LA GIORNATA

Patuelli: stimolare gli investimenti. Panetta avverte su inflazione, crescita

  • Ets, Italia e altri 9 Paesi: riforma sia equa e pragmatica
  • Saverio Valentino nominato presidente dell’Antitrust
  • Ance, Ghella e Vecchio guidano grandi infrastrutture ed estero

16 Lug 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

Mobilitare il risparmio privato per finanziare l’economia reale, rafforzare gli investimenti nell’innovazione e accompagnare la crescita nel quadro dell’integrazione europea del mercato dei capitali. È questo il filo conduttore emerso dall’assemblea dell’Abi, dove il presidente Antonio Patuelli, il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno delineato una strategia comune per sostenere lo sviluppo in una fase segnata da tensioni geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e incertezze economiche. Per Patuelli è necessario favorire “la migliore utilizzazione del risparmio”, orientandolo verso investimenti produttivi e finanziari di lungo periodo attraverso una riduzione della pressione fiscale proporzionata alla durata dell’investimento. Una misura che, secondo il presidente dell’Abi, consentirebbe di aumentare i rendimenti per i risparmiatori e, allo stesso tempo, di accrescere il gettito fiscale grazie alla crescita del valore degli investimenti.

L’esigenza di mobilitare i capitali si inserisce, secondo Giorgetti, nel più ampio percorso di integrazione del mercato europeo dei capitali. Il ministro ha quindi annunciato l’istituzione di un tavolo permanente tra investitori istituzionali, operatori del settore e autorità, con la Banca d’Italia come primo interlocutore istituzionale, per individuare strumenti capaci di convogliare i capitali inattivi verso investimenti nell’economia italiana. Un’iniziativa che raccoglie l’invito lanciato da Panetta a superare “l’equilibrio di basso sviluppo” che caratterizza la capacità dell’Italia di mobilitare risorse verso private equity e venture capital per finanziare l’innovazione. Un obiettivo che, secondo il governatore, richiede “un’azione coordinata lungo l’intera filiera” che coinvolga gestori di fondi, investitori istituzionali, operatori pubblici e imprese.

Alla base di questa trasformazione vi è anche il cambiamento del modello di finanziamento dell’economia. Le regole introdotte dopo la crisi finanziaria hanno reso le banche più prudenti nell’erogazione del credito, mentre il progressivo spostamento dell’attività economica verso i servizi, accelerato dalla digitalizzazione, ha ridotto il ricorso ai prestiti bancari e favorito la crescita di intermediari specializzati nel finanziamento dell’innovazione. Proprio in questo contesto, ha osservato Giorgetti, le banche, forti della ritrovata solidità patrimoniale, “possono e devono contribuire a portare l’economia italiana verso un livello sostenuto di crescita”.

L’assemblea si è svolta sullo sfondo di uno scenario internazionale ancora fragile. Panetta ha richiamato i rischi legati al conflitto in Medio Oriente e alle tensioni nell’area di Hormuz, sottolineando come la Banca centrale europea si trovi a gestire “un equilibrio delicato”: da un lato il rallentamento dell’economia, dall’altro le pressioni sui prezzi dell’energia che mantengono elevati i rischi di inflazione. La decisione assunta dalla Bce a giugno rappresenta, ha spiegato, una “prima, misurata risposta”, ma il Consiglio direttivo resta pronto a intervenire nuovamente qualora l’inflazione, attesa oltre il 3% nei prossimi mesi, dovesse confermare una dinamica più persistente del previsto.

Il governatore ha inoltre avvertito che i mercati finanziari potrebbero sottovalutare i rischi geopolitici, esponendosi a “correzioni anche brusche”. Sul fronte bancario ha riconosciuto la ritrovata solidità del sistema, mentre Patuelli ha evidenziato come il credito all’economia sia tornato a crescere, con un’offerta di prestiti superiore alla domanda. L’evoluzione del credito, ha comunque osservato Panetta, continuerà a dipendere dagli sviluppi del conflitto in Medio Oriente.

Bankitalia: a maggio il debito sale a 3.181 mld, +26,6 mld su mese

Lo scorso maggio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 26,6 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.181,1 miliardi. L’incremento riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (13,4 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,5 miliardi, a 51,9), nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,6 miliardi). E’ quanto emerge dalle rilevazioni diffuse dalla Banca d’Italia. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la variazione del debito è riconducibile integralmente a quella delle Amministrazioni centrali. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 17,2 per cento (dal 17,3 del mese precedente), mentre ad aprile (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 35,7 per cento e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) al 14,6 per cento (dal 35,2 per cento e dal 14,5 per cento, rispettivamente).

A maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 44,7 miliardi, in aumento del 2,6 per cento (1,1 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2025. Nei primi cinque mesi del 2026 le entrate tributarie sono state pari a 217,7 miliardi, in aumento del 2,0 per cento (4,2 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ets, Italia e altri 9 Paesi: riforma sia equa e pragmatica

“Chiediamo una riforma pragmatica ed equa del sistema Ets dell’Ue, volta a ricostruire l’Europa come potenza industriale”. Lo si legge in una dichiarazione congiunta siglata da Italia, Polonia, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Romania e Slovacchia, a due giorni dall’attesa proposta di revisione del sistema di scambio delle quote di emissione che sara’ presentata dalla Commissione Ue. Il sistema Ets, scrivono i 10 Stati, “contribuisce alla riduzione delle emissioni da oltre 20 anni. La sua imminente riforma rappresenta un’importante opportunita’ per adeguarsi alle attuali sfide che l’industria europea e il settore della produzione di energia elettrica si trovano ad affrontare. Il sistema deve garantire predittivita’ e tenere conto delle nuove priorita’ europee: aumentare la competitivita’ (anche attraverso prezzi energetici accessibili), la sicurezza e la resilienza, nonche’ mantenere una solida base manifatturiera. Il sistema, che ha dimostrato la propria efficacia nella riduzione delle emissioni di CO2, deve ora diventare un elemento fondamentale della nascente politica industriale dell’Ue”.

Saverio Valentino nominato presidente dell’Antitrust

I presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, hanno nominato oggi l’avvocato Saverio Valentino presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Membro, da tre anni, dell’Antitrust (la nomina risale al 13 giugno 2013), nato a Roma, 55 anni, avvocato, Saverio Valentino e’ un rappresentante di spicco dell’organismo. Prima della sua nomina, Valentino si e’ occupato prevalentemente di diritto della concorrenza italiano ed europeo, dinanzi alle corti europee, a quelle amministrative e civili italiane, nonche’ alla Commissione europea, all’Autorita’ garante e ad altre autorita’, di concorrenza in diversi Paesi del mondo.

