LA GIORNATA

Ponte Morandi: 12 anni a Castellucci, 32 condanne in primo grado

  • Energia elettrica per le Pa: al via la nuova gara Consip da 3,1 miliardi
  • Brennero, Avvocato Corte Ue: ragione all’Italia, illegittimi tre divieti
  • Energia, Consulta: in zone agricole legittimo divieto fotovoltaico a terra

17 Lug 2026 di Maria Cristina Carlini

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A quasi otto anni dal crollo del ponte Morandi, il Tribunale di Genova ha pronunciato la sentenza di primo grado nel processo per una delle più gravi tragedie infrastrutturali della storia italiana recente. L’ex amministratore delegato di Atlantia e di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, è stato condannato a 12 anni di reclusione per il crollo del viadotto che, il 14 agosto 2018, provocò la morte di 43 persone. La pena è inferiore ai 18 anni e sei mesi richiesti dalla Procura, ma rappresenta la più severa tra quelle inflitte. Condannato anche Mauro Coletta, ex direttore della vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cinque anni di carcere, contro i dieci richiesti dall’accusa. Le difese hanno già annunciato ricorso in appello, sostenendo che il processo avrebbe individuato un colpevole senza dimostrarne pienamente le responsabilità.

Il collegio giudicante ha riconosciuto, a vario titolo, i reati di crollo colposo, omicidio colposo e omicidio stradale colposo, escludendo però l’aggravante relativa alla violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro. Gli imputati sono stati invece assolti dalle accuse di attentato alla sicurezza dei trasporti, rimozione dolosa di sistemi di sicurezza e falso. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni, mentre il risarcimento dei danni alle parti civili sarà definito in sede civile. La decisione è arrivata dopo circa quattro ore di camera di consiglio ed è stata accolta con forte emozione dai familiari delle vittime presenti in aula. Per il Comitato dei parenti, la sentenza rappresenta un importante riconoscimento delle responsabilità e conferma la solidità dell’impianto accusatorio costruito nel corso di un’indagine durata otto anni. Anche la Procura di Genova ha espresso soddisfazione, pur ricordando che si tratta di una sentenza di primo grado e che per tutti gli imputati resta valido il principio di non colpevolezza fino al definitivo accertamento giudiziario.

Tra le altre condanne figurano gli ex dirigenti di Autostrade per l’Italia Michele Donferri Mitelli, condannato a 11 anni, Paolo Berti a cinque anni e sei mesi, e l’ex amministratore delegato di Spea Antonino Galatà, anch’egli condannato a cinque anni e sei mesi. Quattro anni sono stati inflitti al docente universitario Antonio Brencich. Complessivamente il tribunale ha pronunciato 32 condanne, per un totale di circa 180 anni di reclusione, mentre 25 imputati sono stati assolti o prosciolti per intervenuta prescrizione.

La famiglia dell’ingegnere Riccardo Morandi ha accolto con favore la sentenza, sottolineando come essa contribuisca a ristabilire la verità dei fatti, respingendo l’ipotesi che la responsabilità del disastro potesse essere attribuita esclusivamente al progettista del ponte. Dal mondo delle istituzioni sono arrivati messaggi di rispetto per la decisione del tribunale e di vicinanza ai familiari delle vittime. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha affermato che chi è stato ritenuto responsabile deve rispondere delle proprie azioni. Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha definito la sentenza un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia, mentre la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha parlato di una giornata dal forte valore storico ed emotivo per l’intera città. La vicenda giudiziaria, tuttavia, non si conclude con questo verdetto. L’annunciato ricorso in appello apre infatti una nuova fase del procedimento, destinata a proseguire nei prossimi anni prima di giungere a una decisione definitiva.

