Isi (Rfi): “Nessuna frenata per gli investimenti dopo il record di 11,6 miliardi nel 2025, siamo al lavoro su 1300 cantieri. Il 2026 sarà fase storica con le inaugurazioni AV”

ALDO ISI AD RETE FERROVIARIA ITALIANA
IN SINTESI
Nessuna frenata, nessun rallentamento anche dopo la fine del Pnrr. Dopo il record toccato nel 2025 con 11,6 miliardi, Rfi mantiene la barra diritta sul fronte degli investimenti, con un target in linea con quello dell’anno scorso e con un aumento del numero dei cantieri: ad oggi sono 1300 quelli attivi ogni giorno tra grandi opere, interventi di manutenzione ordinaria e straordinario e aggiornamenti tecnologici. E’ l’impegno assicurato dall’amministratore delegato della società dell’infrastruttura del gruppo Fs, Aldo Isi, che ha fatto il punto sullo stato di avanzamento dei cantieri e sulle prossime tappe in vista, soprattutto, dei prossimi mesi estivi. “Non c’è nessuna frenata, c’è un diverso mix. Da 1250 siamo saliti a 1300 cantieri e stiamo cercando di accelerare alcuni upgrade tecnologici che consentono di affrontare la sfida della puntualità. La macchina sta viaggiando con la stessa intensità, magari stiamo cominciando ad avere le prime importanti attivazioni, questo 2026 sta cominciando ad assumere una dimensione importante”, ha sottolineato Isi. Tra le novità annunciate dall’ad l’avvio tra un mese dei treni prova sulla Brescia- Verona, e il mese dopo sulla Verona-Vicenza e, insieme agli avanzamenti sulla Napoli-Bari, segneranno “una fase storica per l’alta velocità, dopo quella precedente nel 2016 e quella prima ancora nel 2008-2009. Questo 2026 comincia ad assumere una caratteristica molto importante anche per la storia dell’azienda e del Paese”.
Al via la nuova governance commissariale “Ci sarà una task force interna, i subcommissari saranno di Rfi”
Intanto, con l’approvazione del Dl Commissari, Rfi ha varato la nuova governance commissariale. “Sono il nuovo commissario – ha spiegato Isi – nella misura in cui questo nuovo decreto ha accentrato negli amministratori delegati di Rfi, da una parte, e di Anas, dall’altra, quelle che erano delle attività un po’ parzializzate. Quindi, in quest’ottica ci stiamo organizzando con una task force che sarà interna a Rfi e valorizzerà chi già segue determinate attività. I subcommissari saranno eventuali colleghi di Rfi ma alcuni interventi resteranno direttamente in capo all’amministratore delegato. Ci sarà grande attenzione affinchè questa task force possa fornire le risposte quanto più possibile tempestive”. Il tutto nell’attesa del nuovo contratto di programma tra Mit e Rfi: “dovremmo essere in dirittura d’arrivo. Aspettiamo la buona notizia tra qualche ora, tra qualche giorno. Siamo ottimisti”.
Tornando agli investimenti del 2025, che sono cresciuti del 49% rispetto al 2023, Isi ha sottolineato come questi “abbiano toccato il livello più alto mai registrato, un risultato ottenuto grazie all’operatività del PNRR e all’accelerazione impressa ai programmi di potenziamento e manutenzione della rete. Questo piano di investimenti ha fatto registrare ricadute significative sull’economia nazionale e sui livelli occupazionali. Gli interventi effettuati nel 2025 hanno generato un indotto di 20,5 miliardi di euro sul valore della produzione e di 8,6 miliardi di euro sul PIL, con 112mila occupati nelle filiere coinvolte”. Insomma, “è uno sforzo senza precedenti” perché “mentre negli anni dell’Alta velocità avevamo qualche grande cantiere, i grandi contratti, in questo caso siamo davanti ad uno scenario completamente nuovo, quello dei 1.300 cantieri”, appunto. C’è sempre la questione dell’incremento dei costi: “è un tema che abbiamo affrontato soprattutto nel 2022, perché in quell’anno c’è stato il grande salto delle materie prime. In questo momento lo gestiamo con i sistemi normativi, quindi i vari decreti che accompagnano i cantieri”.
