SARA' RINVIATO A LUGLIO L'ARRIVO IN AULA

Legge delega TU edilizia, 372 emendamenti. Ma l’accelerazione finisce ai box, largo al Piano casa

Il presidente della commissione Ambiente della Camera Rotelli ha ammesso tutte le proposte ma ha annunciato di voler chiedere alla presidenza della Camera il rinvio “ad altro calendario lavori”. Oggi la capogruppo di Montecitorio ratificherà. Il tentativo di sprint sulla delega non è riuscito non solo per la concomitanza del decreto legge 66, che oggi entra nel vivo in commissione e richiederà un esame approfondito, ma anche perché il tema delega non è ancora metabolizzato dalle forze politiche.

26 Mag 2026 di Giorgio Santilli

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Legge delega TU edilizia, 372 emendamenti. Ma l’accelerazione finisce ai box, largo al Piano casa

La maggioranza di governo è perfettamente consapevole che nella commissione Ambiente della Camera, presieduta da Mauro Rotelli (FdI), si gioca nel prossimo mese un pezzo fondametale del bilancio che il governo presenterà a fine legislatura. Momento delicatissimo, con il concomitante esame del decreto legge 66 sul Piano casa (su cui già imperversano polemiche a 360 gradi) e della legge delega sul testo unico edilizia, arrivato alla discussione degli emendamenti, con la previsione di approdo in Aula a Montecitorio già in questa ultima settimana di maggio.

Un ingorgo o, se vogliamo, un pasticcio clamoroso che non nasce troppo dall’ultimo arrivato, il Piano casa, ma da un goffo tentativo di accelerazione della legge delega sul Testo unico edilizia. Con la differenza che sul primo le polemiche infuriano, già esplicite e chiare, ma il governo ha una linea determinata e difficilmente mediabile, come dimostra il terzo pilastro del provvedimento, il partenariato pubblico-privato con investimenti diretti esteri di almeno un miliardo di euro, scritto con idee e referenti già ben definiti. Mentre la legge delega brancola ancora nel buio, almeno nel senso che il quadro generico è condiviso nella maggioranza, ma su ogni singolo punto si può discutere per ore e soprattutto si dovranno meglio definire principi e criteri di delega che non possono essere troppo generici, pena l’incostituzionalità della delega.

Che qui ci sia molto lavoro da fare lo dimostra come sia riuscito ad uscire dall’impasse, almeno per il momento, ma con un certo stile, il presidente Rotelli, che, prima di dichiarare che la legge delega sarebbe slittata alle calende greche, ha fatto un gesto distensivo e diplomatico ammettendo senza filtri tutti i 372 emendamenti presentati dalle forze politiche. Un fatto del tutto inusuale. Quasi a dire che tante proposte, tutte meritevoli di essere discusse, hanno bisogno di più tempo per la discussione. Ineccepibile e logico. Quello che era stato meno logico era stato proprio il tentativo di forzare i tempi per un provvedimento che molti giurano non vedrà la luce nella legislatura, tanti sono i “non detti” da sciogliere. I 372 emendamenti (che presto racconteremo nel dettaglio).

La formula usata da Rotelli, poi, chiarisce che non c’è fretta. Il presidente ha infatti avvertito – dice il resocono di seduta – che, nella riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, testé svoltasi, è stato convenuto di sottoporre alla Presidenza della Camera la richiesta di posticipare l’avvio della discussione in Assemblea sul provvedimento ad altro calendario dei lavori dell’Assemblea”. Altro calendario dei lavori potrebbe essere difficilmente giugno, per cui il calendario è già definito e dovrebbe essere confermato oggi dalla conferenza dei capigruppo oggi, ma quasi certamente sarà luglio. Ammesso che si riesca a completare l’esame. Anche perché a giugno la commissione sarà impegnata per una gran parte con il Piano casa che oggi si comincia a discutere nel merito.

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