LA GIORNATA

Energia, Ue: per l’Italia una clausola da 6,5 mld ma solo per investimenti

  • Mattarella: l’Italia è il risultati di tante migrazioni
  • Lagarde: serve un calendario ambizioso su mercato unico e unione investimenti
  • Salvini: al lavoro per evitare sciopero delle ferrovie dell’11 giugno

03 Giu 2026 di Maria Cristina Carlini

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La Commissione europea si prepara ad ampliare gli spazi di flessibilità fiscale per gli investimenti energetici, introducendo una nuova possibilità di deroga alle regole del Patto di stabilità nell’ambito della clausola di salvaguardia nazionale già prevista per la difesa. Secondo quanto emerge da fonti europee, si potrà chiedere di escludere dal calcolo del deficit fino allo 0,3%, circa 6,8 miliardi, del Pil all’anno per il periodo 2026-2028, con un tetto cumulato dello 0,6%. È la risposta l’Unione europea invierà all’Italia e che sarà contenuta non  in una risposta scritta formale ma direttamente nel pacchetto del Semestre europeo che sarà presentato agli Stati membri. La misura punta a sostenere investimenti capaci di rafforzare la resilienza del sistema energetico europeo e accelerare la transizione dai combustibili fossili. Gli interventi dovranno essere nuovi, temporanei e mirati, senza comportare un aumento della domanda di petrolio e gas. Tra le spese che potrebbero beneficiare della flessibilità figurano incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici, batterie e pannelli solari, investimenti nelle reti elettriche e nei sistemi di accumulo, misure di efficienza energetica e progetti per ampliare la capacità produttiva delle energie rinnovabili. Restano invece esclusi programmi già esistenti e sussidi preesistenti, poiché Bruxelles intende evitare che vengano riclassificate come nuove spese misure già previste nei bilanci nazionali. L’attivazione della deroga seguirà la stessa procedura della cosiddetta National Escape Clause (Nec) utilizzata per la difesa. Gli Stati interessati dovranno presentare una richiesta formale alla Commissione europea, che successivamente proporrà l’attivazione della clausola al Consiglio Ue. Sarà necessaria l’approvazione a maggioranza qualificata dei Paesi membri e l’operatività concreta dello strumento è attesa solo nei mesi successivi all’estate. La nuova flessibilità non modificherà tuttavia le regole relative alle procedure per deficit eccessivo. giorni.

Mattarella: I’Italia è il risultato di tante migrazioni 

Memoria storica, valori costituzionali, integrazione e sfide del futuro si sono ieri intrecciate nel messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel giorno dell’80mo anniversario della Repubblica in occasione delle celebrazioni del 2 Giugno, il Capo dello Stato ha dialogato con un gruppo di giovani under 35 in un confronto trasmesso da Rai 1. Tra i temi affrontati, Mattarella ha richiamato con forza il ruolo delle migrazioni nella formazione dell’identità italiana. «Noi italiani abbiamo fornito seconde generazioni e quelle successive a molti Paesi d’Europa e delle Americhe. Conosciamo dunque il fenomeno dell’immigrazione, che non è né nuovo né transitorio: è parte della nostra storia», ha affermato. Il Presidente ha ricordato come il popolo italiano sia nato dall’incontro di molteplici apporti culturali e umani, dai Longobardi agli insediamenti albanesi nel Mezzogiorno, sottolineando che «il risultato finale non ci dispiace affatto, anzi: siamo orgogliosi del popolo italiano». Pur riconoscendo l’esistenza di episodi di intolleranza e disagio su base etnica, Mattarella li ha definiti fenomeni marginali e patologici, esprimendo fiducia nella solidità dei valori nazionali e nel futuro del Paese. Nel confronto con i giovani non è mancato uno sguardo alle trasformazioni tecnologiche. Il Capo dello Stato ha manifestato preoccupazione per la crescente concentrazione del potere economico e tecnologico nel settore dell’intelligenza artificiale, denunciando il rischio che strumenti decisivi per il futuro dell’umanità siano controllati da pochissimi soggetti privati. «È una condizione inaccettabile», ha osservato, mettendo in guardia contro modelli che promettono servizi efficienti in cambio di quote di libertà individuale e ribadendo la necessità di regole e controlli democratici.