Le attivazioni del 2026
I lavori attualmente in corso interessano i principali corridoi ferroviari europei, lo sviluppo delle nuove linee AV/AC e il rafforzamento della rete regionale. In questo scenario si inseriscono anche i 25 miliardi di euro di fondi PNRR assegnati al Gruppo FS, di cui 18 già investiti fino a febbraio 2026. “Stiamo ultimando il Pnrr, in alcuni casi brillantemente, in altri con più difficoltà ma arriveremo al traguardo”, ha detto Isi. L’attività cantieristica, insieme agli interventi di routine svolti ogni notte per garantire la continuità del servizio, rappresenta la più grande trasformazione ferroviaria degli ultimi decenni. Tra le priorità del piano infrastrutturale, la costruzione di nuove linee ad Alta Velocità, con l’obiettivo di aumentare del 30% la popolazione raggiunta dai collegamenti veloci. Figurano, inoltre, il rafforzamento delle connessioni con porti, aeroporti e terminal logistici, la digitalizzazione della rete e l’aumento della resilienza climatica.
Entro il 2027 entreranno progressivamente in esercizio nuove infrastrutture ferroviarie e saranno conclusi importanti interventi di potenziamento tecnologico distribuiti lungo tutta la rete nazionale. A inizio luglio 2026 sarà attivata la tratta Napoli-Cancello, ulteriore lotto della linea AV/AC Napoli-Bari, che consentirà l’interscambio con la stazione Napoli Afragola diventando così un fondamentale snodo anche per la mobilità in Campania. “La fine dei lavori della Napoli-Bari è stimata nel 2029”, ha detto Isi, sottolineando che la nuova linea Av permetterà di viaggiare tra Napoli e Bari in circa 2 ore, contro le attuali 4, e tra Roma e Bari in 3 ore. Nel corso del secondo semestre del 2026, nel nodo di Genova, verrà attivato il sestuplicamento della tratta Genova Principe-Genova Brignole che consentirà, a regime, di separare i flussi metropolitani e regionali dal traffico a lunga percorrenza, aumentando capacità, frequenza e regolarità del servizio. A Roma terminerà la prima fase dei lavori della nuova fermata Pigneto, che diventerà uno dei principali hub di interscambio urbano tra le linee FL1/FL3 e la Metro C. In Sicilia, a Palermo, sarà operativa la tratta Giachery-Politeama dell’anello ferroviario, mentre tra Campania e Basilicata saranno conclusi i lavori per la velocizzazione della linea Battipaglia-Potenza. Inoltre, nelle Marche è prevista la fine dei lavori dell’elettrificazione della linea Civitanova – Albacina.
Sempre nel corso del 2026 proseguirà l’upgrade tecnologico del sistema ERTMS sulla linea AV/AC Roma-Napoli. Nel corso del primo semestre del 2027, invece, è prevista l’attivazione della linea Brescia-Verona, sul corridoio AV/AC Milano-Venezia. Inoltre, entreranno in esercizio le prime quattro linee convenzionali equipaggiate con sistema ERTMS: Terni-Sulmona, Lamezia Terme-Catanzaro Lido, Siracusa-Canicattì e Roccasecca-Avezzano. Infine, in Sardegna, verrà attivato il Lotto 2 del raddoppio Decimomannu–Villamassargia. Nel Nord Italia proseguono le attività collegate al corridoio del Brennero, con l’attivazione della prima fase prevista sulla tratta Fortezza-Ponte Gardena, primo lotto prioritario della linea di accesso sud alla Galleria di Base del Brennero, destinata a incrementare capacità e prestazioni del traffico merci e passeggeri lungo l’asse Monaco-Verona.
