A BERLINO LA PRIMA VERA USCITA DEL NUOVO AD
“Fs, trasformare in servizi le infrastrutture”. Bene. E poi? Dieci domande strategiche a Strisciuglio
Nella sua unica intervista strategica, data a Daniele Manca sul Corriere della Sera un mese fa, Gianpiero Strisciuglio è rimasto sulle generali rispetto agli obiettivi del suo mandato a Fs, ma un concetto forte lo ha delineato: gli investimenti fatti grazie al Pnrr (e non solo) vanno trasformati in servizi e qualità per gli utenti. Ma come? Diario DIAC ha messo a punto 10 domande che torneranno utili lungo il cammino.

GIANPIERO STRISCIUGLIO, AD GRUPPO FERROVIE DELLO STATO
Nella sua prima (e unica) intervista strategica, fatta con Daniele Manca del Corriere della Sera il 25 agosto scorso, il nuovo amministratore delegato delle Fs, Gianpiero Strisciuglio, è rimasto sulle generali rispetto agli obiettivi del suo mandato, ma un concetto “forte” lo ha delineato: gli investimenti fatti, grazie al Pnrr e non solo, ora vanno trasformati in servizi e qualità per gli utenti. Concetto molto moderno, per quanto solo abbozzato: le infrastrutture – come diceva con straordinaria lungimiranza nel 1988 Manin Carabba (allora capo di gabinetto del ministro dell’Ambiente Giorgio Ruffolo) – “non sono altro che generatori e contenitori di servizi”.
Ma come vogliono perseguire questo obiettivo le nuove Fs? E basta questo obiettivo per avere treni efficienti fra dieci anni? Diario DIAC ha messo a punto le dieci domande cui Strisciuglio dovrebbe dare una risposta nel corso del suo mandato. Non ci aspettiamo che risponda a tutto a Innotrans, a Berlino, sua prima vera uscita pubblica, ma almeno che cominci a farci capire. Sono domande formulate da DIAC per seguire Strisciuglio lungo il suo cammino triennale.
- Parliamo di infrastrutture che si trasformano in servizio. Quando saranno commercializzati i primi biglietti della nuova Alta velocità Brescia-Vicenza? E, soprattutto, come utilizzerà Fs, in termini di servizi regionali e merci aggiuntivi, quei due binari della rete ordinaria liberati dal traffico a lunga percorrenza? Esiste un piano?
- Restando in zona Nord Est, ma allargando la visuale alle strategie che saranno indotte dai corridoi europei, nel 2032 è prevista l’apertura del tunnel di base del Brennero, con un salto di scala e un cambiamento qualitativo della concorrenza ferroviaria europea sia nelle merci che nei passeggeri. Come si stanno preparando le Fs sia lato infrastrutture (RFI) sia lato servizi ferroviari (Trenitalia)? C’è già un Piano? Cosa dice?
- Si sta concludendo l’iter per l’aggiornamento 2025 del contratto di programma di Rete Ferroviaria Italiana, con largo ritardo, e si stanno facendo le pratiche per l’aggiornamento 2026. Anche in questo ultimo si privilegeranno interventi di manutenzione e coperture di extracosti, come in quello 2025? Quando pensa potrà essere approvato? Che importi ci sono in gioco?
- Il nuovo contratto di programma, periodo 2027-2031, sta già sperimentando, con il Documento Strategico della Mobilità Ferroviaria (DSMF), le nuove procedure di elaborazione del piano sottostante al CdP con un ruolo maggiore dell’Autorità di regolazione dei trasporti e, almeno sulla carta, una maggiore certezza temporale dei finanziamenti del MEF. Cosa pensa della riforma voluta dal Pnrr? Entrando nel merito, il contratto di programma 2027-2031 avrà un compito strategico rilevantissimo: definire, area per area, territorio per territorio, la nuova missione delle Ferrovie e le opere prioritarie che dovranno definirla. Mancano ancora da finanziare, solo per fare tre esempi di opere certamente strategiche, il terzo lotto della Verona-Padova (Vicenza est-Padova), la Venezia-Trieste e la Salerno-Reggio Calabria, per non parlare di opere teoricamente finanziate ma da completare come la Napoli-Bari. Un lavoro immane che richiede una bussola delle Ferrovie nella scelta delle priorità. Inevitabilmente si accontenterà qualche territorio e se ne scontenteranno altri. A che punto è il vostro lavoro? Che cifre serviranno per portarci al meglio a ridosso di quel 2032 che cambierà tutto?
- Il suo predecessore, Stefano Antonio Donnarumma, aveva posto un problema serio – l’impossibilità per le casse dello Stato di finanziare un programma di investimenti che nel suo piano industriale toccava i 200 miliardi – ma aveva proposto soluzioni – modello Terna con la RAB – che non sono piaciute all’azionista MEF. Lei ha qualche idea in proposito? Ha intezione di presentare un nuovo piano industriale?
- Una delle grandi questioni rimaste sospese del riassetto delle controllate FS è il destino di Anas che dovrebbe passare dal vostro gruppo al controllo diretto del MEF. Lei ha idee in proposito? Chi ne avrà benefici, Fs o Anas? Perché di questo passaggio si parla da oltre tre anni senza che avvenga?
- Altra operazione del suo predecessore che ha destato enormi perplessità è stata l’acquisizione di Pizzarotti. La scelta è confermata? Come pensa di utilizzare la società e dove pensa di collocarla all’interno del gruppo Fs? Non pensa che, anziché mettersi a fare i costruttori, sarebbe più utile ridiscutere con il settore delle costruzioni il modello di attuazione delle opere pubbliche, accentuando la collaborazione con gli appaltatori, efficientando il lavoro delle vostre RFI e FS Engineering, premiando chi lavora bene realizzando i lavori nei tempi e nei costi previsti?
- Ancora a proposito di realizzazione di lavori pubblici, una domanda di stretta attualità: cosa pensa della lettera di Webuild che ha sottolineato la necessità di coprire extracosti e varianti nelle 18 opere da 30 miliardi (iniziali) in cui Webuild fa da capofila. Aldilà dei numeri, già contestati da Rete Ferroviaria Italiana, pensa ci sia un problema così grave ed esplosivo nei cantieri in corso di realizzazione?
- Altra questione di stretta attualità: la gara per i servizi intercity. Prima di lei, Fs aveva auspicato la gara a lotto unico, forse con l’idea che questo avrebbe reso più difficile l’ingresso dei vostri concorrenti europei in questo mercato. La commissione UE ci ha imposto, invece, la gara suddivisa in tre lotti, accrescendo notevolmente il rischio per voi di perdere quote di mercato. Condivide questa valutazione? Siete pronti ad affrontare, con Trenitalia, che lei ha guidato prima di passare a Fs, una gara tanto complessa e rischiosa?
- Il tema del futuro per eccellenza è la sostenibilità (anche climatica) delle nostre città. C’è da anni una criticità di circolazione ferroviaria nei nodi urbani e di rapporto fra traffico AV e traffico pendolari (anche sulla Direttissima). Quando risolverete le difficoltà nei nodi di Roma e Milano? E poi c’è un temaburbano più complessivo: cosa ha in mente per dare a Fs nelle città quel ruolo centrale di cui si parla da 20 anni e che non è solo mobilità ferroviaria ma anche intermodalità e trasformazioni urbane?