LA REVISIONE PREZZI NEI SERVIZI

Rixi: “Le nuove linee guida uno strumento di equilibrio per garantire continuità dei servizi e sostenibilità economica dei contratti. Fondamentale il confronto, avanti con il tavolo”

18 Giu 2026 di Maria Cristina Carlini

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Rixi: “Le nuove linee guida uno strumento di equilibrio per garantire continuità dei servizi e sostenibilità economica dei contratti. Fondamentale il confronto, avanti con il tavolo”

EDOARDO RIXI, VICEMINISTRO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

Il percorso non è stato breve né agevole ma il traguardo è stato tagliato: le nuove linee guida sui meccanismi di revisione ordinaria dei prezzi nei contratti pubblici di servizi e forniture rappresentano un importante punto d’approdo anche se la fase applicativa andrà ora attentamente monitorata. A due settimane dalla loro pubblicazione, è questo uno dei principali messaggi emersi dall’incontro che si è svolto ieri al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, alla presenza del viceministro Edoardo Rixi e del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, con le associazioni che rappresentano le imprese del settore e tutti gli stakeholder. Le linee guida intendono fornire alle stazioni appaltanti  quegli orientamenti interpretativi del prezzo nei contratti pubblici di servizi e forniture, come previsto dall’articolo 60 del nuovo Codice dei contratti. “Abbiamo partorito queste linee guida cercando di trovare una convergenza da parte di tutti. Nascono da un lavoro di ascolto e di confronto e dalla volontà comune di affrontare un tema che riguarda il funzionamento della pubblica amministrazione e la qualità dei servizi offerti ai cittadini”, ha detto Rixi aprendo l’incontro. “Si tratta di un settore da 86 miliardi di euro all’anno e rappresenta il 40% dei contratti pubblici. Un settore che coinvolge migliaia di imprese e lavoratori e che assicura ogni giorno servizi essenziali per cittadini, scuole, ospedali, pubbliche amministrazioni e infrastrutture”, ha sottolineato spiegando come l’obiettivo è quello di evitare che l’aumento dei costi metta a rischio i contratti. Ecco, dunque, “uno strumento chiaro, uniforme e facilmente applicabile per la gestione delle clausole di revisione prezzi previste dal Codice dei contratti pubblici, garantendo criteri oggettivi, trasparenti e verificabili”.

A questo risultato, ha detto sempre Rixi, si è arrivati attraverso il confronto e collaborazione istituzionale promosso dal MIT, che ha coinvolto i ministeri dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno, dell’Istruzione, della Salute e delle Imprese e del Made in Italy, insieme a enti territoriali, associazioni di categoria, operatori economici e all’Istat per gli aspetti tecnici e metodologici. L’obiettivo delle Linee guida è favorire l’equilibrio economico dei contratti di lunga durata, tenendo conto delle variazioni dei costi che possono intervenire nel tempo, dall’energia alle materie prime fino al costo del lavoro, in contesti di cambiamento che determinano forti impatti sui prezzi. La revisione prezzi viene così definita come uno strumento di equilibrio e di buon senso, indispensabile per garantire continuità dei servizi, sostenibilità economica dei contratti, riduzione del contenzioso e maggiore capacità di programmazione della spesa pubblica. “Ora – ha assicurato ancora il viceministro -contiamo di mantenere aperti questi tavoli. Abbiamo cercato di innescare un cambio di prospettiva tra pubblico e privato di fare squadra per superare momenti difficili e di grande rischio”.

L’incontro di ieri al Mit ha offerto l’occasione per un approfondimento delle Linee Guida sia sotto gli aspetti normativi con l’intervento di Elena Griglio, Capo Ufficio Legislativo del Mit, che sotto il profilo economico con Davide Ciferri, Coordinatore dell’Unità di missione PNRR del Mit. Griglio ha evidenziato come la disciplina introdotta sulla revisione ordinaria rappresenti un principio innovativo. Rispetto alla richiesta a suo tempo avanzata dalle imprese del comparto di un intervento sul Codice per una equiparazione legislativa della revisione dei prezzi per servizi e forniture con quella per i lavori, la scelta del Ministero è stata quella di non intervenire sul Codice con ulteriori modifiche, ma di concentrarsi sulla sua concreta applicazione. Il passaggio dai principi generali alle regole operative non è semplice e richiede competenze specialistiche, soprattutto in un ambito caratterizzato da una forte eterogeneità come quello dei servizi, ha spiegato. Il principio di riferimento è quello della conservazione dell’equilibrio contrattuale. In questo quadro, assumono particolare rilevanza le clausole di revisione dei prezzi, fondamentali perché consentono di prevenire situazioni di stallo nell’esecuzione dei contratti. Quando l’equilibrio economico del contratto viene compromesso, infatti, l’unico strumento disponibile sarebbe la rinegoziazione, che tuttavia presenta limiti oggettivi e non sempre è praticabile. La clausola revisionale consente invece di mantenere in vita il rapporto contrattuale tra amministrazione e operatore economico, garantendo al contempo maggiore certezza nella programmazione della spesa da parte delle stazioni appaltanti ed evitando effetti imprevedibili sui bilanci pubblici. E’ chiaro, ha puntualizzato Griglio, che “non viene eliminato il rischio di impresa, che continua a rimanere una componente fisiologica dell’attività economica”. La disciplina prevede inoltre “una complementarità tra la clausola revisionale ordinaria e quella straordinaria”. La prima interviene nell’ambito delle variazioni prevedibili e fisiologiche del mercato, mentre la seconda è destinata a fronteggiare eventi eccezionali e imprevedibili. La connessione tra i due strumenti consente di coprire l’intero spettro delle possibili variazioni dei prezzi, evitando al contempo il rischio di duplicazioni o di una doppia compensazione.

