LA REVISIONE PREZZI ORDINARIA PER SERVIZI E FORNITURE
Pubblicate le linee guida MIT. La Consulta dei servizi: passo avanti ma ora sono decisivi bandi, contratti e gestione dell’esecuzione
Le Linee guida del MIT sono “un passo avanti importante”, ma ora massima attenzione per una “applicazione uniforme” e per portare a case quel “riequilibrio normativo per servizi e forniture” che le Linee guida promettono e avviano. Dopo l’entusiasmo della prima ora sulle bozze di Linee guida, di fronte alla pubblicazione del documento ufficiale (che non differisce da quello anticipato da DIAC il … in questo articolo) la Consulta dei servizi conferma il giudizio positivo sul “primo passo importante” ma sposta tutta l’attenzione sul modo in cui le Linee guida saranno applicate. “Si apre ora la fase decisiva dell’attuazione nei bandi, nei contratti e nella gestione dell’esecuzione”, sottotitola la comunicazione del cartello che riunisce 19 associazioni nazionali e 4 rappresentanze di filiera, espressione di un comparto che conta circa 45 mila imprese, quasi un milione di lavoratrici e lavoratori e genera un valore economico superiore ai 70 miliardi di euro. D’altra parte DIAC aveva anticipato questo sentimento diffuso di prudenza e attenzione con l’intervista al vicepresidente della Legacoop Produzione e lavoro, Andrea Laguardia (si veda qui l’intervista).
Dopo il ringraziamento inevitabile al viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, per il lavoro di raccordo svolto, il comunicato della Consulta dei servizi chiarisce le preoccupazioni che attraversano il settore di qui in avanti. “Le Linee Guida – dice il comunicato – riconoscono la revisione prezzi ordinaria come strumento di presidio dell’equilibrio contrattuale nei contratti di durata e forniscono alle stazioni appaltanti indicazioni operative per l’inserimento delle clausole nei documenti di gara, per la definizione degli indici applicabili, per l’accantonamento delle risorse nei quadri economici e per la gestione della fase esecutiva”. La logica “bastone e carota” caratterizza l’intera presa di posizione. “Per la Consulta dei Servizi questo è un avanzamento concreto, perché interviene su uno dei nodi più rilevanti per la sostenibilità degli appalti di servizi e forniture: la necessità di evitare che l’aumento dei costi, la dinamica delle retribuzioni, la volatilità dei fattori produttivi e le condizioni di mercato compromettano l’equilibrio dei contratti, la continuità dei servizi e la tenuta delle imprese”.
La Consulta sottolinea, in particolare, “il valore dell’impostazione che distingue tra revisione straordinaria e revisione ordinaria, riconoscendo a quest’ultima una funzione essenziale nei contratti continuativi, periodici e ripetuti nel tempo”. È “una cornice utile per servizi indispensabili al
funzionamento quotidiano del Paese” come pulizie e sanificazioni, ristorazione collettiva, servizi ambientali e gestione dei rifiuti, vigilanza privata, servizi sociosanitari, assistenziali ed educativi, lavanolo, sterilizzazione e gestione dei dispositivi medici, facility management e altre attività essenziali svolte ogni giorno in ospedali, scuole, uffici pubblici, aziende e strutture collettive.
Come dovrà svolgersi, dunque, l’attuazione virtuosa delle Linee guida? Le indicazioni contenute nelle Linee guida dovranno tradursi in “clausole chiare, risorse accantonate, criteri coerenti e procedure effettivamente utilizzabili dalle stazioni appaltanti”. La Consulta dei servizi è convinta che “senza un’applicazione uniforme nei bandi e nei contratti, la revisione prezzi ordinaria rischia di restare uno strumento solo potenziale, mentre per i servizi di durata deve diventare una prassi amministrativa ordinaria, trasparente e verificabile”. Le Linee guida non sono il punto di arrivo dell’azione della Consulta perché “costituiscono un importante avanzamento interpretativo e operativo, ma il settore dei servizi continua ad avere bisogno di un definitivo riequilibrio normativo che riconosca pienamente la propria specificità economica e organizzativa rispetto al comparto dei lavori”.
La battaglia, dunque, continua. In ballo c’è “la possibilità di costruire appalti sostenibili, capaci di reggere nel tempo e di garantire prestazioni adeguate senza scaricare sulle imprese e sulla filiera gli effetti di dinamiche economiche non governabili”. Conseguentemente, la Consulta auspica la continuazione del tavolo che ha portato alle Linee guida “affinché siano attuate in modo omogeneo e diventino parte di un quadro più stabile, equilibrato e coerente per gli appalti di servizi e forniture”.