Ance, Ghella e Vecchio guidano grandi infrastrutture ed estero

Si arricchisce la squadra del neo presidente Ance, Antonio Ciucci, con la nomina di Federico Ghella al vertice del Comitato grandi infrastrutture e di Gaetano Vecchio al vertice del Comitato lavori all’estero, che diventano vicepresidenti di diritto dell’Associazione. L’imprenditore romano Federico Ghella, vicepresidente di Ghella spa, dopo aver guidato il Comitato lavori all’estero assume la responsabilità dell’organismo Ance che raggruppa i principali player impegnati nella realizzazione di grandi interventi infrastrutturali. Un passaggio che coincide con la fine del Pnrr e l’apertura di un nuovo scenario nel quale sarà importante delineare il mercato in cui le imprese si confronteranno per continuare a essere una leva di crescita del Paese. L’imprenditore catanese Gaetano Vecchio, amministratore delegato di Cosedil spa e Cosedil Energia spa, che ha guidato il gruppo pmi internazionale dell’Ance, raccoglie da Federico Ghella il testimone del Comitato lavori all’estero, di cui fanno parte tutte le imprese Ance che operano nei mercati internazionali. Vecchio avrà il compito di seguire l’internazionalizzazione delle aziende in un
quadro geopolitico complesso, con due grandi sfide all’orizzonte: attuazione del Piano Mattei e processo di ricostruzione dell’Ucraina.

Nuova ondata di calore, Cgil e Greenpeace: a rischio un lavoratore su 10. Tassare i profitti delle industrie fossili responsabili della crisi climatica

Ieri mattina, in occasione della Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale, attivisti e attiviste di Greenpeace Italia hanno lasciato sciogliere al sole tre statue di ghiaccio nei pressi del Colosseo per denunciare l’impatto del riscaldamento globale sui lavoratori e sulle lavoratrici. Le statue raffiguravano una bracciante, un operaio edile e un rider, fra le categorie più esposte alle ondate di calore, che mettono a rischio quasi un lavoratore su dieci. L’associazione ambientalista ha inoltre esposto il messaggio: “Le aziende fossili si arricchiscono, noi ci squagliamo”, per evidenziare un paradosso della crisi climatica: mentre i maggiori responsabili dell’aumento delle temperature continuano a fare enormi profitti investendo su gas e petrolio, la vita delle persone viene messa in pericolo dagli eventi meteorologici estremi.

Greenpeace Italia ha pubblicato ieri anche il rapporto “Lavoratori a rischio per le ondate di calore”, redatto con le previsioni del progetto Worklimate e il contributo della Cgil, che denuncia l’impatto delle ondate di calore sui lavoratori italiani nell’arco degli ultimi cinque anni. La frequenza delle giornate caratterizzate da un rischio caldo alto è aumentata del 60% tra il 2021 e il 2025, arrivando al 38% di tutte le giornate estive analizzate. Negli ultimi cinque anni, inoltre, durante l’estate una media di 670 mila lavoratori al giorno (con picchi di 1,5 milioni) si è trovata potenzialmente esposta a rischio caldo alto: si tratta del 9% degli occupati (ossia quasi un lavoratore su dieci) nei soli territori provinciali e metropolitani dei capoluoghi di Regione oggetto dell’analisi.

“Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, negli ultimi quattro anni in Europa sono morte 200 mila persone a causa del caldo estremo. Questa strage annunciata ha dei colpevoli: le industrie petrolifere e le politiche energetiche basate sui combustibili fossili dei governi complici, come avviene anche in Italia con le aziende del gas e del petrolio e il governo Meloni. È arrivato il momento di far rispettare il principio “chi inquina paga” e di riconoscere le responsabilità delle industrie fossili», dichiara Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia. “Il caldo estremo non è più un’emergenza occasionale: richiede risposte strutturali. Servono tutele immediate per le lavoratrici e i lavoratori, a partire da una cassa integrazione obbligatoria nelle ore più calde e da una riorganizzazione degli orari di lavoro, anche per i rider, il cui rapporto di lavoro si conferma di fatto subordinato. C’è inoltre bisogno di climatizzare gli ambienti di lavoro al chiuso. Occorre tassare i profitti record, compresi, naturalmente, quelli delle industrie fossili, e destinare una parte significativa di queste risorse all’incentivazione delle energie rinnovabili, per favorire la transizione energetica di cui abbiamo davvero bisogno”, dichiara Francesca Re David, Segretaria confederale della Cgil.

Greenpeace Italia e Cgil chiedono al governo italiano di abbandonare rapidamente le fonti fossili, adottando un piano di uscita dal gas entro il 2035, di introdurre una tassazione permanente sui profitti delle industrie del gas e del petrolio per finanziare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili, e misure tempestive per proteggere le categorie più a rischio e tutti i cittadini e le cittadine dagli impatti della crisi climatica.

Porti, Rixi incontra Anci: confronto coi Comuni per dialogo costruttivo

Prosegue il percorso di confronto sulla riforma della governance portuale. Il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha incontrato ieri, in videoconferenza, i rappresentanti di Anci delegati a seguire il dossier della riforma dei porti, il cui iter parlamentare è attualmente in corso alla Camera dei Deputati.All’incontro ha preso parte anche il presidente nazionale di Anci, Gaetano Manfredi, a conferma della volontà di mantenere un dialogo costante e costruttivo con il sistema delle autonomie locali su un provvedimento strategico per il futuro della portualità italiana. Nel corso della riunione sono stati approfonditi i principali contenuti della riforma e raccolti contributi e osservazioni da parte dei Comuni, nell’ottica di un percorso condiviso che valorizzi il ruolo dei territori e rafforzi l’efficienza del sistema portuale nazionale. L’incontro rappresenta un ulteriore tassello di un confronto che prosegue senza interruzioni con tutti gli attori istituzionali coinvolti. Il dialogo con le amministrazioni locali continua infatti ad accompagnare l’iter parlamentare, con l’obiettivo di arrivare a un testo il più possibile condiviso ed efficace. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti conferma così, sottolinea il dicastero, l’impostazione che ha caratterizzato fin dall’inizio il lavoro sulla riforma: ascolto, confronto e partecipazione, per costruire una governance dei porti più moderna, efficiente e capace di rispondere alle sfide della competitività internazionale.