Nel messaggio inviato alle Forze Armate, Mattarella ha poi ricordato il significato storico del referendum del 2 giugno 1946, definendolo «il compimento di un atto di libertà senza precedenti». Per la prima volta donne e uomini italiani esercitarono insieme il diritto di voto, scegliendo la Repubblica e avviando la ricostruzione del Paese dopo la guerra e la dittatura. Il Presidente ha reso omaggio ai militari che contribuirono alla Guerra di Liberazione e alla rinascita nazionale, sottolineando che la Festa della Repubblica non rappresenta soltanto una ricorrenza storica, ma rinnova l’impegno verso i principi sanciti dalla Costituzione, definita la «casa comune» degli italiani, garante di diritti e doveri di solidarietà. Guardando alle sfide contemporanee, Mattarella ha richiamato la necessità di affrontare con fermezza le minacce alla sicurezza e al benessere collettivo. Ha evidenziato come non possa esistere una pace autentica finché persistono conflitti e situazioni di instabilità e come non possa esserci vero progresso se una parte dell’umanità continua a vivere nella precarietà. In questo quadro, ha ribadito l’impegno dell’Italia e dell’Europa nella difesa delle regole della comunità internazionale e nella costruzione di una sicurezza condivisa tra i popoli.

Bce: Lagarde, serve calendario ambizioso su mercato unico e unione investimenti

“C’è un’opportunità per l’euro di rafforzare il proprio appeal globale, a condizione che i responsabili politici europei creino le condizioni necessarie e traducano le parole in fatti”consolidando “i tre pilastri su cui si fonda il potenziale globale dell’euro: la resilienza economica, l’integrità giuridica e istituzionale e la credibilità geopolitica». Ad affermarlo è la presidente della Bce, Christine Lagarde, nell’ambito del dossier intitolato “The international role of the euro, evidenziando che il completamento del Mercato Unico «rimane essenziale per sbloccare appieno il potenziale dell’Europa». Inoltre, affinché l’euro si evolva in «una valuta internazionale veramente globale, l’area dell’euro deve acquisire maggiore dimensione» e dotarsi di «mercati dei capitali più profondi e liquidi». E questo garantirebbe, tra le altre cose, che «tali afflussi possano essere agevolmente reindirizzati verso investimenti produttivi».

La Confindustria francese teme una recessione per la crisi in Medio Oriente

Il presidente del Medef (la Confindustria francese), Patrick Martin, ha dichiarato di temere una ‘recessione’ nell’economia francese nel secondo trimestre, attribuendola principalmente a ‘fattori esogeni’, in particolare alle ostilita’ in corso in Medio Oriente. ‘Si’, siamo effettivamente preoccupati per una recessione’ nel secondo trimestre, ha dichiarato Patrick Martin ai giornalisti in una conferenza stampa tenutasi prima della riunione del B7, l’organismo che riunisce le organizzazioni imprenditoriali dei paesi del G7, presieduto quest’anno dal Medef. Il B7, che rappresenta gli interessi delle imprese presso i leader del G7, si riunira’ la prossima settimana a Parigi, pochi giorni prima del vertice del G7 che si terra’ dal 15 al 17 giugno a Evian-les-Bains, per condividere proposte in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche.

Msc conferma: nave cargo Sariska V colpita da proiettili in Iraq

MSC conferma che lunedì scorso la propria nave MSC Sariska V è stata colpita da due proiettili nel porto di Um-Qasr, in Iraq. Il primo impatto è avvenuto mentre il pilota era a bordo durante la partenza della nave dal porto; il secondo ha colpito poco dopo l’area destinata all’equipaggio. Tutti i membri dell’equipaggio sono al sicuro, illesi e hanno agito con eccezionale professionalità durante tutto l’incidente per mettere in sicurezza la nave e il suo carico. Secondo quanto riportato dai media locali, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha rivendicato la responsabilità dell’attacco in risposta alle azioni statunitensi contro la nave Lion Star. Questa azione di ritorsione, afferma la compagnia,  è del tutto ingiustificata sulla base delle accuse formulate dall’IRGC, poiché MSC è un vettore commerciale neutrale e non ha alcuna affiliazione con gli Stati Uniti o Israele. Fondata dal cittadino italiano Capitano Gianluigi Aponte, l’azienda ha sede legale e operativa in Svizzera ed è interamente di proprietà dei suoi figli, Diego e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani e privi di altre cittadinanze. MSC esprime profonda preoccupazione per questi attacchi non provocati e per il rischio che essi comportano per i propri marittimi innocenti e per il commercio marittimo essenziale nella regione.

