RINNOVABILI, CRESCONO SOLARE E ACCUMULI STAND ALONE

Il Gse stappa i primi 768 milioni Pnrr per le comunità energetiche. Le configurazioni sono 4.864, arrancano le regioni del centro-sud

21 Lug 2026 di Mauro Giansante

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Il Gestore dei servizi energetici ha sbloccato i contributi Pnrr da 768,3 milioni per le “prime” 29.820″ domande. Sono stati, infatti, pubblicati i cinque atti di concessione risalenti al trimestre maggio-luglio su un computo totale di 48.750 domande. Il Gse specifica, tra l’altro, che “la valutazione positiva dell’ammissibilità tecnica non determina automaticamente la concessione del beneficio. Una volta conclusa con esito favorevole l’istruttoria tecnica, le domande sono infatti sottoposte a ulteriori verifiche, tra cui i controlli del Comitato Investimenti, le verifiche antimafia, l’accertamento dell’assenza di doppio finanziamento e dei conflitti di interesse”. Da lì, “in base all’ordine cronologico di invio”, si procederà “alla registrazione dell’aiuto nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato e alla pubblicazione del relativo atto di concessione”.

Infine, “la concessione di tutte le risorse, anche delle eventuali risorse aggiuntive, dovrà concludersi necessariamente entro il 31 agosto 2026, come previsto dalla normativa europea. Inoltre, il termine di fine lavori inizialmente previsto per il 30 giugno 2026 è ora fissato al 31 dicembre 2027”.

 

Quanto alle esclusioni e le rinunce, fa sapere il Gse, si contano 1.977 declinazioni e 910 esclusioni.

I dati aggiornati sulle configurazioni energetiche, bene il nord.

Venendo, poi, al quadro aggiornato sulle comunità energetiche ecco la fotografia:

 

Come si evince dalla mappa, sono le regioni settentrionali ad annoverare il maggior numero di configurazioni. Al sud, invece, bene solo la Sicilia con 449 configurazioni.

Gli ultimi dati su fotovoltaico e accumuli: dominano Lombardia e Sicilia

Sempre ieri, intanto, Italia Solare ha reso noto i dati aggiornati al 30 giugno, elaborati su base Terna, su solare e accumuli. In Italia risultano connessi 2.255.654 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva pari a 46.606 MW. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati connessi 3.093 MW di nuova potenza per un totale di 89.173 nuovi impianti. Nello stesso periodo, i sistemi di accumulo elettrochimici hanno raggiunto una capacità cumulata di 19.334 MWh, una potenza di 7.983 MW e una consistenza complessiva di 943.797 impianti. Nel primo semestre 2026 sono stati connessi 1.350 MWh di nuova capacità, di cui 914 MWh associati a impianti fotovoltaici e 436 MWh stand-alone.

A spiccare è un mercato fotovoltaico sempre più concentrato negli impianti di taglia media e grande. La crescita del C&I e dell’utility scale compensa il calo del residenziale, ma il ridimensionamento degli impianti destinati alle famiglie non deve essere sottovalutato. Nel secondo trimestre 2026, rileva l’associazione, sono stati connessi 1.654 MW di nuova potenza fotovoltaica, il 15% in più rispetto ai 1.439 MW del primo trimestre. Il numero delle nuove connessioni è invece sceso da 50.513 a 38.660 impianti, con una riduzione del 31% rispetto al trimestre precedente. Il dato evidenzia una crescita della taglia media delle installazioni connesse, determinata dal diverso andamento dei tre principali segmenti del mercato.

