorso entra nel vivo con la gara di progettazione bandita nel 2020 e affidata nel 2021. Nel 2023 arriva l’approvazione del progetto definitivo al termine della Conferenza dei servizi, mentre il progetto esecutivo viene validato nel 2025. Nello stesso anno viene pubblicata la gara europea che si conclude nel febbraio 2026 con l’individuazione dell’impresa esecutrice.

Restauro, innovazione e sicurezza sismica

Il progetto si caratterizza per un equilibrio tra conservazione storica e innovazione tecnologica. L’obiettivo è preservare il più possibile la struttura originaria del complesso, intervenendo solo dove il degrado rende impossibile il recupero.

Saranno restaurate le decorazioni in stucco e in pietra, recuperati molti degli infissi storici e riqualificata la corte-giardino del piano rialzato, dove tornerà visibile anche la storica scalinata monumentale oggi sepolta.

Particolarmente delicata sarà la parte dedicata al consolidamento strutturale. Gli interventi sono stati progettati con tecniche il meno invasive possibile per garantire maggiore sicurezza sismica senza alterare le caratteristiche architettoniche dell’edificio.

Tra le opere più significative figurano la rimozione della vecchia copertura in ferro e vetro del cortile principale e la sua sostituzione con una moderna tensostruttura, oltre al consolidamento delle murature e delle coperture fortemente compromesse.

Accanto al restauro, il complesso sarà completamente rinnovato anche sotto il profilo impiantistico. Verranno installati sistemi di climatizzazione di ultima generazione, reti elettriche e dati in fibra ottica, impianti antincendio, videosorveglianza e sistemi automatizzati per la gestione energetica dell’edificio.

Un nuovo museo per raccontare il territorio

Il cuore del progetto sarà però la nuova funzione culturale dell’ex convento. Gli spazi ospiteranno un percorso museale dedicato alla storia del territorio aquilano, dalla preistoria fino all’età contemporanea, con un’impostazione moderna capace di integrare contenuti scientifici, didattici e multimediali.

Sono previste sale espositive permanenti e temporanee, laboratori didattici, una biblioteca, una sala lettura e una sala conferenze ricavata all’interno della chiesa sconsacrata del complesso.

A completare l’offerta ci saranno una caffetteria con terrazza panoramica e servizi progettati secondo i principi del «design for all», per garantire la piena accessibilità a tutte le categorie di utenti.

Il cantiere dovrebbe aprire entro circa un mese e i lavori dureranno 30 mesi.

«Con l’affidamento dei lavori dell’ex Convento di Santa Maria dei Raccomandati compiamo un passo decisivo nella ricostruzione pubblica e nella rigenerazione del centro storico», hanno dichiarato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il vicesindaco con delega alla ricostruzione dei beni pubblici Raffaele Daniele. «È un investimento importante sulla cultura, sulla memoria e sul futuro della città»

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