L'ALTA VELOCITA' DELLE CENTO CITTA'

“Mi aspetto tante chiamate dai sindaci per avere la stazione”. Da Frosinone parte l’AV modello Salvini

Salvini sottolinea la portata dei lavori in corso sulla rete ferroviaria, presentando il nuovo tassello dell’Av che sarà la nuova stazione di Frosinone Mediolatium e sarà pronta nel 2033 come la Torino-Lione e il Ponte sullo Stretto. Ora, Salvini dice di attendersi un pressing dai territori. Presentato il nuovo Piano nazionale degli Aeroporti: 13 reti territoriali per una domanda di 300 mln di passeggeri al 2035.

13 Mag 2026 di Maria Cristina Carlini

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“Mi aspetto tante chiamate dai sindaci  per avere la stazione”. Da Frosinone parte l’AV modello Salvini

Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini

“Oggi abbiamo 1.300 cantieri aperti su tutto il territorio nazionale. Questo comporta inevitabili disagi e ritardi per cui ci scusiamo, ma è l’unico modo per non lasciare ai nostri figli una rete decadente. La scelta più facile per evitare attacchi politici sarebbe chiudere i cantieri ma preferisco lasciare progettualità a chi verrà dopo di me piuttosto che tagliare nastri oggi. Al termine di questi lavori, l’Italia avrà la rete più moderna e sicura d’Europa”. Ad assicurarlo è il ministro delle Infrastutture e Trasporti, Matteo Salvini, che riassume così l’impegno messo in campo che consentirà all’Italia di “avere la rete più moderna e sicura d’Europa”.  Un messaggio che il titolare del Mit ha voluto rilanciare all’indomani della presentazione del piano di Rfi e  in occasione della conferenza stampa per la presentazione dello studio di fattibilità per la nuova stazione Alta Velocità Frosinone – MedioLatium. Un nuovo tassello questo, nel più ampio disegno infrastrutturale, che sarà pronto nel 2033 insieme con la Torino-Lione e il Ponte sullo Sretto di Messina. Una vera svolta sarà poi impressa dalla realizzazione del nuovo Passante Av di Firenze, anche senza sestuplicamento della rete. Una frenata, questa, rispetto alle indicazioni giunte dal presidente dell’Autorità per la Regolazione dei Trasporti, Nicola Zaccheo, in un’audizione in Parlamento sul Documento Strategico Pluriennale della Mobilità (DSPM,) secondo il quale soltanto con il sestuplicamento si potranno risolvere i problemi di saturazione sulla Direttissima Roma-Firenze e superare i limiti tecnici della cosiddetta linea lenta (vedi l’articolo di Giorgio Santilli). “Ho visitato il cantiere del passante di Firenze pochi giorni fa. Una volta ultimato, consentirà di separare l’alta velocità dal traffico regionale. Anche senza sestuplicamento, ci sarà la linea dedicata Nord-Sud per l’alta velocità”, ha sottolineato Salvini, rispondendo a una domanda di Diac Diario. Sul tema, è intervenuto anche l’amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi. “Il sestuplicamento è nei nostri piani di lungo periodo. Il lavoro che stiamo facendo ora a Firenze è uno dei più importanti che stiamo realizzando insieme al completamento dell’Ertms sulla Roma-Firenze. Stiamo lavorando per garantire standard elevati e, su questo, siamo molto ottimisti”, ha assicurato Isi.