Energia elettrica per le Pa: al via la nuova gara Consip da 3,1 miliardi

Consip ha pubblicato la nuova gara per la fornitura di energia elettrica alle pubbliche amministrazioni, per un valore complessivo, inclusi eventuali incrementi, di 3,1 miliardi di euro, pari a oltre 18 Terawattora (TWh). L’iniziativa garantisce la continuità dell’offerta Consip per la fornitura di energia elettrica per le amministrazioni che si trovano ad affrontare un mercato complesso ma essenziale per il funzionamento quotidiano della PA. “La nostra nuova gara mette a disposizione delle amministrazioni un contratto con prezzi e condizioni vantaggiose, prestabilite e trasparenti, monitorate anche attraverso verifiche sulla conformità delle prestazioni contrattuali”, l’amministratore delegato e direttore generale di Consip, Marco Reggiani. La nuova convenzione avrà una durata di 12 mesi, mentre i contratti di fornitura potranno avere una durata di 12 o 24 mesi, con prezzo variabile e corrispettivi aggiornati mensilmente sulla base dei prezzi della borsa elettrica italiana. Le amministrazioni potranno continuare a scegliere l’”Opzione verde” -che nel 2025 ha permesso l’erogazione di circa 2.500 GWh- per la fornitura di energia proveniente da fonti rinnovabili certificata tramite Garanzie di Origine. La gara è articolata in 18 lotti geografici, a cui si aggiunge il lotto “Italia Verde” – riservato alle PA con “punti di prelievo” distribuiti sul territorio – che consentirà di gestire la fornitura tramite un unico contratto e un unico interlocutore. Sono previsti due lotti specifici (18 Centro-Nord e 19 Sud) riservati alle PA che non riescono ad aderire ai lotti territoriali di riferimento a seguito della risoluzione di precedenti contratti, con modalità di accesso meno restrittive e condizioni economiche migliorative rispetto al Servizio di Salvaguardia. Tra le innovazioni figurano anche: Sconto PA virtuose: dedicato alle PA che pagano con addebito diretto SEPA – SDD o in anticipo rispetto al termine contrattuale; sconto nuove adesioni: dedicato alle PA che non hanno obbligo di utilizzo degli strumenti Consip e non hanno aderito ad alcuna delle ultime tre edizioni della Convenzione; iniziative di comunicazione a carico degli aggiudicatari: finalizzate a favorire l’adesione delle amministrazioni sul territorio. Il termine per la presentazione delle offerte è il 31 luglio 2026.

Istat conferma, l’inflazione cala al 3% a giugno

Nel mese di giugno 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una tendenziale del +3,0% (da +3,2% di maggio): lo comunica l’Istat , confermando la stima preliminare. Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%). Nel mese di giugno, spiega ancora l’Istat, l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,7% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%). Decelerano su base annua sia i prezzi dei beni (da +3,4% a +3,3%) sia quelli dei servizi (da +2,8% a +2,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, resta negativo passando da -0,6 a -0,7 punti percentuali. Decelerano anche i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,9% a +1,3%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,4% a +3,9%). La variazione congiunturale dell’indice generale risente, da un lato, della diminuzione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,5%) e, dall’altro, dell’aumento di quelli dei Servizi ricreativi, culturali, e per la cura della persona (+0,6%) e dei Servizi ai trasporti (+0,5%). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari al 2,6% per l’indice generale e all’1,7% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione nulla su base mensile e una variazione pari al +3,0% su base annua (da +3,2% del mese precedente); la stima preliminare era +3,1%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una crescita tendenziale del 2,9%. Nel secondo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’IPCA, evidenziano un aumento più marcato per le famiglie con bassi livelli di spesa (+3,7%) e più contenuto per quelle con livelli di spesa elevati (+2,6%).

Brennero, Avvocato Corte Ue: ragione all’Italia, illegittimi tre divieti

Il divieto di transito notturno, quello settoriale e quello invernale imposti dall’Austria ai mezzi pesanti sulle autostrade A12 della Valle dell’Inn e A13 del Brennero sono contrari al diritto Ue. È la conclusione dell’avvocato generale della Corte di giustizia Manuel Campos Sánchez-Bordona, che propone di accogliere su questi punti il ricorso per inadempimento dell’Italia. Il legale ritiene legittimo il sistema di dosaggio degli accessi alla A12, non avendo Roma dimostrato che comporti una restrizione quantitativa. Le conclusioni dell’avvocato non sono vincolanti, ma spesso la sentenza della Corte ne segue l’impostazione. ‘I divieti austriaci al Brennero sono contrari al diritto dell’Unione. Le conclusioni depositate questa mattina dall’Avvocato Generale presso la Corte UE di Lussemburgo riconoscono la bonta’ del ricorso avanzato dall’Italia contro l’Austria’, afferma il Mit in una nota, riferendo che ‘il ministro Salvini ha espresso forte soddisfazione per un passaggio fondamentale verso il pieno riconoscimento del diritto alla libera circolazione per tutti gli autotrasportatori lungo l’asse del Brennero’. La pronuncia del Collegio e’ attesa per questo autunno.”Le conclusioni dell’avvocato generale rappresentano un passo avanti fondamentale e atteso. Viene finalmente messa nero su bianco l’illegittimità di gran parte di quei divieti unilaterali che per anni hanno strangolato il corridoio del Brennero, creando pesantissimi disagi logistici ed economici non solo alle nostre imprese, ma all’intero sistema del Nord Italia e dell’Europa intera.” È il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti che sottolinea come il parere dell’organo europeo, che giudica contrari al diritto comunitario il divieto di transito notturno, quello settoriale e quello invernale imposti dal Tirolo sulla A12 e sulla A13, restituisca dignità a un asse di collegamento che è il cuore pulsante del corridoio alpino e che non può essere ostacolato da decisioni unilaterali”. Secondo Fugatti, anche il dosaggio dei tir continua a rappresentare un fattore di forte criticità per la fluidità del traffico e per la gestione della A22. Per questo, il presidente esprime l’auspicio che la sentenza definitiva della Corte di Giustizia possa compiere un ulteriore passo in avanti verso la piena tutela della libertà di circolazione delle merci, spingendo verso una gestione del corridoio che sia finalmente coordinata, digitalizzata e condivisa tra i diversi Stati, senza penalizzazioni di parte.

