LA RELAZIONE AL PARLAMENTO

Cipess: nel 2025 mobilitati oltre 122 mld, assegnati 12,2 mld per la coesione. Garanzie per 109,7 mld

Nel 2025 il Cipess ha approvato 59 delibere. Il sottosegretario Morelli (in foto): “Si consolida il suo ruolo strategico nella governance economica e infrastrutturale del Paese”. Il “punto cardine” è stato il Ponte sullo Stretto. Ciucci ora prevede la chiusura dell’iter approvativo entro fine estate e poi al via fase realizzativa. Sul fronte Av, Isi conferma l’avvio delle corse prova sulla Brescia-Verona.

27 Mag 2026 di Maria Cristina Carlini

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Cipess: nel 2025 mobilitati oltre 122 mld, assegnati 12,2 mld per la coesione. Garanzie per 109,7 mld

ALESSANDRO MORELLI, SOTTOSEGRETARIO

Oltre 122 miliardi di euro mobilitati tra politiche di coesione, infrastrutture strategiche e strumenti di sostegno al sistema produttivo nazionale. Le risorse assegnate, ripartire o riprogrammate nell’ambito delle politiche di coesione hanno raggiunto i 12,2 miliardi mentre il volume complessivo delle garanzie attivate tramite strumenti Sace, Simest e Fondo di Granzia Pmi ha superato i 109,7 miliardi di euro. Sono questi i principali dati che emergono dalla Relazione 2025 del Cipess, presentata ieri al Parlamento. Nel corso del 2025 il CIPESS si è riunito undici volte e ha svolto undici riunioni preparatorie, coordinate dalla Segreteria del Comitato. Nello stesso periodo sono state adottate 59 delibere e presentate 24 informative riguardanti infrastrutture strategiche, politiche di coesione, ricostruzione post-sisma, ambiente, attività produttive, monitoraggio degli investimenti pubblici e sviluppo sostenibile. “Si tratta di numeri che testimoniano non soltanto l’intensità dell’attività svolta, ma soprattutto la centralità crescente del CIPESS nella governance economica del Paese. Il Comitato rappresenta infatti un presidio strategico dello Stato: un luogo di coordinamento tra Amministrazioni, di indirizzo delle politiche pubbliche e di programmazione degli investimenti nazionali. Un organismo che consente di trasformare le priorità politiche in decisioni operative concrete, assicurando coerenza, monitoraggio e capacità di attuazione”, ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Cipess, Alessandro Morelli, tracciando un bilancio dell’attività svolta in un anno “caratterizzato da un contesto internazionale ancora fortemente complesso”.

Tra le principali decisioni adottate nel corso dell’anno meritano particolare attenzione l’assegnazione di risorse FSC 2021-2027 per la realizzazione di lotti funzionali della Strada Statale 106 Jonica, infrastruttura strategica per il Mezzogiorno; gli interventi relativi al raddoppio della S.S. 690 Avezzano-Sora e al consolidamento della Chiesa di Santa Maria Paganica in Abruzzo; le misure per il rafforzamento della disponibilità idrica in Sicilia, attraverso interventi sugli impianti di dissalazione;
gli interventi collegati alla ricostruzione post-sisma del 2009 in Abruzzo, con nuove assegnazioni per programmi Restart, progetti turistici integrati e servizi tecnici di supporto alla ricostruzione; il sostegno alle politiche di coesione territoriale mediante l’aggiornamento dei Programmi Operativi Complementari e dei Piani di Sviluppo e Coesione. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata nel corso del 2025 all’aggiornamento dei principali Contratti di Programma strategici del Paese, con specifico riferimento ad ANAS e Rete Ferroviaria Italiana. Con la delibera CIPESS n. 27 del 2025, il Comitato ha approvato l’aggiornamento 2025 del Contratto di Programma 2021-2025 tra MIT e ANAS, recependo le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2025 per un valore complessivo pari a 2,022 miliardi di euro.

