LA GIORNATA

Energia, Meloni in pressing sulla Ue ma Bruxelles: solo fondi esistenti ora

  • G7 a Parigi, Lescure: il rilascio di stock strategici non è all’ordine del giorno
  • Enel compra 7 centrali solari negli Usa per 140 milioni di dollari
  • Terna, ad aprile aumenta il fabbisogno elettrico nazionale, +1,9%

19 Mag 2026 di Maria Cristina Carlini

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Sulla richiesta avanzata dall’Italia per allargare la clausola di salvaguardia già prevista per la difesa anche all’energia “si continua a trattare”. E’ quanto si è appreso ieri a Parigi da fonti del Medf a margine della prima giornata del G7 Finanze nella quale il ministro dell’Economia italiano, Giancarlo Giorgetti ha incontrato tra gli altri i ministri di Francia e Germania e il vice presidente della commissione Valdis Dombrovkis. Su questa ipotesi, proposta dal ministro Giorgetti già in ambito Ecofin a Bruxelles e oggetto di una lettera della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen dal G7, trapela che “il dialogo continua”, Alla lettera inviata da Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen, l’Italia non ha ancora ricevuto una risposta ufficiale. La richiesta riguarda la possibilità di poter utilizzare la clausola che è prevista per la difesa anche per l’energia. Giorgetti, a margine delle riunioni sui temi all’ordine del giorno di questa prima giornata del G7 Finanze, ha avuto colloqui con il vicepresidente della Commissione Dombrovkis, con il ministro dell’Economia francese, Roland Lescure, e con quello tedesco, Lars Klingbeil. Da quanto trapela a Parigi, nei saloni del ministero dell’Economia a Bercy, c’è preoccupazione da parte dell’Italia per i tempi necessari alla consultazione di diversi paesi europei prima di avere il via libera alla deroga per l’ampliamento del campo di applicazione della National Escape Clause (Nec). I tempi per il confronto con le diverse posizioni dei paesi potrebbero essere lunghi fino a trovare un punto di incontro adeguato per sbloccare la situazione. “Per quanto riguarda la flessibilità fiscale in materia di energia, vorremmo sottolineare che, in questa fase, l’attenzione è rivolta allo sfruttamento pieno dei finanziamenti Ue già disponibili, che sono davvero ingenti”, ha spiegato ieri mattina la portavoce della Commissione confermando la ricezione della lettera di Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen e aggiungendo che l’esecutivo Ue non fa “commenti specifici” sulla missiva. La portavoce ha poi ribadito che l’Ue “continua a seguire da vicino gli sviluppi ed è pronta ad agire di conseguenza, anche avvalendoci delle flessibilità esistenti”.

‘L’iniziativa del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni rappresenta una scelta di responsabilita’ e di visione strategica in un momento estremamente delicato per l’Europa. La richiesta avanzata alla Commissione europea dall’Italia va nella direzione di difendere concretamente famiglie e imprese dagli effetti della crisi energetica internazionale, aggravata dalle tensioni in Medio Oriente e dall’instabilita’ dello Stretto di Hormuz. Gli Stati membri devono essere messi nella condizione di utilizzare gli strumenti gia’ disponibili con maggiore flessibilita’, senza alterare i vincoli complessivi, ma orientandoli alle priorita’ concrete del momento’. ha dichiaratoTommaso Foti, ministro per gli Affari Europei. ‘La stabilita’ economica ed energetica – aggiunge Foti – incide direttamente sulla sicurezza dei cittadini europei, tanto quanto la difesa militare. Garantire continuita’ produttiva, contenere i costi dell’energia e salvaguardare la tenuta economica e sociale dei Paesi membri significa difendere la stabilita’ dell’Europa. L’auspicio e’ che l’Unione europea accolga questa richiesta, dimostrando coesione e capacita’ di risposta tempestiva di fronte a una fase economica e geopolitica eccezionale’, conclude il ministro.