Energia, Consulta: in zone agricole legittimo divieto fotovoltaico a terra

In zone classificate agricole è legittimo il divieto di installare impianti fotovoltaici. Con la sentenza numero 127, depositata ieri, la Corte costituzionale si e’ pronunciata sulla norma che prevede il divieto di installare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici e ha dichiarato non fondate le plurime questioni di legittimita’ costituzionale dell’articolo 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, per come convertito, e dell’articolo 2, comma 2, primo periodo, del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190, sollevate dal Tar per il Lazio, sezione terza, con quattro distinte sentenze non definitive del 13 maggio 2025, in riferimento agli articoli 3, 9, 11 e 117, primo comma, della Costituzione, anche in relazione ai principi espressi dalla direttiva 2018/2001/UE e dal regolamento 2018/1999/UE, come modificati dalla direttiva 2023/2413/UE e dal regolamento 2021/1119/UE. La Corte ha anzitutto affermato che il giudice rimettente non aveva considerato che la norma censurata non vieta l’installazione di tutti gli impianti per la produzione di energia solare nelle aree agricole, ma soltanto quella degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra. Restano, invece, consentiti gli impianti agrivoltaici ‘con moduli non collocati a terra’ che preservano la continuita’ delle attivita’ colturali e pastorali sul sito di installazione.

L’export vale il 32% del Pil, obiettivo 700 miliardi

Nella grande incertezza del commercio internazionale le esportazioni italiane continuano a crescere. Valgono il 32% del Pil, quasi tre volte di più rispetto al 1926 quando è nato l’Istituto del commercio estero. L’Ice ha festeggiato i 100 anni con una cerimonia alla Camera e ha indicato che ancora c’è un potenziale inespresso tra le piccole e medie imprese italiane fino a 40-47 miliardi di euro. L’export italiano è superiore in volumi reali di dieci volte rispetto agli anni Settanta. E continua ad avere “un trend che sorprende”, osserva il presidente dell’Ice, Matteo Zoppas: nel 2025 è aumentato del 3,3% fino a 643,2 miliardi di euro e le quote di mercato mondiale dell’Italia sono salite al 2,77%, dal 2,75% del 2024. “L’obiettivo dei 700 miliardi di euro di export è raggiungibile”, ha commentato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Siamo il quarto esportatore al mondo, abbiamo superato Giappone e Corea del Sud. Dieci anni fa eravamo l’ottavo”, ha sottolineato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.

Gli ultimi dati Istat, relativi a maggio, mostrano una crescita rispetto all’anno precedente del 4,1% e un aumento più frenato rispetto al mese precedente (+0,2%). E sul futuro pesa la situazione internazionale e la crisi del canale di Hormuz. “Nel 2025 e nella prima metà del 2026, le tensioni commerciali e geopolitiche alimentate dal nuovo corso dell’amministrazione statunitense hanno subito un’accelerazione superiore a ogni previsione”, si legge nel rapporto dell’Ice.
La nuova politica tariffaria degli Stati Uniti per l’Ice “rappresenta uno dei principali fattori di discontinuità del 2025 e accentua i rischi di frammentazione dell’economia mondiale”. Rende necessario rafforzare i percorsi di internazionalizzazione delle imprese, consolidarne la presenza sui mercati esteri e favorire una maggiore diversificazione dei mercati di sbocco. I dazi statunitensi sull’Italia sono passati da un’imposizione tariffaria media del 2,3% di fine 2024 all’11% della fine del 2025, un livello superiore a quello medio dell’Unione europea, pari all’8,5%. La differenza è dovuta alla differente composizione settoriale delle esportazioni verso gli Usa dei Paesi. Nonostante la stretta commerciale di Trump, le vendite italiane negli Stati Uniti sono cresciute comunque del 7,2% nel 2025. Il merito è della farmaceutica, che ha beneficiato di dazi prossimi allo zero e segnato +54,1%. Senza quel comparto, però, il risultato sarebbe stato negativo.
L’impatto delle tensioni internazionali è evidente anche sugli investimenti diretti esteri in Italia, crollati nel 2025 dell’89,4% fino a 2,8 miliardi di dollari. Una flessione ha riguardato anche gli investimenti dell’Italia all’estero, scesi del 49,7% fino a 21,3 miliardi di euro.