Ma la conferenza stampa di ieri, presso la sede delle Fs, ha visto al centro gli sviluppi per la realizzazione della nuova stazione Frosinone Av-Mediolatium. “Oggi si presenta la scelta tra le alternative progettuali. C’erano tre ipotesi progettuali, e’ stata individuata una, quella di Ferentino, su cui poi si parte, si disegna, si costruisce e si finanzia”, ha detto Salvini. Un investimento che non richiede “una cifra insormontabile”, circa 125 milioni, per la quale “saranno tutti chiamati a contribuire dalle amministrazioni locali alla Regione”. Il nuovo scalo, “come le grandi opere, come la Tav Torino-Lione e il Ponte Stretto, vedranno la luce nel 2033”. “Oggi partiamo con l’avvio dell’iter del Piano di fattibilita’ tecnico economica” e se tutto va “come fino a oggi e’ andato, l’avvio dei lavori sara’ nel 2030 e la fine dei lavori e’ prevista nel 2033 – ha spiegato Salvini -. Varra’ la pena esserci tra il 2032 e il 2033 – ha aggiunto – perche’ in quel periodo il primo treno dovrebbe unire Torino e Lione con la Tav, e sempre in quel periodo il primo treno veloce fra Bolzano e Monaco con il tunnel del Brennero. Sempre tra il 2032 e 2033 ci saranno il primo treno, il primo furgone, il primo camper e la prima moto che attraversano, in dieci minuti lo Stretto di Messina”. E “ora mi aspetto le richieste di tanti altri sindaci per la realizzazione di altrettante nuove stazioni dell’alta velocità”, ha poi detto con una battuta Salvi. Ma “se moltiplichiamo le fermate, l’alta velocità finisce di essere tale”, ha chiosato

Il Frusinate è, dunque, l’area individuata per la futura stazione dell’Alta Velocità. È questo l’esito del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali (DocFap) concluso da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), d’intesa con il MIT, nell’ambito del Protocollo d’Intesa siglato nel 2020 tra Regione Lazio e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane per la realizzazione di una nuova stazione AV sulla linea Roma–Napoli AV/AC al servizio del territorio frusinate. Lo studio ha messo a confronto tre diverse ipotesi di localizzazione, valutandone impatti sulla mobilità, costi di realizzazione, sostenibilità ambientale e complessità tecnica. Al termine delle analisi, la soluzione progettuale 1 è risultata la più efficace e strategica, conquistando il primo posto in tutte le principali valutazioni comparative. A rafforzare la scelta sono state sia l’Analisi Multi-Criteri, che ha evidenziato la superiorità dell’opzione 1 rispetto alle alternative, sia l’analisi costi-benefici, che ha confermato la sostenibilità economica e sociale dell’intervento. Tra i benefici attesi figurano tempi di viaggio più rapidi, una riduzione del traffico su strada e un impatto ambientale più contenuto grazie al trasferimento di passeggeri dalla gomma al ferro. Il percorso amministrativo e operativo entrerà nel vivo già dal 2026, con l’avvio del progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE).  La nuova stazione AV si configura così come un’opera strategica per la coesione territoriale, la sostenibilità ambientale e la competitività del sistema locale, rafforzando il ruolo del Frusinate all’interno dei grandi corridoi di mobilità nazionali.

Secondo le analisi, la nuova fermata dell’Alta Velocità porterà un forte incremento dell’utilizzo del treno, favorendo il trasferimento di una parte consistente del traffico dalla strada alla ferrovia. Un cambiamento che potrà tradursi in meno auto in circolazione, minori emissioni inquinanti e una riduzione complessiva dei chilometri percorsi su gomma. L’opera avrà un impatto su un bacino che comprende oltre 110 Comuni, con circa un milione di abitanti e più di 200 mila lavoratori. La nuova infrastruttura migliorerà in modo significativo i collegamenti con i principali nodi dell’Alta Velocità italiana — da Roma a Milano, Torino, Bologna, Firenze e Napoli — garantendo tempi di viaggio più rapidi e una maggiore accessibilità per cittadini e imprese. Accanto agli spazi dedicati ai passeggeri e ai servizi di stazione, l’infrastruttura sarà dotata di un’ampia area di interscambio per favorire l’integrazione tra Alta Velocità, trasporto pubblico e mobilità locale.