Il report Ue, in Italia i prezzi dell’elettricità più alti tra i 27

E’ un’eccessiva e ormai strutturale dipendenza dal gas per la produzione di energia che all’Italia costa il primato nero dei prezzi all’ingrosso di elettricità più alti nell’Ue. Lo certifica la Commissione europea pubblicando l’ormai consueto rapporto sullo stato di attuazione del piano ‘RepowerEu’ per affrancare una volta per tutte l’Europa dall’energia russa. Lo scorso anno i prezzi nel Paese hanno toccato i 116 euro per MWh contro una media europea di 85. Per il report Ue, si tratta dei “più alti” in un’Europa che di fatto, allora, ancora ‘libera’ dalle conseguenze energetiche della guerra in Iran. Conseguenze ancora tutte da valutare: il gruppo di coordinamento sul petrolio ha ribadito che, se il blocco di Hormuz perdura, sono possibili “carenze regionali di jet fuel” in Europa. Il primato negativo italiano emerso nel report Ue, spiega Palazzo Berlaymont, si lega invece principalmente alla forte dipendenza dal gas naturale nella produzione elettrica: per tutto il 2025 i combustibili fossili hanno rappresentato il 52,3% della generazione, mantenendo un ruolo che Bruxelles definisce ormai “dominante” nella formazione del prezzo marginale. E contribuendo così anche a mantenere elevati i costi. Il report licenziato dall’Ue per i quattro anni di ‘RepowerEu’ è l’occasione per le opposizioni di scagliarsi contro l’operato del governo Meloni che a Bruxelles continua a chiedere interventi sui prezzi dell’energia per far fronte alla crisi. “Dipendiamo ancora troppo dagli altri perché questo governo ha prodotto solo propaganda”, accusa il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, evocando la necessità di una “politica energetica seria e non ideologica”. I costi all’ingrosso, ricorda Bruxelles, rappresentano il “61% del prezzo dell’elettricità industriale”, mentre i costi di rete, i costi del carbonio e le tasse rappresentano rispettivamente “il 10%, l’11% e il 18%” delle bollette elettriche. Sul fronte della diversificazione energetica, però, Bruxelles riconosce progressi significativi di Roma per affrancarsi dal gas russo. Nel 2025 le importazioni da Mosca erano meno del 3% del fabbisogno nazionale, pari a circa 1,5 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto e a volumi di gas da gasdotto definiti “trascurabili”. Nell’Europa a Ventisette, la quota di gas russo sulle importazioni complessive si conferma al 12% nel 2025, dal 45% registrato prima dell’invasione dell’Ucraina. Bruxelles assicura che i restanti “35 miliardi di metri cubi di gas” ancora importati dalla Russia su base annuale scompariranno dal mercato europeo “in meno di due anni”. Così come i circa 10 miliardi di euro che l’Ue ancora spende ogni anno per acquistare gas dal Cremlino “non finanzieranno più la Russia né la sua aggressione contro l’Ucraina”.

G7 a Parigi, Lescure: il rilascio di stock strategici non è all’ordine del giorno

E’ in corso a Parigi la due giorni dei responsabili delle economie dei paesi del G7, che provano a unirei loro sforzi per trovare il modo migliore per affrontare le crisi e i conseguenti squilibri nel mondo. Riflettori sulla presidenza francese che, con il ministro Roland Lescure, punta – insieme con il governatore della Banque de France – François Villeroy de Galhau – a riportare l’amministrazione americana nel campo del multilateralismo. Per l’Italia, sono presenti il ministro Giancarlo Giorgetti e il governatore Fabio Panetta. Gli squilibri mondiali e il modo di affrontarli sono il tema centrale della ministeriale, e il presidente Emmanuel Macron ha incaricato a marzo 4 economisti di fama mondiale di elencare e analizzare questi squilibri. Il loro rapporto, pubblicato dopo pochi giorni, ha messo nel mirino i pesanti deficit degli Stati Uniti e l’eccedenza commerciale della Cina, con il sovradimensionamento delle sue capacità industriali che rappresenta una minaccia per interi settori dell’industria europea. Anche se non siamo in presenza ancora di una crisi finanziaria mondiale “il modo in cui si sviluppa da una decina d’anni l’economia globale è chiaramente insostenibile – ha spiegato la settimana scorsa Lescure – con tre grandi zone, ognuna con le proprie sfide: la Cina che non consuma abbastanza, gli Stati Uniti che consumano troppo e l’Europa che non investe abbastanza. Questi squilibri mondiali sono diventati un tema comune che è la priorità al tavolo di questo G7″.G7: Lescure,’rilascio stock strategici non è all’ordine del giorno’. Lescure ha dichiarato che un nuovo rilascio degli stock strategici di petrolio, come deciso a marzo, non è all’ordine del giorno della riunione con i colleghi delle altre sei grandi economie avanzate, tra cui l’Italia. Il ministro si è detto tuttavia ”pronto a discuterne” se necessario, ”semmai si dovesse riuscire ad aprire lo stretto di Hormuz” e se le navi dovessero mettere del tempo a circolare nuovamente.

Esperti Ue, ‘possibili carenze regionali di jet fuel se persiste il blocco di Hormuz’

Sebbene al momento non vi siano “carenze di carburante nell’Ue”, nelle prossime settimane “potrebbero verificarsi limitazioni dell’approvvigionamento a livello regionale se il blocco delle forniture di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz non venisse risolto”. E’ quanto è stato ribadito nel corso della riunione del gruppo di coordinamento sul petrolio che si è svolta a Bruxelles. A quanto si apprende il jet fuel resta “la preoccupazione principale” del gruppo che ha riunito esperti della Commissione europea, dei Paesi Ue, dell’Agenzia internazionale per l’energia e della Nato insieme ai rappresentanti dell’industria petrolifera. Il gruppo ha ribadito che se la situazione dovesse persistere “sarà necessario abbinare qualsiasi rilascio di scorte di emergenza” di petrolio “a misure di risparmio di carburante”, in modo che le scorte di emergenza possano essere gestite in modo più efficiente e per un periodo più lungo.

