OSSERVATORIO BANDI DI CRESME EUROPA SERVIZI
A marzo-aprile il PPP cresce anche senza diritto di prelazione (con vecchie proposte e Missione 7 Pnrr)
Non c’è flessione nelle gare per i lavori pubblici: il valore di aprile, 4.870 milioni, è del 32% superiore a quello del 2025. I mercati complessi (PPP, concessioni di servizi con lavori, spa miste, appalti di costruzione/manutenzione e gestione) registrano un +114% (da 1.056 milioni a 2.262) mentre i mercati tradizionali sono fermi intorno ai 2,5 miliardi.
I dati dell’Osservatorio bandi di gara di Cresme Europa Servizi confermano che non c’è flessione nelle gare per il mercato dei lavori pubblici. Ad aprile sono andati in gara complessivamente Il valore totale registrato ad aprile, 4.870 milioni, è del 32% superiore a quello dell’aprile 2025. I Comuni continuano a crescere con 1,5 miliardi mandati in gara ad aprile (+98% sul 2025) e un valore del primo quadrimestre di 4,1 miliardi (+56%). I mercati complessi (PPP, concessioni di servizi con lavori, società miste, appalti di costruzione/manutenzione e gestione) registrano un aumento del 114% (da 1.056 milioni a 2.262) mentre i mercati tradizionali sono stabili intorno ai 2,5 miliardi. Fra le tipologie contrattuali, crolla soltanto l’appalto integrato che ha perso la carica dopo i fasti del Pnrr: restano 225 milioni ad aprile per una tipologia che nell’anno 2023 aveva totalizzato 34 miliardi.
Il dato più atteso era quello che Cresme Europa classifica come “concessioni di lavori e altri contratti di PPP”, per capire se si sentisse già l’effetto della sentenza della Corte di Giustizia del 5 febbraio che ha cancellarto il diritto di prelazione. L’effetto non si sente, anzi. Il dato registra una crescita molto forte ad aprile (+231%) passando da 386 milioni a 1.279 e bissando il boom di marzo che aveva segnato una crescita del 554% (da 191 milioni a 1.251). Se si sommano i due mesi, si arriva nel 2026 a 2.530 milioni confrontati ai 557 milioni del 2025, con un incremento del 338 per cento.
Il dato non costituisce una sorpresa per due ragioni: la prima è che continuano a tirare i bandi per l’efficientamento energetico degli alloggi ERP previsto dall’investimento 17 della Missione 7 del PNRR; la seconda è che oggi stanno arrivando a gara proposte dei promotori avviate nei mesi scorsi, quando il diritto di prelazione era ancora vigente. Anche se oggi le gare devono eliminare quella clausola, resta il fatto che l’incentivo in origine a presentare le proposte, con l’idea di aggiudicarsi la gara con la prelazione, c’era ancora. Solo fra qualche mese i dati sui bandi di gara registreranno – se ci sarà – la flessione delle proposte avanzate da soggetti privati.