IL CAMBIO AL VERTICE
Fs, si accelera sul nuovo cda. Salvini: “Lunedì in assemblea l’ad e tutta la nuova squadra”. Strisciuglio al timone con mandato triennale
Di fronte al bivio tra una soluzione ponte e una più stabile e strutturata, starebbe prendendo quota la seconda opzione per chiudere la crisi ai vertici di Ferrovie dello Stato, aperta dalle dimissioni dell’ex amministratore delegato Stefano Antonio Donnarumma. A indicare questa direzione sono le parole pronunciate ieri dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini: “L’assemblea è convocata per lunedì mattina e penso che ci sarà non solo il nuovo amministratore delegato, ma l’intera squadra Fs”. Una dichiarazione che, negli ambienti vicini al dossier, viene interpretata come il segnale della volontà di puntare fin d’ora su un assetto di governance a regime, anziché su una soluzione transitoria.
Il primo punto fermo è la convocazione dell’assemblea dei soci per lunedì alle 10.30. L’ordine del giorno non è stato ancora reso noto, ma, secondo quanto risulta, l’orientamento sarebbe quello di procedere al rinnovo dell’intero consiglio di amministrazione. Sarà poi il nuovo cda, una volta insediato, a nominare l’amministratore delegato e a conferirgli le relative deleghe. Salvo sorprese dell’ultima ora, la scelta dovrebbe ricadere sull’attuale amministratore delegato di Trenitalia, GianPiero Strisciuglio, già amministratore delegato di RFI. Un manager cresciuto all’interno del gruppo che corrisponde al profilo della “figura interna” indicato fin dall’inizio da Salvini come soluzione per garantire continuità gestionale.
Nei giorni scorsi era stata presa in considerazione anche un’altra ipotesi: la cooptazione di Strisciuglio nel consiglio di amministrazione e la sua successiva nomina ad amministratore delegato da parte dello stesso CdA. Una strada rapida ma con un limite non secondario: il suo mandato sarebbe scaduto insieme a quello dell’attuale consiglio di amministrazione, nella primavera del 2027, con l’approvazione del bilancio 2026. In sostanza, un orizzonte di poco più di un anno. Una prospettiva che avrebbe garantito una limitata continuità della governance proprio mentre il gruppo è chiamato ad affrontare un’agenda industriale particolarmente impegnativa. Inoltre, un’eventuale riconferma dell’amministratore delegato sarebbe coincisa con il pieno della campagna per le elezioni politiche, introducendo un ulteriore elemento di incertezza.
Dopo una gestione durata quasi due anni, Ferrovie dello Stato si trova infatti davanti a dossier di rilievo: dal completamento degli investimenti finanziati con il Pnrr all’attuazione del piano industriale, fino alla gestione delle pesanti criticità che continuano a interessare la rete ferroviaria. In questo contesto, un mandato pieno consentirebbe al nuovo amministratore delegato di imprimere una direzione strategica al gruppo con un orizzonte temporale più stabile. Tra le ipotesi valutate vi sarebbe stata anche quella di cooptare i nuovi consiglieri e nominare il nuovo amministratore delegato, lasciando poi a un consiglio di amministrazione “di transizione” il compito di rimettere il mandato nel giro di pochi mesi, così da consentire all’azionista di procedere successivamente al rinnovo dell’intero board. Un percorso ritenuto però più complesso. Le dichiarazioni di Salvini sulla presenza già lunedì della “nuova squadra” sembrano infatti allontanare questa soluzione.
Attualmente il consiglio di amministrazione risulta composto da quattro consiglieri ancora in carica: il presidente Tommaso Tanzilli, Pietro Bracco, Franco Fenoglio e Loredana Ricciotti. Prima delle dimissioni di Donnarumma, formalizzate il 30 giugno scorso, avevano lasciato il consiglio anche Tiziana De Luca e Caterina Belletti. Con quattro componenti ancora in carica su sette, il consiglio conserva formalmente la maggioranza dei propri membri.
Una delle prime partite che il nuovo amministratore delegato dovrà affrontare riguarda il rinnovo dei vertici delle società controllate. La prima casella da riempire sarà quella di Trenitalia, destinata a liberarsi con il passaggio di Strisciuglio alla guida della holding. La scelta è al centro delle valutazioni politiche della maggioranza, nell’obiettivo di mantenere un equilibrio nella distribuzione degli incarichi. Tra i nomi che circolano figura Sabrina De Filippis, attuale amministratrice delegata di FS Logistix, indicata da diverse fonti come un profilo gradito a Fratelli d’Italia. Tra gli altri candidati vengono indicati anche Simone Gorini, direttore dell’Alta Velocità di Trenitalia, e Domenico Scida, direttore della logistica. Per RFI, al momento, prende quota l’ipotesi di una conferma di Aldo Isi. Restano infine da definire anche gli assetti di alcune società del gruppo e la successione del direttore finanziario Fabio Paris.