Cina, consumi in frenata segno del rallentamento della ripresa

La Cina rallenta ancora sul fronte dei consumi e mostra tutte le difficoltà di una ripresa economica che continua a poggiare soprattutto su export e manifattura. Ad aprile le vendite al dettaglio, principale indicatore della spesa delle famiglie, sono cresciute appena dello 0,2% su base annua, contro il +1,7% di marzo e ben sotto le attese degli analisti, che puntavano a un aumento vicino al 2%. I dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica fotografano la crescita più debole dal dicembre 2022, quando il Paese era ancora alle prese con l’uscita dalle restrizioni anti-Covid. A pesare resta soprattutto la fragilità della domanda interna, frenata dalla prudenza delle famiglie e da un clima di fiducia ancora debole. Il rallentamento ha colpito in particolare i beni di maggior valore. Le vendite di automobili sono scese del 15,3%, quelle di elettrodomestici del 15,1%, mentre arretrano anche i materiali da costruzione. Tengono invece i servizi, con la ristorazione in aumento del 2,2%, e alcuni comparti legati ai consumi quotidiani, come alimentari e cosmetici. Più debole del previsto anche la produzione industriale, salita del 4,1% annuo contro il 5,7% di marzo. Gli investimenti fissi nei primi quattro mesi dell’anno sono inoltre calati dell’1,6%, altro segnale delle difficoltà dell’economia cinese. Secondo Moody’s Analytics, a frenare la ripresa sono “un’economia domestica debole e una fiducia degli investitori contenuta”.

Enel compra 7 centrali solari negli Usa per 140 milioni di dollari

Enel ha comprato da una utility statunitense 7 impianti fotovoltaici già operativi negli Usa, con un investimento di 140 milioni di dollari, 120 milioni di euro. La capacità totale totale è di 270 Megawatt e la produzione annua di 0,4 Terawattora. Il closing dell’operazione è previsto entro il 2026, ed è subordinato al rilascio delle autorizzazione richieste dalle normative locali. Gli impianti fotovoltaici si trovano in Virginia (2 per un totale di oltre 120 Mw); Carolina del Nord (1 da oltre 90 Mw); Carolina del Sud (4 per circa 50 Mw). Grazie all’operazione, il Gruppo Enel entrerà per la prima volta in questi Stati Usa.Enel S.p.A., attraverso la società interamente controllata Enel Green Power North America, ha firmato un accordo con un’utility statunitense per l’acquisizione di un portafoglio di sette impianti fotovoltaici operativi, situati negli Stati Uniti, con una capacità installata complessiva di circa 270 Megawatt e una produzione media annua pari a circa 0,4 Terawattora. L’accordo prevede un corrispettivo e un enterprise value di circa 140 milioni di dollari USA (equivalente a circa 120 milioni di euro), con un impatto sull’indebitamento finanziario netto del Gruppo di circa 180 milioni di dollari Usa (equivalente a circa 155 milioni di euro). Il corrispettivo per l’acquisizione sarà finanziato dai flussi di cassa della gestione corrente. A seguito del perfezionamento dell’operazione, si stima che l’effetto netto positivo sull’Ebitda ordinario consolidato del Gruppo Enel sarà di circa 20 milioni di dollari Usa l’anno. Il closing dell’operazione, previsto entro la fine del 2026, è subordinato ad alcune condizioni sospensive caratteristiche per questo tipo di operazioni, tra le quali il rilascio delle autorizzazioni richieste dalle normative statunitensi applicabili. L’operazione è coerente con la strategia del Gruppo Enel, che prevede l’accelerazione della crescita della propria capacità di generazione da fonti rinnovabili, anche attraverso l’acquisizione di asset già in esercizio.

Comau sigla un accordo vincolante per l’acquisizione di Invent

Comau ha siglato un accordo vincolante per l’acquisizione di Invent, societa’ brasiliana specializzata in soluzioni di intralogistica e automazione di magazzino, con focus sull’e-commerce e sugli ambienti di distribuzione ad alta capacita’. Il perfezionamento dell’operazione e’ previsto per il terzo trimestre del 2026. Secondo i termini dell’accordo, Comau acquisira’ il 100% delle azioni di Invent. Una volta finalizzata, l’operazione completera’ l’attuale ecosistema Comau-Automha, rafforzando l’offerta di soluzioni logistiche e magazzini automatizzati integrati. “Dopo l’acquisizione di Automha, l’accordo vincolante per l’acquisizione di Invent rappresenta un ulteriore passo nella strategia di espansione internazionale e nel piano di crescita di Comau, volto ad ampliare le proprie competenze attraverso l’integrazione di tecnologie e know-how complementari”, sottolinea la societa’. L’acquisizione estendera’ le operazioni globali di Comau, con una presenza rafforzata in America Latina e nel segmento intralogistico mid-market degli Stati Uniti, entrambi caratterizzati da una forte domanda di automazione e una potenziale crescita annua del 13% nei prossimi tre-cinque anni. Per garantire la continuita’ aziendale, Invent continuera’ a operare con la stessa struttura, management e visione strategica. “Ampliare le potenzialita’ di Comau attraverso l’integrazione di aziende innovative come Invent e’ un pilastro centrale della nostra strategia di crescita internazionale volta a diversificare le nostre competenze e tecnologie in diversi mercati’, ha detto Pietro Gorlier, Ceo di Comau. Entrando a far parte di Comau, Invent “avra’ l’opportunita’ di accelerare la propria crescita espandendo la portata delle proprie soluzioni intralogistiche all’interno di un network di automazione globale piu’ ampio’, ha aggiunto Leonardo Araki, Ceo di Invent.

