L'APPUNTAMENTO SULL'ESODO ESTIVO
Per Strisciuglio subito il nodo dello scorporo Anas. Gemme: rete verso 40mila km, gare 2026 a 2 miliardi
Nel passaggio di consegne da Donnarumma al neo ad Strisciuglio, c’è anche il riassetto societario di Anas, previsto dal piano strategico del gruppo. Nell’attesa, la società delle strade ha annunciato per il periodo 2026-2035 investimenti per 43,2 miliardi, cui 27,6 miliardi destinati a nuove opere e 15,6 miliardi alla manutenzione programmata. In vista dell’esodo estivo, chiusi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi.

CLAUDIO ANDREA GEMME AD ANAS
Tra i tanti dossier che il neoamministratore delegato delle Fs, GianPiero Strisciuglio, sta esaminando da quando ha preso le redini del gruppo c’è quello che riguarda il futuro di Anas. Proprio in queste ore, la questione è al centro di una ricognizione tra lo stesso Strisciuglio e l’amministratore delegato della società delle strade, Claudio Andrea Gemme, fermo restando che la decisione finale sarà politica. Come è noto, lo scorporo di Anas dal perimetro del gruppo Fs rientrava nella basket strategy del piano strategico presentato a fine 2024 dall’ex ad Stefano Antonio Donnarumma. La motivazione, come si ricorderà, era la mancata realizzazione di sinergie tra binari e strade che avrebbe dovuto dar vita a un polo integrato delle infrastrutture. L’anno della separazione, secondo le indicazioni dello stesso Donnarumma, doveva essere il 2026 ma il traguardo appare lontano. Non è certo un’operazione semplice dal momento che l’ingresso nel gruppo FS non fu una mera acquisizione ma un conferimento con aumento di capitale e trasferimento della partecipazione dello Stato. Ma ora stringono i tempi delle decisioni. Intanto, mercoledì scorso l’ad ha discusso del piano con il top management del gruppo. “Abbiamo fatto una call lunga che traguarda il Piano Industriale del Gruppo FS e che ovviamente include Anas. All’interno di questo piano Anas ha circa 5 miliardi di volumi, che noi cerchiamo di portare avanti e che sono in crescita rispetto al grande piano dei 43 miliardi”, ha riferito Gemme parlando con Diac Diario a margine della presentazione della nuova campagna sulla sicurezza stradale in vista dell’esodo estivo.
In attesa del futuro riassetto societario, l’ad Gemme riconferma l’impegno della società sul fronte degli investimenti. Innanzitutto, ha annunciato che a breve la rete salirà dagli attuali 33 mila chilometri a 40 mila. “Nei nostri progetti dovremo a breve includere ulteriori strade di rientro che abbiamo preso dalle Province. Sono tratte che le Province ci stanno affidando e che inseriremo nel nostro pacchetto. Negli ultimi due anni circa 7.000 chilometri di strade provinciali sono passati da noi”, spiega. “La previsione dei 40.000 chilometri è data da nuovi progetti per circa 2.000 chilometri, dalle nuove opere che stiamo costruendo e quindi presto arriveremo a una dimensione molto rilevante della rete gestita”.
Sul fronte degli investimenti, il piano industriale indica un impegno finanziario di lungo periodo, che dovrà essere accompagnato da adeguate coperture. “Abbiamo traguardato nel Piano Industriale 2026-2035 43,2 miliardi di investimenti che devono essere ovviamente finanziati. Sono finanziati in parte, però questo è il progetto fino al 2035. Poi, anno per anno, attraverso il Contratto di Programma, copriamo queste esigenze con i finanziamenti necessari a costruire le strade”. Dei 43,2 miliardi di euro, 27,6 miliardi sono destinati a nuove opere e 15,6 miliardi alla manutenzione programmata. Oltre 10 miliardi saranno concentrati sulla rete strategica europea Ten-T, che in Italia copre 4.634 chilometri. Per il 2026 il focus principale resta sulla manutenzione della rete. “Con il Contratto di Programma per il 2026 ci sono state assegnate delle risorse che saranno sostanzialmente impegnate per la manutenzione: 1,6 miliardi che andremo a investire quest’anno. Abbiamo già iniziato, essendo ormai a metà anno”. L’amministratore delegato evidenzia, inoltre, il peso delle gare in corso e l’impatto dell’aumento dei costi delle materie prime sui contratti. “Abbiamo emesso gare per circa 2 miliardi, che sono in corso. L’aumento dei costi è stato drammatico negli ultimi tempi. Le guerre hanno imposto, soprattutto con le tensioni sullo Stretto di Hormuz, aumenti del bitume dal 60 al 70 per cento. In alcuni casi siamo arrivati anche all’80 per cento”. Una situazione che ha coinvolto direttamente sia la società sia le imprese impegnate nei lavori. “Le imprese e noi, soprattutto perché abbiamo assegnato dei contratti, ci siamo trovati a gestire variazioni di prezzo molto importanti”.
Intanto, anche Anas si trova a dover fronteggiare l’emergenza dei lavori estivi sulla rete. Scatta così il piano “Estate sicura 2026”: in vista del grande aumento dei flussi veicolari nelle prossime settimane la società potenzierà l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ridimensionerà la presenza dei cantieri. Dal 24 luglio e fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414). In base alle stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas dal 20 luglio e fino al 6 settembre sulle strade e autostrade di competenza sono previsti oltre 440 milioni di spostamenti di autoveicoli. La priorità, sottolinea Gemme, è quella della sicurezza. “Anas rinnova il proprio impegno per garantire una rete viaria sempre più sicura, efficiente e in grado di assicurare la migliore mobilità possibile ai milioni di cittadini che si metteranno in viaggio. Nell’ambito del Piano Estate sicura 2026 è stata posta particolare attenzione alla rimozione o alla sospensione dei cantieri lungo le principali arterie stradali e autostradali, con l’obiettivo di fluidificare la circolazione, ridurre i tempi di percorrenza e limitare le situazioni di congestione, contribuendo così a rendere gli spostamenti più agevoli e sicuri. Avremo impegnate – sottolinea l’Ad di Anas – 2.500 risorse in turnazione, costituite da personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h 24”. Ma, mette in rilievo l’ad, “la sicurezza stradale, tuttavia, non dipende solo dalla qualità delle infrastrutture. Strade moderne, monitorate e ben mantenute rappresentano un elemento fondamentale, ma il primo presidio di sicurezza resta sempre il comportamento di ciascun utente della strada rispettare i limiti di velocità, mantenere la distanza di sicurezza, evitare qualsiasi forma di distrazione alla guida, non mettersi al volante in condizioni psicofisiche non idonee e utilizzare correttamente tutti i dispositivi di protezione sono comportamenti essenziali per prevenire gli incidenti e tutelare la propria vita e quella degli altri”. Per questo, insieme agli interventi sulle infrastrutture e alla gestione della viabilità rivestono così un ruolo centrale le campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, strumenti fondamentali per promuovere una cultura della responsabilità e della prevenzione. L’incontro di ieri è stato infatti occasione per presentare in anteprima il nuovo spot sulla sicurezza stradale nell’ambito delle campagne di sicurezza stradale Anas “Quando sei alla guida, tutto può aspettare”, realizzate in collaborazione con Mit e Polizia di Stato.