Anas, Mascia (Fit-Cisl): Bene obiettivi di crescita, ma sono necessari investimenti sul personale

“Al centro della visione e della strategia industriale di ANAS devono esserci le persone”. A dichiararlo in una nota è il segretario generale della Fit-Cisl, Monica Mascia, a margine dell’area contrattuale di Anas Spa della Federazione dei trasporti cislina, che prosegue: “Ieri si è tenuto un incontro con l’Ad e i vertici di Anas, nel corso del quale sono stati condivisi risultati economici in miglioramento e obiettivi ambiziosi per il futuro, che prevedono il ritorno in utile del bilancio”.
“La società ha in programma corposi investimenti per nuove opere e manutenzione programmata, ma a questi deve accompagnarsi un analogo investimento sulle persone. Servono nuove assunzioni e una programmazione degli organici coerente con gli obiettivi del Piano Industriale, con particolare attenzione all’ incremento del personale nell’esercizio e nelle strutture territoriali, destinando anche maggiori risorse alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture esistenti. Un potenziamento necessario, considerando che la rete stradale e autostradale in gestione ad Anas passerà dagli attuali 32.000 a 40.000 chilometri”.
Non è più rinviabile, inoltre, la definizione di un nuovo modello di esercizio, che chiarisca le responsabilità, valorizzi le nuove tecnologie e tuteli il personale operativo, oggi chiamato a gestire una rete sempre più estesa e complessa.
Tra gli argomenti affrontati durante l’incontro con l’azienda, anche quello riguardante la permanenza di Anas nel Gruppo Fs. Sottolinea Mascia: “Su questo punto la nostra posizione è chiara: al di là della scelta che si farà, che Anas resti o esca dal Gruppo, ciò che riteniamo fondamentale è che si determinino le condizioni di maggior favore per entrambi. Nessun riassetto dovrà produrre effetti negativi sull’occupazione o sulle tutele dei lavoratori. Al contrario, ogni decisione dovrà rafforzare l’azienda, salvaguardandone l’autonomia gestionale, la capacità di investimento e il valore delle sue professionalità”.
Sul fronte contrattuale, Mascia spiega che “il rinnovo del Contratto, lo scorso dicembre, ha aperto una stagione importante che ora va resa operativa. Occorre dare piena attuazione agli impegni assunti, che ci dovranno proiettare verso il nuovo ccnl 2028-2030: revisione della classificazione del personale, parità di genere e tutela della genitorialità, Banca delle Ore e introduzione della Stop Work Authority, strumento di prevenzione che mette la sicurezza delle persone al centro dell’organizzazione del lavoro. Strategica, infine, la piena operatività dell’Ente Bilaterale come strumento di welfare, formazione e sostegno alle famiglie”.
“La Fit-Cisl continuerà a confrontarsi con responsabilità e spirito costruttivo, ma con altrettanta determinazione nel tutelare il lavoro e valorizzare le professionalità che garantiscono ogni giorno il funzionamento di Anas e di servizi essenziali al Paese” conclude il Segretario Generale Fit-Cisl.

Imprese: Urso, ovviamente impossibile Zes a nord, studiamo semplificazioni

“Ovviamente non si può estendere la Zona economica speciale unica nel Mezzogiorno che sta avendo uno straordinario successo ad altre aree del Paese, perché il suo obiettivo e’ ridurre i divari interni, ed e’ per questo che e’ finanziata in gran parte con i Fondi di coesione. Possiamo pero’ agire su tre livelli, comunque importanti e su cui ho chiamato al confronto le Regioni del nord gia’ per la prossima settimana e su cui poi mi confronterò con la Conferenza delle Regioni prima della pausa ferragostana”. Lo ha puntualizzato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo nell’Aula della Camera per il question time, a un’interrogazione FI. “Mi riferisco innanzitutto – ha anticipato – alla possibilità di realizzare una Zls, Zona logistica speciale, per il centro-nord con l’obiettivo di estendere a tutte le aree interessate e rendere quindi omogenee le semplificazioni autorizzative già ricomprese nelle Zls e, ove le risorse economiche lo consentano, di prevedere incentivi dedicati alle imprese, nei limiti ovviamente delle regole europee.

“Pensiamo inoltre di introdurre altre misure di semplificazione nel prossimo decreto imprese che porteremo in Parlamento prima della sessione di Bilancio, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della produzione energetica e della sostenibilita’ ambientale. La terza direttrice e’ quella dell’Industrial Accelerator Act, del nuovo regolamento europeo che e’ in via di approvazione nel trilogo istituzionale europeo, in cui l’Italia svolge un ruolo da protagonista”. Urso ha concluso: “Noi vorremmo preparare il nostro Paese per cogliere appieno questa nuova opportunità dopo che sara’ approvato l’IAA, di cui abbiamo chiesto l’anticipazione affinche’ entri in vigore gia’ il prossimo anno, e non come oggi previsto, nel gennaio 2029”.

Italgas attiva a Saluzzo (CN) una nuova connessione di biometano alla rete di distribuzione del gas

È entrata in esercizio a Saluzzo (CN) una nuova connessione di biometano alla rete di distribuzione del gas gestita da Italgas. L’intervento ha previsto la realizzazione di un impianto di ricezione e immissione all’interno della Società Cooperativa Agricola “Il Tiglio” e il tratto di condotta necessario all’allacciamento. Il biometano immesso viene ottenuto attraverso un processo di digestione anaerobica alimentato da scarti della produzione agroalimentare, biomasse agricole e reflui zootecnici.
La nuova infrastruttura, totalmente digitalizzata in linea con i più avanzati standard di Italgas, consentirà di immettere nel network di distribuzione locale circa 2,4 milioni di metri cubi/anno di biometano, equivalenti ai consumi medi annui di circa 3.000 famiglie del territorio. L’intervento ha comportato anche la realizzazione di un nuovo tratto di rete di collegamento di circa 2,2 km di estensione. “Il biometano in Italia è in forte accelerazione e i numeri lo confermano ogni giorno – ha commentato l’Amministratore Delegato di Italgas Reti, Pier Lorenzo Dell’Orco –. Produrlo localmente si traduce in maggiore indipendenza energetica, flessibilità, competitività e sostenibilità: vantaggi concreti per i territori e per il sistema-Paese. Da Nord a Sud registriamo una domanda crescente di connessione, e le nostre reti – tecnologicamente avanzate e adattabili a ogni configurazione impiantistica – sono pronte ad accoglierla. Siamo in grado di integrare quote crescenti di biometano in modo sicuro ed efficiente, e intendiamo continuare a farlo con la stessa determinazione”. La nuova connessione di Saluzzo si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo delle infrastrutture dedicate ai gas rinnovabili portato avanti da Italgas. La trasformazione tecnologica delle reti di distribuzione consente oggi di accogliere quantità crescenti di biometano garantendone la piena integrazione nel sistema energetico. L’intervento segue il recente completamento del collegamento alla rete Italgas dell’impianto di produzione di biometano di Asja Energy a Druento (TO), a conferma del crescente sviluppo delle filiere del gas rinnovabile sul territorio piemontese. Con Saluzzo salgono a 15 gli impianti di produzione di biometano già connessi alla rete Italgas. L’obiettivo del Gruppo è raggiungere entro il 2030 una capacità di immissione pari a 1,2 miliardi di metri cubi annui.

