Ponte sull’Adda, al via il concorso internazionale di Rfi: sfida di progettazione per la nuova infrastruttura tra Bergamasca e Brianza

05 Giu 2026 di Giusy Iorlano

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Ponte sull’Adda, al via il concorso internazionale di Rfi: sfida di progettazione per la nuova infrastruttura tra Bergamasca e Brianza

Mobilità, paesaggio e innovazione saranno i cardini della progettazione del nuovo ponte sull’Adda, un’infrastruttura destinata a ridisegnare i collegamenti tra Bergamasca, Lecchese e Brianza. Con l’avvio del concorso internazionale bandito da Rete Ferroviaria Italiana entra infatti nel vivo un’opera attesa da anni, chiamata a raccogliere l’eredità del Ponte San Michele e a garantire un attraversamento più efficiente e moderno tra le due sponde del fiume.

Il nuovo collegamento ferroviario e stradale, tra Calusco e Paderno d’Adda, rappresenta un tassello fondamentale per il rafforzamento della direttrice est-ovest della Lombardia e per la continuità dei flussi di mobilità in un’area ad alta vocazione produttiva. La sfida sarà coniugare le esigenze infrastrutturali con la tutela di uno dei paesaggi più iconici della valle dell’Adda, attraverso soluzioni capaci di integrarsi armoniosamente con il contesto naturale e con il vicino ponte storico.

L’investimento complessivo stimato è di circa 350 milioni di euro e punta a garantire, nel lungo periodo, collegamenti più affidabili per cittadini e imprese, sostenendo la competitività di un territorio che da anni attende una risposta definitiva sul futuro dell’attraversamento dell’Adda.

L’eredità del Ponte San Michele

La nuova struttura sorgerà tra le stazioni di Robbiate e Calusco d’Adda e sarà chiamata a sostituire progressivamente le funzioni dell’attuale Ponte San Michele, la cui chiusura al traffico è prevista per il 2030.

Il celebre ponte in ferro, progettato dall’ingegnere svizzero Jules Röthlisberger, rappresenta uno dei simboli dell’ingegneria italiana. Lungo 266 metri e sospeso a 85 metri sopra il livello del fiume Adda, venne costruito tra il 1887 e il 1889 e ancora oggi costituisce uno dei più importanti esempi di archeologia industriale del Paese. Nel 2017 era stato anche candidato all’inserimento nella lista dei patrimoni mondiali dell’Unesco.

Negli ultimi anni, tuttavia, i crescenti costi di manutenzione e le limitazioni operative hanno reso necessario immaginare una nuova infrastruttura capace di garantire standard più elevati di efficienza e sicurezza per il traffico ferroviario e stradale.

Due ipotesi di tracciato per il nuovo attraversamento

Rete Ferroviaria Italiana ha confermato la realizzazione di una struttura mista ferroviaria e carrabile che correrà parallelamente al ponte storico. Il nuovo ponte sarà dotato di una carreggiata a due corsie e di una linea a doppio binario. La progettazione dovrà inoltre includere interventi di adeguamento alla rete viaria esistente, con l’obiettivo di rendere più efficiente e sostenibile la gestione dei flussi di traffico tra l’Isola bergamasca e la Brianza lecchese.

Le ipotesi attualmente allo studio sono due: una variante a nord e una a sud dell’attuale attraversamento. Entrambe le soluzioni dovranno confrontarsi con un contesto ambientale e paesaggistico particolarmente delicato, cercando di limitare al massimo l’impatto visivo, le interferenze con la viabilità esistente e il ricorso agli espropri.

La nuova infrastruttura dovrà inoltre dialogare con il manufatto ottocentesco senza oscurarne il valore storico e identitario, inserendosi armonicamente nella valle dell’Adda.

Un concorso internazionale per scegliere il progetto migliore

Per individuare la soluzione più efficace sotto il profilo tecnico, ambientale e architettonico, RFI ha bandito un concorso internazionale di progettazione finalizzato all’acquisizione del progetto di fattibilità tecnico-economica della nuova opera.

La procedura si svolgerà in forma aperta, gratuita e anonima, interamente attraverso una piattaforma digitale di e-procurement. Il percorso sarà articolato in due fasi: nella prima, i progettisti dovranno presentare le proprie proposte ideative entro il 20 luglio 2026. Al termine della selezione verranno individuati tre finalisti che accederanno alla seconda fase, dedicata allo sviluppo progettuale vero e proprio.