A sottolineare l’importanza delle nuove Linee Guida è stato Ciferri parlando di un “campo di gioco comune”. Per oltre vent’anni si è diffusa la percezione che la dinamica dei prezzi non rappresentasse più un problema particolarmente rilevante. La lunga fase di sostanziale stabilità dei prezzi aveva infatti portato operatori e amministrazioni a non confrontarsi più con la complessità dei meccanismi di adeguamento economico nei contratti di lunga durata.  “Ma la crisi pandemica, l’impatto sulla supply chain e le tensioni sulle catene globali del valore hanno però modificato radicalmente questo scenario”. L’aumento dei costi e la forte volatilità dei mercati hanno riportato al centro dell’attenzione il tema delle variazioni dei prezzi, facendo emergere con chiarezza quanto tali dinamiche incidano sull’equilibrio contrattuale richiamato dal Codice dei contratti pubblici. Di qui, ha detto Ciferri, l’esigenza di dotarsi di una metodologia condivisa e di un quadro di riferimento comune, in grado di offrire a stazioni appaltanti e operatori economici regole chiare per affrontare le variazioni dei prezzi durante l’esecuzione dei contratti. Un capitolo centrale delle linee guida riguarda la selezione degli indici di riferimento. Il sistema si basa sulla corrispondenza tra i codici CPV utilizzati negli appalti pubblici e gli indici ISTAT individuati dall’Allegato II.2-bis del Codice. Per ogni tipologia di servizio o fornitura viene associato l’indice ritenuto maggiormente rappresentativo dell’andamento dei relativi fattori di costo. Le amministrazioni possono tuttavia discostarsi dagli indici previsti dall’Allegato quando le caratteristiche specifiche dell’appalto non risultano adeguatamente rappresentate o quando intervengano modifiche negli indici pubblicati dall’ISTAT. In questi casi la scelta deve essere motivata fin dalla documentazione di gara e può basarsi anche su indicatori specifici previsti dalla normativa di settore. Particolare attenzione è riservata ai servizi ad alta intensità di manodopera, per i quali la revisione dei prezzi dovrà fare principalmente riferimento agli indici delle retribuzioni contrattuali, ponderati in funzione del peso effettivo del costo del lavoro. Per alcuni comparti, come lavanolo, sterilizzazione, ristorazione collettiva, pulizie, disinfestazione, vigilanza privata e servizi di assistenza sociale, il MIT propone inoltre specifici criteri e sistemi di indicizzazione calibrati sulle peculiarità dei rispettivi mercati.

Sul fronte delle imprese si registrano commenti soddisfatti. “Con queste linee guida sono state gettati le basi per fare politica industriale, infatti avere le linee guida significa alzare il rating di questi settori, essere più finanziabili e fare anche acquisizioni all’estero per poter crescere”, ha commentato detto il presidente Anir-Confindustria e rappresentante della Consulta Servizi, Massimo Piacenti.  Andrea Laguardia, direttore di Legacoop Produzione e Servizi e rappresentante della Consulta dei servizi, ha sottolineato come si apra ora una fase altrettanto importante: “Le Linee guida rappresentano un risultato importante, raggiunto grazie al confronto costruttivo che si è instaurato tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le associazioni della Consulta dei Servizi. Il risultato ottenuto va oltre le aspettative iniziali: le Linee guida costituiscono uno strumento operativo che offre alle stazioni appaltanti indicazioni chiare per predisporre bandi e contratti e, allo stesso tempo, mette a disposizione delle imprese un riferimento concreto per monitorarne la corretta applicazione. Particolarmente significativo è il fatto che gli indici individuati tengano conto anche dell’evoluzione del costo del lavoro, elemento essenziale per i settori ad alta intensità di manodopera e che contribuisce a rafforzare la sostenibilità dei contratti, con effetti positivi anche per lavoratrici e lavoratori”, ha detto Laguardia. “Ora la sfida è l’attuazione. Sarà fondamentale accompagnare le stazioni appaltanti nell’applicazione delle Linee guida e proseguire il confronto per arrivare a una revisione strutturale della disciplina della revisione prezzi e a un sistema di appalti che valorizzi sempre più qualità, sostenibilità e lavoro. Legacoop Produzione e Servizi continuerà a dare il proprio contributo in questa direzione”. Un giudizio positivo è arrivato anche dal mondo della cooperazione. La presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi, Mirella Paglierani, ha definito il testo delle linee guida un importante passo avanti per la salvaguardia dell’equilibrio contrattuale negli affidamenti pubblici, sottolineando come il nuovo impianto possa contribuire a rafforzare la sostenibilità economica delle imprese e la tutela dei lavoratori.

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