L’Headquarter di Acea ancora più connesso grazie a Inwit

Acea ha da oggi un quartier generale con connessioni più veloci ed efficienti grazie alle infrastrutture digitali di INWIT. La digital infrastructure company italiana ha infatti realizzato un sistema multi-operatore per location indoor DAS (Distributed Antenna System) che abilita la connettività mobile nella sede centrale dell’azienda romana. L’impianto DAS, composto da 4 remote unit che collegano circa 180 mini-antenne, assicura un’esperienza di connettività seamless, in continuità tra esterno ed interno, in una struttura che si estende per oltre 40mila metri quadrati e su 11 piani. Questa infrastruttura consente di fruire di una migliore connettività voce e dati e potenzialmente anche di servizi innovativi per l’ottimizzazione delle procedure, della gestione documentale e per la velocizzazione delle comunicazioni, rappresentando un valido ausilio al percorso di digitalizzazione dell‘azienda capitolina. Inoltre, INWIT ha realizzato un ulteriore impianto DAS, presso la sede di ARETI, società di Acea che si occupa della gestione, manutenzione e sviluppo della rete di distribuzione dell’energia elettrica, abilitando connettività stabile e veloce in oltre 2320 mq; ed è in corso di realizzazione una terza infrastruttura digitale indoor dedicata all’Innovation center, Autoparco ACEA per una copertura di oltre 2831 mq.
“La collaborazione con ACEA conferma il ruolo centrale di INWIT come abilitatore della trasformazione digitale per le grandi realtà industriali del Paese. Attraverso la nostra infrastruttura DAS, miglioriamo gli spazi di lavoro, trasformandoli in ecosistemi digitali, garantendo in ogni ambiente una connettività capillare ed elevate performance. Questo progetto pone le basi per una migliore esperienza cliente a 360 gradi, dotando ACEA di una potente infrastruttura pronta ad abilitare nuovi servizi smart building, IoT e sicurezza, ha dichiarato Lucio Golinelli, Chief Smart Infrastructure Officer di INWIT. “L’innovazione tecnologica rappresenta per Acea una leva strategica per migliorare l’efficienza operativa e la qualità dei servizi che offriamo ai cittadini. Grazie alla collaborazione con INWIT, la nostra sede centrale può oggi contare su una connettività ancora più performante e affidabile. Questo intervento, che coinvolge anche la sede di ARETI e il nostro Innovation Center, rafforza il percorso di trasformazione digitale di ACEA. Disporre di infrastrutture evolute significa rendere i nostri spazi di lavoro sempre più connessi, efficienti e pronti ad affrontare le sfide future”, ha dichiarato Emiliano Sorrenti, Chief Digital, IT & Cybersecurity Officer di Acea.

Enav: Ivan Rebernik nuovo Chief People & Corporate Services

Ivan Rebernik è entrato a far parte del Gruppo ENAV come Chief People & Corporate Services. Laureato in Filosofia, con Executive Program presso Luiss Business School, Columbia Business School e Harvard Business School, Ivan Rebernik ha maturato una consolidata esperienza manageriale nell’ambito delle risorse umane, dell’organizzazione aziendale e della trasformazione dei modelli operativi. Ha iniziato il proprio percorso professionale nel Gruppo Enel, ricoprendo incarichi di crescente responsabilità sia nelle Human Resources sia nelle Business Line. In questo contesto ha guidato processi, canali e sistemi di customer service a supporto del mercato libero, contribuendo a importanti programmi di trasformazione organizzativa, digitale e operativa. Successivamente ha assunto il ruolo di Direttore Personale, Organizzazione e Facility di Open Fiber, contribuendo alla fase di avvio e sviluppo della società. In tale posizione ha avuto la responsabilità di numerose funzioni corporate, tra cui Sostenibilità, Security e Cyber Security, HSEQ, Comunicazione Interna, Facility Management e General Services. Ha inoltre accompagnato la crescita di una delle principali infrastrutture digitali del Paese, guidando la definizione dell’assetto organizzativo, l’evoluzione dei modelli di people management e lo sviluppo della cultura aziendale. Al momento, Rebernik non è titolare di azioni della Società. L’amministratore delegato di ENAV, Igor De Biasio, a nome della Società, formula a Rebernik i migliori auguri di buon lavoro per il nuovo incarico.

Olivetti ottiene la certificazione B Corp e rafforza la astrategia di sostenibilità del gruppo Tim

Olivetti, la società del Gruppo TIM specializzata nell’IoT che opera nell’ambito di TIM Enterprise, ha ottenuto la certificazione B Corp, il riconoscimento internazionale rilasciato da B Lab che riunisce in una comunità globale oltre 10.000 imprese presenti in più di 100 Paesi. L’ottenimento della certificazione B Corp dimostra che Olivetti soddisfa gli Standard B Lab in materia di impatto sociale, ambientale, trasparenza e responsabilità, oltre ad impegnarsi verso obiettivi che vanno oltre l’interesse degli azionisti. Con il processo di certificazione B Corp, le aziende sono tenute a fornire prove delle loro prestazioni, oltre a integrare legalmente nel loro statuto societario l’impegno verso finalità di beneficio comune, diventando Società Benefit. Questa certificazione rappresenta una tappa significativa nel percorso strategico del Gruppo TIM, che punta a valorizzare il contributo delle proprie fabbriche tecnologiche per lo sviluppo di soluzioni digitali, capaci di generare benefici economici, sociali e ambientali. In questo quadro, Olivetti contribuisce con tecnologie IoT e piattaforme dati per imprese e amministrazioni, rendendo più efficienti processi, infrastrutture e servizi e rafforzando il ruolo di TIM nello sviluppo di un digitale più sostenibile e competitivo.

La certificazione B Corp rappresenta l’esito di un percorso avviato nel 2022 con la scelta di adottare lo status di Società Benefit, integrando nel proprio statuto finalità di beneficio comune accanto agli obiettivi economici. Le performance più significative riguardano Persone, Comunità e Governance, con evidenze legate a welfare, sviluppo professionale, inclusione, gestione responsabile della supply chain, etica, trasparenza e sistemi di controllo. Il risultato valorizza anche iniziative a impatto integrate nel modello di business, come le soluzioni per le smart city e le infrastrutture digitali e le iniziative orientate alla conservazione delle risorse nel segmento Office. Olivetti è ora parte di una crescente comunità di oltre 10.000 aziende che nel mondo si sono certificate come B Corp. Con 387 B Corp che occupano oltre 41.000 persone, generando un fatturato che supera i 23,3 miliardi di euro, la community di B Corp in Italia è una delle più grandi e dinamiche d’Europa.