Oice, fatturato 2025 imprese associate a 4,6 mld (+6,1%)

Nel corso del 2025 il fatturato delle societa’ di ingegneria e architettura associate all’Oice e’ stato di 4,6 miliardi, con un incremento del 6,1% sul 2024, mentre per l’anno in corso si attende un fatturato di 4,7 miliardi, con un incremento dell’1,6%. E’ quanto emerge dalla 42esima Rilevazione Oice/Cer sull’andamento delle societa’ di ingegneria e architettura aderenti all’associazione. Nel 2025 gli occupati nelle societa’ sono stati 37.459 (+7,9% sul 2024) e nel 2026 arriveranno a 39mila unita’ (+4,1%). Il 25% della produzione arriva dai mercati esteri mentre il mercato domestico rappresenta il 75% della produzione totale nel 2025. Le quote si confermano stabili nelle previsioni 2026. Il sondaggio condotto presso le imprese rivela inoltre che per oltre l’80% delle imprese, i contratti Pnrr nel 2025 coprono ancora il 25% del fatturato. Complessivamente, la rilevazione ‘conferma come anche il 2025 sia risultato un anno molto positivo per le societa’ di ingegneria e architettura’.’I dati di quest’anno – sottolinea il presidente dell’Oice Giorgio Lupoi – mostrano come il nostro settore nel 2025 abbia vissuto un altro anno di espansione anche se le percentuali di crescita sono, rispetto allo scorso anno in lieve riduzione tranne che per l’estero’. ‘Anche quest’anno – segnala inoltre Lupoi – si confermano le difficolta’ nel reperimento delle risorse tecniche e professionali e le stime di crescita occupazionale tendono leggermente a calare’. ‘Sul mercato domestico – chiede il presidente dell’Oice – e’ necessario che sia assicurata continuità di spesa pubblica invertendo il ciclo attuale, con programmi di investimento su settori cruciali, dalle risorse idriche al Piano casa, alla rigenerazione urbana’.

Poste, al via dal 20 luglio l’opas su Tim. Consob approva il documento d’offerta

La Consob ha approvato il documento d’offerta per l’opas di Poste su Tim e l’operazione può prendere il via. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante fa sapere che, come concordato con Borsa Italiana, il periodo di adesione avrà inizio alle ore 8:30 del 20 luglio e terminerà alle 17:30 dell’11 settembre.
Il corrispettivo dell’offerta prevede una componente in denaro, pari a 1,67 euro – ricorda una nota – e una componente in azioni, rappresentata da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione.

Arrow Global rafforza la sua presenza in Italia con l’acquisizione di Borio Mangiarotti

Arrow Global, primario asset manager alternativo verticalmente integrato, specializzato nel private credit e nel real estate, acquisisce Borio Mangiarotti , storica realtà milanese attiva come developer e general contractor. Borio vanta oltre un secolo di esperienza nel settore, con forti competenze nella gestione, nello sviluppo e nella realizzazione di progetti immobiliari. L’operazione si inserisce nel consolidato track record europeo di Arrow e risponde pienamente alla strategia del Gruppo, incentrata sull’investimento e sullo sviluppo in piattaforme locali, che costituisce un elemento distintivo del suo modello di business. In questo modo, il Gruppo assume una posizione privilegiata per individuare, valutare e concretizzare opportunità nel settore real estate, supportando così la continua crescita delle piattaforme italiane.
Fondata nel 1920, Borio Mangiarotti ha svolto un ruolo significativo nello sviluppo della città di Milano, vantando un’ampia esperienza nel settore residenziale, nella rigenerazione urbana, nel project management e nel general contracting. La società ha inoltre solide relazioni nel mercato locale e un comprovato track record di collaborazioni con partner istituzionali. Milano continua a distinguersi come uno dei mercati residenziali più solidi in Europa, sostenuto da una domanda resiliente, da un’offerta limitata di nuove costruzioni e da un’elevata liquidità. In questo contesto, le competenze locali e l’esperienza operativa di Borio consentono ad Arrow di espandere le proprie capacità in questo mercato, mantenendo al contempo il modello operativo locally-led che caratterizza la strategia europea del Gruppo.
Zach Lewy, Founder, CEO e Chief Investment Officer di Arrow Global, ha dichiarato: “Il modello di investimento di Arrow si basa sulla combinazione di capitale discrezionale e piattaforme operative locali altamente specializzate. Borio Mangiarotti apporta competenze comprovate in origination, project management e sviluppo a Milano, uno dei mercati residenziali più solidi d’Europa. Questa acquisizione rafforza il nostro modello operativo locale e distintivo in Italia e migliora la nostra capacità di originare e realizzare opportunità asset-backed interessanti con maggiore controllo e coerenza su larga scala.” Edoardo De Albertis, CEO di Borio Mangiarotti, ha dichiarato: “L’ingresso in Arrow rappresenta un passo importante per Borio Mangiarotti. Arrow condivide la nostra visione di lungo periodo su Milano e inserisce la nostra realtà in una piattaforma istituzionale fortemente complementare. La conoscenza del mercato locale e le competenze nell’execution di Borio Mangiarotti unite alle risorse finanziarie, alle capacità nell’asset management e alla presenza europea di Arrow creano solide basi per la crescita futura e il raggiungimento di importanti risultati per investitori istituzionali e partner.”