Autotrasporto, Salvini: obiettivo sarebbe 500 mln per le misure, poi vedremo

“Entro venerdi’ dobbiamo arrivare con una proposta normativa ed economica credibile per chi lavora con il carburante”. Lo afferma il vice presidente del Consiglio e ministro dei Trasporti Matteo Salvini sottolineando che le associazioni dell’autotrasporto hanno quantificato in circa 500 milioni gli interventi necessari dallo scoppio del conflitto a oggi. “Quello e’ l’obiettivo. Se poi ci arriveremo integralmente” e’ da vedere perche’ “su tutto ci sono normative europee che a oggi, anche se noi trovassimo 1.000 mila miliardi ci impedirebbe di usarli perche’ c’e’ il Patto di stabilita’ e crescita. Se per assurdo ci dicessero di no, e’ chiaro che noi li spenderemo lo stesso”, aggiunge. Il ministro sottolinea che i fondi per il credito d’imposta per i tir non vanno a discapito di quelli per il taglio delle accise, “sono due cose che viaggiano su due binari diversi

Zangrillo, 120 milioni per la digitalizzazione degli Sportelli unici

Circa 120 milioni di euro stanziati per la digitalizzazione e interoperabilità degli Sportelli unici per le attività produttive (Suap) e degli Sportelli unici per l’edilizia (Sue). Questo il cuore del protocollo firmato dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e il presidente della Provincia di Imperia Claudio Scajola. L’obiettivo dell’incontro “Semplificazione e digitalizzazione per sostenere lo sviluppo del territorio”, organizzato dal dipartimento della Funzione pubblica con la Provincia di Imperia, è portare innovazione e creare valore tramite la collaborazione tra amministrazioni centrali e territori.
“Abbiamo già semplificato oltre 450 procedure — ha ricordato il ministro nel suo intervento — in settori strategici come ambiente, infrastrutture, sanità, turismo ed energia”. Tra le misure introdotte la carta d’identità illimitata per gli over 70, la tessera elettorale digitale e l’introduzione del principio “once only”, che evita di richiedere ai cittadini dati già in possesso delle amministrazioni.
“Non basta introdurre nuove tecnologie, bisogna investire sulle persone e sulle loro competenze — ha aggiunto Zangrillo —. In poco tempo siamo passati da appena 6 ore di formazione all’anno per dipendente a 40 mettendo in campo iniziative strategiche come il potenziamento di Syllabus e la creazione dei Poli formativi in ogni regione” ha spiegato il ministro

NextEra compra Dominion per 67 miliardi, nasce big energia Usa

NextEra, una delle maggiore società energetiche americane, ha raggiunto un accordo per acquisire la rivale Dominion per 67 miliardi di dollari, creando un gigante. L’intesa potrebbe trasformare il settore energetico, impegnato nella corsa per fornire l’elettricità necessaria ad alimentare il boom dell’intelligenza artificiale.

Eni colloca due bond a tasso fisso per un valore totale di 2 miliardi di euro

 Eni ha lanciato oggi con successo due emissioni obbligazionarie del valore nominale complessivo di 2 miliardi di euro nell’ambito del proprio programma di Euro Medium Term Note. Lo rende noto la società spiegando che le due emissioni, acquistate da investitori istituzionali, sono state collocate sul mercato degli Eurobond e hanno ricevuto ordini complessivi per oltre 7 miliardi di euro da investitori istituzionali principalmente da Regno Unito, Germania, Italia e Francia.
Il prestito obbligazionario della durata di 5 anni (scadenza 26 maggio 2031) è stato collocato per un ammontare di 750 milioni di euro, ad un prezzo di re-offer del 99,465% e pagherà una cedola annua dello 3,500%. Il prestito obbligazionario della durata di 9 anni (scadenza 26 maggio 2035) è stato collocato per un ammontare di 1,25 miliardi di euro, ad un prezzo di re-offer del 98,922% e pagherà una cedola annua dello 4,000%. Le obbligazioni saranno negoziate sul mercato regolamentato di Borsa Italiana e della Borsa del Lussemburgo

Terna, ad aprile aumenta il fabbisogno elettrico nazionale, +1,9%

Ad aprile il fabbisogno elettrico nazionale è stato pari a 23,9 miliardi di kWh, in aumento dell’1,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.  La crescita della domanda rispecchia anche il cambiamento dei comportamenti di consumo dell’industria energivora che, in alcune giornate di aprile caratterizzate da basso fabbisogno e alta produzione da fonti rinnovabili, ha contributo alla flessibilità del sistema elettrico, modulando le proprie attività e garantendo un sostanziale apporto al fabbisogno del Paese. Lo scorso mese la produzione fotovoltaica, con oltre 5 miliardi di kWh, ha registrato una crescita del 23,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, sostenuta principalmente dall’aumento della capacità installata: +2.161 MW da inizio anno.  Complessivamente, le fonti rinnovabili hanno coperto il 49,5% del fabbisogno.  È quanto emerge dai dati di Terna, la società guidata da Pasqualino Monti che gestisce la rete di trasmissione nazionale.