Fondo iGeneration: apre a Brescia nuova residenza da 20mln con 252 posti letto

E’ stato aperto nell’area Ex Magazzini Generali di Brescia il nuovo studentato ‘Camplus Brescia Lamarmora’. La struttura mette a disposizione della citta’ 252 posti letto, di cui il 30% destinato a studenti provenienti da famiglie a basso reddito con tariffe calmierate che beneficiano dei fondi provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La gestione della nuova struttura sara’ affidata a Camplus. L’iniziativa e’ promossa e finanziata con un investimento di circa 20 milioni di euro dal fondo iGeneration, gestito da Investire sgr (Gruppo Banca Finnat), dedicato alla residenzialita’ sostenibile per gli studenti universitari. Il fondo e’ partecipato da Cdp Real Asset sgr (Gruppo Cdp) (tramite il fondo Fnas), dal Fondo Europeo per gli Investimenti, da alcune tra le principali fondazioni bancarie e casse di previdenza italiane. Al primo closing, iGeneration ha gia’ raccolto risorse per oltre 200 milioni, con l’obiettivo di realizzare circa 2.500 posti letto in tutta Italia.

Nasce Elekta: scouting, analisi predittiva e innovazione tecnologica per ridurre i rischi delle operazioni immobiliari

Dall’iniziativa di un gruppo di professionisti con oltre 20 anni di esperienza nel real estate e nel settore finanziario nasce Elekta, una struttura verticale che individua, analizza, valorizza e porta al mercato operazioni immobiliari ancor prima della loro realizzazione, integrando in unico modello competenze di scouting, analisi predittiva, due diligence, finanza, marketing esperienziale e commercializzazione. Guidata da Mirko Frigerio, che ricopre il ruolo di Direttore Generale, Elekta presidia ogni fase del processo, dallo scouting al closing, grazie a strumenti e competenze specialistiche che le consentono di ridurre il rischio industriale, commerciale e finanziario delle operazioni, di massimizzare i ritorni e offrire agli acquirenti (investitori, società di costruzioni e di sviluppo immobiliare, privati in cerca di un’abitazione) soluzioni concrete e affidabili. Alla base dell’approccio di Elekta c’è una logica di “reverse engineering”: si parte dall’analisi della domanda del mercato per poi verificare la sostenibilità economica dell’operazione e solo successivamente definire la struttura finanziaria; in questo modo è possibile individuare operazioni solide, riducendo i rischi sia per gli operatori, sia per gli investitori. L’analisi preliminare viene condotta con il supporto di OnBild, un software proprietario in grado di processare oltre 3.500 operazioni al mese, incrociando dati immobiliari, territoriali, socioeconomici, demografici, infrastrutturali e ambientali. Questo sistema permette, ben prima di avviare le verifiche tecniche, legali e societarie, di valutare concretamente se il mercato di riferimento può assorbire l’operazione.

Anche nella fase commerciale la tecnologia gioca un ruolo fondamentale: Elekta ha infatti realizzato – e ne detiene il brevetto – la Experience Room, una sala immersiva nella quale presentare, in scala 1:1, sia progetti immobiliari in fase di fundraising, sia complessi residenziali ai clienti finali. Grazie all’Experience Room, l’investitore istituzionale può ottimizzare i tempi, visitando virtualmente e contemporaneamente più cantieri anche geograficamente distanti fra loro; lo sviluppatore è invece in grado di accelerare la prevendita e ridurre il rischio commerciale del cantiere, mentre il cliente finale non solo può valutare meglio spazi e ingombri della propria nuova casa prima ancora dell’inizio dei lavori di costruzione, ma anche personalizzarne ogni dettaglio con il supporto della materioteca presente nell’Experience Room. Elekta punta su una serie di partnership strategiche: ha una collaborazione con Immobiliare.it Insights per i big data con i quali opera il software proprietario OnBild, si avvale del supporto dello studio legale La Scala per le attività di M&A e la contrattualistica e sta siglando accordi con una importante banca italiana per lo sviluppo di veicoli di cartolarizzazione immobiliare e con due delle principali società internazionali di consulenza per la strutturazione delle operazioni.

“Spesso un NPL immobiliare nasce da business plan errati, dati incompleti o da una lettura non corretta del mercato. Elekta nasce per prevenire queste criticità, costruendo prodotti misurabili, sostenibili e finanziariamente solidi già in fase di sviluppo”, dichiara Mirko Frigerio, Direttore Generale di Elekta. “Questa impostazione si riflette nei primi progetti di cartolarizzazione immobiliare che abbiamo in pipeline, fra i quali uno volto alla riqualificazione delle grandi proprietà per adattarle alle nuove esigenze abitative, oltre a quelli dedicati alle nude proprietà e ai principali laghi italiani. Abbiamo l’ambizione di innovare il settore del real estate, puntando nei prossimi anni a consolidare la nostra presenza nei principali mercati italiani.” Mirko Frigerio, già founder e Vicepresidente Esecutivo di NPLS RE Solutions (oggi Rina Prime) e Presidente di Rescue S.r.l., società partecipata da Wikicasa, è affiancato da Giuseppe Frigerio, già Founder di OnBild e creatore dell’algoritmo predittivo, da oltre venticinque attivo nell’advisory immobiliare, e da Antonio Nespolino, imprenditore e fondatore di numerose iniziative di successo fra le quali il brand “Il Muratore Bergamasco”, al quale si deve l’intuizione originaria del modello della Experience Room.

GreenYellow e Giva firmano un accordo ventennale per la valorizzazione di due impianti fotovoltaici

GreenYellow, leader internazionale nella transizione energetica decentralizzata, e GIVA, gruppo attivo nella produzione di prodotti siderurgici per l’industria, hanno firmato un Service Agreement on-site della durata di 20 anni relativo a due impianti fotovoltaici in Lombardia, situati presso i siti produttivi di Visano (Brescia) e Cella Dati (Cremona). L’accordo si basa su un modello di Energy-as-a-Service che prevede il coinvolgimento di GreenYellow nella gestione e valorizzazione degli impianti fotovoltaici già presenti e operativi. GreenYellow ne assicura esercizio, manutenzione e massimizzazione delle performance, consentendo a GIVA di continuare a usufruire dell’energia rinnovabile prodotta in sito in modalità autoconsumo. La partnership rappresenta un modello innovativo per le aziende industriali che desiderano valorizzare gli impianti fotovoltaici già installati, trasformando un asset energetico ad alta intensità di capitale in un servizio energetico a lungo termine, senza rinunciare ai benefici economici e ambientali dell’autoconsumo. L’accordo riguarda un impianto fotovoltaico a terra con sistemi di inseguimento solare (tracker) da 8 MWp presso il sito di Visano e un impianto su copertura da 3 MWp presso il sito di Cella Dati, per una potenza installata complessiva di 11 MWp. I due impianti producono complessivamente circa 15,5 GWh di energia rinnovabile all’anno, contribuendo a coprire circa il 50% del fabbisogno energetico dei due siti produttivi. La produzione di energia solare consente inoltre di evitare ogni anno oltre 6.510 tonnellate di emissioni di CO₂, un beneficio ambientale equivalente ai consumi elettrici annuali di oltre 8.030 famiglie. Attraverso questa operazione, GIVA ha potuto valorizzare i propri asset fotovoltaici, liberando risorse finanziarie da destinare allo sviluppo del business e agli investimenti strategici futuri.

