Cer-Confcommercio: con gli Ets una stangata da oltre 15 mld di costi annui in più per imprese e famiglie

21 Mag 2026 di Maria Cristina Carlini

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Una stangata da oltre 15 miliardi di euro di costi in più all’anno dal 2028: l’introduzione e l’estensione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione rischiano di trasformarsi, per famiglie e imprese italiane, in una nuova stagione di rincari energetici e logistici. A calcolare l’impatto dell’Ets e dell’Ets2, è il rapporto Cer-Confcommercio che quantifica il possibile aggravio complessivo a carico dell’economia italiana tra trasporti, riscaldamento e attività produttive. Il nodo centrale riguarda l’entrata in vigore dell’ETS2, il nuovo mercato europeo delle emissioni che dal 2028 estenderà il prezzo della CO₂ anche al trasporto su strada e agli edifici residenziali e commerciali. Una riforma che nasce con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione, ma che secondo Confcommercio rischia di scaricare costi molto elevati su consumatori e imprese in una fase già segnata dall’instabilità geopolitica e dall’aumento dei prezzi energetici. Insomma, il rischio è un effetto diretto sulla competitività della logistica italiana, delle Autostrade del Mare e dei collegamenti con le isole, con ripercussioni lungo l’intera catena distributiva.

A preoccupare maggiormente è il comparto dei trasporti su strada. Per il trasporto su strada, l’aggravio è stimato tra 4,7 e 11,3 miliardi di euro annui, con forti effetti sui carburanti che già scontano l’accisa più alta d’Europa. La quota principale dell’onere ricadrà sul diesel, con un incremento stimato fino a circa 7,7 miliardi di euro nello scenario peggiore. In questo caso, il prezzo del diesel potrebbe aumentare di oltre il 17% e quello della benzina di oltre il 14%, con rincari fino a 355 euro l’anno per le auto diesel e 250 euro per le auto a benzina. Secondo il Rapporto Cer-Confcommercio, i maggiori costi saranno trasferiti in misura pressoché integrale sui consumatori finali, a causa della rigidità della domanda di carburanti. La nuova componente legata alla CO₂ arriverebbe a incidere per oltre il 10% sul prezzo finale alla pompa. Per gli autobus gran turismo l’aggravio potrebbe superare i 7 mila euro annui. Per l’autotrasporto, gli extracosti potrebbero raggiungere i 960 euro annui per
i veicoli leggeri e superare gli 11 mila euro annui per i mezzi più pesanti. Anche il trasporto marittimo sarà interessato da un ulteriore consistente aumento dei costi operativi. L’impatto dell’ETS, già in vigore nel settore, potrebbe raggiungere circa i 713 milioni di euro entro il 2028, aggravato ulteriormente dall’applicazione del regolamento FuelEU Maritime. L’effetto combinato delle due normative porterà a un forte aumento del costo dei combustibili navali, incidendo sulla competitività delle imprese e sull’intera catena logistica.

Ma l’ETS2 non riguarderà soltanto la mobilità. L’altro fronte critico è quello del settore residenziale e commerciale, l’incremento sarebbe compreso tra 1,6 e circa 4 miliardi di euro l’anno per le utenze domestiche, principalmente a causa della dipendenza dal gas naturale. L’extracosto medio per le famiglie arriverebbe fino a 128 euro annui con impatti maggiori nel Nord Est (152 euro annui) e nel Nord Ovest (134 euro annui). Per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, che già oggi, sottolinea Confcommercio, pagano per l’energia le tariffe più alte in Europa, gli aumenti risulterebbero particolarmente rilevanti. Nello scenario peggiore, l’extracosto annuo raggiungerebbe i 400 euro per un bar e i 364 euro per un negozio alimentare, supererebbe i 1.090 euro per le grandi superfici di vendita, arriverebbe a circa 1.275 euro per i ristoranti e oltrepasserebbe i 3.270 euro per un albergo medio. Incrementi che rischiano di vanificare le attuali misure per il contenimento della spesa energetica e di alimentare dinamiche inflattive.

Nel presentare il Rapporto, ieri a Roma,, il vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, ha parlato di una “nuova tempesta” in arrivo sul sistema produttivo italiano. Russo ha sottolineato come il Paese stia già affrontando le conseguenze della crisi energetica legata al conflitto in Medio Oriente, che ha portato al taglio straordinario delle accise e alla proclamazione del fermo dei servizi di autotrasporto. “L’impatto dell’Ets e dell’Ets2 rischia di mettere in ginocchio molte imprese e farne chiudere molte altre. Non c’è tempo da perdere, servono correttivi e misure di sostegno per evitare ulteriori ripercussioni sulla competitività del sistema economico italiano”. Ma, appunto, c’è ora l’emergenza imminente dello sciopero dell’autotrasporto che scatterà dal 25 maggio prossimo, che il Governo cercherà di scongiurare nell’incontro con le associazioni di categoria convocato per domani, venerdì 22 maggio. “Siamo alla vigilia di un’importante riunione del Consiglio dei ministri che dovrà decidere su due aspetti fortemente legati alla questione energetica, la proroga del taglio delle accise e soprattutto la possibilità di trovare una soluzione alle imprese di autotrasporto merci che evidentemente stanno soffrendo più degli altri per il caro energia”. Ora, “la speranza è che nella riunione di venerdì si possa trovare una soluzione che vada incontro alle esigenze di questo mondo. Se non si troverà una soluzione noi ci troveremo con il Paese bloccato e porterebbe ulteriori ed importanti danni a tutta l’economia del Paese”.

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