LE AUDIZIONI SUL DECRETO PA ALLE COMMISSIONI BILANCIO E AMBIENTE DELLA CAMERA
Comuni, Regioni e Ance: sì al rafforzamento della capacità amministrativa della PA. “Ma ora è il momento di completare l’opera”
IN SINTESI
Entra nel vivo alle commissioni Bilancio e Ambiente della Camera l’esame del decreto legge PA. Al solito, le prime indicazioni utili arrivano dalle audizioni. Tra martedì e ieri le più significative sono state quelle di Comuni, Regioni e costruttori Ance.
Fioravanti (Anci): bene il superamento del tetto storico alla spesa per il personale, ora completare il percorso

I comuni apprezzano numerose misure del decreto ma chiedono anche risposte su dissesto finanziario, risorse PNRR per inclusione e disabilità, Protezione civile. “Accogliamo positivamente – ha detto ieri in audizione il presidente del Consiglio ANCI e sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti – il recepimento nel decreto PA di importanti misure da noi più volte sollecitate, a partire all’abrogazione del tetto storico della spesa di personale per le assunzioni a tempo indeterminato e alla possibilità di assicurare la prosecuzione degli investimenti relativi alle cosiddette piccole e medie opere. Tuttavia è necessario completare il percorso, intervenendo sulle criticità ancora aperte”. L’obiettivo dell’ANCI è portare a termine le innovazioni già contenute nel decreto, superare alcune criticità emerse nella loro applicazione e offrire agli enti strumenti più adeguati alle responsabilità che sono chiamati quotidianamente a esercitare. Tra le richieste Fioravanti ha ricordato le disposizioni relative al dissesto finanziario. “Occorre intervenire – ha sottolineato – proseguendo verso una revisione più organica e omogenea del Testo unico degli enti locali”.
Fioravanti ha poi richiamato l’attenzione sulle maggiori risorse previste per compensare il definanziamento di parte delle misure Pnrr in materia di inclusione sociale, Housing First e servizi destinati alle persone con disabilità. “Accogliamo positivamente questa previsione – ha detto – ma occorre assicurare che le risorse garantiscano tutte le opere e i servizi già avviati, anche alla luce delle numerose lettere di revoca ricevute in questi giorni dai soggetti attuatori”.
Per quanto riguarda la Protezione civile, il sindaco di Ascoli Piceno è tornato a chiedere “di superare l’attuale termine di venti giorni per il riconoscimento delle spese di somma urgenza, elevandolo a sessanta giorni dalla dichiarazione dello stato di emergenza e, in assenza della dichiarazione, a 180 giorni dall’avvio dell’intervento. ANCI ha anche consegnato emendamenti aggiuntivi che riguardano gli incarichi dirigenziali ex articolo 110 del TUEL, il trattamento economico accessorio, l’utilizzo delle economie del Fondo piccoli Comuni, i servizi di tesoreria comunale, le misure per le Unioni di Comuni e la facoltà di istituzione dell’imposta di soggiorno per tutti i Comuni.
Le Regioni: favorire la programmazione assunzionale, investire sui giovani, impedire la dispersione delle competenze mature

Anche la Conferenza delle Regioni ha espresso apprezzamento per diverse norme del decreto, ma hanno illustrato proposte emendative e anche questioni non comprese nel DL 144 che tuttavia aspettano soluzioni urgenti. In particolare, Claudia Morich, assessore al Bilancio della Regione Liguria, che ieri è andata in audizione, ha ricordato due criticità che già sono state segnalate al Governo come urgenti: il riconoscimento del servizio mensa o del buono pasto al personale che effettua prestazioni superiori alle sei ore giornaliere; la determinazione della retribuzione spettante durante il periodo di ferie e, in particolare, l’inclusione di componenti economiche ulteriori rispetto al trattamento fondamentale. “Si tratta – ha detto Morich – di questioni sulle quali si stanno consolidando orientamenti giurisprudenziali suscettibili di produrre effetti economici molto rilevanti per le amministrazioni regionali e per il Servizio sanitario nazionale. Le stime già effettuate evidenziano, infatti, un impatto potenziale superiore a 1,9 miliardi di euro per il solo contenzioso relativo a mensa e buoni pasto, cui si aggiungono ulteriori oneri collegati alla disciplina delle ferie. Per questo riteniamo non più rinviabile un intervento chiarificatore del legislatore, che assicuri certezza applicativa, sostenibilità finanziaria e coerenza con l’attuale assetto contrattuale, evitando che persistenti incertezze interpretative producano effetti non sostenibili per la finanza pubblica”. Un intervento che risolva il problema o sul piano normativo o su quello finanziario.
