RAPPORTO CRESME-ANCE LOMBARDIA
Pnrr al 40% a fine 2025 in Lombardia. Ance: costi in aumento, non scaricate le difficoltà sulle imprese
Pnrr al 40% a fine 2025 in Lombardia. Ance: costi in aumento, non scaricate le difficoltà sulle imprese Pnrr al 40% a fine 2025 in Lombardia. Ance: costi in aumento, non scaricate le difficoltà sulle imprese Pnrr al 40% a fine 2025 in Lombardia. Ance: costi in aumento, non scaricate le difficoltà sulle imprese
Il Pnrr, a fine 2025, era in Lombardia a uno stato di avanzamento medio del 40%, con il 60% del numero dei progetti oltre il 50% di avanzamento (o completati), equivalente però a un importo del 42% del totale, mentre il macigno più pesante era rappresentato dai dieci cantieri per un importo di 1.086 milioni (il 54% del totale) che si trovavano ancora sotto il 30% di realizzazione. Questi dati sono contenuti nel Rapporto che Cresme Europa Servizi ha aggiornato a fine marzo per Ance Lombardia e che risponde principalmente a due domande: a che punto sono i lavori Pnrr in Lombardia e come va il più compllessivo mercato dei lavori pubblici di cui il Pnrr in Lombardia, nell’orizzonte 2021-2025, rappresenta solo una quota del 20%.
Tornando al Pnrr va anzitutto detto che il monitoraggio è stato svolto, opera per opera, sui 98 lavori Pnrr che a fine 2025 erano rimasti in Lombardia per un importo di 1.993 milioni, dopo lo stralcio di 14 cantieri per un importo di 133 milioni “per difficoltà tecniche che impedivano il raggiungimento degli obbiettivi”. Il finanziamento Pnrr dei progetti rimasti è pari al 70% del costo totale, mentre il restante 30% è coperto dalla Regione Lombardia, dagli Enti Locali e da altri finanziamenti pubblici.
Di queste opere rimaste, 25 cantieri, per complessivi 74 milioni di importo, pari al 4%, hanno concluso i lavori. mentre 55 cantieri, per un importo di 768 milioni, pari 38%, hanno superato il 50% di avanzamento. Ci sono poi sei cantieri con una percentuale di avanzamento lavori tra il 30% e il 50% (importo 65 milioni).
Ance Lombardia guarda con fiducia a questi numeri. “I dati che emergono dalla ricerca del CRESME – dichiara il Presidente di ANCE Lombardia, John Bertazzi – confermano che il completamento delle opere finanziate dal PNRR entro il prossimo 30 giugno, è un obiettivo raggiungibile”. Tuttavia, “l’attuale crisi internazionale e il conseguente aumento dei costi delle materie prime che utilizzano l’energia nel loro ciclo produttivo e quelle derivate dal petrolio, unita anche alle prime difficoltà di approvvigionamento che vengano segnalate da alcuni fornitori, rischiano di compromettere questo sforzo che il Paese non si può permettere”.
Per questo, le imprese chiedono di scongiurare “che questa pericolosa congiuntura, non prevista e non prevedibile, ricada sulle imprese che potrebbero essere chiamate a rispondere del non completamento dei lavori nei termini contrattuali, per cause a loro non imputabili”. Tanto più che “le opere del PNRR e del mercato delle opere pubbliche sono realizzate da Piccole e Medie Imprese che hanno ancora più difficoltà a sostenere questa situazione e che negli ultimi anni hanno investito molto per poter rispondere al meglio a quanto richiesto dal Paese in questo grande progetto di ammodernamento”. Ance Lombardia chiede quindi di “approvare una norma emergenziale che, oltre a ristorare le imprese dei maggiori costi, dichiari le conseguenze di questa crisi come ‘causa di forza maggiore’, in modo che non vi siano dubbi che le conseguenze e le difficoltà che le imprese devono affrontare, sono al di fuori della normale alea contrattuale”.
Il dato maggiormente positivo che emrge dal Rapporto del Creme riguarda tuttavia il mercato più complessivo delle opere pubbliche, oltre il Pnrr. Nel 2025, infatti, in Lombardia sono stati aggiudicate 3.553 gare per 7,9 miliardi di euro, quantità in aumento rispetto ai valori del 2024 (2.833 gare aggiudicate per un importo di circa 6,6 miliardi). Inoltre, un dato che viene salutato positivamente da Ance Lombardia, “le imprese lombarde mantengono una forte presenza vincendo il 67% delle gare bandite nel 2025 a cui corrisponde una percentuale del 44% degli importi”. La ricerca conferma una stabilizzazione dei tempi di aggiudicazione che, dal 2023, si attesta a circa tre mesi rispetto ai nove mesi del periodo antecedente al 2019, mentre il 2025 segna un nuovo aumento del numero medio dei partecipanti alle gare che passano da sei del 2024 a undici del 2025. Sul piano territoriale, la provincia di Milano conferma nel periodo 2019-2025 la propria supremazia con il 37% degli importi, seguita da Brescai con l’11%, Bergamo con il 7% e Varese con il 6%. Su un piano dinamico di confronto con il 2024, tuttavia, Milano e Brescia dimezzano l’importo, Bergamo flette, mentre crescono Varese (che con 680 milioni supera Bergamo al terzo posto e avvicina Brescia, ferma a 692 milioni). In crescita anche Monza, Mantova, Pavia e Cremona.
A fronte di questi numeri, i costruttori lombardi rilevano tuttavia che “il futuro per le imprese di costruzione non si presenta facile qualora non si intervenisse nel senso auspicato e, per questo, occorre agire immediatamente e pensare al mercato delle opere pubbliche per i prossimi anni”. Innanzitutto, “bisogna pensare a un grande piano di manutenzione che coinvolga anche Regione e Province, non solo per mantenere in efficienza le strade e le infrastrutture ma anche perché tutte queste opere realizzate con il PNRR, rischiano di mettere in crisi i bilanci degli Enti Locali che non hanno risorse adeguate e programmate per la loro manutenzione”. Ance Lombardia chiede anche una spinta di Stato e Regione per sostenere gli sforzi di efficientamento energetico in attuazione della direttiva EPBD e “un maggior coinvolgimento del privato, per rispondere, ad esempio, alla domanda di casa pubblica e di social housing”.