LE FS A INNOTRANS 2026

Isi (RFI): “Investimenti 2027 allineati agli anni precedenti, nessun calo. Priorità a interventi sui nodi e qualità del servizio”

(inviata a Berlino)

L’ad di Rfi traccia un bilancio che ha visto il gruppo centrare gli obiettivi del Pnrr. Le priorità sono: la qualità del servizio, già migliorata la scorsa estate; intervenire sui nodi e realizzare nuove linee dove ci sono criticità. La tenuta degli investimenti viene confermata. Rilancio delle merci ed espansione dei servizi Trenitalia all’estero.

24 Set 2026 di Maria Cristina Carlini

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Isi (RFI): “Investimenti 2027 allineati agli anni precedenti, nessun calo. Priorità a interventi sui nodi e qualità del servizio”

Aldo Isi, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana

Puntualità, interventi sui nodi, nuove linee là dove ci sono criticità come ad esempio in ingresso a Roma e Milano. Sono queste le tre priorità, rispettivamente, nel breve, medio e lungo termine, che il nuovo piano industriale dovrà perseguire in continuità con gli investimenti degli anni passati. A fissarle, anche secondo una chiara scansione temporale, è la road map strategica che l’amministratore delegato e direttore generale di Rfi, Aldo Isi, presenta nell’incontro con la stampa a Innotrans 2026, in corso a Berlino. Un’occasione, questa, per tracciare il bilancio del lavoro di questi ultimi anni con i target “centrati” del Pnrr e, soprattutto, per indicare i prossimi passi per affrontare criticità e urgenze, come quella dei nodi, appunto, e le problematiche relative alle risorse che apre la chiusura della stagione del Pnrr. “Nel 2025 abbiamo chiuso un anno record per gli investimenti e il 2026 è la conferma del grande sforzo fatto dal sistema per consentire i target del Pnrr”, sottolinea subito Isi. Lo scorso anno il conto degli investimenti è stato di 11,6 miliardi, nel 2026 invece le previsioni di maggio stimavano una cifra di 11,4 miliardi. “Nel 2027 saranno allineati ai risultati degli ultimi due anni”, assicura.

Se il primo obiettivo di breve termine resta l’affidabilità quotidiana, i risultati dell’operazione estate cominciano a mostrare i primi frutti. “Veniamo da un’estate intensa, in cui sono state messe a terra attività partite tanto tempo fa, i famosi 1.300 cantieri che ci hanno appassionato per tanto tempo”, dice Isi, ricordando come durante i mesi estivi molte linee siano state interrotte per completare lavori strategici come la sostituzione del cavalcavia di Ponte al Pino a Firenze o gli interventi sul ponte della Milano-Genova. Un immane sforzo cantieristico orientato direttamente all’obiettivo primario del gruppo: “Il core business del Piano industriale è la puntualità, ebbene nell’estate 2026 c’è stato un miglioramento rispetto al 2025”. I dati della sala operativa FS confermano infatti un balzo in avanti di 8 punti percentuali nella puntualità dell’Alta Velocità rispetto all’estate del 2024, quando il dato si era fermato al 68%.

Parallelamente, per il medio periodo si lavora all’avanzamento delle nuove infrastrutture. Proprio in queste ore, come annunciato dall’ad allo stand delle Ferrovie dello Stato, sono iniziate le prime corse prova sulla linea AV/AC Verona-Vicenza, dopo che i test sulla tratta Brescia-Verona sono già stati conclusi con successo. Insomma, la foto che Isi consegna è quella che ritrae uno sforzo del gruppo ancora ad alta intensità mentre intanto le opere via via realizzate vengono “rilasciate a disposizione dei clienti”.  “Stiamo pianificando con il piano industriale un’attività in continuità rispetto a quanto fatto negli ultimi due anni, è stato fatto un investimento importante in termini tecnici, di sistema, per mantenere questo sistema il numero indicato di 100 miliardi credo che contenga all’interno le nostre esigenze per essere coerenti con quanto fatto negli ultimi anni”.