Cresce l’industria subacquea italiana: 3,5 miliardi di fatturato. Censite 189 imprese che occupano oltre 63 mila addetti

L’industria subacquea italiana fattura 3,5 miliardi di euro. È il valore stimato dal primo rapporto nazionale sulla dimensione subacquea italiana, realizzato dall’osservatorio OsserMare di Informare, dall’Azienda Speciale della Camera di commercio Frosinone Latina, dal Polo Nazionale della dimensione Subacquea, da Unioncamere e Assonautica. A fronte di una platea di circa 1.700 imprese potenzialmente riconducibili alla dimensione subacquea, individuate attraverso una prima riclassificazione dei prodotti e una ricerca supportata da strumenti di intelligenza artificiale, il rapporto ha censito 189 imprese, che occupano complessivamente più di 63 mila addetti, pari allo 0,34% dell’occupazione nazionale. Queste aziende, spiega il rapporto, generano 30,5 miliardi di euro di fatturato, pari allo 0,72% del totale nazionale e producono 7,3 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalenti allo 0,68% dell’economia italiana.

Butti in visita da Open Fiber, focus su fibra ottica. Undici nuovi Edge Data Center entro il 2026

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e alla transizione digitale, Alessio Butti, ha visitato oggi la sede di Open Fiber, dove ha incontrato l’amministratore delegato Giuseppe Gola e il management della società.
La visita, spiega una nota, è stata l’occasione per fare il punto sullo sviluppo della rete in fibra ottica e sulle prospettive del settore, con particolare attenzione all’utilizzo delle infrastrutture digitali e ai servizi che la connettività può abilitare per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.
“L’Italia ha dimostrato che, quando esiste una visione strategica e una capacità di attuazione concreta, è possibile recuperare rapidamente ritardi accumulati in decenni. In poco più di tre anni siamo passati da una situazione di forte criticità a essere tra i Paesi più avanzati d’Europa sul fronte della connettività. Open Fiber ha svolto e sta svolgendo un ruolo importante. Il compito delle istituzioni è ora valorizzare gli investimenti realizzati, favorendo l’adozione di servizi innovativi e garantendo che nessun territorio, dalle grandi città alle aree interne, resti escluso dalle opportunità offerte dalla trasformazione digitale” ha dichiarato Butti.
“Open Fiber ha realizzato una delle infrastrutture digitali più estese e strategiche del Paese, creando le basi per l’Italia del futuro. Oggi la sfida è valorizzare al massimo questa rete, accelerandone l’adozione e abilitando servizi sempre più innovativi per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”, ha dichiarato Gola.
Nel corso dell’incontro sono stati approfonditi anche alcuni dei principali progetti di innovazione della società. Tra questi, Open Edge, il piano per portare capacità di calcolo e servizi a bassa latenza più vicino ai territori, alle imprese e alle amministrazioni pubbliche. Ai cinque Edge Data Center già esistenti si aggiungeranno undici nuovi nodi entro il 2026.

Fastweb: partnership con Starlink per sperimentazione nelle aree rurali

Fastweb, operatore italiano di telecomunicazioni, ha stretto un accordo con Starlink per portare la connettivita’ nelle aree remote del Paese. La partnership prevede la realizzazione di una sperimentazione nell’area appenninica del centro Italia e rappresenta il primo test di utilizzo della tecnologia ‘direct to cell’ in Italia. La rete mobile di Fastweb + Vodafone, spiega la nota, consente la comunicazione diretta tra i satelliti di Starlink e i dispositivi mobili, fornendo direttamente connettivita’ ai normali smartphone 4G. Anziche’ utilizzare la rete di accesso terrestre, il servizio utilizza la costellazione dei satelliti di Starlink in orbita bassa, che funzionano come antenne nello spazio, ognuna capace di portare la connettivita’ mobile direttamente agli smartphone da un’altezza di circa 360 km dal suolo. La combinazione delle infrastrutture mobili terrestri con la rete satellitare puo’ ampliare e migliorare le possibilita’ di connettivita’, garantendo accesso laddove la copertura terrestre non sia presente, come in aree remote, nelle regioni montane o in quelle costiere, assicurando cosi’ una connettivita’ migliore e piu’ efficiente.In caso di assenza del segnale terrestre, la connettivita’ dello smartphone passa automaticamente alla tecnologia satellitare, senza interruzioni nell’accesso ai dati o agli sms e senza necessita’ di intraprendere ulteriori azioni da parte degli utilizzatori.