Prosegue la crescita del fabbisogno nel quarto mese dell’anno: aprile ha beneficiato di un giorno lavorativo in più (21 invece di 20) e di una temperatura media mensile superiore di 0,9°C rispetto ad aprile 2025. Il dato, corretto dagli effetti di temperatura e calendario, segna un aumento dell’1,5%.  La variazione tendenziale è positiva in tutto il Paese: +1,3% al Nord, +1,7% al Centro e +3,3% al Sud e nelle isole.  Ad aprile, l’indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, registra un incremento dell’8,8%, segnando l’ottavo mese di crescita consecutivo. Il risultato riflette anche le specifiche condizioni di esercizio del sistema elettrico che hanno caratterizzato alcune giornate dello scorso mese, in particolare le festività pasquali e il weekend del 25 aprile. Numerose industrie, infatti, usufruendo del servizio di modulazione straordinaria istantanea a salire incentivato da Terna, hanno mantenuto attiva la produzione nei giorni festivi, sostenendo la flessibilità del sistema elettrico attraverso una diversa programmazione dei consumi.  In queste giornate, contraddistinte da forte produzione rinnovabile e basso fabbisogno, i consumi industriali hanno registrato incrementi superiori al 60% rispetto alle giornate omologhe del 2025, contribuendo alla gestione efficiente e sicura del sistema e confermandosi strumento concreto a supporto dell’integrazione delle fonti rinnovabili.  Complessivamente, nei primi quattro mesi del 2026 l’indice IMCEI registra una crescita del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ad aprile risultano in crescita tutti i settori, ad eccezione della chimica, in flessione. L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval) e presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha mostrato a febbraio 2026 una sostanziale stabilità (-0,4%).  La produzione nazionale ha coperto l’81,2% della domanda di energia elettrica, mentre il restante 18,8% è stato soddisfatto dal saldo estero.  Complessivamente, la produzione nazionale netta, pari a 20 miliardi di kWh, è diminuita del 2,2%, mentre il saldo estero è aumentato del 32,4%, per effetto di un incremento dell’importazione (+25,2%) e di una riduzione dell’esportazione (-32,1%).  Ad aprile le fonti rinnovabili hanno coperto il 49,5% della domanda elettrica nazionale in linea con i livelli dello scorso anno (50,3% ad aprile 2025). In crescita la fonte fotovoltaica (+23,7%), mentre risultano in flessione l’idrica (-22,8%), la termica (-8%), la geotermica (-2,3%) e l’eolica (-0,6%).  La produzione fotovoltaica risulta la prima fonte rinnovabile del mese: l’incremento di 1.029 GWh è dovuto in larga parte all’aumentata capacità in esercizio (+747 GWh) e, in misura minore, al maggior irraggiamento (+282 GWh). Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, ad aprile 2026 la capacità installata è aumentata di 761 MW, con un contributo degli impianti connessi in alta tensione, pari a 336 MW, tra solare ed eolico. Al 30 aprile si registrano 85.928 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 45.674 MW di solare e 13.865 MW di eolico.  Relativamente agli accumuli, in Italia si registrano 930.647 impianti che corrispondono a 19.015 MWh di capacità e 7.840 MW di potenza nominale.

Appalti e Sanità, Cgil: oltre 50 mila firma nelle prime due giornate per le proposte di legge

 Nelle prime due giornate di raccolta, nello scorso fine settimana, sono state raggiunte oltre 50mila firme a sostegno delle due proposte di legge su sanità pubblica e appalti, promosse dalla Cgil insieme a un ampio numero di organizzazioni e associazioni della società civile. E’ stato così raggiunto il requisito necessario per la presentazione delle proposte legislative. La raccolta, tuttavia, è solo all’inizio. L’impegno della Cgil prosegue per informare e sensibilizzare la cittadinanza, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e raggiungere un numero sempre maggiore di firme a sostegno delle due iniziative.  Pino Gesmundo, segretario organizzativo Cgil, parla di “due giornate straordinarie: 110 Camere del lavoro territoriali impegnate nell’organizzazione di 1.300 assemblee che hanno visto la partecipazione di oltre 58.000 persone tra militanti, attivisti, rappresentanti aziendali, Rsu e dirigenti sindacali, insieme all’associazionismo e alle reti civiche territoriali. Oltre 1.000 i banchetti allestiti in numerose piazze del Paese dove sono state raccolte le firme, numerosissime anche quelle registrate sul portale del Ministero della Giustizia”.