“Nei prossimi anni dobbiamo lavorare a breve termine sul tema della puntualità, a medio termine dobbiamo investire sui nodi, su cui il tema della tecnologia è indispensabile, a lungo termine ci sono le linee nuove e il lavoro per ridurre le criticità punti più congestionati, per esempio in ingresso a Roma o Milano”, indica Isi. Un quadro programmatico che si muove tuttavia in un contesto finanziario complesso e ancora da definire, come, sempre a Innotrans ha sottolineato, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, che ha parlato della necessità di 8 miliardi cash subito per i lavori già eseguiti e di una dotazione altrettanto importante per Rfi e Anas da mettere nelle legge di bilancio. Interpellato su queste dichiarazioni, l’ad di Rfi spiega che ” con il piano industriale stiamo pianificando un’attività in continuità rispetto a quanto fatto negli ultimi due anni, è stato fatto un investimento importante in termini tecnici, di sistema, per mantenere questo sistema il numero indicato di 100 miliardi credo che contenga all’interno le nostre esigenze per essere coerenti con quanto fatto negli ultimi anni”. Sollecitato dai giornalisti sulle ricostruzioni che attribuiscono a spese non preventivate di Rfi e Anas (per circa 700 milioni) una quota di responsabilità nel mancato rientro della procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, Isi ha precisato: “Lavoriamo con i ministeri di riferimento per allineare le rispettive analisi”. E, ancora, sull’allarme lanciato dall’ad di Webuild, Pietro Salini, sul fabbisogno di cassa necessario per far proseguire i lavori, Isi sottolinea che “l’impresa è uno dei nostri più importanti partner. La posizione espressa è, evidentemente, inserita in un contesto di mercato complesso”. Comunque, “le interlocuzioni sono frequenti, ci sono dinamiche in corso che si muovono seguendo le normative di riferimento, secondo regole rigide”, rileva l’ad citando anche le attività e compiti svolti dai collegi consultivi tecnici. “Sono dinamiche che affrontiamo insieme – rimarca – in un lavoro congiunto”.

Infine, sul fronte della sanzione da 1,75 milioni di euro comminata dall’Art per i disservizi del 2024, l’amministratore delegato ribadisce  la posizione della società: “Non trattasi di negligenza ma di un guasto che abbiamo affrontato e che puoi aver gestito bene o meno bene”.

De Filippis: un piano strategico per rilanciare logistica e merci. Dopo Anversa puntiamo ad altri due terminal in Europa

Rilancio del trasporto merci, espansione del network di Trenitalia: questi gli altri temi che hanno contrassegnato ieri la giornata a Innotrans. L’amministratrice delegata di Fs Logistix, Sabrina De Filippis, e il direttore generale di Trenitalia, Simone Gorini, hanno illustrato, infatti, le strategie del gruppo per affrontare le trasformazioni del mercato e cogliere le nuove opportunità di crescita.
Il settore del trasporto merci su ferro si trova ad affrontare una fase di contrazione a livello europeo. A evidenziarlo è De Filippis : dal 2025 si registra una flessione complessiva dell’1,8% del trasporto merci su rotaia nell’Unione Europea. A pesare in modo significativo è stata la contrazione del mercato tedesco, con una riduzione di circa il 40%, che ha generato un aggravio di costi per il sistema ferroviario superiore ai 200 milioni di euro, mettendo in sofferenza le ditte del comparto.
“In tutta Europa abbiamo registrato già dal 2025 un calo dell’1,8% di trasporto ferroviario delle merci. È un dato europeo, inserito in grandi numeri e flussi che riguardano la logistica nel suo complesso”, spiega De Filippis. “In questo scenario ha influito molto la Germania, con una riduzione di circa il 40%. Questo comporta un aumento dei costi per il sistema ferroviario di oltre 200 milioni e tutto ciò mette in crisi le ditte di trasporto ferroviario”. Anche l’Italia soffre, come dimostra il calo dell’8% dei treni/chilometro. Inoltre, hanno pesato in questi anni i lavori dei cantieri sulla rete ma, sottolinea, è anche grazie a questi che ora di libereranno tratte per il trasporto merci, con prospettive, dunque, di crescita.  Nonostante le difficoltà contingenti, le prospettive del settore restano positive. La logistica genera un valore globale di 1.750 miliardi di euro, con una crescita stimata del 4% entro il 2029 e un incremento dell’intermodalità ferro-gomma-mare di circa il 9% al 2030. Per intercettare questo potenziale, FS Logistix sta preparando un nuovo piano strategico mirato a rendere la rotaia l’elemento centrale dei flussi di merci. “Sono numeri che ci fanno posizionare con un piano strategico che deve assolutamente riuscire a captare il potenziale della logistica per portare il ferro ad essere predominante nei flussi”, ha sottolineato De Filippis.
Le linee direttrici del piano e degli investimenti  puntano, in particolare, su digitalizzazione e flotta: a fronte dei 500 milioni di euro già investiti prevalentemente nel materiale rotabile, sono programmati oltre 2 miliardi di euro di investimenti suddivisi tra nuovi asset e digitalizzazione. L’assetto operativo è stato riorganizzato separando la gestione dell’attività intermodale da quella convenzionale. Centrale è l’integrazione con la rete portuale: poiché circa l’80% del trasporto dei grandi container avviene via mare, i porti assumono un ruolo centrale nel nuovo assetto. De Filippis ha espresso pieno sostegno alla riforma dei porti italiani, confermando la disponibilità del gruppo a investire direttamente nel settore portuale per favorire una gestione integrata delle infrastrutture.  Il piano guarda all’espansione in Europa: dopo l’acquisizione nel 2025 del 30% del terminal del porto di Anversa (secondo scalo europeo), FS Logistix mira a diversificare i flussi concentrati sull’asse Italia-Germania. Con il prossimo piano industriale 2027-2030 verranno annunciati nuovi ingressi in due ulteriori Paesi europei, posizionati strategicamente a est e a ovest di Anversa. “La logistica oggi non è vista come economia di un singolo Paese, ma a livello globale”, dice De Filippis. “I porti diventano cruciali ed è quello che deve ruotare attorno al nostro piano industriale… Condivido fortemente la riforma dei porti, perché si inserisce in un quadro sistemico delle infrastrutture italiane. Le ferrovie devono assolutamente vivere un’epoca di coesione e armonia”.