Si tratta di un intervento estremamente rilevante perché consente di rafforzare concretamente la sicurezza, la manutenzione e il potenziamento della rete stradale nazionale. Nel dettaglio: 970 milioni di euro, pari al 48% delle risorse, sono stati destinati alla manutenzione della rete viaria nazionale; oltre 625 milioni di euro sono stati destinati ai maggiori fabbisogni relativi a lavori in corso e opere in fase di approvazione; quasi 369 milioni di euro finanziano nuove opere già programmate;
ulteriori risorse sono state allocate per investimenti tecnologici e per il fondo progettazione delle future opere infrastrutturali.

Particolarmente significativo è inoltre il dato territoriale: le risorse destinate a manutenzione e nuove opere risultano distribuite per il 48,41% al Sud e alle Isole, per il 31,15% al Nord e per il 20,44% al Centro, confermando, ha evidenziato Morelli, una chiara volontà di rafforzare la coesione infrastrutturale del Paese e di ridurre i divari territoriali. L’aggiornamento del Contratto ANAS prevede inoltre 15 interventi immediatamente cantierabili, per un investimento complessivo superiore a 1 miliardo di euro. Tra i principali interventi figurano: la ricostruzione del Viadotto San Giuliano sulla SS 640 in Sicilia; il potenziamento del collegamento tra il Porto di Gioia Tauro e l’Autostrada A2; la variante della SS 45 bis (Gardesana Occidentale); la variante della SS 10 Padana Inferiore; il nuovo tunnel del Colle di Tenda, infrastruttura strategica anche sotto il profilo dei collegamenti europei.

Sul fronte ferroviario, assume particolare rilievo anche l’aggiornamento 2025 del Contratto di Programma MIT–RFI, che ha consentito di contrattualizzare nuove risorse complessivamente pari a 3,97 miliardi di euro. Nel dettaglio: 1,727 miliardi di euro riguardano nuove risorse vincolate derivanti da specifici provvedimenti legislativi;
oltre 2,246 miliardi di euro riguardano nuove risorse non vincolate, destinate sia alle opere in corso sia alla copertura dei maggiori oneri derivanti dal PNRR; sono inoltre previste rimodulazioni finanziarie a saldo zero per circa 1,2 miliardi di euro, finalizzate a garantire continuità agli investimenti e accelerazione dei cantieri.

L’aggiornamento recepisce inoltre la revisione del PNRR approvata nel 2025 e punta a salvaguardare gli investimenti già avviati, rafforzando programmi di sicurezza ferroviaria, innovazione tecnologica, accessibilità delle stazioni e sviluppo dell’Alta Velocità. Tra gli interventi principali figurano: il potenziamento delle linee AV/AC Milano–Verona e Milano–Venezia; il Terzo Valico dei Giovi; la linea AV Salerno–Reggio Calabria; il nodo ferroviario di Milano; il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Bergamo; la velocizzazione della linea Milano–Genova; gli interventi sui nodi ferroviari di Napoli, Roma e Trento.

Particolare rilievo ha assunto inoltre l’informativa sullo stato di avanzamento del potenziamento dell’asse ferroviario Monaco–Verona e della Galleria di Base del Brennero, una delle opere infrastrutturali più strategiche a livello europeo. L’intervento si inserisce all’interno del corridoio europeo Scandinavo–Mediterraneo della rete TEN-T, asse fondamentale per il collegamento tra il Nord Europa, il sistema produttivo italiano e i porti del Mediterraneo. La Galleria di Base del Brennero rappresenta il cuore dell’intero progetto: un’infrastruttura ferroviaria lunga circa 64 chilometri, destinata a diventare il tunnel ferroviario sotterraneo più lungo al mondo. L’investimento complessivo dell’opera supera i 10 miliardi di euro, con una partecipazione finanziaria condivisa tra Italia, Austria e Unione europea, che cofinanzia una quota rilevante dell’intervento attraverso il programma europeo CEF – Connecting Europe Facility. Il progetto complessivo comprende: la realizzazione della galleria di base; il potenziamento delle tratte di accesso lato italiano e lato austriaco; l’adeguamento tecnologico e infrastrutturale dell’intero asse ferroviario Monaco–Verona;
il rafforzamento dell’intermodalità merci lungo il corridoio europeo. Sul lato italiano, gli interventi riguardano in particolare il quadruplicamento e il potenziamento della linea ferroviaria tra Fortezza, Verona e il nodo di accesso al Brennero, con investimenti plurimiliardari destinati ad aumentare capacità, velocità e sicurezza della rete. Una volta realizzata, l’opera consentirà una drastica riduzione dei tempi di percorrenza ferroviaria tra Italia e Austria; il trasferimento di una quota crescente di traffico merci dalla gomma al ferro; una riduzione significativa delle emissioni lungo l’arco alpino; un incremento della competitività logistica italiana lungo le principali direttrici commerciali europee. A regime, il nuovo asse ferroviario permetterà di aumentare in modo significativo la capacità di trasporto merci attraverso il valico del Brennero, oggi uno dei principali corridoi commerciali europei, interessato ogni anno da milioni di tonnellate di traffico merci.