Wind Tre: 1,7 mln di multa dal Garante privacy per data breach

Il Garante privacy ha inflitto una sanzione di 1.715.600 euro a Wind Tre per gravi carenze nella sicurezza dei sistemi aziendali, che hanno determinato due accessi abusivi e l’esfiltrazione dei dati personali di oltre 365mila clienti. Per 41.359 di essi, si legge nella newsletter del Garante, l’esfiltrazione ha riguardato anche le informazioni relative ai metodi di pagamento utilizzati, come il bollettino postale, l’Iban, la carta di credito con il numero parzialmente oscurato e la data di scadenza. L’istruttoria dell’Autorita’, avviata a seguito dei due data breach notificati dalla societa’ nel febbraio 2025, ha accertato che gli hacker, fingendosi tecnici dell’assistenza, hanno convinto gli operatori di due punti vendita a consentire l’accesso ai sistemi aziendali, riuscendo cosi’ ad esfiltrare i dati anagrafici e di contatto dei clienti. In particolare, il Garante ha riscontrato carenze nella gestione delle credenziali di accesso e dei certificati digitali. Inoltre, le verifiche di sicurezza effettuate dalla societa’ non avevano individuato vulnerabilita’ che sarebbero state rilevabili con controlli piu’ approfonditi. Tali criticita’ hanno consentito agli hacker di accedere ai sistemi della societa’ e di sottrarre i dati personali. Nel determinare l’importo della sanzione, il Garante ha tenuto conto della tempestiva notifica dell’incidente, delle misure correttive adottate dopo l’attacco e della collaborazione fornita dalla societa’ nel corso dell’istruttoria.

Enea: intesa con Ip per innovare e affrontare le sfide energetiche future

Enea e Ip hanno avviato la fase operativa di un Protocollo d’intesa di durata quadriennale prorogabile per mettere a sistema ‘competenze tecnologiche, visione strategica e capacita’ industriale nel settore dell’energia e della produzione di vettori energetici per i trasporti’ e ‘affrontare con un approccio collaborativo le sfide future e sostenere gli obiettivi di decarbonizzazione del Paese’. Lo si legge in un comunicato diffuso da Enea dopo la riunione tra la presidente di Enea, Francesca Mariotti, e l’ad di Ip, Levan Davitashvili. Le parti collaboreranno nell’analisi degli scenari energetici e l’intelligence strategica, nella definizione delle traiettorie di sostenibilita’ e decarbonizzazione, nella consulenza tecnologica e l’innovazione per agevolare la transizione, nello sviluppo del capitale umano e nel supporto alla ricerca e allo sviluppo per avviare progetti creando proprieta’ intellettuale e vantaggio competitivo.

Energia, Assogasliquidi: serve approccio Ue per Italia protagonista Gpl e Gnl

Un nuovo approccio europeo sulla transizione energetica per consentire all’industria italiana del Gpl e del Gnl di giocare un ruolo da protagonista, salvaguardando competitivita’, sicurezza e sostenibilita’. E’ questo l’appello lanciato dal presidente di Assogasliquidi-Federchimica, Matteo Cimenti, in occasione dell’Assemblea annuale dell’associazione al Mimit. ‘Il messaggio principale lo vogliamo mandare a Bruxelles’, ha detto, ‘perche’ negli ultimi mesi dall’Ue sono arrivati segnali di un promettente nuovo approccio comunitario rispetto alla gestione della transizione’. L’associazione, si legge in una nota, chiede un’accelerazione sui principali dossier europei, a partire dal regolamento sulle emissioni di Co2 per le auto, promuovendo il ruolo di bioGpl e bioGnl. Sul tavolo anche l’impatto dell’Ets2, con la richiesta di reinvestire le risorse generate direttamente nella filiera e a tutela dei consumatori delle aree piu’ deboli. Lato mercato, sebbene i consumi di Gnl siano cresciuti dell’11% nel 2025, Assogasliquidi sollecita l’attuazione del decreto Mit da 590 milioni di euro destinati al rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto per il prossimo quinquennio. Qui la richiesta e’ di significative premialità. all’acquisto di mezzi alimentati a Gnl e bioGnl.