Allo stesso tempo, l’azienda continua ad usufruire dell’energia rinnovabile prodotta direttamente nei propri siti, beneficiando della stabilità e della prevedibilità dei servizi garantiti da un contratto di lungo termine. Nel commentare l’operazione, il CEO di GIVA, Jacopo Longhi Vienna, ha evidenziato: “La partnership con GreenYellow ci consente di preservare integralmente la nostra strategia industriale. Proseguiamo infatti nel percorso di decarbonizzazione, mitigazione dei rischi e riduzione dei costi energetici dei nostri stabilimenti, assicurando al tempo stesso i flussi di cassa necessari a finanziare gli investimenti core per lo sviluppo del business. In un contesto in costante evoluzione, la capacità di individuare soluzioni efficaci e coerenti con i nostri obiettivi è fondamentale per continuare a creare valore in modo sostenibile.”

“Le aziende industriali sono sempre più alla ricerca di soluzioni che consentano di accelerare la transizione energetica senza immobilizzare capitale in asset non strategici,” ha dichiarato Pierre Marouby, General Manager di GreenYellow. “Con questo accordo, GIVA può continuare a beneficiare dell’energia rinnovabile prodotta in loco mentre GreenYellow si occupa della gestione completa degli impianti. Si tratta di un modello che coniuga sostenibilità e ottimizzazione finanziaria.”

L’iniziativa conferma il crescente interesse delle imprese verso soluzioni innovative di Energy-as-a-Service, che consentono di semplificare la gestione degli asset energetici, sbloccare capitale per nuovi investimenti e accelerare il percorso di decarbonizzazione. Con questo approccio, GreenYellow amplia ulteriormente la propria offerta, affiancando allo sviluppo di nuovi impianti la valorizzazione delle infrastrutture rinnovabili già esistenti e supportando le aziende nell’adozione di modelli energetici sempre più efficienti e sostenibili.

McKinsey: L’intelligenza artificiale cambia il pricing della logistica, così si gioca la partita della redditività

La logistica è uno dei pilastri dell’economia globale: garantisce il collegamento tra produzione e consumo attraverso reti sempre più articolate e rappresenta un elemento essenziale per la tenuta delle catene di approvvigionamento. Eppure, nonostante il ruolo strategico che ricopre, il settore continua spesso a faticare nel valorizzare economicamente i propri servizi, comprimendo margini e redditività. Secondo un’analisi di McKinsey, la leva decisiva per invertire questa tendenza non è soltanto il contenimento dei costi, ma soprattutto una gestione più evoluta del pricing. Lo studio, condotto su 21 operatori logistici tra il 2017 e il 2022, evidenzia infatti che le aziende con le migliori performance hanno incrementato i prezzi a un ritmo annuo superiore di circa il 20% rispetto alla mediana del settore. Una dinamica riscontrata in diversi comparti – dal trasporto stradale a quello ferroviario, marittimo e aereo – e accompagnata, nella maggior parte dei casi, da una crescita dell’EBIT tra le più elevate del campione. Il messaggio è chiaro: i leader del settore non competono esclusivamente sul contenimento dei costi o sull’aumento dei volumi, ma utilizzano il prezzo come leva strategica per accrescere la redditività. L’intelligenza artificiale sta accelerando questa trasformazione, abbattendo le barriere tecnologiche che fino a pochi anni fa rendevano difficile applicare modelli avanzati di pricing. McKinsey individua quattro direttrici sulle quali si stanno concentrando gli operatori più innovativi.

La prima riguarda la capacità di comprendere con maggiore precisione la disponibilità a pagare dei clienti. In un mercato caratterizzato da servizi spesso percepiti come intercambiabili, la differenziazione esiste, ma è spesso minima e difficile da individuare. Grazie all’AI generativa e ai sistemi di analisi avanzata è oggi possibile elaborare grandi quantità di dati non strutturati – dalle polizze di carico alle fatture, fino ai documenti aziendali – per ricavare informazioni molto più dettagliate sulle caratteristiche delle merci, dei clienti e delle spedizioni. Questa maggiore granularità consente di costruire modelli di pricing più accurati e personalizzati, capaci di cogliere anche differenze apparentemente marginali ma determinanti per la disponibilità a pagare. Un secondo ambito riguarda la digitalizzazione delle trattative commerciali. Le gare indette dai grandi committenti esercitano una forte pressione competitiva sui fornitori logistici, ma gli operatori possono trasformare il proprio patrimonio informativo in un vantaggio competitivo. Archiviando e analizzando migliaia di contratti, offerte e negoziazioni concluse, le aziende sono in grado di individuare modelli ricorrenti nei comportamenti dei clienti e della forza vendita, rendendo le decisioni commerciali meno basate sull’intuizione e più fondate sull’evidenza dei dati. In questo modo diventa più semplice valutare quando il prezzo rappresenta davvero il fattore decisivo e confrontare ogni nuova proposta con casi analoghi già affrontati.

La terza leva consiste nell’utilizzare il pricing come strumento di ottimizzazione dell’intera rete logistica. Ogni spedizione presenta infatti caratteristiche differenti in termini di costi, complessità operativa e impatto sull’equilibrio della rete. Attraverso motori analitici sempre più sofisticati, gli operatori possono stimare il contributo economico di ciascun flusso e negoziare con maggiore consapevolezza il rapporto tra prezzi, volumi e sostenibilità operativa, adottando approcci sempre più simili a quelli utilizzati dal settore assicurativo nella valutazione del rischio. L’ultima frontiera è rappresentata dall’automazione dell’esecuzione del pricing. Molti processi, dalla gestione delle richieste di offerta all’aggiornamento dei listini fino alla verifica di preventivi e fatture, sono ancora caratterizzati da attività manuali e sistemi informatici frammentati. L’AI agentica permette di automatizzare queste operazioni, riducendo drasticamente tempi e costi. In uno dei casi analizzati da McKinsey, un operatore logistico ha ridotto i tempi di risposta a richieste di offerta non standard da quattro ore a due minuti grazie a un sistema in grado di interagire direttamente con il cliente via e-mail. La stessa tecnologia consente inoltre di confrontare automaticamente listini, preventivi, fatture e pagamenti, individuando errori e dispersioni di ricavi che spesso passano inosservati.