“Nel corso del 2025 il CIPESS ha monitorato con particolare attenzione lo stato di avanzamento dell’opera, il coordinamento tra le tratte nazionali e transfrontaliere e la coerenza degli investimenti rispetto agli obiettivi strategici europei. Il Brennero rappresenta infatti – ha sottolineato Morelli –  molto più di una grande opera infrastrutturale: è un investimento strategico sulla competitività industriale, sulla sostenibilità ambientale e sul ruolo dell’Italia come piattaforma logistica centrale nel Mediterraneo e nel sistema europeo dei trasporti. Si tratta di investimenti che confermano una visione infrastrutturale moderna e integrata, nella quale strade, ferrovie, logistica e mobilità sostenibile rappresentano leve fondamentali per la crescita economica, la competitività industriale e la coesione territoriale del Paese”.

Particolare rilievo ha assunto inoltre il lavoro svolto sul fronte delle infrastrutture strategiche e dei partenariati pubblico-privati, dove il nuovo Codice dei contratti pubblici ha rafforzato le competenze del CIPESS.  In questo contesto, il Comitato ha espresso il proprio parere sulla proposta di partenariato pubblico-privato per la gestione unificata dei servizi di manutenzione del patrimonio edilizio del Comune di Bologna, operazione che rappresenta un modello innovativo di gestione efficiente del patrimonio pubblico. “Dobbiamo infatti superare una visione ideologica che contrappone interesse pubblico e investimento privato. Pubblico e privato non devono essere alternativi, ma complementari. Mobilitare capitali, competenze e capacità gestionali private per realizzare opere pubbliche significa accelerare gli investimenti, migliorare i servizi ai cittadini e ridurre gli impatti sulla finanza pubblica. Il Partenariato Pubblico Privato rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per affrontare le grandi sfide infrastrutturali e territoriali del Paese.

Accanto all’attività deliberativa, il CIPESS ha ulteriormente rafforzato le attività di monitoraggio e innovazione amministrativa. Nel 2025 è proseguita la migrazione dei sistemi informativi del DIPE verso il Polo Strategico Nazionale, con il trasferimento delle piattaforme MOSIC e della Banca dati delle delibere. Un processo fondamentale per migliorare la qualità dei dati, la sicurezza informatica, la trasparenza amministrativa, e la capacità di monitoraggio degli investimenti pubblici. In parallelo, è proseguito il rafforzamento degli strumenti legati al Codice Unico di Progetto (CUP), al monitoraggio delle grandi opere e alla digitalizzazione delle procedure amministrative.

“I numeri della relazione – ha commentato Morelli – dimostrano una capacità amministrativa rafforzata e una chiara volontà politica: accelerare gli investimenti, ridurre i divari territoriali e sostenere concretamente crescita occupazione e sviluppo sostenibile. La sfida ora è continuare a migliorare rapidità decisionale, qualità della spesa pubblica, digitalizzazione e capacità di monitoraggio degli investimenti, rafforzando ulteriormente il coordinamento tra istituzioni e territori”.

