LE PREVISIONI DI PRIMAVERA

La Ue vede nero (ma non la recessione) e taglia le stime di crescita: nel 2026 il Pil dell’Eurozona rallenta a +0,9% e l’Italia frena a +0,5%. Dombrovskis: “Grande incertezza, colpiti i Paesi più vulnerabili”

22 Mag 2026 di Maria Cristina Carlini

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La Ue vede nero (ma non la recessione) e taglia le stime di crescita: nel 2026 il Pil dell’Eurozona rallenta a +0,9% e l’Italia frena a +0,5%. Dombrovskis: “Grande incertezza, colpiti i Paesi più vulnerabili”

VALDIS DOMBROVSKIS, COMMISSARIO EUROPEO

Le previsioni di primavera della Ue prospettano un gelido inverno per l’economia del Vecchio Continente, archiviando le aspettative di inizio anno di una crescita più sostenuta del previsto. Dopo i ripetuti campanelli d’allarme suonati dalle principali istituzioni internazionali, le stime diffuse ieri da Bruxelles erano nelle attese. Ma la dura realtà dei numeri, anche se per ora non si parla di recessione, ha sempre l’effetto di una doccia fredda. E  i numeri danno corpo all’impatto della guerra in Medio Oriente che ha provocato un grave shock energetico in un contesto geopolitico e commerciale già instabile. Tutto questo mette ulteriormente della prova l’Europa e, soprattutto, i paesi più vulnerabili come l’Italia. Ecco, dunque, che le previsioni della Commissione europea tagliano le stime di crescita. “Un grado eccezionalmente elevato di incertezza circonda l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente”, ha avvertito il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, spiegando che le previsioni si basano sui prezzi futures dell’energia, che indicano una normalizzazione relativamente rapida. “Le nostre proiezioni di base sono tuttavia integrate da uno scenario che valuta una perturbazione più grave e duratura delle forniture energetiche”, ha aggiunto, sottolineando che “i rischi sono chiaramente orientati al ribasso” perché “non esiste una soluzione evidente al conflitto in Medio Oriente” e “la finestra per una normalizzazione delle condizioni di approvvigionamento si sta restringendo”.

Per l’Eurozona il Pil è ora visto in aumento dello 0,9% nel 2026, contro l’1,2% indicato nelle previsioni d’autunno, e dell’1,2% nel 2027, dall’1,4% precedente. Per l’intera Ue Bruxelles stima invece una crescita dell’1,1% nel 2026, dall’1,4%, e dell’1,4% nel 2027, dall’1,7% previsto in autunno. Giù la crescita ma su l’inflazione: la Commissione rivede al rialzo le stime sull’inflazione a causa del nuovo shock energetico. Per l’Eurozona i prezzi si prevede un netto balzo del 3% nel 2026, contro l’1,9% indicato nelle previsioni d’autunno, e del 2,3% nel 2027, dal 2% precedente. Nell’intera Ue Bruxelles vede un’inflazione al 3,1% nel 2026, un punto percentuale in più rispetto alle stime autunnali, e al 2,4% nel 2027.

Italia fanalino di coda per crescita e nel 2027 prima per debito più alto sopra la Grecia

Per l’Italia, la Commissione europea taglia le stime di crescita: nel 2026 il Pil è ora previsto in aumento dello 0,5%, contro lo 0,8% indicato nelle previsioni d’autunno. Anche per il 2027 è rivista al ribasso la crescita allo 0,6% dallo 0,8% precedente. Dati che pongono l’Italia sono la media europea e nel fondo classifica dei Paesi.Secondo Bruxelles, a pesare sull’economia italiana è l’impennata dei prezzi energetici. In questo quadro di deterioramento della crescita, sul versante dei conti pubblici la Commissione  stima per l’Italia un deficit al 2,9% del Pil sia nel 2026 e sia nel 2027, dal 3,1% del 2025, dato che, come è noto, ha fatto mancare l’obiettivo del rientro dalla procedura d’inflazione per deficit eccessivo. Non inverte la rotta la traiettoria del debito pubblico. Anzi. L’anno prossimo sara’ quello italiano il debito piu’ elevato in rapporto al pil dell’intera Unione Europea. Il debito/pil italiano passera’ quest’anno da 137,1% a 138,5% per arrivare l’anno prossimo a 139,2%. Il debito/pil greco passera’ dal 146,1% a 140,7% quest’anno e a 134,4% l’anno prossimo. Oltre a Italia e Grecia nel 2027 avranno un debito/pil superiore al 100% Francia (120,2%) e Belgio (112,8%). E’ lo stesso quartetto del 2027 solo in posizione diversa: l’Italia quest’anno mantiene la posizione di secondo paese a debito piu’ elevato. Sempre nel 2026 il debito spagnolo passera’ sotto il 100%: da 100,7% nel 2025 a 99,6% (nel 2027 a 98,9%).

