AUDIZIONE DELL'AMMINISTRATORE DELEGATO DI RFI

Isi: l’obiettivo 2035 è +30% di popolazione servita dall’Alta velocità. Nel 2025 11,6 mld di investimenti

L’audizione sul Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci (elaborato dal MIT in collaborazione con Fs) è stata l’occasione per fare il punto sugli obiettivi Fs al 2035 e sui risultati raggiunti nel 2022-2025. Nel documento le linee strategiche degli investimenti nel prossimo decennio (in precedenza era quiquennale) e le basi per il contratto di programma 2027-31.

01 Mag 2026 di Giorgio Santilli

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Isi: l’obiettivo 2035 è +30% di popolazione servita dall’Alta velocità. Nel 2025 11,6 mld di investimenti

Nuovo collegamento Palermo-Catania. 1.a macrofase. Pa-CT, lotto 6, Bicocca-Catenanuova

Aldo Isi, amministratore delegato di RFI

Nella lunga carrellata di obiettivi al 2035, enunciati a volte in termini più precisi, a volte più generici, dall’amministratore delegato di RFI, Aldo Isi, in audizione di fronte alla commissione Trasporti  della Camera, un numero si è percepito nettamente e si è imposto all’attenzione sopra gli altri: l’aumento del 30% della popolazione servita dall’Alta velocità, appunto entro il 2035.

Isi parlava con riferimento al Documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria, oggetto di un parere delle commissioni Trasporti di Camera e Senato. Il Documento ha il compito di offrire la cornice strategica dei prossimi 10 anni per orientare i contratti di programma fra MIT e RFI, a partire da quello relativo al periodo 2027-2031 Dal 2022 era in vigore il precedente Documento come strumento di pianificazione con un orizzonte quinquennale. Nel nuovo Documento, rafforzato dal Dl 19/2026 in attuazione dei nuovi obiettivi che sulla programmazione ferroviaria ha imposto il Pnrr, “la ferrovia – ha detto Isi – rimane centrale per il riequilibrio modale e la decarbonizzazione del Paese con obiettivi strategici ambiziosi nei prossimi 10 anni: sicurezza, evoluzione tecnologica, più Alta velocità, più trasporto merci, più accessibilità, più resilienza.
Ovviamente sugli orientamenti che dal DSPM transitano verso il nuovo Contratto di Programma 2027-2031 resta da risolvere il nodo delle risorse per finanziare i fabbisogni infrastrutturali e i criteri di valutazione.

I programmi al 2035

Fra le slide consegnate da Isi e dai dirigenti Fs presenti all’audizione ai parlamentari, curiosamente in via riservata (ma poi trasmesse a DIAC da qualche parlamentare “amico” in rispetto della doverosa trasparenza), spicca una tavola che riproduciamo qui sotto in cui viene indicata la situazione dell’Alta veloictà e delle grandi direttrici al 2035. Come si vede dalla cartina e dalla legenda affiancata, il piano Fs è significativamente generoso, contemplando estensioni e completamenti praticamente su tutta la rete prioritaria.

Come si diceva, il passo successivo è però fare i conti con i finanziamenti che saranno disponibili. Giusto per fare un esempio di cui si è a lungo discusso nel convegno NEM a Trieste di cui ha riferito ieri Cristina Carlini, la mappa indica la realizzazione della linea AV (ma dovrebbe trattarsi di velocizzazione) della Venezia-Trieste che però, al momento, non prevede finanziamenti, salvo che non dispongano qualcosa, in proposito, il contratto di programma 2025, fermato ormai da mesi dal MEF, o quello 2026 ancora da instradare.

Le principali attivazioni

Molto interessante, e anche molto più esplicito, anche il materiale consegnato per fare un bilancio del periodo 2022-2025. Prima di passare ai numeri merita attenzione la carta dell’Italia che indica 23 attivazioni infrastrutturali conseiderate le principali del periodo in questione.

Segnalate anche dall’esposizione di Isi, in particolare, tre opere: la linea Alta velocità da Brescia a Vicenza e le prime tratte della Napoli-Bari e della Palermo-Catania. Un riferimento anche al Passante di Palermo.

I numeri 2022-2025

C’è poi il capitolo del numeri del periodo passato. Dal grafico pubblicato in basso è evidente la forte espansione degli investimenti nel periodo in questione che – ha detto Isi – “ha avuto come motore il Pnrr. La principale sottolineatura dell’amministratore delegato di RFI ha riguardato il record storico di investimenti conseguito nel 2025 con un risultato di 11,6 miliardi che ha comportato anche un record assoluto di 345mila interruzioni di linea. Il 63% delle risorse – ha spiegato Isi – è stato assorbito dalle grandi opere, mentre il 37% è andato in investimenti per la sicurezza e le tecnologie.

In questo secondo capitolo sono stati segnalati, in particolare, i seguenti risultati: estensione dell’ERTMS di livello 2 su Chiasso–Monza, Brescia-Verona–Padova, Pavia–Voghera, soppressione di oltre 200 passaggi a livello su tutto il territorio nazionale, elettrificazione di linee per circa 160 km, in particolare sulla Biella– Santhià, sulla Montebelluna-Belluno–Treviso, sulla Roccaravindola-Isernia, sulla Codola–Salerno. Il Piano Integrato Stazioni, infine, ha rinnovato e riqualificato oltre 140 località di servizio per migliorarne accessibilità e intermodalità.

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