Ciucci: iter approvativo del Ponte entro fine estate 2026, poi al via fase realizzativa

Ma, come ha rilevato Morelli,  “il punto cardine” del lavoro del Cipess è stato il Ponte sullo Stretto di Messina. Per questo, la presentazione della Relazione al Parlamento ha offerto l’occasione per fare il punto sull’iter dell’opera, dopo la mancata registrazione della delibera Cipess da parte della Corte dei Conti, e i sui prossimi passi. “Con nostra sorpresa e in maniera del tutto inaspettata la Corte dei Conti non ha registrato la delibera Cipess e contemporaneamente non ha neanche registrato il terzo atto aggiuntivo alla convenzione stipulata tra noi e il ministero delle infrastrutture, il nostro concessionario con cui collaboriamo quotidianamente per far progredire questo progetto”, ha detto l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, nel suo intervento. “Il Governo, subito dopo la decisione della Corte dei conti ha rinnovato la decisione, il Ministero delle Infrastrutture in prima linea, tutto il governo, di portare avanti il progetto, di realizzarlo. Naturalmente noi dello Stretto di Messina abbiamo totalmente condiviso questa impostazione, conformandoci ai rilievi della Corte, tutti, anche quelli che magari ci sembravano meno condivisibili”, ha spiegato Ciucci. “Considerate le procedure previste dal nuovo decreto legge Commissari e le attività già svolte e in corso, si ritiene che l’iter approvativo possa essere completato entro la fine dell’estate 2026, potendo così avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno. Il cronoprogramma della realizzazione del ponte prevede 7,5 anni. Fine lavori nel 2033. Il 2034 è primo anno di esercizio del ponte”.

Per il Ponte, ha poi detto l’ad di Rfi Aldo Isi, “siamo pronti, nella misura in cui abbiamo per missione la progettazione e la realizzazione delle connessioni al ponte e quindi dobbiamo realizzare gli interventi ferroviari che consentiranno, a nord e a sud, di collegarsi all’infrastruttura che realizzerà Stretto di Messina. Lavoriamo in stretta sinergia, siamo assolutamente determinati a realizzare l’intervento coerentemente con le tempistiche”.

Isi: tra un mese partono le corse prova sull’Av Brescia-Verona

L’ad di Rfi ha poi confermato l’avvio delle corse prova sull’Alta velocità Brescia-Verona, annunciato nelle scorse settimane. “E’ importante perché significa che l’infrastruttura è terminata”, ha osservato. Più in generale, Isi ha ricordato i principali numeri che sintetizzano l’impegno del gruppo: 1.300 i cantieri attivi ogni giorno sulla rete ferroviaria italiana, tra grandi opere, interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e aggiornamenti tecnologici, per un totale di 11,5 miliardi di euro di investimenti nel 2025 per Rfi, “il livello più alto mai registrato, raggiunto grazie all’operatività del PNRR e all’accelerazione impressa ai programmi di potenziamento e manutenzione della rete”. Complessivamente, gli investimenti del gruppo hanno toccato i 18 miliardi, anche in questo caso il livello più alto nella storia delle Fs. “Oggi più che mai il tema non è solo decidere dove investire, ma realizzare nei tempi previsti e con qualità una mole di interventi senza precedenti”. Per il 2026, ha spiegato, dei 1.300 cantieri attivi 700 sono dedicati a nuove opere e 600 a interventi di manutenzione. “Questo significa lavorare contemporaneamente su sviluppo e continuità del servizio. Costruire il futuro senza fermare il presente”, ha detto Isi, evidenziando una complessità “senza precedenti” sul piano industriale, organizzativo e tecnologico. Nel dettaglio, sulla rete ferroviaria nazionale sono previste circa 272mila interruzioni programmate annue necessarie a consentire l’avanzamento dei lavori. Il volume degli investimenti di RFI è cresciuto del 49% rispetto al 2023, mentre le interruzioni gestite sono aumentate di circa il 115%, principalmente per sostenere gli interventi legati al PNRR. Del totale degli investimenti, il 37% è destinato alla manutenzione e al miglioramento della resilienza dell’infrastruttura, mentre il 63% finanzia grandi opere strategiche. Isi ha inoltre evidenziato l’impatto economico degli investimenti ferroviari: gli interventi realizzati da RFI nel 2025, pari a 11,6 miliardi di euro, hanno generato un indotto di 20,5 miliardi sul valore della produzione e di 8,6 miliardi sul PIL, con 112mila occupati coinvolti nelle filiere. “Le infrastrutture possono diventare uno strumento di crescita economica, coesione territoriale e riequilibrio tra Nord e Sud”, ha sottolineato.

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