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Andrea Laguardia: “Le linee guida MIT per la revisione prezzi nei servizi passo avanti anche per costruire una giurisprudenza favorevole alle imprese. Vigileremo su bandi e contratti”

03 Giu 2026 di Giorgio Santilli

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Andrea Laguardia: “Le linee guida MIT per la revisione prezzi nei servizi passo avanti anche per costruire una giurisprudenza favorevole alle imprese. Vigileremo su bandi e contratti”

Andrea Laguardia,l vicepresidente e direttore di Legacoop Produzione e Servizi

“Le linee guida di prossima pubblicazione rappresentano il punto di equilibrio raggiunto tra le istanze del mondo delle imprese dei servizi, rappresentato dalla Consulta dei Servizi, e la posizione del Ministero delle Infrastrutture”. Andrea Laguardia, vicepresidente e direttore di Legacoop Produzione e Lavoro, conferma il giudizio positivo sulle linee guida del MIT che sbloccano la revisione prezzi ordinaria negli appalti di servizi, ma è pronto anche a valutare gli aspetti critici e le cose che restano da fare.

Dalle reazioni all’annuncio del MIT si direbbe che il bicchiere è quasi pieno. Mi dica un aspetto molto positivo delle linee guida. 

Non nego che ci sia ancora molto lavoro da fare. Ma questo risultato costituisce effettivamente un avanzamento significativo per la tutela della sostenibilità economica delle cooperative e delle imprese del settore e, di conseguenza, per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Ecco l’aspetto molto positivo: gli indici individuati tengono conto anche degli incrementi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Per noi è un aspetto decisivo.

Torniamo al molto lavoro ancora da fare: voi eravate partiti, ai tempi del correttivo appalti, da una richiesta di equiparazione legislativa della revisione prezzi negli appalti di servizi a quella dei lavori che non c’è stata.

Vero. In occasione del correttivo al codice degli appalti, avevamo chiesto di allineare la disciplina della revisione straordinaria dei prezzi nel settore dei servizi a quella prevista per il settore dei lavori, prevedendo una soglia di attivazione del 3% e il riconoscimento del 90% degli aumenti di costo non prevedibili. Una richiesta finalizzata a superare una disparità di trattamento che continua a penalizzare il settore dei servizi. E’ stata inserita la novità della revisione prezzi ordinaria e abbiamo chiesto di renderla obbligatoria per le stazioni appaltanti. Ma anche questa proposta non ha trovato accoglimento né presso il Ministero delle Infrastrutture né nei diversi tentativi di modifica del codice promossi in Parlamento.

E quella legislativa sembra una partita chiusa. 

Per il momento direi di sì. Però contiamo sul fatto che le linee guida, che sono il frutto di un confronto costruttivo e di una collaborazione concreta tra le associazioni di rappresentanza e il Ministero, rappresentino anche un primo passo verso una revisione strutturale e definitiva del codice degli appalti, alla luce del futuro recepimento della nuova direttiva europea in materia.

Veniamo agli effetti concreti delle linee guida. Su questo siete fiduciosi?

Le linee guida offriranno alle stazioni appaltanti un quadro di riferimento chiaro per definire nei bandi criteri certi e trasparenti per l’applicazione della revisione dei prezzi, in particolare attraverso l’utilizzo degli indici ponderati individuati per ciascun sotto-settore. Allo stesso tempo, metteranno a disposizione delle imprese uno strumento ulteriore per far valere il proprio diritto alla revisione dei prezzi qualora tali indicazioni non vengano adeguatamente recepite. Questo risultato, in effetti, ci dà forte soddisfazione. Una volta pubblicate le linee guida, continueremo a monitorare attentamente le procedure di gara e a segnalare i bandi che non rispetteranno i criteri indicati. Il nostro auspicio è che, in caso di resistenze delle stazioni appaltanti, su queste linee guida si possa costruire una giurisprudenza favorevole alle imprese.

Ultimo aspetto problematico: le linee guida produrranno effetto solo sui contratti futuri.

Sì, è vero anche questo. In proposito avevamo sollecitato il Ministero dell’Economia a istituire un fondo dedicato al riequilibrio dei contratti già in essere. Per ora niente. Si tratta di una questione che rimane aperta e prioritaria.

 

 

 

 

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