Fincantieri, premiate strutture in Usa per sicurezza ed eccellenza operativa

Fincantieri ha reso noto che tre dei suoi cantieri statunitensi — Fincantieri Ace Marine (Green Bay, Wisconsin), Fincantieri Marine Repair (Jacksonville, Florida) e Fincantieri Bay Shipbuilding (Sturgeon Bay, Wisconsin) — hanno ricevuto i riconoscimenti nazionali per la sicurezza assegnati dallo Shipbuilders Council of America (Sca) per il 2025. Lo Shipbuilders Council of America è una associazione che rappresenta l’industria Usa della costruzione, manutenzione e riparazione navale, che rilascia riconoscimenti in base a criteri rigorosi. I premi riflettono un approccio strutturato e continuativo alla sicurezza, pilastro della cultura industriale del Gruppo e un fattore abilitante chiave per l’eccellenza operativa negli Stati Uniti. Ace Marine e Marine Repair hanno ricevuto il riconoscimento “Excellence in Safety”, attribuito ai cantieri che registrano un indice Trir (Total Recordable Incident Rate), uno dei principali indicatori delle performance in materia di sicurezza sul lavoro, inferiore alla media del settore definita dallo Sca. Bay Shipbuilding e Fincantieri Marine Repair hanno invece ottenuto il premio “Improvement in Safety”, riservato ai cantieri che conseguono una riduzione del Trir pari o superiore al 10% rispetto all’anno precedente. Marine Repair riceve per la prima volta un riconoscimento nazionale in ambito sicurezza. Infine, Ace Marine ha conseguito anche il ‘Significant Safety Achievement’ distinguendosi tra i soli tre cantieri navali statunitensi ad aver mantenuto nel 2025 un Trir inferiore a 1,0.

Gruppo Save:  l’aeroporto di Tirana assegna a Naitec lo sviluppo e l’implementazione di un nuovo Sistema di Gestione Aeroportuale

Naitec società del Gruppo SAVE specializzata nella digitalizzazione dei processi operativi aeroportuali, è stata scelta dall’Aeroporto Internazionale di Tirana, nell’ambito di una gara d’appalto internazionale, per la realizzazione di un sistema informatico integrato (Airport Management System) al servizio della principale porta d’accesso dell’Albania. Gestito da fine 2020 dal Gruppo Kastrati, lo scalo ha progressivamente accresciuto il suo ruolo di hub aereo regionale, raggiungendo nel 2025 il volume di 11,6 milioni di passeggeri, con un incremento del 249% rispetto al 2019, anno precedente la pandemia, confermando la sua posizione di aeroporto leader nei Balcani occidentali. Allo sviluppo del traffico corrisponde un parallelo adeguamento infrastrutturale, con progressivi ampliamenti del terminal passeggeri volti all’aumento della capacità e al costante miglioramento dell’esperienza degli utenti. In questo ambito di crescita continuativa si inserisce la decisione dell’Aeroporto Internazionale di Tirana di individuare una realtà specializzata quale NAITEC, in grado di fornire uno strumento all’avanguardia che garantisca l’integrazione e la contestuale razionalizzazione delle diverse operazioni aeroportuali, anche in un’ottica di sostenibilità. Al centro del progetto di NAITEC vi è la fornitura di una piattaforma completa di gestione aeroportuale automatizzata, scalabile e modulare che, partendo dalle operazioni attuali, supporterà la prevista crescita dell’aeroporto. Il nuovo sistema fungerà infatti da hub centrale per i dati operativi, consentendo il coordinamento in tempo reale tra gestore aeroportuale, ATC (Air Traffic Control), compagnie aeree, operatori di assistenza a terra, includendo in questo percorso il sistema per l’informativa in tempo reale dei voli di arrivo e di partenza (FIDS -Flight Information Display System) ed il software per la pianificazione e l’assegnazione delle risorse aeroportuali (Resource Management System) quali gate d’imbarco, banchi accettazione, piazzali di sosta aeromobili, nastri trasportatori bagagli. A questo si aggiunge il modulo relativo alla fatturazione, che sarà anch’esso in diretto dialogo con la parte operativa. L’automatizzazione dei processi, a partire dalla programmazione stagionale dei voli, assicurerà una pianificazione delle risorse operative puntualmente aggiornata, garantendo precisione e pronta reattività nella preparazione e nell’effettuazione delle attività, con informazioni condivise tra tutti gli operatori aeroportuali. Per i passeggeri, tutto ciò si tradurrà in un’informazione particolarmente accurata e costantemente aggiornata sui voli ed i servizi dello scalo. Alberto Torresan, Amministratore Delegato di NAITEC: “La scelta dell’aeroporto internazionale di Tirana di affidarsi alla nostra Società e al Sistema di Gestione Aeroportuale da noi realizzato riflette la visione di uno scalo che, guardando al futuro, adotta una piattaforma digitale che ne migliorerà l’eccellenza operativa in maniera efficace e continuativa. Con grande soddisfazione ed entusiasmo abbiamo intrapreso questa collaborazione, che ci vedrà coinvolti con un calendario fitto di attività tra Venezia e Tirana, con l’obiettivo di avviare i primi prodotti del nuovo sistema gestionale entro il mese di giugno”. Piervittorio Farabbi, COO dell’Aeroporto Internazionale di Tirana: “A seguito di una procedura di gara completa e competitiva che ha coinvolto i principali fornitori globali, l’Aeroporto Internazionale di Tirana SHPK (TIA) ha scelto NAITEC per implementare un sistema di gestione aeroportuale (AMS) all’avanguardia. Spinto dalla forte crescita del traffico e con un numero di passeggeri previsto di 13 milioni nel 2026, il TIA, grazie agli investimenti del Gruppo Kastrati, sta sviluppando soluzioni integrate per ottimizzare le operazioni e garantire un utilizzo efficiente delle risorse aeroportuali. Il supporto tecnico di NAITEC ha già iniziato l’installazione in loco e procederà con un’implementazione graduale in tutti gli aspetti operativi. Il team di Controllo Operativo Aeroportuale (AOC) ha avviato sessioni di formazione sul campo e inizierà a utilizzare il sistema a giugno. Il TIA è impegnato nell’efficienza, nell’innovazione e negli elevati standard di servizio e comfort per i passeggeri. Il nostro obiettivo è essere un aeroporto leader in termini di efficienza per i nostri clienti e passeggeri”.

