IMMOBILIARE

Per vendere casa servono 5,5 mesi: tempi in crescita del 6%, Milano la piazza più veloce

03 Lug 2026 di Giusy Iorlano

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Il mercato immobiliare italiano continua a muoversi, ma vendere casa richiede sempre più pazienza. Nell’ultimo anno il tempo medio necessario per chiudere una compravendita è salito del 6%, passando da 5,2 a 5,5 mesi. Un segnale che, secondo gli analisti, non indica un crollo della domanda, ancora sostenuta, bensì un progressivo disallineamento tra le esigenze degli acquirenti e l’offerta disponibile, con effetti destinati a riflettersi anche sull’andamento dei prezzi.

È quanto emerge dall’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, che ha esaminato il cosiddetto Time to sell, ovvero il tempo medio necessario affinché un immobile venga venduto attraverso il portale.

Sud e Isole rallentano, il Nord resta più dinamico

L’incremento dei tempi di vendita interessa tutte le macroaree del Paese, ma con intensità molto diverse.

A registrare il peggioramento più marcato sono il Sud (+13%) e le Isole (+11%). Nel Mezzogiorno il Time to sell è passato da 5,2 a 5,9 mesi, mentre nelle Isole è salito da 5,6 a 6,2 mesi.

Più contenuto il rallentamento nel resto d’Italia. Nord-Ovest e Centro passano entrambi da 5,2 a 5,4 mesi, mentre il Nord-Est si conferma l’area più efficiente del mercato immobiliare nazionale: pur salendo da 5 a 5,2 mesi, resta la macroarea in cui le abitazioni vengono vendute più rapidamente.

Milano si conferma la capitale delle compravendite veloci

Tra le grandi città, Milano mantiene il primato per rapidità delle vendite. Per concludere una compravendita bastano mediamente 2,9 mesi, un dato invariato rispetto allo scorso anno.

Alle spalle del capoluogo lombardo si piazzano Trieste e Bologna, entrambe a 3,5 mesi, grazie a un’accelerazione delle vendite rispetto al 2025. Seguono Firenze e Roma, ferme a 3,6 mesi ma con dinamiche opposte: nel capoluogo toscano i tempi si sono ridotti del 3%, mentre nella Capitale sono aumentati del 5%.

Verona si attesta a 3,7 mesi, Padova a 3,8, mentre Como, Bergamo e Napoli condividono un tempo medio di vendita di 4,1 mesi.

All’estremo opposto della classifica figurano soprattutto città del Mezzogiorno. Messina è la più lenta d’Italia con 7,4 mesi medi e un aumento del 32% rispetto a un anno fa. Seguono Lucca con 6,5 mesi, Taranto con 5,6 e Catania con 5,1 mesi.

Non manca la domanda, ma cresce lo squilibrio del mercato

Secondo Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it, il rallentamento delle vendite non è legato a una flessione della domanda.

Le compravendite restano infatti su livelli elevati e superiori alla media di lungo periodo, ma il crescente squilibrio tra domanda e offerta alimenta la tensione abitativa e sostiene la crescita dei prezzi degli immobili. Per ridurre questo divario, osserva il manager, «servono interventi capaci sia di riportare in circolazione il patrimonio inutilizzato nelle aree in cui esiste una domanda potenziale non soddisfatta, sia di generare nuova offerta nei territori dove il recupero dello stock esistente non sarebbe sufficiente a colmare il fabbisogno abitativo».

Firenze batte tutti: bastano sei contatti per vendere

Lo studio misura anche l’intensità dell’interesse degli acquirenti attraverso il numero medio di contatti necessari prima che un annuncio venga ritirato dal mercato.

Firenze è la città più efficiente anche sotto questo profilo: sono sufficienti appena sei contatti per arrivare alla vendita. Seguono Treviso e Reggio Emilia con sette contatti medi.

Milano, Padova e Venezia si fermano a otto, mentre Taranto chiude la fascia sotto la doppia cifra con nove contatti.

All’opposto, servono molti più potenziali acquirenti per concludere una vendita a Monza, dove gli annunci ricevono mediamente 27 contatti prima di uscire dal mercato. Seguono Torino (25), Roma (23), Bari (22) e Brescia (20), segno di mercati caratterizzati da una maggiore competizione tra domanda e offerta e da processi di selezione più lunghi.

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