EnBW e Zelestra collaborano a un sistema di accumulo a batterie, si sbloccano 1,2 GWh di flessibilità per la rete elettrica italiana

Zelestra, azienda globale operante nel settore delle energie rinnovabili, multitecnologica e orientata al cliente, ha siglato un accordo di tolling a lungo termine con EnBW, la più grande utility integrata della Germania, per 300 MW di accumulo in batterie con autonomia di 4 ore nell’ambito del progetto BESS di Zelestra in Emilia-Romagna, nel nord Italia. L’accordo rappresenta una pietra miliare significativa per lo stoccaggio di energia tramite batterie su scala industriale in Europa e dimostra il ruolo crescente delle strutture di ricavi contrattuali a lungo termine nel rendere possibili progetti di stoccaggio autonomo su larga scala. Sottolinea inoltre la crescente necessità di flessibilità nel sistema elettrico per alleggerire il carico sulla rete, alla luce della continua crescita della produzione da fonti rinnovabili.
In base all’accordo, Zelestra realizzerà il progetto di accumulo a batteria ed EnBW acquisterà la quota concordata della capacità del progetto nell’ambito di un accordo di tolling a lungo termine. Questa struttura rafforza la posizione di EnBW nel mercato energetico italiano, consentendo al contempo la realizzazione di uno dei più grandi progetti di accumulo a batteria in Europa. Con la conclusione di questo ulteriore accordo, il progetto di accumulo da 2 GWh di Zelestra rafforza ulteriormente le basi per l’avvio della fase realizzativa. L’inizio dei lavori del progetto è previsto per il 2027, mentre la piena operatività è prevista per il 2028. Il progetto BESS di Zelestra si trova in Emilia-Romagna, nel nord Italia, una regione caratterizzata da una forte domanda industriale di energia elettrica, da una crescente penetrazione delle energie rinnovabili e da un bisogno sempre maggiore di capacità flessibile a sostegno della stabilità e della resilienza del sistema elettrico. Il progetto contribuirà ad accelerare l’integrazione delle energie rinnovabili, a rafforzare la flessibilità della rete e a sostenere gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Italia.
Olivia Barnes, responsabile della transizione energetica di EnBW, ha sottolineato: «Lo stoccaggio in batterie sta diventando un pilastro del nostro sistema energetico moderno. Per EnBW, l’accordo rappresenta un’importante pietra miliare in un mercato strategicamente rilevante. Il settore delle energie rinnovabili in rapida crescita e il mercato elettrico in continua evoluzione in Italia offrono opportunità interessanti per soluzioni innovative di flessibilità. EnBW sta rafforzando la propria posizione di facilitatore e partner di fiducia per la transizione energetica. Combinando la nostra esperienza in materia di flessibilità con le solide capacità di sviluppo di Zelestra nel campo delle energie rinnovabili, stiamo realizzando un progetto che fornirà servizi fondamentali al sistema elettrico italiano e sosterrà un futuro sicuro e a basse emissioni di carbonio».

Eliano Russo, CEO di Zelestra Italy, ha dichiarato: “La rete italiana ha bisogno di capacità flessibile, e ne ha bisogno su larga scala. Questo accordo con EnBW rappresenta esattamente il tipo di partnership a lungo termine che rende possibili grandi impianti di accumulo, e il nostro progetto in Emilia-Romagna sarà uno dei progetti più significativi d’Europa una volta entrato in funzione.  L’esperienza di Zelestra nello sviluppo di progetti di accumulo a batteria in Spagna, Germania e Italia, unita alla presenza e alla competenza di EnBW nei principali mercati energetici europei, contribuisce a rendere più agevole la strutturazione e la realizzazione di questi grandi progetti. Collaborando con clienti attivi su più mercati, possiamo accelerare la diffusione di capacità flessibile su larga scala, favorendo l’integrazione delle energie rinnovabili, rafforzando la sicurezza dell’approvvigionamento e apportando benefici al più ampio mercato energetico europeo.”.
L’Italia è uno dei mercati in più rapida crescita per Zelestra. L’azienda punta a raddoppiare quest’anno il proprio portafoglio di progetti in fase di sviluppo, attualmente pari a 1,4 GW, nel settore del solare e dello stoccaggio in batterie. Nel dicembre 2025, l’azienda si è aggiudicata contratti per 9 progetti nell’ambito delle aste FER X italiane, che consentiranno la realizzazione di nuova capacità solare fino a 168 MW.