Gorini (Trenitalia): dal 2027 Frecciarossa Roma-Milano-Monaco, poi Napoli e Berlino

Sul fronte del trasporto passeggeri, Trenitalia ha presentato i dettagli del progetto per l’estensione dei collegamenti Frecciarossa in cooperazione con Deutsche Bahn (DB) e ÖBB. L’iniziativa rientra tra i progetti pilota del Commission Action Plan dell’Unione Europea per il miglioramento della connettività transfrontaliera. “È un progetto che ha un valore importante, per questo è stato scelto anche dalla Commissione europea come progetto pilota del Commission Action Plan, perché mira a migliorare l’offerta e la connettività tra i diversi paesi europei”, ha dichiarato Simone Gorini, Direttore Generale di Trenitalia. “Ci sono ancora svariate barriere tra i differenti paesi che vanno superate, quindi la cooperazione permette di mettere insieme conoscenze e capacità che danno la possibilità di lavorare sul loro superamento”. Le tappe operative del servizio transfrontaliero comprendono: dall’estate 2027 l’attivazione dei collegamenti diretti in Frecciarossa sulle tratte Milano-Monaco di Baviera e Roma-Monaco di Baviera. Attualmente sono in corso le corse prova e i processi di omologazione sui reticoli ferroviari tedesco e austriaco (sulle linee Berlino-Monaco-Kufstein e Kufstein-Brennero/Salisburgo-Vienna); nel 2028 l’estensione dell’offerta a sud fino a Napoli e a nord fino a Berlino.
Il concetto è quello di ‘Metropolitana d’Europa’: Il rafforzamento dell’Alta Velocità in Germania si affianca alle presenze già consolidate in Francia e Spagna, nell’ottica di creare una rete ad alta frequenza tra le principali metropoli europee. “L’obiettivo è già nel 2028 estendere quest’offerta fino a sud, a Napoli, e al nord, fino a Berlino”, ha confermato Gorini. “Abbiamo parlato appunto della metropolitana d’Europa e su questo progetto stiamo lavorando proprio perché stiamo già col Frecciarossa in Spagna e in Francia e l’obiettivo è crescere sempre di più”. Interpellato infine sulle intenzioni di NTV/Italo di fare ingresso sul mercato ferroviario tedesco, il Direttore Generale di Trenitalia ha ribadito la preparazione del gruppo alla competizione in mercato aperto: “Noi abbiamo preso atto di questo progetto di Italo e siamo assolutamente pronti alla concorrenza, come abbiamo sempre detto”, ha concluso Gorini. “La concorrenza la viviamo da 15 anni e l’abbiamo vinta proprio perché abbiamo un prodotto di grandissima qualità. Siamo in altri paesi, come Francia e Spagna, dove la concorrenza ormai è diventata il nostro pane quotidiano, quindi che sia in Italia o all’estero siamo pronti”.

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