OGGI L'APPROVAZIONE FINALE DEL DL 107 ALLA CAMERA

Sospensione del recupero dell’anticipazione, bagarre sulle opere Pnrr. Ciucci (Ance): notizia positiva per le imprese, ma è sbagliato escludere i cantieri Pnrr

Durante l’esame dell’Assemblea presentato un emendamento firmato da Lega, FI, Autonomie e Liberaldemocratici per reincludere le opere del Piano europeo nel meccanismo che consente alle imprese di chiedere alla stazione appaltante di non procedere al recupero. Prima l’assenso del MIT, poi l’altolà del MEF che ha paventato rischi di ritardo nella rendicontazione delle opere, nonostante fosse stato richiamato nella proposta proprio il rispetto degli obblighi di rendicontazione come condizione per procedere.

30 Lug 2026 di Giorgio Santilli

Condividi:
Sospensione del recupero dell’anticipazione, bagarre sulle opere Pnrr. Ciucci (Ance): notizia positiva per le imprese, ma è sbagliato escludere i cantieri Pnrr

Il neopresidente dell'ANCE, Antonio Ciucci

Giornata molto tesa alla Camera dei deputati per il passaggio in Aula del voto sugli emendamenti al decreto legge PNRR, il numero 107. Uno dei temi che più ha creato tensione ieri mattina è il tema che più stava a cuore alle imprese di costruzione: la sospensione temporanea del recupero dell’anticipazione nei contratti pubblici. Misura richiesta a più riprese anche dall’Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, che la considera idonea ad alleggerire la pressione prodotta sui conti delle imprese e anche dei singoli appalti dal forte aumento dei prezzi dei materiali di costruzione e dell’energia scatenati dalle guerre e dall’instabilità geopolitica complessiva.

Il testo approvato dalla commissione Bilancio lunedì sera aveva inserito così la possibilità per le stazioni appaltanti di sospedere temporaneamente il recupero dell’anticipazione, su richiesta dell’appaltatore, ma non aveva risolto tutti i problemi sulla questione. In particolare, la norma approvata aveva previsto tre limitazioni: il limite temporale fino al 31 dicembre 2026; la possibilità per la stazione appaltante di riconoscere la sospensione “nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente”; l’esclusione delle opere “finanziate, in tutto in parte, dal Pnrr”.

Le prime due limitazioni erano nate con la norma stessa, temporanea e necessariamente priva di impatto sui conti pubblici: si può dire che fossero due condizioni ineliminabili per approvarla. Diverso è il riferimento all’esclusione delle opere finanziate, in tutto o in parte, dal Pnrr, che oggi costituiscono una quota molto importante dei lavori in corso.

Proprio perché la norma era limitata al 2026 appariva poco logica, invece, l’esclusione delle opere Pnrr che quest’anno pesano molto sul complesso dei lavori in corsi. Così è parso a molti che hanno partecipato alla discussione alla Camera: certamente ai quattro gruppi parlamentari che hanno presentato un emendamento per eliminare l’esclusione delle opere Pnrr (Lega, Forza Italia, Autonomie e Liberaldemocratici), ma anche al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha espresso un parere positivo.

Quando l’emendamento stava per essere posto in votazione con una larga maggioranza favorevole, è arrivato, però, l’altolà del ministero dell’Economia e della Ragioneria Generale che hanno motivato il proprio veto con il rischio che si potessero complicare o ritardare i complessi obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo finanziario previsti dal Pnrr, considerando i tempi ormai strettissimi per rispettare le scadenze finali del Piano.

Altri ministeri hanno negato che si ponesse concretamente un problema di rendicontazione per la sospensione del recupero dell’anticipazione. Ne è nata una discussione in cui i proponenti degli emendamenti hanno sottolineato l’ulteriore condizione inserita nelle loro proposte, che si potesse, cioè, applicare la sospensione “anche agli interventi finanziati, in tutto o in parte, con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), fermo restando il rispetto degli obblighi di rendicontazione, che costituisce condizione necessaria per l’efficacia della sospensione”. Sembrava la quadratura del cerchio: il MEF ha tentennato per qualche minuto, ma ha poi confermato la propria contrarietà. Il risultato paradossale è che saranno proprio gli appalti Pnrr quelli più esposti alle tensioni economiche e finanziarie.

Alla fine, quindi, la norma è stata approvata nel testo già votato dalla commissione Bilancio. “Si tratta di una norma complessivamente positiva che aiuta le imprese – commenta a fine giornata il presidente di ANCE, Antonio Ciucci – in un momento di difficoltà indotta dai forti aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia e dalla situazione di instabilità geopolitica complessiva. Questa situazione continua a pesare sugli appalti e sulle opere in cantiere e in questo senso la norma consente un momentaneo allentamento della pressione sulle imprese. Purtroppo si tratta di una norma che sarà applicata solo parzialmente, vale a dire sulle opere ordinarie, mentre sarà tagliata fuori dall’applicazione una parte oggi molto rilevante dei cantieri in corso. E questa noi la consideriamo una valutazione sbagliata”.

Argomenti

Argomenti

Accedi