Il calendario delle interruzioni estive. Saranno salvaguardate le destinazioni turistiche
La conferenza stampa di ieri ha voluto essere anche un”operazione verità’ sull’impatto che i lavori di questi 1300 cantieri attivi avranno sulla circolazione. Interventi che comportano circa 272mila interruzioni programmate annue necessarie a consentire l’avanzamento dei lavori. Del totale degli investimenti, il 37% è destinato alla manutenzione e al miglioramento della resilienza dell’infrastruttura, mentre il 63% è rivolto alle grandi opere strategiche. Parallelamente è aumentato anche il numero delle interruzioni gestite da RFI, cresciute di circa il 115% dal 2023, in larga parte per sostenere l’avanzamento degli interventi finanziati dal PNRR. Per far fronte all’evoluzione delle attività di cantiere, si è passati ad un modello di interruzioni più lunghe, concentrate nei periodi di minor traffico, che consente di svolgere più attività in contemporanea, ottimizzare l’impiego delle risorse tecniche ed economiche e ridurre l’impatto complessivo sulla circolazione ferroviaria nel medio-lungo periodo. Il nuovo approccio permette, inoltre, di concentrare gli interventi in finestre temporali ben definite, massimizzando l’efficacia delle lavorazioni e razionalizzando i disagi per i viaggiatori.
Per quanto riguarda la rete ferroviaria nazionale, nei prossimi mesi sono previste alcune interruzioni programmate che garantiranno comunque adeguati livelli di mobilità e di offerta ferroviaria, anche attraverso itinerari alternativi e rimodulazioni del servizio: linea AV/AC Milano-Venezia: 2-16 agosto, interruzione di 15 giorni tra Verona e Vicenza per realizzazione attraversamento Vicenza e lavori nella stazione di Montebello con deviazioni di percorso; nodo di Firenze: 5 luglio-9 luglio e 26 luglio-30 luglio per la seconda fase della sostituzione del cavalcaferrovia Ponte al Pino, con soluzioni di viaggio che prevedono navette bus fra Firenze Santa Maria Novella e Firenze Campo di Marte o deviazioni sulla linea Tirrenica; linea AV/AC Milano-Bologna: 10-17 agosto, interruzione di otto giorni tra Piacenza Est e Melegnano per rinnovo deviatoi e soluzioni alternative sulla linea convenzionale Milano-Bologna; linea Milano-Genova: dal 3 giugno al 30 settembre sono previste le attività di manutenzione straordinaria del Ponte Po. In particolare, dal 20 luglio al 28 agosto, è prevista l’interruzione completa della linea con soluzioni alternative e allungamenti dei tempi di viaggio; linea AV/AC Firenze-Roma: 10-28 agosto, interruzione tra Chiusi Sud e Orvieto Nord per interventi di manutenzione alla galleria Fabro e al viadotto Paglia. Durante le attività di cantiere, i treni percorrono la linea convenzionale con allungamenti dei tempi di viaggio; linea Caserta-Foggia: dal 10 al 30 giugno per il proseguimento di attività previste della nuova linea AV/AC Napoli-Bari. Sono previste soluzioni alternative e corse con bus. La pianificazione degli interventi è stata definita salvaguardando, anche nel periodo estivo, le principali direttrici della mobilità a vocazione turistica nazionale. In particolare, resteranno percorribili le direttrici Adriatica e Tirrenica, la Liguria e i collegamenti da e per la Puglia, considerati strategici per gli spostamenti dei viaggiatori durante il periodo di maggiore affluenza. Fondamentale in questa fase la comunicazione all’utenza. “Abbiamo fatto una pianificazione importante sui media locali, sulle radio, sulle televisioni, sulla stampa, ma anche sui social network. Nel 2025 ottenuto 284 milioni di impression e 423mila click, il che vuol dire che lo strumento è stato utilizzato”, ha spiegato il Chief Corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer del Gruppo FS, Giuseppe Inchingolo. “In rapporto alla popolazione, 284 milioni di impression vuol dire che dall’informazione, mediamente, ogni ogni cittadino è stato raggiunto almeno cinque volte”.