IL SEMINARIO ANCE SULL'ART. 60 DEL CODICE APPALTI
Ciucci: “La nuova revisione prezzi con le TOL è un grande passo avanti, ma ora va rodata al meglio”
Il presidente ANCE designato ha ricordato che dopo la cancellazione della vecchia revisione prezzi nel 1992 non c’era più stato un meccanismo revisionale automatico, reintrodotto solo dall’attuale codice appalti nel 2023 e rafforzato dal correttivo a fine 2024. Il tavolo che ha elaborato gli indicatori resterà aperto, ISTAT disposto a correggere quel che non funziona degli indicatori, possibili linee guida del MIT per chiarire aspetti applicativi. Brancaccio: nello spirito della sana collaborazione è interesse dell’amministrazione che i lavori siano eseguiti bene e puntualmente pagati. Dal seminario è emerso il ruolo fondamentale del progettista che deve elaborare l’indice sintetico dell’appalto individuando le TOL che meglio rappresentano le lavorazioni presenti nell’appalto e dando a ciascuna il giusto peso nella loro composizione.

ANTONIO CIUCCI, ANCE
Dal 27 aprile è operativo il meccanismo automatico di revisione prezzi basato sui nuovi indicatori riferiti alle TOL (tipologie omogonee di lavorazioni). Un salto di portata storica nel metodo di adeguamento dei prezzi dei contratti di appalto lavori in presenza di oscillazioni dei costi, molto più simile a quelli utilizzati in altri Paesi d’Europa rispetto al passato e più efficiente nella capacità di ristabilire l’equilibrio contrattuale. Al tempo stesso oggi siamo in una fase di prima applicazione, con le difficoltà e le incertezze di rodaggio che sono inevitabili. Proprio per offrire i chiarimenti necessari ad affrontare al meglio questa fase, ieri l’Ance ha organizzato un webinar molto operativo.
Nell’introduzione al seminario, però, Antonio Ciucci, presidente Ance designato, ma anche componente per conto dell’associazione al tavolo che ha elaborato da gennaio a settembre 2025 i nuovi indicatori, ha voluto ricordare la traiettoria storica che ha portato alla situazione attuale, partendo dal 1992, l’anno in cui la revisione prezzi “fu definitivamente abrogata”. Successivamente – ha ricordato Ciucci – “il sistema previsto prima dalla legge Merloni e poi dal Codice Delise era quello del cosiddetto prezzo chiuso, con la possibilità di rivedere i prezzi solo in circostanze straordinarie. Inoltre, quando queste circostanze straordinarie si manifestavano, interveniva il meccanismo della compensazione che aveva bisogno però di decreti ministeriali per essere attivato o addirittura di decreti legge, come accadde nel 2009 per compensare gli aumenti dell’acciaio del 2008”. Fortunatamente, “non abbiamo avuto in tutto quel lungo periodo grandissime crisi di materiali”.
Il meccanismo automatico di revisione prezzi è stato introdotto solo nel 2023 dal nuovo codice appalti e poi rafforzato a fine 2024 dal decreto correttivo. Come ricordato da Ciucci, ci sono poi voluti nove mesi per partorire i nuovi indicatori TOL ad opera del tavolo tecnico coordinato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici presieduto da Massimo Sessa, con i rappresentanti dell’Istat e i principali stakeholder del settore fra cui l’Ance che ha giocato un ruolo decisivo nella proposizione ed elaborazione dei nuovi indicatori.
L’excursus storico fatto da Ciucci non è stato fine a se stesso, ma è servito al presidente ANCE designato per ristabilire alcuni punti fermi di valutazione, con il ricorso all’analisi comparata fra ieri e oggi. “Veniamo da un modello dove la revisione prezzi non esisteva – ha detto Ciucci – e siamo arrivati al modello odierno in cui, oltre a essere stata reintrodotta la revisione prezzi, si è anche fatto uno sforzo per avere indici specifici che fossero calzanti per i singoli lavori. Secondo il nostro punto di vista la situazione è molto migliorata, il nostro settore ha qualcosa in più che prima non aveva. Dobbiamo ancora fare sforzi, per superare alcune criticità, per esempio in ordine all’applicazione dell’alea, alla soglia del 3% e al recupero del 90%, ma è chiaro che oggi è fondamentale fare tutti il massimo sforzo per far sì che questa procedura funzioni. Anche da parte di Istat registro la massima disponibilità per fare un rodaggio al meglio possibile e per aggiustare aspetti che non dovessero funzionare”.
Oltre alla disponibilità dell’Istat a monitorare l’applicazione degli indici e a intervenire eventualmente per migliorarli, dal seminario è venuta anche la conferma che il tavolo che ha elaborato gli indici continuerà a funzionare proprio per monitorare la situazione ed eventualmente proporre di intervenire. L’ANCE ha anche auspicato che vengano elaborate dal MIT linee guida che facilitino il rodaggio del nuovo sistema.
Un aspetto che è emerso con forza dalle risposte che i tecnici dell’Ance hanno dato alle molte domande su aspetti operativi e tecnici è quanto sia fondamentale, fin dall’inizio, il lavoro del progettista che deve elaborare l’indice sintetico del singolo appalto, scegliendo anzitutto le TOL che meglio rappresentano le lavorazioni da svolgere e poi dando i pesi percentuali a ogni singola TOL per comporre l’indice. Questo è un aspetto su cui sarà necessario battere anche nelle prossime settimane per creare e diffondere la consapevolezza che proprio il passaggio iniziale di costruzione dell’indice sintetico è fondamentale per garantire all’appalto una navigazione più serena.
In chiusura l’intervento della presidente di Ance, Federica Brancaccio, ha sottolineato come proprio la vicenda della revisione prezzi e dei TOL ha consentito di recuperare “uno spirito di sana collaborazione fra le diverse componenti del sistema”. Proprio “in questo spirito di sana collaborazione – ha detto Brancaccio – è interesse della pubblica amministrazione che i lavori vengano fatti bene, giustamente retribuiti ed è interesse delle imprese poter contare su un’amministrazione che correttamente paga”.
Brancaccio ha fatto anche un riferimento alla richiesta dell’Ance di un prezziario nazionale, chiarendo però che “questo non significa avere i prezzi uguali in tutte le Regioni e in tutti i territori, ma che dobbiamo imparare ad avere una metodologia omogenea su cui concordiamo tutti e che semplifichi il lavoro di chi questi prezzari deve stilare, applicare, interpretare e aggiornare con tempi sempre più ravvicinati”. Questa metodologia omogenea, che “è un fatto tecnico più che politico, potrebbe essere un ulteriore passo avanti per un corretto rapporto tra pubblica amministrazione e e chi opera nel sistema dei lavori pubblici”.