Guardando al dettaglio settoriale, il residenziale, fino a 20 kW, ha registrato 556 MW e 80.685 nuovi impianti; il settore commerciale e industriale, tra 20 kW e 1 MW, ha raggiunto 1.154 MW, con 8.183 impianti; il segmento utility scale, pari o superiore a 1 MW, ha totalizzato 1.383 MW, con la connessione di 305 nuovi impianti. Ne risulta, così, che in un anno il residenziale è sceso da 725 a 556 MW, con una contrazione del 23%. Il C&I è aumentato da 946 a 1.154 MW, pari al 22%, mentre l’utility scale è passato da 1.137 a 1.383 MW, anch’esso con una crescita del 22%. All’interno del comparto C&I, poi, sono aumentate tutte le classi di potenza: gli impianti tra 20 e 90 kW sono passati da 206 a 228 MW, quelli tra 90 e 200 kW da 219 a 273 MW e quelli tra 200 kW e 1 MW da 521 a 652 MW. Anche le due classi utility scale, infine, hanno registrato un incremento: da 610 a 731 MW per gli impianti tra 1 e 10 MW e da 528 a 651 MW per quelli superiori a 10 MW.

Sul fronte geografico a dominare sono Lombardia e Sicilia con 470 e 469 megawatt connessi. Seguono Veneto con 306 MW, Emilia-Romagna con 305 MW, Piemonte con 286 MW, Puglia con 218 MW e Lazio con 215 MW. La Lombardia, aggiunge Is, guida anche la classifica per numero di nuovi impianti, con 13.820 connessioni, seguita da Veneto con 11.233, Emilia-Romagna con 8.039 e Sicilia con 7.146. In termini di nuova potenza installata per abitante, invece, il valore più elevato si registra in Sicilia, con 98 W per abitante, seguita da Friuli-Venezia Giulia con 84 W, Marche con 71 W e Basilicata con 70 W.

Infine, gli accumuli. Secondo quanto elaborato da Italia Solare, la crescita dei sistemi stand-alone procede parallelamente al rallentamento dello storage associato al fotovoltaico. È necessario valorizzare entrambe le configurazioni: i grandi accumuli per i servizi e il bilanciamento del sistema elettrico, e i sistemi distribuiti per aumentare l’autoconsumo e mettere a disposizione delle reti di distribuzione ulteriori risorse di flessibilità.

La capacità complessiva dei sistemi di accumulo associati al solare presenti in Italia è costituita per 11.935 MWh e per 7.336 MWh da impianti stand-alone. Completano il quadro 57 MWh associati a impianti termoelettrici e 6 MWh associati a impianti eolici. Nel primo semestre 2026 sono stati connessi 60.076 nuovi accumuli, per una potenza complessiva di 593 MW e una capacità pari a 1.350 MWh. Dominano le connessioni di accumuli associati al fotovoltaico: 60.068 sistemi, per 914 MWh di capacità e 470 MW di potenza. Gli otto nuovi impianti stand-alone connessi nel semestre hanno invece contribuito con 436 MWh e 123 MW. Nel secondo trimestre, poi, gli accumuli associati al fotovoltaico hanno registrato 403 MWh di nuova capacità, 221 MW di potenza e 25.098 unità connesse. Rispetto al primo trimestre, la capacità è diminuita del 27%, la potenza del 13% e la numerosità degli accumuli del 39%.

Il confronto semestrale mostra, allora, che la capacità degli accumuli associati al fotovoltaico è scesa dai 973 MWh del primo semestre 2025 ai 914 MWh del primo semestre 2026. Quanto alla classe di potenza, dominano le piccole taglie. Infatti, i sistemi di accumulo tra 6 e 20 kW hanno rappresentato 464 MWh, mentre quelli fino a 6 kW hanno raggiunto 187 MWh. Alle taglie superiori a 20 kW sono riconducibili complessivamente 263 MWh. Anche qui, a livello regionale, prevale la Lombardia con 122 MWh di nuova capacità, seguita da Emilia-Romagna con 109 MWh, Sicilia con 103 MWh e Veneto con 97 MWh. La regione è prima anche per potenza, con 66 MW, e per numero di unità connesse, pari a 8.818. Seguono, per numero di installazioni, Veneto con 6.698 sistemi ed Emilia-Romagna con 5.659.

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