Aumentano leggermente i premi di rischio sui mercati obbligazionari sovrani, soprattutto per gli Stati membri con deficit e debito elevati. Nell’area dell’euro, gli spread sovrani si sono ampliati di circa 20 punti base dalla fine di febbraio, in particolare in Italia e Francia, indicano le previsioni economiche. “Questo ampliamento è moderato e si verifica dopo un lungo periodo di contrazione degli spread. Tuttavia, indica che gli investitori stanno discriminando i paesi dell’area dell’euro più indebitati nel contesto di prospettive economiche più deboli, tassi di interesse più elevati e dei potenziali costi fiscali associati alla protezione di imprese e famiglie dall’onere dell’aumento dei prezzi dell’energia”, precisa l’esecutivo Ue. Ma, oltre al caro-energia anche i dazi statunitensi pesano sulle prospettive economiche dell’Italia. . “L’impatto dei dazi Usa” e le interruzioni in alcuni mercati di esportazione dovute al conflitto in Medio Oriente “dovrebbero peggiorare ulteriormente le prospettive dell’export di beni”.

La Commissione osserva inoltre che i consumi privati “sono destinati a rallentare” per effetto della riduzione del reddito disponibile reale, mentre gli investimenti “dovrebbero rallentare rispetto al 2025” a causa delle tensioni geopolitiche e dell’aumento dei tassi d’interesse. Bruxelles sottolinea infine che il Pnrr “continua a sostenere gli investimenti in infrastrutture e attrezzature”. Prosegue l’effetto dell’uscita dal 110%: “L’attività nelle costruzioni residenziali ha continuato a contrarsi, dopo il forte calo del 2024, a causa del progressivo e prolungato phase-out dei crediti fiscali per le ristrutturazioni edilizie”, segnala l’esecutivo europeo.

Sul fronte delle possibili contromisure, Dombrovskis ha spiegato che Bruxelles sta “valutando le opzioni politiche sulla risposta alla crisi energetica” e, in particolare, “quali elementi potrebbero essere sul tavolo” sul piano fiscale. “Il messaggio generale sulle misure temporanee e mirate resta valido”, ha precisato il commissario, aggiungendo però che “sulla richiesta dell’Italia stiamo facendo una valutazione su ciò che può essere fatto all’interno del nostro quadro fiscale”. Secondo quanto riferito da fonti europee, la risposta della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dovrebbe arrivare la prossima settimana. Allo stesso tempo, il commissario europeo ha richiamato alla prudenza i Paesi ad alto debito: “In generale abbiamo uno spazio fiscale più limitato rispetto a quello che forse avevamo durante la crisi precedente. Questo richiede quindi prudenza fiscale, soprattutto per i Paesi ad alto debito”. “Finanze pubbliche solide sono risorse essenziali per preservare la stabilità macroeconomica in un mondo sempre più imprevedibile e difficile”, ha concluso Dombrovskis. “Dobbiamo restare vigili e salvaguardare la sostenibilità fiscale nel contesto dell’attuale shock energetico”. Secondo il commissario, l’Ue “deve imparare dalle crisi passate mantenendo temporanee e ben mirate le misure di sostegno fiscale a favore delle famiglie vulnerabili e delle imprese”.

Giorgetti: se il conflitto in Medio Oriente prosegue, previsioni molto serie

“Rispetto agli effetti delle crisi geopolitiche, la dimensione delle conseguenze dipende chiaramente dalla durata del conflitto. Se devo sentire, anche nei consessi internazionali al G7 di Parigi, le previsioni in caso di un prolungamento del conflitto sono molto serie”,  ha dichiarato  il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando ieri sera al Festival dell’Economia di Trento in collegamento da Cipro dove son in programma l’Eurogruppo ed Ecofin. . “Non è soltanto il problema del prezzo della benzina – ha aggiunto – è un problema anche su alcune catene di fornitura, in particolare, ad esempio, quelle relative all’industria”. Sulla trattativa con l’Europa, il titolare del Mefha parlato di lavori negoziali lunghi. “Richiedono tante spiegazioni in sedi anche non ufficiali.  L’ottimismo che io ho rispetto all’accoglimento deriva da razionalità della nostra proposta. Rispetto ai piani approvati dalla Commissione europea, si rendono necessari  aggiornamenti per fronteggiare eventi eccezionali. Noi chiediamo che le spese supplementari per far fronte non solo alla Difesa ma anche all’energia vengano considerate. Se la Commissione Ue dice che si può derogare dagli aiuti di stato, queste hanno un costo che non potevano essre previste. E’ un approccio razionale che non mette a rischio finanza pubblica”. E quello che è certo, ha assicurato il titolare del Mef, è che “non lasceremo debito fatto da noi alle future generazioni”.

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