Per il settore logistico, dunque, il pricing non rappresenta più soltanto una funzione amministrativa, ma uno strumento strategico per migliorare competitività e margini. L’integrazione dell’intelligenza artificiale promette infatti di trasformare un processo tradizionalmente complesso in una leva capace di aumentare la redditività, migliorare il servizio al cliente e rafforzare la resilienza delle reti logistiche in un mercato sempre più competitivo.

Osservatori Digital Innovation: l’agentic Ai cambia il lavoro creativo

Nel 2035 un designer non sarà più l’unico autore di un progetto creativo. I diritti di proprietà potranno essere condivisi tra professionisti, piattaforme, curatori dei dati e sistemi di Agentic AI. Un manager potrà integrare competenze provenienti da discipline diverse grazie a ecosistemi intelligenti in grado di ampliare il suo perimetro creativo. E il valore di un processo creativo potrà non essere misurato dalla velocità con cui viene completato, ma dal piacere e dall'esperienza che genera per chi lo vive. Sono alcuni degli scenari delineati dalla nuova ricerca dell’Osservatorio FUTURES | Sense Making by System Thinking del Politecnico di Milano, presentata oggi al convegno "Organizing and Performing Creative Work in the Distant Future (2035)". Uno degli oltre 50 filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management che affrontano i principali temi dell'innovazione digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione. L’Osservatorio sperimenta e promuove approcci innovativi nella progettazione di futuri desiderabili, a cui sono chiamati leader, innovatori e organizzazioni in contesti fortemente volatili e incerti, piuttosto che adattarsi a futuri emergenti a cui reagire una volta che si sono espressi. La terza edizione della ricerca ha analizzato come i Sistemi AI Agentici stiano ridisegnando la natura, il ritmo e la responsabilità del lavoro creativo. Gli scenari sviluppati dall’Osservatorio non descrivono ciò che accadrà necessariamente, ma aiutano organizzazioni e professionisti a riflettere sulle scelte che possono compiere oggi per costruire forme di lavoro creativo più
sostenibili, inclusive e capaci di generare valore nel lungo periodo. L’indagine si è sviluppata tra dicembre 2025 e maggio 2026 attraverso sei appuntamenti che hanno coinvolto manager, innovatori e professionisti in attività di confronto, analisi dei fenomeni emergenti e costruzione di scenari sul futuro del lavoro creativo. Il percorso ha alternato momenti di riflessione e progettazione, con l’obiettivo di immaginare futuri significativi e desiderabili e comprendere come l’Intelligenza Artificiale potrà
trasformare il modo in cui il lavoro creativo viene organizzato, svolto e valorizzato. “Dalla ricerca emerge che l;Intelligenza Artificiale non solo cambierà il processo creativo, ma anche il modo in cui la creatività genera valore, in due direzioni – afferma Claudio Dell’Era, Direttore dell’Osservatorio FUTURES | Sense Making by System Thinking -.

La prima riguarda il passaggio dal semplice supporto alle capacità umane alla trasformazione del lavoro creativo: l’Intelligenza Artificiale aiuterà le persone a lavorare meglio o più velocemente, ma contribuirà anche a ridefinire ruoli, competenze, modelli organizzativi e forme di autorialità.La seconda riguarda il passaggio dalla ricerca della velocità e dell’efficienza alla ricerca del significato e della soddisfazione: il valore della creatività non sarà misurato soltanto dalla rapidità con cui si producono idee e contenuti, ma anche dalla capacità di generare esperienze coinvolgenti e appaganti per chi crea e per chi ne beneficia. In altre parole, il processo creativo sarà sempre meno considerato un’attività finalizzata esclusivamente alla produzione di risultati e sempre più un'esperienza capace di generare apprendimento e soddisfazione”. Dall’aumento delle capacità alla trasformazione del lavoro creativo. Nel futuro più vicino immaginato dall’Osservatorio, l’Intelligenza Artificiale aiuterà professionisti e organizzazioni a essere più efficaci: consentirà di sviluppare idee più rapidamente, generare un maggior numero di alternative, simulare scenari, realizzare prototipi e prendere decisioni più informate. Nel lungo periodo, però, il cambiamento sarà più profondo. I sistemi di Intelligenza Artificiale sempre più autonomi non si limiteranno a rendere più efficienti attività già esistenti, ma cambieranno il modo stesso in cui il lavoro creativo viene organizzato e svolto.
Uno degli scenari elaborati dall’Osservatorio immagina un futuro in cui idee, progetti e contenuti saranno sempre più il risultato del contributo di soggetti diversi – professionisti, organizzazioni, piattaforme digitali e sistemi intelligenti. In questo contesto, la creatività non sarà più riconducibile a un singolo autore, ma nascerà dall’interazione tra competenze e tecnologie. In un secondo scenario, professionisti con competenze differenti collaborano all’interno di ecosistemi creativi sempre più integrati. Il valore nasce dalla capacità di combinare conoscenze, linguaggi e punti di vista diversi per affrontare problemi complessi e individuare soluzioni innovative.

“Le organizzazioni dovranno prepararsi nel futuro a gestire processi creativi sempre più collaborativi e interdisciplinari – afferma Stefano Magistretti, Direttore dell’Osservatorio FUTURES | Sense Making by System Thinking –. Idee e innovazione nasceranno dal contributo congiunto di persone, competenze diverse e sistemi intelligenti, rendendo meno netti i confini tra ruoli, professioni e responsabilità. In questo scenario, il vantaggio competitivo non dipenderà solo dall’accesso alle tecnologie, ma dalla capacità di costruire ecosistemi creativi in cui competenze differenti possano collaborare efficacemente per generare nuovo valore”.
Dalla velocità all’esperienza della creatività. Nel futuro più vicino, l’Intelligenza Artificiale contribuirà soprattutto ad accelerare il lavoro creativo: le persone controlleranno i risultati prodotti dai sistemi intelligenti, ne verificheranno la correttezza e interverranno per correggere, validare o perfezionare le soluzioni proposte.
Nel lungo periodo, invece, la creatività sarà valutata non solo per ciò che produce, ma anche per l’esperienza che genera. Creare diventerà sempre più un’occasione di apprendimento, esplorazione, coinvolgimento e soddisfazione personale. Negli scenari elaborati dall’Osservatorio, emergono due trasformazioni. La prima riguarda il ritmo del lavoro creativo: persone e sistemi intelligenti collaboreranno in futuro definendo insieme tempi, priorità e modalità di sviluppo delle attività. La seconda riguarda il ruolo dell’esperienza umana: intuizioni, idee e decisioni nasceranno sempre più dall’interazione tra persone, ambiente, emozioni e relazioni.
“Nei futuri immaginati dalla ricerca, persone e sistemi intelligenti collaboreranno in modo sempre più continuo, influenzando tempi, modalità e dinamiche della creatività – afferma Emilio Bellini, Direttore dell’Osservatorio FUTURES | Sense Making by System Thinking –. Allo stesso tempo, proprio perché molte attività saranno delegate alle tecnologie, acquisteranno ancora più valore le capacità tipicamente umane: immaginare, interpretare, emozionarsi, entrare in relazione con gli altri e attribuire significato alle esperienze. La creatività del futuro sarà il risultato dell’ incontro tra intelligenza artificiale e sensibilità umana”.