Salvini: al lavoro per evitare lo sciopero delle ferrovie dell’11 giugno

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, “ha passato tutta la mattinata al lavoro, come ieri peraltro, su trasporti e opere pubbliche da completare, Pnrr in primis, con l’obiettivo fra gli altri di evitare lo sciopero dei ferrovieri per il prossimo 11 giugno”. E’ quanto fa sapere il Mit, anche in risposta alle polemiche sull’assenza di Salvini alla parata ai Fori Imperiali. Lo sciopero di otto ore è stato proclamato proclamare da  Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti:  “il Governo ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity dove è emersa la volontà del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto”, spiegano. Secondo le organizzazioni sindacali “inoltre l’assenza nelle gare di clausole sociali vincolanti, l’incertezza sugli investimenti infrastrutturali e un processo di liberalizzazione che rischia di scaricare i costi su lavoratrici, lavoratori e cittadini sono segnali che potrebbero aprire la strada ad una stagione di dumping contrattuale, accompagnata da una riduzione dell’offerta commerciale a causa del congestionamento della rete e dalla frammentazione del servizio, con inevitabili ripercussioni sulla qualità del trasporto ferroviario reso all’utenza”. “Seppure pronti a confrontarsi sulla materia – affermano infine le organizzazioni sindacali – non siamo disponibili ad assistere in silenzio allo smembramento del trasporto ferroviario e al depauperamento di un asset strategico del Paese sulla pelle di lavoratrici, lavoratori e cittadini”.

Industria ha perso quasi 700 mila lavoratori tra il 2007 e il 2024

L’industria italiana ha perso quasi 700 mila lavoratori, tra il 2007 e il 2024. Lo rileva l’Istat nel Rapporto annuale analizzando le unità lavorative annue (Ula). La manifattura ha registrato un calo della propria forza lavoro del 16,9%, con una riduzione concentrata nel comparto tessile-abbigliamento dove ci sono 235 mila lavoratori in meno, pari a quasi il 40%. Gli altri settori più esposti sono altri comparti tradizionali come industria del legno, della lavorazione dei minerali non metalliferi, degli articoli di gomma e materie plastiche, maggiormente esposti alla concorrenza delle economie emergenti.
Cali di occupazione hanno contraddistinto anche il commercio (-300 mila) e la pubblica amministrazione (oltre 225 mila). Altre attività hanno visto una crescita totale di poco meno di 2 milioni di lavoratori: quasi mezzo milione nella sanità e assistenza sociale e oltre 400 mila sia nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, sia nei servizi di alloggio e ristorazione).
Complessivamente il saldo è stato positivo di circa 600mila ma con una profonda riallocazione settoriale del lavoro.
La tesi dell’Istat è che l’Italia non abbia soltanto perso occupazione industriale: ha cambiato struttura produttiva. Una quota significativa del lavoro si è spostata dalla manifattura verso servizi ad alta intensità di lavoro ma con una crescita della produttività modesta o addirittura negativa. Questo ha sostenuto l’occupazione complessiva, ma ha contribuito a mantenere debole la crescita della produttività.

Dall’Antitrust ok all’acquisizione di Poste Logistics del contrordine  Benetton Logistics

L’acquisizione da parte di Poste Italiane, per il tramite di Poste Logistics, del controllo esclusivo di Benetton Logistics, “non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante”. Il Garante della concorrenza e del mercato da cosi’ il suo via libera all’acquisto del 51% di Benetton Logistics da parte Poste Logistics. Con il perfezionamento dell’operazione, si legge nel bollettino dell’Antitrust, Poste Logistics fornira’, attraverso la Target, servizi di logistica.

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