“Oggi è una giornata importante perché presentiamo il frutto di uno studio realizzato negli ultimi anni. Si tratta di un progetto che ha visto diverse ipotesi di realizzazione ed è, di fatto, l’esito di alternative progettuali finalizzate a individuare la soluzione più adeguata al territorio”, ha spiegato Isi. “Abbiamo preso spunto dalla stazione di Reggio Emilia AV perché insiste su un territorio analogo per estensione e importanza”, ha spiegato Isi. L’obiettivo è replicare una crescita esponenziale del traffico ferroviario, per questo sono citati i casi di successo di Reggio Emilia (passata da 30 a 90 treni giornalieri) e Afragola (oggi oltre i 100 treni al giorno). Secondo le stime presentate, la nuova fermata rivoluzionerà la mobilità del Basso Lazio, portando a una drastica riduzione dei tempi di viaggio; Roma: 45 minuti; Firenze, Bologna e Milano: circa 1 ora; Torino: 1 ora e 30 minuti. La struttura prevederà due binari di precedenza da 400 metri, un fabbricato viaggiatori moderno e un ampio parcheggio di interscambio, garantendo elevati standard di accessibilità e accoglienza. “Oggi disponiamo di un documento di fattibilità delle alternative progettuali. Il passo successivo sarà il progetto di fattibilità tecnico-economica”, ha concluso Isi, sottolineando come l’opera confermi l’attenzione di RFI verso una regione considerata fondamentale per il network dell’Alta Velocità italiana. Oggi noi sigilliamo questo patto con l’avvio della Tav a Frosinone”, ha commentato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. “Questo si accompagna a tutto il lavoro che abbiamo fatto per il territorio in tema di mobilità e della logistica  a cominciare dallo sblocco della Cisterna-Valmontone, la Orte-Civitavecchia e l’avvio del raddoppio della Salaria”.

Aeroporti, Salvini presenta il nuovo Piano: disegnate 13 reti territoriali, potenziamo le infrastrutture per 300 mln di passeggeri al 2035

L’agenda di ieri del titolare del Mit non aveva solo impegni ferroviari. Infatti, ieri mattina, al MIT, alla presenza dei rappresentanti istituzionali, operatori del settore e parti sociali,  Salvini ha presentato il  nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, documento di indirizzo politico e tecnico per lo sviluppo del settore aereo. Obiettivo primario del piano è quello di proseguire e migliorare i risultati di crescita ottenuti nell’ultimo quadriennio che hanno visto nell’ultimo anno circa 230 milioni di passeggeri, con un incremento rispetto al 2024 del 5%, una crescita strutturale di turismo e business internazionali e uno sviluppo esponenziale degli aeroporti regionali e secondari. Crescita supportata anche dall’intermodalità dei trasporti con investimenti pari a circa 1,2 mld per i collegamenti ferroviari da e verso gli aeroporti di Bergamo, Olbia, Verona e Venezia. Il Piano risponde quindi all’esigenza dell’aumento della capacità infrastrutturale per sostenere questo trend positivo nel lungo periodo che prevede una domanda potenziale, all’orizzonte del 2035, di circa 305 milioni di passeggeri l’anno. Un lavoro maturato  “dopo due anni e mezzo di ascolto dei territori”, ha sottolineato Salvini. “Non abbiamo fatto la fotografia dei 41 scali esistenti ma abbiamo disegnato 13 reti territoriali strategiche da qui al 2035”, ha spiegato aggiungendo che “i passeggeri annui nel 2025 sono stati quasi 230 milioni e il trend di crescita ci porterà nel 2035 a 300 milioni di passeggeri. Questo vuol dire – ha sottolineato Salvini – investire sull’adeguamento di Fiumicino per la quarta pista per intercettare nuovi percorsi, e vuol dire sviluppare anche altre infrastrutture di carattere più territoriale. Abbiamo affrontato anche lo sviluppo della rete cargo”.

