I PRIMI OTTO MESI DEL 2026

Oice: +34% per gli appalti di servizi tecnici, il 40% del mercato in mano a 5 enti. Con accordi quadro oltre metà della progettazione

Il dato annuale cresce, nonostante la flessione di luglio e agosto (-16%). “Se si escludono il 2022 e il 2023, il dato 2026 sarà il miglior risultato degli ultimi otto anni”, dice il presidente Lupoi che segnala tre questioni da risolvere: l’attivazione degli accordi quadro, i contratti a forfait e le tariffe obsolete. Conferma del fenomeno dilagante degli AQ.

16 Set 2026 di Giorgio Santilli

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Oice: +34% per gli appalti di servizi tecnici, il 40% del mercato in mano a 5 enti. Con accordi quadro oltre metà della progettazione

GIORGIO LUPOI, PRESIDENTE OICE

La flessione estiva (-16% a luglio-agosto) non frena la crescita annuale 2026 del mercato degli appalti dei servizi tecnici che sale nel periodo gennaio-agosto a 2.218 milioni (+34% rispetto ai primi otto mesi del 2025). Lo rileva l’Osservatorio Oice sul mercato pubblico di ingegneria e architettura che, come sempre, somma in questo dato complessivo gli importi delle gare per i servizi di ingegneria (2.038,5 milioni) al valore della progetto esecutiva inglobata negli appalti integrati  (179,4 milioni). Il presidente dell’organizzazione delle società di ingegneria, Giorgio Lupoi, prevede, sulla scorta di questi numeri, che quest’anno sarà il migliore da otto anni in qua se non si considerano i due anni eccezionali per il traino-Pnrr, 2022 e 2023.

Cinque stazioni appaltanti fanno il 40% del mercato

Il dato più significativo (e per molti versi clamoroso) dell’Osservatorio è questo 40% del mercato totale nelle mani di cinque soli stazioni appaltanti: EAV-Ente Autonomo Volturno, ASPI, Consip, RFI e Agenzia del Demanio. A luglio, infatti, vince il Demanio con l’accordo quadro in quattro lotti di cui molto ha parlato ieri DIAC riferendo delle critiche di Architetti e Ingegneri, mentre ad agosto la gara maggiore è di Consip, ancora con un accordo quadro, stavolta sui servizi di verifica pure anticipati da DIAC (73,4 milioni).

Più di metà degli importi di servizi per la progettazione nel 2026 vengono dagli accordi quadro

Dati che ovviamente confermano il dilagare degli accordi quadro anche nel mercato dei servizi tecnici, proprio come ha raccontato ieri DIAC (si può leggere qui l’articolo). Se prendiamo il totale dei servizi tecnici, l’Osservatorio rileva (pagina 10) che su un complesso di gare che vale 2.038 milioni, 1.085,8 milioni sono andati con procedure ordinarie (negoziata con bando, aperta, ristretta, concorsi),  952,6 milioni sono andati con accordo quadro, rispettivamente 53% e 47%. Se però si considerano i soli servizi di progettazione negli accordi quadro per servizi di ingegneria il valore è di circa 277 milioni cui si devono sommare 34 milioni di valore di progettazione nei bandi di accordi quadro per appalto integrato. Totale 311 milioni su un valore complessivo dei servizi di progettazione di 619 milioni, quindi il 50,2%.

Il valore degli accordi quadro per il complesso dei servizi tecnici nel 2026 è cresciuto del 124,4% sul 2024, molto più del mercato totale che è cresciuto dell’83,7%.

Lupoi: restano da risolvere le criticità sull’attuazione degli accordi quadro, sui contratti a forfait e sulle tariffe

Lupoi conferma il dato positivo del 2026 rispetto a 2024 e 2025 ma evidenzia tre criticità che vanno risolte: i problemi dell’attivazione degli accordi quadro, i contratti a forfait e le tariffe obsolete. Sugli accordi quadro Lupoi vede un’altra faccia critica della medaglia, il fatto che solo una parte dell’importo complessivo – che per altro richiede la presentazione di garanzie da parte dell’appaltatore – si tramuta in contratti effettivi. “Permangono – è la dichiarazione del presidente Oice – le difficoltà legate al mancato aggiornamento dei corrispettivi, fermi al 2016; ci sono prestazioni non tabellate, vi è un rapporto fra PFTE e PE per opere lineari squilibrato, vi sono sproporzioni fra alcune prestazioni e si dovrebbero quantificare i compensi per le direzioni lavori anche sul tempo (principio dell’”equo-tempo”). Ancora molte stazioni appaltanti violano il principio dell’equilibrio contrattuale imponendo contratti a forfait vessatori e iniqui. Su questo la nostra attenzione è massima e, in attesa di una sacrosanta modifica del codice appalti, agiremo ogni volta che ci verranno segnalate anomalie”.

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