Intesa Ministero del Lavoro-Cnel: nasce l’archivio dei contratti aziendali e territoriali

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Cnel  hanno sottoscritto l’intesa istituzionale prevista dal decreto Primo Maggio. È uno dei primi adempimenti operativi del nuovo quadro normativo e il primo passo verso l’identificazione semplificata del Trattamento Economico Complessivo (TEC) nei contratti collettivi.
L’intesa – firmata dal Capo Dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali, assicurative e per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro del Ministero, Vincenzo Caridi, e dal Segretario Generale del CNEL, Massimiliano Monnanni, sentito l’INPS – istituisce presso il CNEL un archivio amministrativo dei contratti collettivi aziendali e territoriali depositati presso il Dicastero. Il nuovo archivio entra a far parte dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro, gestito dal CNEL ai sensi dell’articolo 17 della legge n. 936 del 1986, la “legge Mattarella” di cui ricorre quest’anno il quarantennale. Le amministrazioni si scambieranno le informazioni necessarie in interoperabilità, attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati e nel pieno rispetto degli standard di sicurezza informatica e della protezione dei dati personali: i contratti di secondo livello – quelli firmati in azienda o sul territorio – confluiranno così in un unico punto di accesso pubblico, consultabile online attraverso un’applicazione web messa a disposizione dal CNEL. Nessun dato riferibile a singole persone sarà oggetto di scambio o trattamento. “Questa intesa è un passaggio operativo che consolida il quadro normativo costruito con il decreto Primo Maggio, in coerenza con la strategia di utilizzo umano-centrico della tecnologia – ha affermato il Ministro del Lavoro Marina Calderone -. Arriva subito dopo la firma, da parte di 14 sigle datoriali, del documento per la misurazione della propria rappresentanza e conferma la scelta politica del Governo: qualificare il lavoro, anche sul piano salariale, valorizzando i contratti sottoscritti dalle parti comparativamente più rappresentative e creando un sistema interconnesso, utile anche per accedere agli incentivi pubblici. È un ulteriore segnale della direzione che abbiamo scelto: un mercato del lavoro più ordinato, più trasparente e fondato su regole certe, dove la buona contrattazione e la rappresentanza reale diventano strumenti di tutela e di crescita per il Paese”.

“L’intesa con il Ministero del Lavoro dà piena attuazione al decreto Primo Maggio e valorizza una storia lunga quarant'anni – ha dichiarato il Presidente del CNEL, Renato Brunetta – Nel 1986 la legge Mattarella ha istituito presso il CNEL l’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro. Oggi quell'archivio si completa. Accanto a quelli nazionali entrano, per la prima volta in forma organica e strutturata, i contratti aziendali e territoriali, il cuore vivo della contrattazione. Lavoratori, imprese e parti sociali potranno così consultare in un unico punto di accesso l’intero patrimonio contrattuale del Paese, con l’indicazione del Trattamento Economico Complessivo. Un’infrastruttura di dati e informazioni che il CNEL mette al servizio del Paese. La conoscenza dei contratti è la premessa della loro qualità e la trasparenza è il primo strumento di tutela del salario”.

Confcom su riforma fondo garanzia: più sostegno alle pmi che faticano su accesso al credito

Confcom accoglie con favore lo schema di decreto che rappresenta un'inversione di rotta attesa e necessaria per rendere il Fondo di Garanzia più efficace nel sostenere l’accesso al credito delle piccole e medie imprese. La riforma proposta, infatti, reintroduce garanzie pubbliche differenziate in base al rischio delle operazioni finanziarie, superando il sistema di coperture uniformi introdotto durante l’emergenza Covid, e confermando procedure semplificate per i finanziamenti di importo ridotto, in particolare quelli garantiti dai Confidi: questo il commento di Confcom sul nuovo schema di decreto di riforma del Fondo di Garanzia per le PMI presentato oggi dal Mimit. Il prolungamento oltre l’emergenza di garanzie pubbliche indifferenziate – prosegue la nota – ha prodotto una sorta di effetto “pioggia sul bagnato”, favorendo le operazioni più semplici da valutare e meno rischiose, destinate prevalentemente alle imprese più solide, mentre molte micro e piccole impresehanno continuato a subire una crescente contrazione del credito. La reintroduzione di coperture graduate consentirà, invece, di orientare meglio il sostegno pubblico verso le imprese meritevoli ma penalizzate nell’accesso ai finanziamenti a causa dei sistemi automatici di valutazione del merito creditizio. Confcom sottolinea, inoltre, come la riforma sia coerente con il principio, peraltro richiamato ieri anche dal ministro Giorgetti all’Assemblea dell’ABI, secondo cui le garanzie pubbliche devono mantenere un ruolo sussidiario orientato proprio a supportare le imprese meritevoli ma che incontrano reali difficoltà nell’accesso al credito.

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