LA MALEDIZIONE DEI FONDI ROSCO

Piano casa, tramonta la quarta gamba: non ci sarà il patrimonio separato Cdp RA con un miliardo PNRR

L’emendamento al piano casa sulla costituzione di un patrimonio separato era stato prima presentato in Parlamento dai relatori e poi ritirato su ordine di Palazzo Chigi. Quello strumento finanziario, dato per fatto dai giornali, ora è saltato definitivamente, quando si avvicina l’ultima e definitiva revisione del Piano europeo, ai primi di agosto.

10 Lug 2026 di Giorgio Santilli

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Piano casa, tramonta la quarta gamba: non ci sarà il patrimonio separato Cdp RA con un miliardo PNRR

L’ultima parola la dirà la proposta di revisione definitiva del Pnrr che l’Italia dovrebbe presentare a Bruxelles nei primi giorni di agosto. Da indiscrezioni raccolte da DIAC è però certo che non si farà l’operazione, data per certa da molti giornali, di destinare un miliardo dei fondi non spesi nel Pnrr allo strumento finanziario da affidare a Cdp Real Asset per la realizzazione di alloggi (in particolare, si era detto a un certo punto, per lavoratori in trasferta).

L’operazione – che portava alla costituzione di una quarta gamba del Piano casa – era stata oggetto di una delle vicende più anomale, sul piano parlamentare, degli ultimi tempi. Inusuale. I relatori al decreto legge 66 sul piano casa iin commissione Ambiente della Camera avevano infatti presentato un emendamento in cui si prevedeva la destinazione di dieci milioni di euro a Cdp Real Estate per costituire un patrimonio separato per la realizzazione di alloggi. Lì sarebbe poi confluito il miliardo proveniente dalla riprogrammazione Pnrr. L’emendamento era estremamente dettagliato e non si può immaginare fosse stato scritto dai relatori senza l’avalllo, almeno tecnico, del governo. A difendere quella proposta era subito sceso in campo il ministro Salvini. . Quando, però, il giorno dopo, l’emendamento si sarebbe dovuto mettere in votazione, a sorpresa i relatori lo avevano ritirato. L’ordine era arrivato direttamente da Palazzo Chigi.

Si disse allora – fu proprio il MIT a farlo – che l’emendamento doveva essere messo a punto meglio e che sarebbe stato ripresentato in un prossimo decreto.

Ora si ha invece la certezza che quella non fu una sospensione,, ma una rinuncia su cui probabilmente ha pesato anche il confronto con Bruxelles. Più probabile, però, che a segnare l’abbandono del patrimonio separato siano state le tensioni dentro il governo per il piano casa. Palazzo Chigi, in particolare, ha imposto la blindatura del decreto legge, consentendo l’approvazione di un solo emendamento di peso, quello che consente ai proponenti degli interventi per oltre un miliardo del terzo pilastro di realizzare liberamente edilizia non residenziale insieme all’edilizia residenziale secondo la formula iniziale del 70-30.

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