BILANCI PNRR/2

Efficientamento energetico ERP, ammessi 124 progetti per 1,57 mld, 147 esclusi. Foti: scommessa vinta

Il ministro  Foti ha tracciato il bilancio della misura M7 I.17 del Pnrr in materia di efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica e parla di risultato oltre le aspettative. La domanda ha superato di gran lunga la dotazione. Rimangono esclusi 147 candidati per mancanza di fondi per oltre 1,7 miliardi.

11 Set 2026 di Maria Cristina Carlini

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Efficientamento energetico ERP, ammessi 124 progetti per 1,57 mld, 147 esclusi. Foti: scommessa vinta

TOMMASO FOTI, MINISTRO AFFARI EUROPEI E PNRR

Nella corsa alle risorse del Pnrr per l’efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica (Erp) tagliano il traguardo 124 richieste, per un totale di quasi 1,57 miliardi di euro, relative a 1.980 edifici e circa 25.300 alloggi, mentre restano all’asciutto 147 domande. Sono questi i principali numeri del bilancio tracciato dal ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti, dall’amministratore delegato del Gse Vinicio Mosè Vigilante e dal presidente di Federcasa Marco Buttieri durante la conferenza stampa sulla riqualificazione energetica dell’edilizia popolare con le risorse del Pnrr, prevista dalla misura M7 I.17 del Piano.

Il dato che spicca è che la domanda ha di gran lunga superato l’offerta. Complessivamente, infatti, sono pervenute 286 richieste, che corrispondono a 4.812 edifici candidati: di queste, 271 sono risultate valide e 15 rigettate, per un valore complessivo di circa 3,3 miliardi di euro e riferite a 4.517 edifici e 61.500 alloggi. Le richieste ammissibili e finanziabili, si è detto, sono 124 e, pertanto, quelle rimaste inevase risultano 147, relative a 2.832 edifici, per circa 1,8 miliardi di euro, a causa dell’insufficienza delle risorse disponibili.

Il progetto, ha sottolineato Foti, ha mobilitato complessivamente 1,581 miliardi di euro, pari all’ammontare del contributo a fondo perduto fino al 65% dei costi. Secondo gli obiettivi prefissati, gli interventi devono produrre un miglioramento dell’efficienza energetica almeno pari al 30%. L’istruttoria tecnica è stata svolta dal Gse. La formula prevede una filiera pubblico-privata dove il beneficiario finale è il patrimonio Erp, con la Esco aggiudicataria che presenta la richiesta al Gse e realizza gli interventi. Dal momento che 15 richieste sono state rigettate, le richieste validamente acquisite, pari a 271, coinvolgono 93 Esco. Relativamente alle pratiche ammesse, 126, le Esco coinvolte sono 45.

In questa partita sono stati coinvolti 1.981 Comuni e 33 province. Il numero maggiore di richieste è arrivato dalla Puglia, con 91 domande e circa 1,18 miliardi di euro richiesti, seguita dalla Lombardia con 38 richieste per 430 milioni. Le due Regioni sono anche in testa per numero di domande ammesse: 37 in Puglia, per 508 milioni di euro, e 25 in Lombardia, per 285 milioni. Segue il Lazio, con 16 domande ammesse per 238 milioni di euro.

“E’ un po’ una scommessa, perché parlare di efficientamento energetico nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica non era facile, avendo anche pochi riferimenti sotto il profilo dei precedenti”, ha detto Foti ricordando che la dotazione iniziale era di 1,3 miliardi ai quali l’ultima revisione del Piano ha aggiunto 200 milioni.  “È un progetto che ha mobilitato 1,581 miliardi di euro, con 1.981 Comuni coinvolti e 33 province. Penso che siano numeri che già di per sé danno un’idea di cosa significhi”, ha aggiunto il ministro. Per Foti, con la misura “si completa un quadro che non è soltanto dare i numeri, ma significa passare da una fase di esame a dare un contributo significativo”. C’è il rammarico per gli esclusi. “Vi è una parte significativa di domande pari a circa 1,8 miliardi che rimane esclusa per mancanza di finanziamento. Vediamo poi nel prosieguo come si possa eventualmente verificare se allargare ancora la platea dei beneficiari. Quello che però è importante è che si tratta di un efficientamento energetico che realizzerà un combinato disposto, un valore ovviamente migliore dell’immobile e al tempo stesso un abbassamento del costo delle bollette”, ha detto ancora Foti.

“Ricordo che si tratta di una misura che prende avvio dalla finanziaria del 2025 e poi vede il completamento del quadro normativo a maggio del 2025. Da allora abbiamo fatto tutta un’attività di accompagnamento, relativamente ad incontri periodici su base settimanale e abbiamo visto la partecipazione di migliaia di soggetti. Ora siamo entrati nella fase di attuazione, perché avevamo come scadenza la produzione degli atti alla fine di agosto”, ha detto l’amministratore delegato del Gse Vinicio Vigilante. “Per me è stata un’avventura particolarmente esaltante – ha detto – certamente impegnativa, però l’idea di dare un contributo rispetto ad una misura importante ha reso più leggero il lavoro dei colleghi”.

“Si tratta di un importante traguardo con dei numeri importanti”, ha sottolineato Buttieri. La misura sull’efficientamento energetico dell’edilizia popolare “darà un aiuto concreto alle famiglie perché, con l’aumento dei costi dell’energia e del riscaldamento, farà risparmiare un 30% sulle bollette. È un gran passo. Noi ci siamo messi subito a disposizione perché il patrimonio pubblico italiano è vecchio di più di 60 anni, quindi – ha aggiunto – un patrimonio energivoro dove all’interno ci vivono delle persone” e questa misura “inciderà in modo positivo sui bilanci delle famiglie. Stiamo iniziando come aziende a dialogare e stiamo facendo le gare per la direzione dei lavori, credo che entro fine anno i cantieri finanziati saranno pronti a partire”. Al risultato, ha sottolineato ancora Buttieri, Federcasa ha contribuito con un lavoro intenso e costante al fianco della struttura di governance: oltre 920 contatti con aziende ed enti, 16 Agorà con circa 3.000 partecipanti tra tecnici, Direttori Generali e Presidenti, 20 tavoli tecnici con il GSE. Abbiamo raccolto istanze, affrontato criticità e fornito risposte concrete, contribuendo alla produzione di oltre 750 FAQ a supporto degli operatori. Parliamo della più imponente misura di riqualificazione energetica mai realizzata sul patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica: con risorse già finanziate saranno riqualificati oltre 25.000 appartamenti e più di 800 condomìni. Come Federcasa siamo orgogliosi di aver contribuito a questo risultato e continueremo a lavorare affinché le politiche per la casa siano sempre più concrete, strutturali e vicine ai bisogni delle famiglie”.

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