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La Cnce lancia il ‘Bonus casa’ da 500 euro per i lavoratori delle casse edili. Nel click day arrivate 38 mila domande rispetto alle 15mila attese

18 Set 2026 di Maria Cristina Carlini

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La Cnce lancia il ‘Bonus casa’ da 500 euro per i lavoratori delle casse edili. Nel click day arrivate 38 mila domande rispetto alle 15mila attese

Dario Firsech, presidente Cnce

Di fronte a una pressione abitativa sempre più stringente, il settore delle costruzioni passa ai fatti e mette in campo una misura straordinaria di sostegno diretto per operai e famiglie. In una fase di emergenza abitativa  in cui il costo dell’alloggio — che si tratti del canone di locazione o delle rate del mutuo — rappresenta una delle voci di spesa più gravose per i bilanci familiari, arriva, infatti, un segnale concreto per i lavoratori del settore edile. Prende il via, infatti, in via sperimentale dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2027, il “Bonus Casa”, un intervento straordinario promosso a livello nazionale dalla CNCE (Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili) e gestito sul territorio dalle singole Casse Edili ed Edilcasse. L’iniziativa mette a disposizione un plafond complessivo di 7,5 milioni di euro, destinato a tradursi in un contributo una tantum di 500 euro per ciascun lavoratore beneficiario, per un numero complessivo di 15 mila richieste. Un sostegno diretto che mira a dare respiro a chi vive quotidianamente l’impatto dell’emergenza casa, garantendo un aiuto tangibile per il pagamento dell’affitto o del mutuo della prima casa. Il click day è scattato il 16 settembre e si è scatenata una vera e propria corsa al bonus con circa 38 mila  mila richieste pervenute. Un dato ben oltre le aspettative.

Il significato di questo provvedimento va ben oltre il semplice dato economico. In un mercato immobiliare segnato da rincari continui, tassi sui mutui fluttuanti e un costo della vita in crescita, l’accesso e il mantenimento di un’abitazione stabile sono diventati fattori critici per la tenuta sociale. A questo si aggiunge il problema della mobilità dei lavoratori sul territorio. I costi della casa sono, infatti, tra i principali ostacoli per i loro spostamenti, alimentando così la spirale del mismatch tra domanda e offerta di lavoro.  Attraverso questo intervento, le parti sociali del settore edile dimostrano come la bilateralità possa trasformarsi in un welfare aziendale e territoriale ad alto impatto sociale.

L’incentivo è pensato per premiare la regolarità lavorativa e la continuità d’impiego. Può presentare domanda l’operaio edile che sia in forza e regolarmente denunciato alla Cassa Edile/Edilcassa al momento della richiesta; con almeno una mensilità versata nei 12 mesi precedenti la domanda. Sul fronte immobiliare, è richiesto un contratto di locazione ad uso abitativo o un mutuo prima casa, in entrambi i casi regolarmente stipulati e registrati in Italia, intestati o cointestati al lavoratore. Per garantire massima trasparenza e tempi certi, l’intero iter si sviluppa attraverso una procedura digitale centralizzata sul portale dedicato (bonuscasa.cnce.it), strutturata in precise fasi. Registrazione e richiesta online: Il lavoratore accede al portale (anche da smartphone) e si registra con il proprio numero di cellulare tramite verifica OTP via SMS. La domanda viene compilata selezionando la Cassa Edile di appartenenza. Le prime 15.000 domande entrate in graduatoria provvisoria passano alla fase di verifica. La Cassa competente verifica innanzitutto i requisiti del lavoratore. Superato questo primo scoglio, il lavoratore riceve un SMS che lo invita a presentare entro 5 giorni lavorativi la documentazione originale in merito al contratto di affitto o di mutuo. Verificata la regolarità dei documenti, la Cassa approva la pratica e, una volta ricevuti i fondi dalla CNCE, provvede all’accredito diretto dei 500 euro sul conto dell’operaio.

Se una domanda inserita tra le prime 15.000 dovesse essere rifiutata (o decadere per mancata e tempestiva presentazione dei documenti), la graduatoria scorrerà automaticamente ripescando la prima richiesta inizialmente esclusa. Le domande eccedenti la capienza del fondo saranno accantonate per eventuali valutazioni future. Resta, comunque, da vedere se ci saranno margini per allargare la platea oltre il tetto dei 15 mila.

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