AFFORDABLE HOUSING

Bologna, Si4 cerca l’intesa con Regione, Comune, fondazioni e Invimit per la prima sperimentazione del social impact index in Italia

Il prodotto sviluppato da PlusValue  (nella foto il cofounder e managing partner Filippo Addarii) con IFAB Foundation (Tecnopolo Bologna) presentato alla commissione Ue a maggio, ora in corso di applicazione al caso danese. La capacità di misurare i rendimenti economico-finanziari in rapporto agli impatti sociali di un progetto o piano favoirsce il confronto fra interessi pubblici e privati. Il nodo della carenza di dati attendibili.

21 Lug 2026 di Giorgio Santilli

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Bologna, Si4 cerca l’intesa con Regione, Comune, fondazioni e Invimit per la prima sperimentazione del social impact index in Italia

Filippo Addarii, cofounder e managing partner di PlusValue

Dopo la presentazione alla task force sull’affordable housing della commissione Ue avvenuta con successo il 22 maggio e l’avvio dell’applicazione al caso danese, sul cui database è stato costruito, Si4, il social impact index per l’affordable housing finanziato dall’Unione europea e messo a punto da un consorzio costituito dalla società italo-inglese di advisory e consulenza strategica PlusValue con fondazione IFAB (Tecnopolo Bologna), il centro economico IOBE di Atene e la societa’ americana Milliman, leader nello sviluppo dei modelli statistici per gestione rischio delle assicurazioni, cerca ora le intese per dar vita a un primo progetto di sviluppo “territoriale” dell’index in Italia, di formazione di un database adeguato e di prima applicazione.

Il momento è propizio, anzi caldissimo, con il Piano casa europeo e quello italiano in piena fase di decollo e con l’affordable housing che è diventato ormai priorità assoluta della politica in tutta Europa (il nuovo premier inglese Andrew Burnham lo ha messo fra le tre priorità assolute del suo governo).

L’index Si4 – i cui aspetti fondamentali si possono leggere nell’articolo di DIAC del 4 agosto 2025 scaricabile qui – prova così a conquistare una posizione centrale nelle nascenti politiche abitative (e nel mercato che ne scaturisce) grazie alla sua capacità di misurare sia la performance finanziaria che l’impatto sociale collegandoli in modo causale (proprio questa è la sua peculiarità).

Questo tratto attribuisce a Si4 una molteplicità di funzioni e possibilità applicative utili sia agli investirori finanziari che ai decisori politici: consente di confrontare progetti diversi lungo i due assi finanziario e sociale; consente di calibrare l’equilibrio fra rendimenti finanziari e performance sociali all’interno di uno stesso progetto testando soluzioni alternative; fornisce strumenti e linguaggi che consentono di creare o rafforzare un terreno di confronto fra interessi pubblici e privati; offre fin dall’inizio i parametri su cui costruire un progetto costringendo tutti gli attori ad accettare trasparenza e accountability come elementi necessari del confronto. “Mi piacerebbe dire – chiosa Filippo Addarii, cofounder e managing partner di PlusValue – che Si4 è lo strumento capace di inchiodare pubblico e privato a un piano economico-finanziario in cui si vedono le due dimensioni e le loro interrelazioni, lo strumento che costruisce il contratto fra pubblico e privato e lo rende flessibile consentendo di calibrare. Senza mai dimenticare la difesa dell’interesse pubblico e la necessità di mantenere valori accessibili che deve muoverci in questo periodo: abbiamo visto di recente quanto sia inutile fare grandi studentati che poi sono accessibili a pochi”.

Consapevoli delle opportunità del momento, PlusValue e IFAB provano allora a tessere intese con soggetti pubblici e investitori  privati (fondazioni, asset manager, gruppi bancari, banche di sviluppo) sui territori perché adottino l’indice nelle loro valutazioni. “In questa fase –  dice ancora Addarii – non stiamo vendendo un prodotto, ma stiano offrendo la possibilità di uno sviluppo per adattarlo alle caratteristiche di un territorio e delle sue dinamiche e soprattutto sviluppare database adeguati che rappresentano oggi la maggiore criticità in Europa e soprattutto in Italia”.

Marco Becca, direttore di IFAB Foundation

Non è un caso che sia proprio Bologna la città in cui si cerca di costruire il pilot e non solo perché qui IFAB è una parte decisiva dei progetti di sviluppo e di futuro della città. IFAB governa la collaborazione con i data scientist del Tecnopolo e la connessione con il tessuto di istituti di ricerca, imprese e istituzioni del territorio. Ma Bologna è anche la città dove – grazie anche a DIAC – hanno cominciato a parlarsi l’assessore regionale alla Casa, Giovanni Paglia, e l’amministratore delegato di Invimit, Stefano Scalera, per verificare se il secondo pilastro del Piano casa potesse produrre progetti condivisi. Ed è qui che Addarii, con il direttore di IFAB Foundation, Marco Becca, hanno “ingaggiato” già da settimane la Regione Emilia-Romagna, il comune di Bologna, altri enti locali, le fondazioni bancarie locali, hanno avviato un confronto con la stessa Invimit, per montare insieme un progetto di housing su cui testare l’index. “Bologna – dice Addarii – è un terreno estremamente propizio perché è il punto dove si incontra un forte movimento bottom up degli stakeholder locali con le dinamiche del piano caso nazionale che qui già si sono espresse con i contatti fra Regione e Invimit”.

C’è anche il tema della costruzione del database dove la spinta può venire ancora dalla Regione Emilia-Romagna. “Ci sono le condizioni per fare un lavoro importante – conclude Addarii – ma aspettiamo risposte concrete entro settembre in modo che entro fine anno il progetto decolli. Diversamente, siamo pronti a sperimentare altrove, in Italia e in Europa”

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