LE FS A INNOTRANS 2026
Isi (RFI): “Investimenti 2027 allineati agli anni precedenti, nessun calo. Priorità a interventi sui nodi e qualità del servizio”
(inviata a Berlino)
L’ad di Rfi traccia un bilancio che ha visto il gruppo centrare gli obiettivi del Pnrr. Le priorità sono: la qualità del servizio, già migliorata la scorsa estate; intervenire sui nodi e realizzare nuove linee dove ci sono criticità. La tenuta degli investimenti viene confermata. Rilancio delle merci ed espansione dei servizi Trenitalia all’estero.

Aldo Isi, amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana
IN SINTESI
Puntualità, interventi sui nodi, nuove linee là dove ci sono criticità come ad esempio in ingresso a Roma e Milano. Sono queste le tre priorità, rispettivamente, nel breve, medio e lungo termine, che il nuovo piano industriale dovrà perseguire in continuità con gli investimenti degli anni passati. A fissarle, anche secondo una chiara scansione temporale, è la road map strategica che l’amministratore delegato e direttore generale di Rfi, Aldo Isi, presenta nell’incontro con la stampa a Innotrans 2026, in corso a Berlino. Un’occasione, questa, per tracciare il bilancio del lavoro di questi ultimi anni con i target “centrati” del Pnrr e, soprattutto, per indicare i prossimi passi per affrontare criticità e urgenze, come quella dei nodi, appunto, e le problematiche relative alle risorse che apre la chiusura della stagione del Pnrr. “Nel 2025 abbiamo chiuso un anno record per gli investimenti e il 2026 è la conferma del grande sforzo fatto dal sistema per consentire i target del Pnrr”, sottolinea subito Isi. Lo scorso anno il conto degli investimenti è stato di 11,6 miliardi, nel 2026 invece le previsioni di maggio stimavano una cifra di 11,4 miliardi. “Nel 2027 saranno allineati ai risultati degli ultimi due anni”, assicura.
Se il primo obiettivo di breve termine resta l’affidabilità quotidiana, i risultati dell’operazione estate cominciano a mostrare i primi frutti. “Veniamo da un’estate intensa, in cui sono state messe a terra attività partite tanto tempo fa, i famosi 1.300 cantieri che ci hanno appassionato per tanto tempo”, dice Isi, ricordando come durante i mesi estivi molte linee siano state interrotte per completare lavori strategici come la sostituzione del cavalcavia di Ponte al Pino a Firenze o gli interventi sul ponte della Milano-Genova. Un immane sforzo cantieristico orientato direttamente all’obiettivo primario del gruppo: “Il core business del Piano industriale è la puntualità, ebbene nell’estate 2026 c’è stato un miglioramento rispetto al 2025”. I dati della sala operativa FS confermano infatti un balzo in avanti di 8 punti percentuali nella puntualità dell’Alta Velocità rispetto all’estate del 2024, quando il dato si era fermato al 68%.
Parallelamente, per il medio periodo si lavora all’avanzamento delle nuove infrastrutture. Proprio in queste ore, come annunciato dall’ad allo stand delle Ferrovie dello Stato, sono iniziate le prime corse prova sulla linea AV/AC Verona-Vicenza, dopo che i test sulla tratta Brescia-Verona sono già stati conclusi con successo. Insomma, la foto che Isi consegna è quella che ritrae uno sforzo del gruppo ancora ad alta intensità mentre intanto le opere via via realizzate vengono “rilasciate a disposizione dei clienti”. “Stiamo pianificando con il piano industriale un’attività in continuità rispetto a quanto fatto negli ultimi due anni, è stato fatto un investimento importante in termini tecnici, di sistema, per mantenere questo sistema il numero indicato di 100 miliardi credo che contenga all’interno le nostre esigenze per essere coerenti con quanto fatto negli ultimi anni”.
“Nei prossimi anni dobbiamo lavorare a breve termine sul tema della puntualità, a medio termine dobbiamo investire sui nodi, su cui il tema della tecnologia è indispensabile, a lungo termine ci sono le linee nuove e il lavoro per ridurre le criticità punti più congestionati, per esempio in ingresso a Roma o Milano”, indica Isi. Un quadro programmatico che si muove tuttavia in un contesto finanziario complesso e ancora da definire, come, sempre a Innotrans ha sottolineato, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, che ha parlato della necessità di 8 miliardi cash subito per i lavori già eseguiti e di una dotazione altrettanto importante per Rfi e Anas da mettere nelle legge di bilancio. Interpellato su queste dichiarazioni, l’ad di Rfi spiega che ” con il piano industriale stiamo pianificando un’attività in continuità rispetto a quanto fatto negli ultimi due anni, è stato fatto un investimento importante in termini tecnici, di sistema, per mantenere questo sistema il numero indicato di 100 miliardi credo che contenga all’interno le nostre esigenze per essere coerenti con quanto fatto negli ultimi anni”. Sollecitato dai giornalisti sulle ricostruzioni che attribuiscono a spese non preventivate di Rfi e Anas (per circa 700 milioni) una quota di responsabilità nel mancato rientro della procedura di infrazione europea per deficit eccessivo, Isi ha precisato: “Lavoriamo con i ministeri di riferimento per allineare le rispettive analisi”. E, ancora, sull’allarme lanciato dall’ad di Webuild, Pietro Salini, sul fabbisogno di cassa necessario per far proseguire i lavori, Isi sottolinea che “l’impresa è uno dei nostri più importanti partner. La posizione espressa è, evidentemente, inserita in un contesto di mercato complesso”. Comunque, “le interlocuzioni sono frequenti, ci sono dinamiche in corso che si muovono seguendo le normative di riferimento, secondo regole rigide”, rileva l’ad citando anche le attività e compiti svolti dai collegi consultivi tecnici. “Sono dinamiche che affrontiamo insieme – rimarca – in un lavoro congiunto”.
Infine, sul fronte della sanzione da 1,75 milioni di euro comminata dall’Art per i disservizi del 2024, l’amministratore delegato ribadisce la posizione della società: “Non trattasi di negligenza ma di un guasto che abbiamo affrontato e che puoi aver gestito bene o meno bene”.