Di “visione innovativa“ parla la società Aeroporti di Roma. “Il piano conferma la centralità del Masterplan di Sviluppo sostenibile dello scalo di Roma Fiumicino e della quarta pista, già accolti dall’amministrazione di Fiumicino a seguito della profonda revisione del progetto effettuata negli ultimi anni da parte di ENAC e ADR. Ora, per assicurare la tempestività degli interventi necessari in un contesto di grande crescita, è essenziale accelerare la prosecuzione dell’iter autorizzativo che coinvolgerà, in primis, il Ministero dell’Ambiente, considerati l’attuale quadro globale e l’indubbia strategicità nazionale del progetto. Si tratta, infatti, di un passaggio rilevante per il futuro del primo scalo italiano, oltre che una scelta di visione industriale che riconosce il ruolo del principale asset aeroportuale del Paese come leva imprescindibile per la competitività internazionale. Grazie al nuovo assetto dell’aeroporto di Roma Fiumicino, l’Italia potrà continuare competere a livello globale con i grandi hub e assicurarsi il posizionamento centrale nel sistema trasportistico europeo che il contesto geopolitico impone in questo momento storico”.  “Valuteremo se è in linea con quanto abbiamo inizialmente condiviso come impostazione nel 2022”, ha commentato il coordinatore nazionale della Filt Cgil, Fabrizio Cuscito. “In particolar modo è importante valutare la modalità legata ai nuovi 13 sistemi aeroportuali integrati che dovrebbe permettere un’attività sinergica tra i vari aeroporti, evitando concorrenze che abbiano impatto negativo sul sistema nazionale”. Inoltre, “Al ministro abbiamo posto come tema fondamentale l’allarme sui salari in aeroporto, in particolare modo in riferimento alla mancata applicazione del contratto nazionale da parte delle compagnie low cost e di alcune grandi aziende di servizi a terra di handling aeroportuale”.

Ponte sullo Stretto, a Ciucci tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria. Iter approvativo chiuso entro giugno 2026

In conferenza stampa, Salvini, parlando di Ponte sullo Stretto, ha incrociato le dita. Al termine, è andato direttamente presso la sede della società Stretto di Messina, dove ha partecipato alla prima riunione del nuovo cda, presieduto da Maurizio Basile. “Prosegue senza sosta il lavoro del ministero delle infrastrutture, delle Autorità coinvolte e della società per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Oggi, al nuovo CdA della Stretto di Messina ho voluto confermare l’impegno e il sostegno. Infatti pochi giorni fa il Parlamento ha convertito in Legge il Decreto Legge ‘Commissari’ dell’11 marzo con il quale il governo ha ribadito con forza la volontà di realizzare l’opera, fissando una procedura dettagliata, impegnativa e trasparente che consente di poter completare l’iter autorizzativo del progetto”, ha dichiarato Salvini. Il CdA, in attuazione con il deliberato dell’assemblea degli azionisti del 29 aprile scorso, ha approvato l’assetto dei poteri confermando all’amministratore delegato Pietro Ciucci tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della Società, necessari per il conseguimento dell’oggetto sociale. Nel corso del consiglio, Ciucci ha tra l’altro illustrato lo stato di avanzamento del progetto: “Considerate le procedure previste dal Decreto legge ‘Commissari’, convertito in Legge lo scorso 7 maggio, e le attività già svolte e in corso, si ritiene che l’iter approvativo possa essere completato entro la fine dell’estate 2026, potendo così avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno. Il cronoprogramma della realizzazione del ponte prevede 7,5 anni, con fine lavori nel 2033 e il 2034 primo anno di esercizio del ponte”.

Il nuovo cda nominato per gli esercizi 2026, 2027 e 2028, risulta così composto: presidente Maurizio Basile, amministratore delegato Pietro Ciucci, consiglieri Eleonora Maria Mariani, Ida Angela Loredana Nicotra, Marco Stasi. Nel collegio sindacale siedono il presidente Gianpaolo Davide Rossetti, i sindaci  Barbara Branca e Vittorio Zupo, sindaco supplente Giuseppe Mongiello.

 

 

 

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