IA, Aspen-Intesa Sanpaolo: fase adulta, adesso si apre il tempo delle verifiche

Il Rapporto annuale sull’Intelligenza Artificiale, realizzato da Aspen in collaborazione con Intesa Sanpaolo, conferma l’ingresso dell’IA nella fase adulta. Si chiude la stagione della sperimentazione e si apre quella della verifica, tra misurazione degli effetti reali e distinzione tra ciò che è entrato stabilmente nei processi e ciò che resta allo stadio di prova. Lo studio contiene un sondaggio su un target qualificato di aziende con l’obiettivo di tracciare una fotografia aggiornata di percezioni, strategie e dinamiche in atto nei diversi settori industriali. Il Rapporto, giunto alla sua terza edizione, indica tre priorità: il passaggio dall’adozione all’integrazione, il governo responsabile della tecnologia e il rafforzamento dell’autonomia strategica europea. L’IA oggi è una tecnologia matura nelle capacità, ma diseguale negli esiti: cresce rapidamente nelle imprese europee e italiane, ma resta frenata da competenze, dati, costi e incertezza normativa. Sul piano del lavoro, la trasformazione incide soprattutto sulla qualità delle mansioni, sulle competenze e sull’autonomia decisionale, con il rischio di nuovi divari. Il ritardo italiano nell’uso individuale degli strumenti generativi, rappresenta una sfida importante nel processo di trasformazione del tessuto economico e industriale. La pubblica amministrazione può fungere da laboratorio di buone pratiche, promuovendo la realizzazione di infrastrutture – di calcolo, energetiche e di cybersicurezza – oltre che la costruzione di competenze, regole e fiducia. Tutti fattori essenziali perchè l’Intelligenza Artificiale possa diventare una leva per la competitività e l’autonomia strategica del Paese.

Luciana Di Bisceglie eletta alla presidenza nazionale di Terziario Donna Confcommercio

Luciana Di Bisceglie è stata eletta Presidente nazionale di Terziario Donna Confcommercio, il Gruppo che rappresenta le imprenditrici, le professioniste e le lavoratrici autonome del Sistema Confcommercio. Imprenditrice nel settore dei servizi, Di Bisceglie è Presidente della Camera di Commercio di Bari e Presidente di Unioncamere Puglia. Prima donna alla guida dell’ente camerale barese, è Vicepresidente nazionale uscente di Terziario Donna Confcommercio e Presidente di Terziario Donna Confcommercio Bari-BAT. Nel corso della sua attività associativa e istituzionale ha promosso iniziative a sostegno della competitività delle imprese, dell’innovazione, della valorizzazione del capitale umano e della leadership femminile. “Accolgo questo incarico con grande gioia, un profondo senso di responsabilità e il desiderio di fare bene per Confcommercio e per il nostro Paese. Terziario Donna Confcommercio – dichiara la Presidente Luciana Di Bisceglie – può essere uno straordinario strumento per creare valore, innovazione, inclusione e sviluppo nei territori e nelle istituzioni. Insieme al nuovo Direttivo, e in forte sinergia con tutta
Confcommercio, lavoreremo per rafforzare il pieno coinvolgimento femminile nel mercato del lavoro e nella società, valorizzare il ruolo delle imprenditrici nel Paese e costruire nuove opportunità di crescita per le imprese, partendo dal principio che la diversità di genere e le pari opportunità rendono il mercato più competitivo e il futuro più grande per tutti”. Terziario Donna Confcommercio da oltre quarant’anni rappresenta un punto di riferimento per l’imprenditoria femminile italiana, promuovendo la partecipazione delle donne alla vita economica e associativa e contribuendo allo sviluppo dei territori attraverso una rete capillare di gruppi territoriali e di categoria. L’associazione sostiene politiche, iniziative e progetti volti a favorire la crescita dell’imprenditoria femminile, la diffusione della cultura d’impresa, l’innovazione e le pari opportunità, valorizzando il ruolo delle donne come protagoniste dello sviluppo economico e sociale del Paese.

Adriatic Lng ha coperto il 14% della domanda di gas in 6 mesi

Il rigassificatore di Rovigo Adriatic Lng ha immesso in rete 4,4 miliardi di metri cubi di gas naturale nei primi 6 mesi dell’anno, coprendo il 14% della domanda italiana di gas. A garantire la fornitura sono state 41 navi metaniere ricevute dalla struttura al largo della costa veneta, che hanno trasportato il 40% del Gnl importato in Italia. Un dato che, secondo il gestore dell’infrastruttura, conferma il ruolo dell’impianto, che è la 3/a fonte di importazione di gas del paese dopo i gasdotti Transmed e Tap collegati rispettivamente all’Algeria dalla Sicilia e al Mar Caspio dalla Puglia.
Con la crisi nel Golfo Persico e la chiusura dello Stretto di Hormuz, la temporanea riduzione dei flussi di Gnl provenienti dal Qatar è stata compensata da carichi provenienti dagli Stati Uniti, con una conseguente diversa distribuzione geografica delle provenienze del gas liquefatto nel primo semestre. Le navi provenienti dagli Stati Uniti sono state infatti 28, a fronte delle 13 arrivate dal dal Qatar.
Dall’avvio delle attività operative, nella seconda metà del 2009, Adriatic Lng ha immesso nella rete nazionale oltre 113 miliardi di metri cubi di gas, ricevendo più di 1.250 navi metaniere provenienti da diverse aree geografiche.
“In uno scenario internazionale segnato da crescente incertezza e volatilità – afferma l’amministratrice delegata Alexandra Thomas – il valore di infrastrutture solide, affidabili e resilienti come Adriatic Lng appare ancora più evidente”. “Il nostro contributo alla sicurezza energetica del paese – conclude – si fonda sulla capacità di garantire continuità operativa, diversificazione degli approvvigionamenti e standard elevati di sicurezza, mantenendo al centro le persone, il dialogo con gli stakeholder e la tutela dell’ambiente”.

Terna: a giugno installati 533 MW di rinnovabili

A giugno, secondo l’ultimo aggiornamento Terna, risultano installati 533,25 MW di rinnovabili. Nel dettaglio, sono stati installati 8.224 nuovi impianti fotovoltaici, registrando 483,66 MW di potenza aggiuntiva, e 4.656 nuovi impianti di accumulo.

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