Ryze acquisisce Tcs e rafforza la divisione Investment, nasce la nuova business unit Town Planning

RYZE (già YARD REAAS), leader nella consulenza Real Estate e nella gestione integrata di servizi immobiliari, annuncia il closing dell’acquisizione del 100% di TCS | Technical & Construction Solutions, società italiana con sede a Roma, specializzata nella consulenza tecnico-urbanistica e supporto specialistico per operazioni complesse di sviluppo, valorizzazione e rigenerazione immobiliare. L’operazione, realizzata con il supporto di AnaCap, investitore di maggioranza, si inserisce nel più ampio percorso di crescita per linee esterne del Gruppo e rappresenta un ulteriore step nell’esecuzione della strategia di buy-and-buildavviata in Italia e in Europa, finalizzata alla costruzione di una piattaforma integrata di servizi real estate ad alto valore aggiunto, caratterizzata da forte specializzazione, scalabilità e capacità di generare sinergie industriali e commerciali lungo l’intera value chain. Con questa operazione, RYZE completa la sesta acquisizione dal 2024, in linea con la roadmap di crescita definita dai Soci Partner Emanuele Bellani, Paolo Datti e Paolo Perrella. Parallelamente il Gruppo continua a valutare opportunità di ulteriore espansione geografica, con particolare focus su Spagna e Portogallo, coerentemente con la strategia di progressiva costruzione di una piattaforma paneuropea di servizi al Real Estate. A seguito dell’acquisizione, TCS confluirà nella divisione Investment guidata da Claudia Soravia e contribuirà alla creazione della nuova Business Unit “Town Planning”, che si affianca alle linee di business già operative in questa division: Technical Due Diligence (Corporate & Multi-Asset – Ambientale), Environment & Safety, Engineering ed ESG & Sustainability. La nuova Business Unit sarà guidata da Daniele Tiburzi e consentirà al Gruppo di rafforzare il presidio sulle fasi upstream dello sviluppo immobiliare, con un focus specifico su consulenza urbanistica, gestione di iter autorizzativi complessi e supporto tecnico per processi di trasformazione urbana su larga scala. L’integrazione consente inoltre a RYZE di ampliare il perimetro di intervento su asset class ad alta crescita e complessità – tra cui living, student housing, hospitality e data center – segmenti caratterizzati da forte dinamica degli investimenti, crescente specializzazione tecnica e maggiore sofisticazione dei processi autorizzativi e di sviluppo. In questo contesto, il rafforzamento del presidio su Roma assume una rilevanza strategica, in considerazione della crescente attrattività della Capitale per investitori domestici e internazionali e delle significative opportunità legate ai processi di rigenerazione urbana e trasformazione del territorio.

Starup e Pmi, Retimpresa-Confindustria lancia la seconda stagione di The Perfect Pitch

Al via le iscrizioni per la nuova edizione di The Perfect Pitch, il concorso di RetImpresa-Confindustria, promosso in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il supporto del Consolato Generale d’Italia a New York, dedicato alla valorizzazione di startup, scaleup e PMI innovative italiane. Nella prima stagione della serie, che ha superato il milione di visualizzazioni, tre startup della mobilità sostenibile sono volate a Detroit per confrontarsi con investitori, imprese e istituzioni. La nuova edizione cambia città e tema: si va a New York, dal 2 all’8 novembre 2026, per raccontare il Fashion Made in Italy e le opportunità nel mercato americano. L’obiettivo è selezionare tre realtàda accompagnare in questo percorso di internazionalizzazione, con un programma ricco di eventi dedicati e incontri con investitori e operatori economici di primo piano. La call si rivolge a startup, scaleup e, per la prima volta, anche a PMI innovative che operano nella moda e in settori connessi alla filiera. Potranno candidarsi realtà imprenditoriali che sviluppano soluzioni legate, tra gli altri ambiti, a smart device, sistemi di distribuzione, automazione, intelligenza artificiale e trasformazione della filiera, con l’obiettivo di favorire il confronto con investitori, operatori economici qualificati e stakeholder del sistema statunitense.pastedGraphic.png