Sugli aspetti del decreto, Morich ha dato alcune indicazioni generali annunciando la trasmissione di un documento contenente le proposte di emendamenti entro la giornata di oggi. In tema di semplificazione procedurale e il coordinamento delle regole di spesa le Regioni ritengono che sia indispensabile raccordare pienamente le norme sulla sostenibilità finanziaria per le assunzioni con le limitazioni relative ai contratti di lavoro flessibile, evitando che vincoli storici ormai superati continuino a paralizzare l’operatività degli enti in regola con i parametri di bilancio. Al contempo, chiedono coraggio per eliminare le duplicazioni burocratiche che appesantiscono l’azione amministrativa senza aggiungere reali garanzie contabili.
Le Regioni ritengono necessario intervenire ancora in tema di reclutamento, valorizzazione delle professionalità e ricambio generazionale “per delineare una Pubblica Amministrazione più agile, equa e capace di pianificare il proprio futuro”. Fondamentale – ha detto Morich – è “rendere strutturale la possibilità di programmare la capacità assunzionale considerando, oltre alle cessazioni dell’anno precedente, anche quelle previste nell’anno in corso. Non si tratta di anticipare la spesa, poiché l’assunzione reale avverrà solo a seguito del turnover effettivo, ma di permettere una programmazione tempestiva che eviti che uffici strategici rimangano scoperti per mesi”.
Morich ha evidenziato la necessità di “investire sui giovani ed evitare la dispersione delle competenze mature”. Da un lato, si propone di prorogare i termini che consentono alle amministrazioni di utilizzare strumenti innovativi come i contratti di apprendistato e i contratti di formazione e lavoro in convenzione con le Università, dando alle stesse il tempo necessario per strutturare questi percorsi e attrarre le nuove generazioni. Dall’altro, si deve dare continuità alla facoltà di stabilizzare il personale a tempo determinato che ha già maturato una significativa esperienza sul campo. “Si tratta – ha detto Morich illustrandoi la proposta – di una misura assolutamente facoltativa, priva di automatismi e da attuare nei limiti delle facoltà assunzionali e dei posti in dotazione organica, indispensabile per non disperdere un patrimonio di competenze preziose per l’attuazione dei progetti territoriali”. In questa medesima ottica di efficienza e risparmio di risorse, è opportuno consentire alle amministrazioni di prorogare la vigenza delle graduatorie concorsuali ancora valide.
Ance: positivo proseguire il rafforzamento della capacità amministrativa della PA
Anche l’Ance accoglie positivamente il decreto-legge PA, in particolare là dove “si pone l’obiettivo di proseguire l’intervento di rafforzamento della capacità amministrativa avviato dal Governo negli ultimi anni e che è stato determinante, insieme all’impegno delle imprese, per la realizzazione del PNRR”. LA necessità di un rafforzamento della capacità amministrativa della PA è da tempo un cavallo di battaglia del neopresidente Antonio Ciucci.
L’Ance ha poi segnalato, in particolare, le misure urgenti per la prevenzione sismica e la ricostruzione post-calamità contenute agli articoli 18-24 del provvedimento. Vengono valutate “senz’altro positive” le misure che confermano la necessità di garantire continuità e risorse adeguate alla fase conclusiva della ricostruzione, come ad esempio: la proroga della gestione straordinaria della ricostruzione fino al 31 dicembre 2029; la possibilità di finanziare immediatamente la progettazione degli interventi urgenti e indifferibili; l’incremento di 60 milioni di euro l’anno, dal 2027 al 2051, delle risorse destinate alla ricostruzione privata.
Vi sono, poi, secondo i costruttori, norme che meritano particolare attenzione, in quanto “introducono nuove previsioni su temi delicati che impattano sulla prosecuzione della ricostruzione post sisma 2016: cancellazione dalla Anagrafe Antimafia degli esecutori, individuazione del cosiddetto “primo cratere” e sviluppo economico e sociale dei territori colpiti”.