RINNOVABILI

Energia, il Demanio mette sul mercato 50 ettari di terreni per nuovi impianti fotovoltaici

14 Lug 2026 di Giusy Iorlano

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Terreni pubblici inutilizzati pronti a diventare nuovi poli per la produzione di energia rinnovabile. L’Agenzia del Demanio accelera sulla valorizzazione del patrimonio dello Stato e pubblica sei nuovi bandi rivolti alle Energy Service Company (ESCO) per la concessione di aree destinate alla realizzazione di impianti fotovoltaici. Un’operazione che punta a unire transizione energetica, investimenti privati e sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili.

L’iniziativa arriva a un anno dai primi bandi pilota e si inserisce nella strategia nazionale per aumentare la produzione interna di energia da fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza dalle importazioni e contenendo l’impatto dei costi energetici su famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni.

Otto terreni da Nord a Sud per nuovi impianti fotovoltaici

I nuovi bandi riguardano otto terreni di proprietà dello Stato, per una superficie complessiva di circa 50 ettari. Le aree sono distribuite lungo tutta la penisola: due in Abruzzo, una in Campania, due in Lombardia, una in Piemonte, una in Sicilia e una in Veneto.

Tra i siti interessati figurano due terreni a Chieti, l’area Fondo Peschiera a Caivano, in provincia di Napoli, gli immobili dell’ex caserma Serini a Montichiari e un terreno a Montodine in Lombardia, l’area dell’ex Caserma Pietro Mazza a Casale Monferrato, il compendio di Belluno e il terreno di contrada Durrueli a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.

Si tratta di aree già individuate come compatibili con l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, che potranno essere recuperate attraverso investimenti privati e trasformate in infrastrutture produttive.

Il ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili

Nei criteri di valutazione dei progetti il Demanio assegna particolare importanza alla qualità degli interventi e alla capacità di integrare gli impianti con il territorio. Previsti punteggi aggiuntivi per le proposte che prevedono la costituzione o l’adesione a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) con il coinvolgimento di almeno un Comune.

Le CER rappresentano uno degli strumenti centrali della strategia energetica italiana: consentono infatti di condividere l’energia prodotta da fonti rinnovabili tra cittadini, imprese ed enti pubblici, generando benefici economici locali e contribuendo alla riduzione dei costi delle bollette degli edifici pubblici.

Gare orientate alla qualità: premiati innovazione, sostenibilità e ricadute sul territorio

La scelta degli operatori non sarà basata esclusivamente sull’offerta economica, ma seguirà il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con un peso rilevante assegnato alla qualità del progetto. I bandi del Demanio prevedono infatti un sistema di valutazione che premia le soluzioni capaci di generare maggiore valore energetico e ambientale.

Tra gli elementi che potranno incidere maggiormente sull’aggiudicazione figurano le configurazioni di Comunità Energetiche Rinnovabili, alle quali sono assegnati fino a 25 punti. Particolare attenzione sarà riservata ai progetti che coinvolgono gli enti locali e destinano i benefici economici della produzione energetica alla riduzione dei consumi degli edifici pubblici, come scuole, biblioteche e uffici comunali.

Un ulteriore incentivo riguarda l’adozione di certificazioni ambientali di prodotto secondo il modello EPD (Environmental Product Declaration), basato sull’analisi del ciclo di vita dei materiali utilizzati, con l’obiettivo di valutare l’impatto ambientale complessivo degli impianti. Saranno inoltre premiati i progetti che prevedono piattaforme digitali per il monitoraggio in tempo reale della produzione e dei consumi, così da aumentare efficienza e capacità di gestione degli impianti.

Il modello scelto dall’Agenzia del Demanio punta quindi a selezionare non solo chi offrirà il canone più alto per l’utilizzo dei terreni, ma soprattutto chi sarà in grado di realizzare infrastrutture energetiche integrate, tecnologicamente avanzate e capaci di produrre benefici economici duraturi per i territori.

Un nuovo modello di collaborazione pubblico-privato

Con questi bandi l’Agenzia del Demanio punta a trasformare beni oggi inutilizzati in asset capaci di generare valore economico e ambientale. Il modello prevede una collaborazione tra Stato e operatori privati specializzati, chiamati a progettare, realizzare e gestire gli impianti fotovoltaici.

L’obiettivo è duplice: da una parte aumentare la capacità nazionale di produzione di energia pulita, dall’altra valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico attraverso nuovi investimenti e ricadute positive sui territori coinvolti. Una strategia che inserisce i terreni dello Stato tra le nuove leve della transizione energetica italiana.

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