Roma, il progetto di S. Boeri per il deposito delle Vittorie

La giunta del Comune di Roma ha approvato il 30 aprile una Memoria per la rigenerazione urbana dei Depositi delle Vittorie in piazza Bainsizza a Roma, ex Rimessa A.T.A.C. (Azienda del Trasporto Autoferrotranviario del Comune di Roma) di inizio ’900, dismessa da quasi 20 anni e oggi di proprietà privata.
Il progetto di rigenerazione che porterà alla realizzazione di un Centro Polivalente per cultura, formazione, commercio, co-working e tempo libero con la realizzazione di una nuova piazza ad uso pubblico e un giardino pensile di 8.000 mq è firmato dallo studio guidato dell’architetto Stefano Boeri (studio Stefano Boeri Architetti).
Stefano Boeri commenta: “Il nostro progetto per i Depositi delle Vittorie rappresenta un esempio virtuoso di rigenerazione urbana, grazie all’equilibrio raggiunto tra la valorizzazione di un’infrastruttura urbana dismessa e oggi di proprietà privata – e gli interessi collettivi degli abitanti di un quartiere storico nel cuore di Roma. Al piano terra la corte dei nuovi Depositi delle Vittorie diventerà una piccola città di servizi commerciali, spazi per la cultura e il lavoro, mentre sulla grande copertura nascerà un giardino pensile pensato per ospitare eventi e installazioni, costruendo nel tempo un museo a cielo aperto.”
Il progetto ha l’obiettivo di rigenerare un nodo urbano cruciale, attraverso il recupero architettonico dell’ex deposito ATAC e l’integrazione di nuovi spazi verdi e servizi alla cittadinanza, in un quartiere a vocazione fortemente residenziale. I Depositi delle Vittorie vengono trasformati in uno spazio multifunzionale, creando un nuovo polo di attrazione per gli abitanti, al centro del quartiere nel Prati-Delle Vittorie: all’interno di un’area di 16.000 mq, il progetto propone una varietà di attività, di carattere commerciale, culturale e di svago – un hub multifunzionale dove spazi per la creatività convivono con attività commerciali e ricettive e, soprattutto, con il verde. Tra gli aspetti più significativi del progetto, un parco pensile di 8.000 mq, sospeso a 15 metri di altezza, offre una prospettiva verde sulle strade e le piazze pedonali sottostanti.
Gli spazi aperti: al piano terra, una corte pubblica – l’agorà – ospiterà spazi per il tempo libero, integrandosi con il tessuto urbano esistente e creando, insieme al giardino pensile, un sistema di due piazze alberate. Se al piano terra la corte interna dell’ex Deposito si aprirà alla città, al secondo piano il Giardino Pensile viene reinterpretato in chiave contemporanea come uno spazio espositivo per sculture immerse nel verde: concepito come un percorso labirintico, inviterà i visitatori a scoprire installazioni artistiche in un contesto naturale, creando una pluralità di visioni che si fonderanno con il paesaggio del quartiere e della vicina collina di Monte Mario.
Il verde: l’integrazione di piante e alberi, in un’area di Roma connotata da un aspetto fortemente minerale, contribuirà in modo significativo a incrementare la biodiversità e regolare il microclima locale, creando un ambiente più confortevole per i residenti. L’introduzione di alberi, arbusti e piante perenni infatti non solo migliorerà la qualità dell’aria, trattenendo polveri sottili e assorbendo CO2, ma darà un contributo significativo all’ombreggiamento, e dunque raffrescamento, degli spazi pubblici, in una città sempre più afflitta da ondate di calore e dall’aumento della temperatura media
Il paesaggio è stato progettato per essere dinamico e in continua trasformazione, con boschetti quadrati e terrazze panoramiche, mentre le “stanze verdi”, con la loro varietà di altezze e tonalità, si configureranno come vere e proprie sculture vegetali, in grado di offrire ai visitatori esperienze diversificate con il mutare delle stagioni.
La scelta delle specie vegetali riflette la tradizione botanica di Roma e della campagna circostante, pur adattandosi alle nuove condizioni climatiche dell’ambiente urbano mediterraneo. Il sistema di irrigazione è stato studiato per garantire la sostenibilità del giardino pensile e delle corti interne: un impianto a goccia, controllato da centraline elettroniche, assicurerà un’efficiente distribuzione dell’acqua sia per le aree alberate che per le aiuole.
Gli obiettivi: grazie alla sua posizione strategica e alla trasformazione dell’ex Deposito ATAC in uno spazio accessibile e accogliente, il nuovo complesso fungerà da nuovo connettore urbano, capace non solo di fornire servizi utili alla vita del quartiere, ma anche di attrarre visitatori provenienti da altre zone di Roma.
Pietro Chiodi, partner di Stefano Boeri Architetti e Direttore del progetto, aggiunge: “Il progetto costruisce un sistema complesso e integrato di funzioni, pensato per attivare il luogo durante tutto l’arco della giornata. La scelta di lavorare esclusivamente su usi non residenziali consente di rafforzare il carattere pubblico delle attività insediate e di definire una nuova polarità urbana. Allo stesso tempo, l’organizzazione dei livelli interrati a risolvere una criticità storica dell’area, migliorandone l’accessibilità e alleggerendo la pressione sul quartiere.”
Il progetto di Stefano Boeri Architetti per i Depositi delle Vittorie rappresenta così un intervento di rigenerazione urbana innovativo e sostenibile, che unisce la dimensione architettonica a quella paesaggistica, creando un dialogo tra il passato storico del quartiere e le esigenze contemporanee dei suoi abitanti.

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