LA SFIDA DELL'ATTUAZIONE

Piano casa: la matassa da sbrogliare del commissario Squitieri, tra 5 giorni l’avviso per convincere le PA a cedere i loro immobili

16 Lug 2026 di Giorgio Santilli

Condividi:

Parte la sfida dell’attuazione del Piano casa e la matassa più imbrogliata la deve sbrogliare in questa primissima fase il commissario straordinario all’ERP, Felice Squitieri, nominato con DPCM su proposta del ministro Salvini il 22 giugno scorso. Da quella data (compresa) partono i trenta giorni (quindi il 21 luglio), fra cinque giorni, entro i quali il commissario dovrà avviare la sua “procedura straordinaria di ricognizione” del patrimonio immobiliare pubblico, compiendo già uno degli atti destinati a incidere in maniera decisiva sul suo cammino: pubblicare “l’avviso per la segnalazione da parte degli enti e delle amministrazioni competenti” dell’elenco degli immobili “non redditizi e non in uso” da destinare a “progetti di edilizia sociale”.

Chi sono enti e amministrazioni che Squitieri dovrà sollecitare perché mettano a disposizione il loro patrimonio? Parlandosi anzitutto di “immobili di proprietà dello Stato”, la prima a rispondere alla chiamata di  Squitieri dovrebbe essere  la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, che dispone di 45.415 immobili fra cui pescare quelli “non redditizi e non in uso”. A seguire dovrebbero rispondere alla sollecitazione di Squitieri Regioni, enti locali, enti pubblici, società a partecipazione pubbliche non quotate. Contatti inevitabili, dunque, forse pure telefonate di consultazione, anche con il neoamministratore delegato di Fs, Gianpiero Strisciuglio, e l’a di Anas, Andrea Gemme. Parteciperanno al Piano casa? Risponderanno volentieri alla chiamata?

Non c’è un obbligo a rispondere, quindi convincerli non sarà facile. Anche perché la convinzione dovrà esprimersi in una “manifestazione di interesse a destinare” gli immobili inseriti nell’elenco a progetti di recupero e riconversione nel settore dell’edilizia sociale. Questo atto dovrà essere allegato all’elenco. Non un progetto certo, ma qualche idea chiara su cosa fare di quell’immobile dovrà pure esserci.

Il secondo fronte di Squitieri non sarà meno impegnativo e delicato. L’elenco che dovrà proporre alla fine della sua attività di ricognizione dovrà essere composto – dice il decreto legge 66 – delle informazioni “trasmesse” da enti e amministrazioni in risposta all’avviso per la segnalazione di cui abbiamo detto e delle informazioni “acquisite” tramite gli elenchi di immobili da valorizzare o da dismettere cui ha lavorato la cabina di regia coordinata al MEF dalla sottosegretaria Lucia Albano. Un lavoro  il cui esito mai è stato reso pubblico e che comunque ora passa di mano. Un commissariamento nel commissariamento, se vogliamo.

Sono soltanto due dei primi fronti delicatissimi che il commissario Squitieri dovrà affrontare nei prossimi giorni. Può darsi che qualcosa stia già facendo, o addirittura abbia già fatto, inoltre, nella composizione della squadra di un massimo di tre dipendenti pubblici che dovrà aiutarlo nella sua stanza al MIT, insieme al personale della società Infrastrutture Milano-Cortina 2020-2026, e a un possibile vicecommissario. Può darsi anche che Squitieri abbia già lavorato alla composizione della “sua” cabina di regia che dovrà operare a Palazzo Chigi. Queste e altre cose Squitieri dovrebbe raccontare oggi pomeriggio nel suo intervento alla Conferenza nazionale degli Ordini degli architetti all’Auditorium Parco della Musica: sarà la sua prima uscita pubblica, un momento per esporre i suoi programmi, annunciare i suoi obiettivi e rispondere alle tante curiosità sulla sua missione.

Argomenti

Argomenti

Accedi