Il montepremi complessivo supera i 13 milioni di euro: al vincitore andranno oltre 11,7 milioni, mentre il secondo e il terzo classificato riceveranno un premio di 650 mila euro ciascuno.

I criteri di valutazione: qualità, funzionalità e sostenibilità

Uno degli aspetti centrali del concorso riguarda i criteri che guideranno la selezione delle proposte. La valutazione non si limiterà infatti alla qualità tecnica dell’opera, ma terrà conto della capacità dei progetti di rispondere alle esigenze emerse durante il dibattito pubblico che ha preceduto il bando.

Il primo criterio, al quale saranno attribuiti fino a 25 punti, riguarda la qualità della soluzione progettuale e la sua integrazione con il contesto ambientale, paesaggistico e urbano. Saranno premiate le proposte in grado di valorizzare il rapporto con il territorio, minimizzare gli impatti e ridurre il più possibile le aree da sottoporre a esproprio. Particolare attenzione sarà riservata anche alla qualità architettonica e alla capacità di esprimere un linguaggio contemporaneo, distinto ma rispettoso rispetto al ponte storico.

Altri 25 punti saranno assegnati alla funzionalità della nuova infrastruttura e alla sua integrazione con la rete ferroviaria e stradale esistente. Le soluzioni dovranno migliorare la fruibilità dei collegamenti, rendere più fluido e sicuro il traffico e garantire benefici sia durante la fase di cantiere sia una volta completata l’opera.

Ulteriori 25 punti riguarderanno l’organizzazione delle fasi costruttive. Verranno premiati i progetti capaci di ottimizzare tempi e modalità di realizzazione, mantenendo elevati standard qualitativi e riducendo al minimo le interferenze con il territorio.

La commissione valuterà inoltre la durabilità delle opere e l’efficienza delle future attività di manutenzione. Le soluzioni tecnologiche, strutturali e materiche dovranno garantire una lunga vita utile all’infrastruttura, favorendo al tempo stesso il monitoraggio e la semplicità degli interventi manutentivi. Questo criterio assegnerà fino a 15 punti.

Altri 15 punti saranno infine dedicati alla sostenibilità ambientale. Verranno premiate le proposte capaci di ridurre i consumi energetici, contenere le emissioni climalteranti durante la costruzione e l’esercizio dell’opera e prevedere efficaci misure di mitigazione e compensazione ambientale.

Un’opera strategica per la direttrice Seregno-Bergamo

Il nuovo ponte rappresenterà un tassello fondamentale per il potenziamento della direttrice ferroviaria Seregno-Bergamo, contribuendo ad aumentare la capacità della linea sia per il traffico passeggeri sia per quello merci.

L’intervento consentirà di superare le criticità che oggi caratterizzano l’attraversamento dell’Adda, migliorando la continuità della rete ferroviaria e riducendo uno dei principali colli di bottiglia infrastrutturali della Lombardia.

L’obiettivo è rendere più efficienti i collegamenti tra le principali aree produttive della regione e rafforzare l’accessibilità verso poli strategici come l’aeroporto di Bergamo, contribuendo al tempo stesso a ridurre congestione stradale ed emissioni.

Tempi e prossime tappe

L’aggiudicazione del concorso è prevista entro il 2026. Seguirà la redazione dello Studio di fattibilità tecnico-economica, fase che consentirà di approfondire gli impatti dell’opera sui territori interessati e accompagnare il successivo iter autorizzativo, con ulteriori momenti di confronto con amministrazioni locali e comunità.

Il costo stimato per la realizzazione dell’infrastruttura è pari a 262,2 milioni di euro al netto dell’Iva, mentre il valore complessivo dell’investimento supera i 350 milioni.

Per vedere completata l’opera occorrerà però attendere ancora diversi anni: secondo il cronoprogramma illustrato da RFI, il nuovo ponte non entrerà in funzione prima del 2034. Una prospettiva di lungo periodo che segna però l’avvio concreto di un’infrastruttura destinata a ridisegnare i collegamenti tra le due sponde dell’Adda e a rafforzare uno dei corridoi più strategici della mobilità lombarda.

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