PIANO CASA/3 - L'EVENTO S&D/PD

Decaro (Puglia): Piano casa fatto con soldi delle Regioni, avevamo chiesto un ruolo ma il governo ha messo la fiducia. Funaro (Firenze): cabina di regia e commissario, segni di accentramento preoccupante

23 Giu 2026 di Mauro Giansante

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Decaro (Puglia): Piano casa fatto con soldi delle Regioni, avevamo chiesto un ruolo ma il governo ha messo la fiducia. Funaro (Firenze): cabina di regia e commissario, segni di accentramento preoccupante

ANTONIO DECARO PRESIDENTE REGIONE PUGLIA

Nelle ore in cui il governo votava la fiducia al piano casa, all’ex Sheraton dell’Eur a Roma il Pd europeo riuniva istituzioni, enti, stakeholder e imprese per criticare proprio il decreto e rinvigorire un dibattito aperto tanto a livello nazionale quanto in Ue. La commissaria Hous dell’Europarlamento, Irene Tinagli, ha aperto i lavori ricordando che “dopo l’estate arriverà l’Affordable Housing Act anche con misure sugli affitti brevi. Poi, arriverà anche il Construction Service Act” per garantire standard omogenei al settore edile. Ma il cuore della discussione della prima parte, prima delle discussioni finanziarie, è stato rappresentato dal ruolo degli enti locali lasciati ai margini dall’esecutivo nel processo di elaborazione del piano casa. Se per Tinagli, in generale, “manca una valutazione del reale impatto e risultati del piano”, per Funaro – sindaca di Firenze e delegata Anci alle Politiche abitative – sono almeno quattro i punti oscuri della strategia del governo sulla casa. Anzitutto, ha spiegato, “non c’è una risorsa aggiuntiva, tutte quelle inserite vengono spostate da altre partite. Inoltre, i sindaci sono costretti a scegliere tra interventi urbani o edilizi-abitativi, i fondi metro, i fondi regioni. Altro che 60mila alloggi, con queste risorse a malapena se ne ristrutturano 6mila”. 

In secondo luogo, ha detto Funaro, “non c’è nessuna risorsa sulle ristrutturazioni”. Anzi, ha aggiunto, “per fortuna non è stato approvato emendamento su uso risorse per pianare il debito pubblico”. Terzo punto. “Ho forti dubbi sul ruolo della cabina di regia e sul commissario perché va ad intervenire sul patrimonio che è di proprietà dei Comuni. Eppure, i Sindaci conoscono i territori e le loro esigenze”. Insomma, per Funaro, “Questo piano casa è venduto come rivoluzionario ma l’unica rivoluzione è questo accentramento che non rende giustizia ai territori e rischia di diventare problematico in tutte le attuazioni”. 

C’è poi il tema del coinvolgimento preventivo proprio degli enti locali. Per la prima cittadina di Firenze “non c’è stato nessun confronto, lo chiederemo almeno come postumo”, per il presidente della Puglia Antonio Decaro “questo è un piano fatto in buona parte con i soldi delle Regioni. Tra i problemi che individuiamo c’è il numero esiguo degli alloggi, la concentrazione del ruolo dei privati con Invimit, il tema delle risorse molto limitate. Eppure – ha commentato – mi aspetto che il piano sia non solo di building ma anche di spesa corrente. Ecco perché abbiamo chiesto con una nota di essere coinvolti con i Comuni, ma la risposa del governo è stata votare la fiducia al decreto”.

Raccontando l’esperienza pugliese, poi, Decaro ha ricordato come la Regione ha riprogrammato 200 milioni di fondi coesione per la casa. Quindi l’annuncio: “Domani (oggi, ndr) o dopodomani (domani, ndr) diamo 45 milioni all’agenzia regionale Arca e ai Comuni per riqualificare 1500 alloggi con 30 mila euro l’uno”. Pochi giorni fa, la Giunta regionale, su proposta dell’assessora all’Urbanistica e Casa, Marina Leuzzi, ha approvato la riallocazione di 693.567 euro destinati all’edilizia residenziale pubblica nel territorio del Salento, accogliendo la richiesta presentata da Arca Sud Salento. Ulteriori 227 mila euro saranno invece impiegati per il recupero e la manutenzione straordinaria degli alloggi sfitti di proprietà dell’Agenzia, con l’obiettivo di renderli nuovamente disponibili e assegnabili alle famiglie in attesa di una casa.

“Stiamo pensando, poi, a incentivi doppi per giovani coppie e single che cercano casa”, ha proseguito ieri Decaro alla kermesse del Pd Europa. Tra le soluzioni, un finanziamento diretto per l’acquisto, il pagamento degli interessi sul mutuo da parte della Regione, oppure l’affidamento dei 30 mila euro al proprietario con impegno ad affittare a prezzi calmierati. Decaro ha poi spiegato che è in discussione in Consiglio la norma già approvata dalla giunta sugli affitti brevi, sulla scia di quella approvata in Toscana.

Tanti i dubbi messi in fila nel workshop coordinato da Tinagli. Per Tobia Zevi, assessore alle politiche abitative di Roma, “rischiamo di mirare male anche i pochi fondi previsti dal piano”. Brancaccio, presidente uscente di Ance: “Ci preoccupa la possibilità di un’ampia deroga, abbiamo dubbi sui 60mila alloggi, va fatta chiarezza sulle Ers. Inoltre, il commissario è uno scippo agli enti locali”. In generale, “siamo ancora una volta in un regime straordinario”.

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